Il divieto di fumo ha migliorato la salute dei baristi, dice lo studio Fu il titolo di un articolo del Los Angeles Times il 9 Dicembre 1998. Ecco l’articolo. I baristi di San Francisco hanno manifestato profondi miglioramenti nella salute dell’apparato respiratorio entro solo due mesi dalla messa in atto in California del divieto totale di fumo in luoghi chiusi, iniziata in Gennaio, riferisce oggi l’università della California San Francisco. I baristi erano esposti a straordinarie quantità di fumo passivo prima del divieto – circa dalle quattro alle sei volte più alto del livello rilevato in altri luoghi chiusi. L’esame di 53 baristi prima e dopo l’entrata in vigore del divieto condotta dal dott. Mark D. Eisner e dai suoi colleghi all’università di San Francisco ha svelato che il 59% di coloro che avevano problemi di respirazione come affanno, mancanza di fiato e tosse al mattino non avevano più quei sintomi a meno di due mesi dall’inizio del divieto. Inoltre, nel Journal of the American Medical Association di oggi si riporta che il 78% di coloro che soffrivano d’irritazione agli occhi, naso, e gola non soffrivano più dei suddetti sintomi. “È un gran bel cambiamento in un periodo di tempo così breve” ha detto Eisner. Sebbene il numero delle persone esaminate sia relativamente piccolo, i risultati sembrano avere significato statistico… In un editoriale nello stesso numero della rivista [dell’AMA], il dottor Ronald M. Davis dell’Henry Ford Health System di Detroit affermava la necessità di ulteriori divieti in tutto il Paese. DOV’È LA TRUFFA? Di 53 baristi, 24 erano fumatori – e il fumo è un fattore di rischio per disturbi polmonari. E ciò che il Times non disse fu un’informazione chiave che descriveva come i dati erano stati raccolti. Dal primo al 31 Dicembre 1997, abbiamo intervistato i baristi nei loro posti di lavoro (bar o taverne), ed abbiamo praticato analisi spirometriche. Ulteriori interviste e spirometrie sono state condotte tra il primo ed il 28 Febbraio 1998 per valutare cambiamenti nei sintomi o nelle funzioni polmonari dopo l’istituzione del divieto [1] Non notate nulla? I baristi furono intervistati sulle loro condizioni respiratorie nel pieno del picco della stagione dell’influenza, e poi intervistati di nuovo dopo che la stagione era passata. Forse questa è la ragione per cui gli autori si sentirono obbligati a scrivere la seguente nota il fondo al loro studio: “Fattori confondenti derivanti da fumo personale ed infezioni al tratto respiratorio superiore potrebbero potenzialmente spiegare i miglioramenti respiratori osservati”. [2] Ma il Times, apparentemente, non era interessato da un titolo come: “Studio scopre che i baristi prendono l’influenza ma poi guariscono”. Un titolo del genere, d’altra parte, non andrebbe lontano nella giustificazione dei divieti di fumo. ________________________ [1] M.D. Eisner, A.K. Smith, P.D. Blanc, "Bartenders' Respiratory Health after Establishment of Smoke-free Bars and Taverns," |
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Journal of the American
Medical Association, December 9, 1998, page 1909-1914 [2] Ibid. |
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