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PILASTRO TRUFFA NUMERO
2 - I PERICOLI CHE SONO SOLO NELLE
PAROLE
Vediamo insieme gli studi . Ricordiamoci: barra (che
rappresenta graficamente i risultati dello studio) a sinistra
dell'asse verticale = rischio diminuito; barra a destra
= rischio aumentato; barra a cavallo = studio
non valido; barra a destra che non va oltre le tacche 3 o
4 non rappresenta un rischio significativo.
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
| Tavola
1 - CANCRI POLMONARI IN DONNE NON FUMATRICI SPOSATE A FUMATORI |
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- La stragrande maggioranza degli
studi sono a cavallo dell'asse verticale e non dimostrano
nulla.
- Il numero a destra del Paese
indica la quantità di persone esaminate (cioè intervistate
con questionari).
- Gli studi coprono una grande
varietà di Paesi e condizioni.
- Notare che più piccolo è lo
studio, più grande è la variabilità del rischio (lunghezza
della barra), perché il margine di errore è maggiore.
- I pochi studi che esibiscono un
rischio statisticamente significativo e grosso abbastanza (tutto a destra
dell'asse e almeno oltre la tacca 3) sono piccoli, al
disotto delle cento persone intervistate, quindi con grande
possibilità di errore (come si fa a chiamare
"studio" l'intervista di sei persone, come
l'ultimo in fondo??!!).
- Studi più massicci o esibiscono un
beneficio (3
– Wu-Williams, tutto a sinistra ma senza significato perché
non arriva nemmeno al 100% di diminuzione, tacca 2), o falliscono di
esibire rischio perché a cavallo dell'asse.
- Studi a cavallo dell'asse
verticale = studi che non hanno dimostrato nulla perché
indicano simultaneamente diminuzione ed aumento di rischio,
quindi non validi.
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... Forse alcuni di questi studi sono
imperfetti, perché fatti in Paesi "non affidabili"? Forse
quelli fatti in America (Paese così "avanzato") sono più
affidabili? |
Allora vediamo solo quelli, e
scopriamo che gli studi più "accurati" non provano proprio
nulla!
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
| Tavola
2 - CANCRI POLMONARI IN DONNE AMERICANE NON FUMATRICI SPOSATE A
FUMATORI |
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Di nuovo:
- Nessuno degli studi
indica rischio perché tutti si trovano a cavallo dell'asse.
- Per il numero delle persone
esaminate, riferirsi a Tavola 1.
- Notare che più piccolo è lo
studio, più grande è la variabilità del rischio (lunghezza
della barra), perché il margine di errore è maggiore.
- Studi a cavallo dell'asse
verticale = studi che non hanno dimostrato nulla perché
indicano simultaneamente diminuzione ed aumento di rischio,
quindi non sono validi.
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Ah, ma forse non si vede
pericolo perché le donne non fumatrici esposte al fumo passivo non sono
state esposte dall'infanzia. Infatti lo sanno tutti che il fumo
passivo è più dannoso per i bambini perché, poverini, sono più
deboli ... Se
si potessero vedere studi su quelli, allora si che si vedrebbe il VERO
pericolo che il fumo passivo rappresenta per i nostri piccoli!
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Non c'è problema, ecco l'evidenza.
Vediamo come stanno le cose.
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
| Tavola
3 - CANCRI POLMONARI IN NON FUMATORI ESPOSTI AL FUMO PASSIVO FIN
DALL'INFANZIA |
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Di nuovo:
- Tranne uno molto piccolo, tutti
gli studi sono a cavallo dell'asse.
Quello che indica rischio (Sun), non
raggiunge però significato, perché arriva a malapena a passare il
200% di incremento (tacca 3 della linea orizzontale).
- Notare che più piccolo è lo
studio, più grande è la variabilità del rischio (lunghezza
della barra), perché il margine di errore è maggiore.
- Studi a cavallo dell'asse
verticale = studi che non hanno dimostrato nulla perché
indicano simultaneamente diminuzione ed aumento di rischio,
quindi non validi.
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... Probabilmente qui si continua a
mancare il bersaglio. Senz'altro i pericoli del fumo passivo sono
più spiccati sul lavoro, dove la maggior parte della gente trascorre
dalle otto alle dieci ore al giorno, spesso a fianco di un fumatore che
li costringe ad inalare contro la loro volontà. Ed è la lunga
esposizione a questo fumo involontario che causa il cancro polmonare
nelle vittime dei fumatori!
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Ottimo punto! Vediamo l'evidenza:
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
| Tavola
4 - CANCRI POLMONARI IN NON FUMATORI ESPOSTI AL FUMO PASSIVO SUL
LAVORO |
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Di nuovo:
- Tranne uno molto piccolo
(Kabat1), tutti
gli studi sono a cavallo dell'asse.
- Notare che più piccolo è lo
studio, più grande è la variabilità del rischio (lunghezza
della barra), perché il margine di errore è maggiore.
- Studi a cavallo dell'asse
verticale = studi che non hanno dimostrato nulla perché
indicano simultaneamente diminuzione ed aumento di rischio,
quindi non validi.
NOTA
IMPORTANTE: Come per gli studi della tavola 3, anche gli
studi di cui sopra furono intenzionalmente ignorati dalla Environmental Protection Agency statunitense proprio perché non avevano dimostrato che il fumo passivo sul
posto di lavoro nuoce ai non fumatori. Quest'altra
"dimenticanza" fu un'altra delle svariate truffe metodologiche
che portarono alla condanna per truffa scientifica della EPA da
parte della Corte Federale degli Stati Uniti del 1998 (http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/epafrode.htm),
e
all'ordine della Corte stessa di rimuovere
il fumo passivo dalla lista dei cancerogeni di classe
"A", cioè quelli pericolosi, nonché dell'invalidamento
della cifra dei 3,000 "morti" da fumo passivo, che in realtà non
sono mai esistiti.
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Gli
antifumo si guardano bene dal menzionare la condanna per truffa della
EPA (e relativo ordine della Corte Federale di rimuovere
il fumo passivo dalla lista cancerogeni),
perché ciò danneggerebbe
la loro campagna proibizionista,
ma specialmente rivelerebbe la truffa
metodologica che
portano avanti per far credere al popolo che il fumo "nuoce
alle persone che vi circondano".
Si noti che anche dopo che la EPA ignorò
l'evidenza che non le tornava comoda, ancora l'incremento di rischio di
cancro era talmente basso da essere ridicolo anche se misurato col metro
truffaldino degli antifumo. Gli stessi consulenti
della EPA raccomandarono ad essa di non classificare il fumo passivo
come cancerogeno (vedi documentazione originale a: http://www.forces.org/evidence/files/epa-epid.htm
e http://www.forces.org/evidence/files/epa-asse.htm
). Ma l'imperativo politico-farmaceutico di far passare il fumo passivo
come un pericolo pubblico doveva essere obbedito. La EPA allora ricorse
alla riduzione dell'intervallo di confidenza (vedi
sopra) per far tornare i conti, ed anche così riuscì a raggiungere
un incremento di rischio di solo il 19%!
Per un'analisi dettagliata
della metodologia truffaldina usata dalla EPA, visitare http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/luik-it/luik.htm.
Infine,
si compari la cifra truffaldina delle "morti da fumo passivo"
della EPA (3.000 su una popolazione di 260 milioni di abitanti) con
quelle assai più fantasiose dell'Istituto Tumori italiano (2.000 -
2.500 su una popolazione di circa 55 milioni (come recentemente annunciato nella
trasmissione "Quark"), o quelle ancora più
assurde annunciate dal portavoce della Lega Italiana contro i Tumori
venerdì 19 Luglio 2002 alla trasmissione della RAI "Radio
anch'io", andata in onda alle 9:30 del mattino: 8.000 morti in
Italia! Non dimentichiamoci di CHI afferma queste assurdità, e riflettiamo
sul fatto che la serietà di queste istituzioni si è ridotta al punto
di giocare al
lotto con morti statistiche inventate di sana pianta.
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| Spiacente,
ma vi sbagliate. E' proprio di pochi giorni fa' la notizia che
l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC)
ha pubblicato
un nuovo studio che prova definitivamente una connessione tra il fumo
passivo e il cancro polmonare. Sempre più autorità mediche
riconoscono che il fumo passivo causa il cancro. Ora persino
quest'agenzia dell'ONU l'ha riconosciuto. |
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Grazie
per mettere in rilievo questo importante punto. Prima di tutto,
l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC) ha
trovato un incremento di rischio di solo il 20% - e ciò usando
la stessa meta-analisi usata dalla EPA (che aveva, infatti, trovato solo
il 19%)! Esistono ragioni di credere che, visto che la EPA ha fatto
appello alla sentenza di truffa della Corte Federale americana nei suoi
confronti, dopo uno stallo di cinque anni è possibile che presto la
Corte d'Appello americana debba emettere la sua decisione. Tutti gli
esperti legali sono convinti che la Corte d'Appello confermerà la
sentenza di truffa della Corte Federale, rimuovendo così il pilastro
centrale della truffa del fumo passivo. E' quindi ragionevole che, visto
che lo studio IARC è praticamente un doppione dello studio EPA, la
truffa metodologica sia stata "spostata" fuori dalla
giurisdizione americana per chiare ragioni legali e politiche,
mettendola "al sicuro" da ogni pericolo perché su
"territorio internazionale", mentre la si è riconfermata per
mantenere la fraudolenta spinta propagandista antifumo.
Abbiamo visto come incrementi di rischi statistici inferiori a
200-300% non provino nulla anche quando la barra cade a destra dell'asse di mezzo. Avere dichiarato che esiste "prova" di
connessione con il cancro polmonare con un'elevazione di rischio di solo
il 20%, forse di conclusivo dimostra solo che le multinazionali farmaceutiche sono
arrivate anche alla IARC (per vedere gli enti e gli individui che
sono pagati dalle multinazionali farmaceutiche per disinformare sul
fumo, visitare http://www.forcesitaly.org/italy/files/rwjfint.htm,
tenendo a mente che la lista costì fornita è solo
parziale). Il fatto poi che lo "studio" sia
stato commissionato dall'OMS (che è finanziata al 75% dalle
multinazionali farmaceutiche - http://www.forces-nl.org/WHO/)
dovrebbe dimostrare il punto non fosse altro a puro livello intuitivo.
Quindi, e in ultima analisi, la IARC e la OMS non hanno fatto
altro che confermare che il fumo passivo NON E' pericoloso,
coprendo questi devastanti risultati con le affermazioni opposte per
truffare governi, media e popolazioni, di nuovo dimostrando la loro
corruzione/prostituzione politica e morale.
Entrambi gli enti, infatti, hanno svolto
studi seri che non sono stati in grado di rilevare alcunché (http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/evid/fumo_passivo.htm#oms); tuttavia,
al momento di interpretare i risultati la IARC e l'EPA hanno
mentito sapendo di mentire, e cioè hanno definito "causale"
un legame che, secondo i loro stessi studi, era talmente debole da dover
essere giudicato inesistente! Ciò che è VERAMENTE
preoccupante è l'accettazione politica che un'elevazione di rischio di
solo il 20% costituisca prova di causalità. Ciò significa, infatti,
che praticamente ogni sostanza usata dall'uomo (e praticamente qualsiasi
attività umana) può diventare il bersaglio del tandem
OMS-multinazionali farmaceutiche-ministeri della sanità, perché praticamente tutte le suddette
sostanze e attività comportano un'elevazione di rischio pari o
maggiore di quella del fumo passivo, incluso bere un bicchiere di latte
al giorno, che costituisce un'elevazione del 114% del rischio di
cancro polmonare!
Vediamo qualche esempio di elevazione di rischio statistico in
attività quotidiane – ammesso e non concesso che vogliamo
crederci!
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Esposizione e malattia |
Rischio
relativo (RR) |
Elevazione rischio in % |
|
Fumo passivo e cancro polmonare |
1,19 |
19% |
|
Assunzione di olio di oliva e cancro della mammella |
1,25 |
25% |
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Vasectomia e cancro della prostata |
1,3 |
30% |
|
Obesità in donne e morte prematura |
1,3 |
30% |
|
Lavoro sedentario e cancro al colon |
1,3 |
30% |
|
Tre tazze di caffè alla settimana e morte prematura |
1,3 |
30% |
|
Peso alla nascita in eccesso di 4Kg e cancro della mammella |
1,3 |
30% |
|
Calvizie in uomini sotto i 55 anni e infarti |
1,4 |
40% |
|
Assunzione quotidiana di margarina e malattie cardiache |
1,5 |
50% |
|
Assunzione di acqua del rubinetto e aborto spontaneo |
1,5 |
50% |
|
Uso regolare di collutorio e cancro della bocca |
1,5 |
50% |
|
Aborto e cancro al seno |
1,5 |
50% |
|
Assunzione di yogurt e cancro delle ovaie |
2 |
100% |
|
Assunzione di latte intero e cancro polmonare |
2,14 |
114% |
|
Obesità in donne non fumatrici e morte prematura |
2,2 |
120% |
|
Assunzione di carne rossa e avanzato cancro della prostata |
2,6 |
160% |
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Acqua potabile clorata e cancro della vescica |
da
2 a 4 |
da 100% a 300% |
|
Lavande vaginali e cancro della cervice |
4 |
300% |
|
Stress sul lavoro e cancro colo-rettale |
4,5 |
350% |
|
Assunzione in eccesso di 12 hot dog al mese e leucemia |
9,5 |
850% |
|
Uso di reggiseno tutto il giorno e cancro della mammella |
12.500 |
Oltre 12.000% (dodicimila)! |
 |
E'
chiaro che il rischio rappresentato dal fumo passivo è piccolo,
ma questo è un discorso da multinazionale del tabacco, da cui
probabilmente ricevete fondi. La realtà è che anche un rischio
piccolo a cui però è esposta una grande massa di popolazione
diventa un rischio grande! I campi elettromagnetici industriali,
per esempio, rappresentano un incremento di rischio di leucemia
infantile di
circa il 100%, ma pochissime persone sono esposte. Per il fumo
passivo, la IARC fa vedere
solo il 20% di incremento, a cui però in Italia sono
potenzialmente esposti
oltre 33 milioni di innocenti, inclusi i bambini. Quindi, il fumo
passivo rappresenta un rischio molto sostanziale, ed è
questa la ragione legittima alla base del divieto di fumo in
pubblico. |
Innanzitutto, già che ci siamo,
chiariamo che di fondi dalle multinazionali del tabacco non ne
riceviamo. Ai nostri
denigratori rispondiamo sempre: "Magari! Se
ricevessimo fondi dalle multinazionali del tabacco pari a un
millesimo di quanto i professionisti antifumo ricevono da quelle
farmaceutiche (e da fondi pubblici), non saremmo qui a discutere della truffa del fumo
passivo, perché avremmo la potenza di esporre e dimostrare tale truffa
ad una vasta porzione della popolazione - e magari portare
anche qualche famoso truffatore antifumo in tribunale". Una
volta che si conoscono le semplici basi, infatti, la truffa è così
palese da essere comprensibile a chiunque.
