La truffa del fumo passivo

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LEZIONE 1

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AVVERTIMENTO SANITARIO

ATTENZIONE: Questa documentazione contiene verità tossica in quantità sufficiente a recare seri danni alla salute politica dei truffatori antifumo. Provoca pensiero autonomo, perdita di fede nei camici salutisti, e risentimenti contro il regime di stato della salute pubblica.

I MEDIA SOCIALMENTE (IR)RESPONSABILI NON DEVONO DIVULGARE QUESTA INFORMAZIONE

Come si quantifica un rischio?

Le ricerche sui rischi per la salute umana sono fatte usando l'epidemiologia, una forma di statistica applicata alla scienza medica nello studio della cause di malattie. Se le cause sono singole, un virus o un microbo, la connessione di causa è relativamente facile, ma se una malattia ha più cause (malattia multifattoriale) è assai più difficile stabilire un nesso specifico. Sentiamo quanto confessano due santoni dell’epidemiologia multifattoriale:

"Le osservazioni epidemiologiche hanno seri svantaggi. Raramente esse possono essere fatte secondo le strette esigenze della scienza sperimentale, e quindi possono essere aperte ad una varietà di interpretazioni. Un particolare fattore può essere associato con qualche malattia semplicemente per via della sua associazione con un altro fattore che a sua volta causa la malattia, o l’associazione può essere un artefatto dovuto a qualche sistematica tendenza nella raccolta delle informazioni…"

"Comunemente ma erroneamente si suppone che la regressione multipla, la regressione logistica, o varie forme di standardizzazione possano essere usate di routine per rispondere alla domanda: 'E’ la correlazione dell’esposizione (E) con la malattia (M) dovuta semplicemente ad una correlazione comune di entrambe con fattore o fattori confondenti (C)?' … Inoltre, è ovvio che le regressioni multiple non possono correggere le importanti variabili che non sono mai state registrate… Tali svantaggi limitano il valore dell’osservazione negli esseri umani, ma finché non sapremo esattamente cosa causa il cancro e come certi fattori sono in grado di modificare gli effetti di altri, resterà il bisogno di osservare con immaginazione ciò che succede nelle varie e diverse categorie di persone…"

(Doll R, Peto R, The causes of cancer, JNCI 66:1192-1312, 1981. p. 1281)

Premesso quindi che il tutto è basato sull’ immaginazione e non su dati di fatto, l'incremento (o la diminuzione) di rischio è attribuito al rapporto tra il numero di malattie in un gruppo di persone che si crede siano esposte al rischio esaminato (esempio: il fumo passivo) e il numero di malattie in un gruppo di persone che si crede non siano esposte al rischio. Il numero emergente da tale rapporto è  chiamato rischio relativo (RR) [persone esposte : persone non esposte = rischio relativo]. Quindi, se il numero delle malattie è lo stesso negli esposti e non-esposti, il rapporto è 1 e non c'è incremento o diminuzione di rischio. Se il numero delle malattie è maggiore nelle persone esposte il rapporto è maggiore di 1 e il rischio è aumentato, e viceversa se il numero delle malattie è minore nelle persone esposte. Le persone esposte sono chiamate caso, quelle non esposte sono chiamate controllo. Qui di seguito è un esempio di come il rapporto di rischio verrebbe calcolato:

SVILUPPO DI CANCRO DELL'ALLUCE PER ESPOSIZIONE AI RAGGI DELLA LUNA

Le persone esposte  hanno  10 cancri
   ------------------------------------------------- =
1
Le persone non esposte hanno 10 cancri

Le persone esposte  hanno  20 cancri
   ------------------------------------------------- =
2
Le persone non esposte hanno 10 cancri

Le persone esposte  hanno  8 cancri
   ------------------------------------------------- =
0,8
Le persone non esposte hanno 10 cancri

Rischio relativo (RR) = 1, ovvero 0% d'incremento (o di diminuzione) di rischio

Rischio relativo (RR) = 2, ovvero 100% d'incremento di rischio

Rischio relativo (RR) = 0,8, ovvero 20% di beneficio

Vediamo invece come il rischio è calcolato in realtà con la scienza rottame sul fumo passivo. Nota: quanto segue è alla base di tutti gli "allarmi" salutisti, ed ha causato non solo il proibizionismo sul fumo, ma l'allarmismo sistematico su ogni cosa. Quanto segue è spesso alla base delle "prove scientifiche", e delle politiche d'interferenza nella vita dei cittadini da parte delle cosiddette autorità mediche.

