COMUNICATO STAMPA ADUC

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AUMENTO DEI PREZZI DELLE SIGARETTE:

COME NON RISOLVERE UN PROBLEMA E CREARSENE DEGLI ALTRI

Firenze, 13 Dicembre 2002. Tra i provvedimenti che il Governo e il Parlamento intendono adottare per far fronte alla crisi di finanziamento delle attivita' universitarie, c'e' quello di aumentare i prezzi delle sigarette. Un metodo tradizionale, adottato da qualunque Governo, perche' si basa su potenziali introiti sicuri: la vendita in regime di monopolio, senza alternative per il consumatore, dovrebbe essere una sorta di garanzia. Ma, per l'appunto, "dovrebbe". E noi crediamo sia vero proprio il contrario. Infatti ad ogni aumento di prezzo delle sigarette, i contrabbandieri si stropicciano le mani e si organizzano meglio: il loro business non potra' che subire un'espansione. E si venderanno meno sigarette legali.

E se da una parte lo Stato ipocrita gioira' perche', a coronamento della sua presunta vocazione salutista, vedra' diminuire le vendite di sigarette (di cui e' produttore e distributore monopolista), dall'altra non potra' che dolersi perche' i paventati introiti maggiori per finanziare l'Universita' non ci saranno. Qualcuno potrebbe obiettare che lo Stato, ai contrabbandieri, contrapporra' una forte azione di polizia, interna e doganale, per cui il prodotto illegale avra' un difficile mercato. Ma quanto costa economicamente un inasprimento di polizia interna e doganale? Gratis e ' impossibile. Quindi ulteriori soldi in un vortice di spesa che vede entrare (pochi) soldi da una parte, e uscirne (tanti) da un'altra.

E l'Universita' li', al palo. Per finanziare la crisi economica dell'Universita' hanno avuto una buona idea i senatori Francesco Nucara e Antonio Del Pennino che, con un emendamento, hanno proposto che quella parte dell'8 per mille su cui i contribuenti non danno indicazione per la destinazione (e che oggi viene distribuita nella stessa percentuale di colo che invece hanno dato indicazione) fosse destinata alla bisogna: solo per quest'anno, una "pezza" cioe', ma meglio di un dito in un occhio. Siamo sicuri che questa proposta non verra' lontanamente presa in considerazione e che invece andra' a gonfie vele l'aumento dei prezzi delle sigarette.

Perche' nel primo caso se ne lamenterebbe la Chiesa Cattolica (perderebbe piu' del 50% di quanto incassa oggi), mentre nel secondo se ne dorrebbero solo i fumatori, "sporchi e brutti" per le politiche salutiste, ma considerati fondamentali come riserva di introiti fiscali. Ma con i problemi che abbiamo evidenziato sopra e che, alla fine, lasceranno tutto come prima, facendo guadagnare solo i contrabbandieri e, quindi, creando solo piu' difficolta', per tutti.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc