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23 Gennaio 2005 - Ormai si è arrivati al punto che se una tonnellata di una
sostanza X fa male, allora una molecola fa male - alla meno peggio "fa male di
meno", ma pur sempre fa male. Analogamente, una sigaretta fa male 1/20mo di 20
sigarette - ma fa sempre male! Questo è irrazionale, isterico e soprattutto falso; è una mentalità
assolutamente contraria alla realtà scientifica, che invece stipula una verità
inconfutabile: è la dose che fa il veleno. Se così non fosse,
tutto ucciderebbe. "X fa male (sempre e comunque)" è quindi un'affermazione
ideologica e non scientifica.
Ma lo Stato parla di "scienza", e ancora una volta
non dice il vero per indurre i cittadini a pensare nei termini di intolleranza
ed abolizionismo che sentiamo oggi. Si può rispondere all'affermazione che "il
fumo fa male" nell'unico modo reale: "Quanto? Il troppo stroppia -
sempre" - e ciò vale per qualsiasi cosa. Ma ecco il paradosso dei salutisti, che rivela la loro
ignoranza e arroganza a dispetto delle loro pretese certezze: siccome sono
incapaci di dirci quanto fa male, ecco che "non hanno dubbi" che tutto
fa male eccetto lo zero. Tolleranza zero = intelligenza zero = arroganza
infinita.
In realtà, fumare moderatamente potrebbe far
bene. Come? Diminuendo l'uso di ospedali, medici e medicine.
Quanto fumare può far bene? Meno di dieci sigarette al
giorno.
Differentemente dal Ministro della Salute e dai
suoi accoliti, noi non affermiamo nulla a meno che non possiamo sostenerlo con
una chiara base statistica o scientifica che mettiamo a disposizione e
all'esame del pubblico che riteniamo capace di leggere, apprendere,
giudicare e decidere anche senza essere medico e anche senza pontificazione,
patrocinio e "tutela" da oligarchie classiste di santoni sedicenti esperti.
Visto che la base scientifica (favorevole o contraria) sul fumo varia dal vago
al nullo, ecco delle statistiche da fonti importanti come il Department of
Health, Education and Welfare degli Stati Uniti (che metteremo presto a
disposizione) e l'Australian Bureau of Statistics. Quest'ultimo è un enorme studio
della popolazione australiana e ci presenta i seguenti dati.
Studio:
1989-90 National Health Survey. Lifestyle and Health
Australia - Castles I, Australian Bureau of Statistics. Catalogue No.
4366.0. Commonwealth of Australia. Alan Law, Commonwealth Government Printer,
Camberra, 1994.
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Presenza di una o più malattie a
lunga decorrenza in persone oltre i 44 anni di età |
| Non fumatori: 91,8% |
Fumatori: 89,0% |
|
Nessuna malattia
riportata |
| Fumatori: 24,9% |
Ex-fumatori: 15,9% |
| Non fumatori:
17,9% |
|
Malattie cardiovascolari (oltre i 45
anni di età) |
| Fumatori: 6,0% |
Ex-fumatori: 11,4% |
| Non fumatori:
6,7% |
|
Ipertensione (oltre i 45 anni di
età) |
| Fumatori: 18,3% |
Ex-fumatori: 27,0% |
| Non fumatori:
29,0% |
|
Sovrappeso (oltre i 45 anni di
età) |
| Fumatori: 38,9% |
Ex-fumatori: 49,5% |
| Non fumatori:
44,1% |
Come si può notare, gli ex-fumatori sono i più malati
di tutti, seguiti dai non fumatori (smettere di fumare è veramente una buona
idea, oppure è una buona idea di Big Pharma?...). I fumatori sono quelli in
condizioni migliori. Bisogna notare che queste non sono ipotesi statistiche
stile fumo passivo, ma dati reali. Sebbene del 1990, lo studio parla chiaro - e
chi ha voglia e tempo si può scaricare e
leggere la copia originale. Cliccare invece qui
per vedere lo studio convertito per il browser. Un'ultima nota su questo studio,
che dovrebbe farci pensare molto: sebbene la sua
esistenza sia riconosciuta dal Bureau (clicca
qui), quando si va a cercare lo studio per scaricarlo, esso è stato
rimosso dalla lista della documentazione (clicca
qui). Qualcuno, ovviamente ha fatto pressione sul Servizio Statistico
Australiano per rimuovere dalla circolazione uno studio scomodo. Bisogna far
credere che il fumo uccide - sempre e comunque.
Lo studio
offre statistiche per un rappresentativo gruppo di circa 15 milioni
di australiani, a riguardo delle loro condizioni di salute e
malattia durante il periodo 1999-90. Anche se di relativamente
breve durata, le eccezzionali dimensioni del gruppo permettevano il
rilievo di robusti dati statistici.
Lo studio
nota che i rischi dovuti al fumo erano propozionali all durata del
fumare espressa in anni, ma anche notava che “ mentre i fumatori
incorrevano elevati tassi di bronchite ed enfisema, essi anche
riportavano i più bassi tassi d’ ipertensione rispetto a ex-fumatori
e non-fumatori. Inoltre, una maggiore proporzione di fumatori
riportava di non aver incorso alcuna malattia. L’ età dei fumatori
modificava questi quadri, ma essi rimanevano simili per ogni gruppo
di simile età. Per contrasto, gli ex-fumatori riportavano un tasso
di malattie cardiovascolari più alto che per ogni altra categoria di
fumatori e non-fumatori.” (pagina 11 dello studio,
scaricabile qui).
In genere, lo
studio trovava i fumatori erano a minor rischio di tumori, diabete,
alto colesterolo, ipertensione, e malattie cardiache, anche se a
maggior rischio di bronchite ed enfisema.
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Table
2.6, p. 19. Percentuale di riposte per malattie riportate |
| |
| Malattia |
Fumatori |
Non fumatori |
Ex-fumatori |
| |
|
|
|
| Nessuna
malattia |
39.4 |
35.9 |
27.1 |
| Tumori |
2.2 |
2.8 |
4.3 |
| Diabete |
1.2 |
1.9 |
2.7 |
|
Colesterolo alto |
2.4 |
3.6 |
4.5 |
|
Ipertensione |
7.4 |
13.4 |
16.1 |
| Malattie
cardiache |
2.2 |
2.9 |
6.4 |
| Bronchite/enfisema |
5.3 |
2.5 |
5.1 |
... continua nei prossimi
aggiornamenti |