PILASTRO TRUFFA NUMERO 1 - LA METODOLOGIA ASSURDA

  • Siccome è praticamente impossibile trovare delle persone ce non siano state esposte al fumo passivo, il calcolo di un rischio relativo tra persone esposte e non esposte non è possibile. Come stupefacente ripiego si prendono dei non-fumatori esposti al fumo passivo che abbiano già una malattia, diciamo il cancro al polmone, e che si definiscono come CASI (cioè casi di cancro al polmone). Si prendono poi dei non-fumatori anch'essi esposti al fumo passivo, ma che non abbiano il cancro al polmone, e che si definiscono come CONTROLLI. Come queste persone abbiano realmente contratto il cancro (fosse anche con esposizione ad uranio 235) è irrilevante.
  • Sia i casi che i controlli devono dichiarare di essere non-fumatori, ma naturalmente c'è chi mente, ed è naturale che mentano di più i casi che hanno il cancro. Inoltre, i casi con cancro devono per forza essere più esposti ad altri rischi per cancro che non i controlli sani, e ci sono molti rischi per cancro al polmone che gli studi in genere non si peritano di controllare. Per una lista completa dei rischi di cancro al polmone, vedi Appendice 1.
  • Attraverso interviste (spesso agli eredi se le persone con cancro sono decedute) e spesso a distanza di anni, si fanno domande per avere un’idea della loro esposizione al fumo passivo, basandosi esclusivamente sulle loro dichiarazioni. Indubbiamente è solo naturale che una persona con il cancro cerchi di biasimare qualcosa, di farsene una ragione, di trovare un responsabile -- in questo caso il fumo passivo -- con più forza che una persona senza cancro. Nessuna misurazione diretta è praticata, né è possibile.. Le cosiddette misure di esposizione vengono ottenute chiedendo quante sigarette al giorno il papà Antonio, lo zio Beppe, il nonno Poldo, o il marito Agilulfo fumavano quando uno era bambino, mentre uno cresceva, o da adulto nel giro di 20 - 30, o 60 anni fa'. Le vaghissime risposte ottenute vengono riportate come numeri specifici - numeri che in realtà sono assolutamente inattendibili, ma che vengono presi come realtà provata
  • Si divide quindi l'esposizione media dichiarata delle persone esposte e con il cancro (casi) -- o le risposte ancor più inattendibili dei loro eredi -- per l'esposizione media dichiarata delle persone esposte e senza cancro (controlli), e si asserisce che rapporto costituisce il rischio relativo dovuto all'esposizione al fumo passivo!  

SVILUPPO DI CANCRO POLMONARE PER ESPOSIZIONE AL FUMO CON LA TRUFFA DEL FUMO PASSIVO

Tutte le persone esposte  hanno cancri
e DICONO di essere state esposte a 20 sigarette al giorno
   ------------------------------------------------- = 1
Tutte le persone esposte non  hanno cancri
e
DICONO di essere state esposte a 20 sigarette al giorno

Tutte le persone esposte  hanno cancri
e
DICONO di essere state esposte a 22 sigarette al giorno
   ------------------------------------------------- =
1
,1
Tutte le persone esposte non  hanno cancri

e
DICONO di essere state esposte a 20 sigarette al giorno

Tutte le persone esposte  hanno cancri
e DICONO di essere state esposte a 20 sigarette al giorno
   ------------------------------------------------- =
0,75
Tutte le persone esposte non  hanno cancri

e
DICONO di essere state esposte a 15 sigarette al giorno

Rischio relativo (RR) = 1, ovvero 0% d'incremento (o di diminuzione) di rischio

Rischio relativo (RR) = 1,1, ovvero 10% d'incremento di rischio

Rischio relativo (RR) = 0,75, ovvero 25% di beneficio (ma non si dice mai perché bisogna far vedere che il fumo fa male)

IN ALTRE PAROLE... Se per esempio i controlli sani sono esposti a un valore X e i casi (gruppo esaminato) con cancro a un valore X più il 10 percento, ci si azzarda a dire che il fumo passivo costituisce un rischio del 10%. Per contrasto, se i controlli sani sono esposti a un valore X e i casi con cancro ad un valore X meno il 10 percento, si dovrebbe dire che il fumo passivo protegge al 10 percento per il cancro al polmone (ma naturalmente non lo si dice perché non è politicamente corretto). In breve, questi truffatori vogliono farci credere che una differenza del 10% in esposizione al fumo passivo causi il cancro al polmone in tutti i casi che già lo hanno, e non nei controlli che non lo hanno!

