COMUNICATO STAMPA ISTITUTO BRUNO LEONIL'ANTITRUST NON BLOCCHI LA PRIVATIZZAZIONE DEL TABACCO |
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Milano, 8 Novembre 2003 - Non solo le privatizzazioni in Italia procedono a rilento e sono realizzate controvoglia (unicamente per tappare i buchi di bilancio), ma ora vi sono pure "authority" che rischiano di cancellare quel poco che il governo ha realizzato in tale direzione. Dopo la cessione dell’Eti alla British American Tobacco, secondo fonti di stampa l’Antitrust italiano sembra intenzionato a ipotizzare l’esistenza di "una posizione dominante collettiva" in grado di ridurre la concorrenza. Per l’ente guidato da Tesauro, i due colossi del settore (Philips Morris, da un lato, e la nuova società composta da Eti e Bat, dall’altro) controllerebbero più dell’80% del mercato. E tutto ciò viene considerato pericoloso ed inammissibile dall'Antitrust. In realtà, se l’autorità di controllo dovesse bloccare la privatizzazione dell’Eti ci troveremmo di fronte all’ennesima conseguenza negativa di teorie economiche infondate, che continuano a considerare "competitivo" solo un mercato in cui sono attive più imprese e in cui nessuna di esse controlla una fetta troppo grande. Ma in realtà, questa è una visione distorta della concorrenza, per avere la quale è necessario e sufficiente che chiunque possa avere il diritto legale di proporsi ai consumatori. Se poi essi si orientano verso uno o pochi soggetti, dando loro fiducia, questo non può in alcun modo essere giudicato negativamente. Il caso del tabacco, inoltre, è quello di un mercato in cui le distorsioni non vengono certo dall'assenza di imprese, ma semmai dalla presenza oppressiva dello Stato, che con la tassazione da rapina operata ai danni dei fumatori e con una legislazione sempre più illiberale (dominata da un'impostazione salutista e repressiva) ostacola il libero gioco del mercato, negando di fatto la piena libertà di vendere e quella di fare pubblicità. Quanti in Italia hanno posizioni di responsabilità, allora, dovrebbero fare tutto il possibile per liberalizzare il mercato, invece che pretendere di sostituirsi alle scelte autonome dei consumatori e degli imprenditori: anche a rischio di mantenere nelle mani dello Stato un'impresa che lo Stato stesso non sa né deve amministrare. |
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