IL TEOREMA DELL'ASSURDO -- Si avvalla l'ipotesi che l'essere esposti al 100% del fumo passivo (come i controlli) non causa cancro (perché sono tutti sani), ma l'essere invece esposti al 110% del fumo passivo è causa di cancro, perché tutti i casi (che sono stati selezionati a priori col cancro, di cui non si sa l'origine) lo hanno!

NOTE EPIDEMIOLOGICHE

Nonostante che questa sia una nuova pubblicazione, già diversi lettori, sbalorditi da quanto affermiamo in questo breve corso sulla natura degli studi epidemiologici a riguardo del fumo passivo, ci hanno contattato increduli per chiedere se queste rivelazioni fossero realmente veritiere e non delle tendenziose invenzioni da parte nostra. Assicuriamo i nostri lettori che ci guardiamo bene dall'inventare alcunché, e che siamo assolutamente dedicati a sostenere quanto presentiamo con prove di fatto.

Nel caso, riportiamo qui copie autentiche delle sezioni descriventi gli studi designati come casi/controllo, come stampato in due testi di Epidemiologia tra i più usati nelle Università degli Stati Uniti e altrove. (Lilienfeld AM, Foundations of Epidemiology. Oxford University Press. New York, 1976; e Rothman KJ, Modern Epidemiology. Little, Brown and Company. Boston/Toronto, 1986). Il lettore interessato a maggiori dettagli può consultare queste ed altre equivalenti fonti al riguardo. I testi qui riportati avallano la nostra descrizione degli studi casi/controllo, e ne delineano le difficoltà di esecuzione ed interpretazione.

Questo tipo di studi viene usato con marginale validità nella ricerca di ipotesi di causalità, ma produrrà sempre osservazioni di limitato valore evidenziale e mai di convincente carattere scientifico. Inoltre è chiaro che la plausibilità dei risultati è strettamente legata alla robustezza della differenza in esposizione tra casi e controlli - robustezza che come minimo si giudica deva essere oltre il 200% - 300%, a seconda dello studio. Nel caso del fumo passivo questa differenza è minore del 20%, e quindi assolutamente inattendibile.

 

BENVENUTI NEL MONDO DELLA SCIENZA ROTTAME. RIPETIAMO, QUESTA E' LA BASE SU CUI TUTTO L'ANTIFUMO MONDIALE FONDA I "PERICOLI" DEL FUMO PASSIVO, LE PROIBIZIONI, LE TASSAZIONI, L'ISTERISMO, E TUTTO IL RESTO DELLA FANFARA.

 SIMILI METODOLOGIE ASSURDE SONO SPESSO USATE PER STABILIRE LE “ASSOCIAZIONI” STATISTICHE PER IL FUMO ATTIVO, MA ESSE NON SONO L’OGGETTO DI QUESTO CORSO.

QUESTA METODOLOGIA E' ANCHE ALLA BASE DELLE SVARIATISSIME ALTRE "EPIDEMIE" E "PERICOLI" DI CUI SENTIAMO PARLARE OGNI GIORNO, SANCITE DAI SANTONI SALUTISTI CHE VEDIAMO IN TV E SUI GIORNALI, E CHE GODONO DELLA FIDUCIA DEL PUBBLICO, DEI MEDIA E DELLO STATO. QUESTA INDUSTRIA DELLA PAURA (E LE SUE AGENDE POLITICHE E COMMERCIALI) COSTA CENTINAIA DI MILIARDI PUBBLICI IN QUALSIASI VALUTA, SPESI PER FINANZIARE IL TUTTO.

 

Se ne hai già avuto abbastanza, fermati qui. Altrimenti, procedi con Lezione 2