Ciò
detto, passiamo alla sostanza. Quando uno studio su malattie
multifattoriali (importante:
ciò significa che non si sa esattamente che si sta misurando) non riesce a
dimostrare un incremento di rischio superiore ad almeno il 200%, vuol dire che
quello studio ha fallito di dimostrare un pericolo significativo. In parole povere, l'elevazione teorica di
rischio è così tenue da non
essere praticamente distinguibile da zero, perché non si ha idea se
si siano misurati i rischi da fumo passivo o i rischi da qualcos'altro. Quello che i
truffatori antifumo fanno, in pratica, è
una delle tre seguenti cose -- e spesso pure le combinano:
- Prendono la piccola elevazione di
rischio teorico che vale zero dallo studio X e la moltiplicano per
la popolazione esposta. Ma zero moltiplicato per qualsiasi
numero fa sempre zero. Ripetiamo: lo studio ha fallito di
dimostrare un pericolo significativo. Un fallimento moltiplicato anche per
cento miliardi è sempre un fallimento - non una prova, e
certamente non dimostra un pericolo.
- Sommano gli studi che hanno fallito
di dimostrare un pericolo con significato statistico (cioè TUTTI
meno uno minore - vedi Kabat 1 in tavola 4) ed affermano che c'è
una "sempre crescente montagna di evidenza che il fumo
passivo fa male". Ma zero sommato a cento altri zeri fa
sempre zero, quindi la montagna semplicemente non esiste.
- Menzionano studi che fanno vedere che
persone esposte al fumo passivo hanno cotinina nelle urine o
nei capelli, deducendo che ciò è prova di pericolo. La
cotinina è un metabolita della nicotina, presente in quantità
infinitesimali nel fumo passivo. Si noti che la nicotina è
abbondante anche nelle verdure (specialmente pomodori)
quindi, incidentalmente, un non fumatore che abbia mangiato pomodori
ha abbondante presenza di cotinina nelle urine -- ma gli
"studi" di questo tipo non considerano mai
la dieta. Ma ciò non è nemmeno la parte più
vergognosa. Dieta a parte, la presenza di cotinina indica solo che
il non fumatore è stato esposto al fumo passivo, >NON<
che egli sia stato danneggiato -- come invece si implica a livello
intuitivo ed emozionale, consciamente ignorando il fatto scientifico
che il pericolo non è mai stato provato!
L'affermazione che
"esiste un consenso scientifico che il fumo passivo sia un pericolo
per la salute" è basata su (1), (2), e (3) e ignorando, silenziando, o denigrando ogni dissenso.
Ma, come abbiamo visto, non esiste alcuna prova del pericolo del fumo
passivo: quindi la
presenza di cotinina significa solo esposizione ad un pericolo
niente affatto dimostrato. Si tratta quindi di un'intenzionale
mistificazione intesa a spaventare non fumatori e genitori di
bambini esposti.
Ammesso che ortaggi come pomodori non siano stati mangiati prima
della rilevazione degli "studi", infatti, si da una vera prova di esposizione, ma una
falsa dimostrazione di
pericolo. Anche se si volesse perdonare l'ignoranza della televisione
ed altri media che diffondono questa disinformazione (non ci si può
aspettare che siano esperti su tutto), il fatto che
questo trucco sia usato apertamente da oncologi e da pneumologi
anche ben noti dimostra appieno il paternalismo, la mancanza di
argomenti reali, e la profonda corruzione etica e professionale cui questi individui
ricorrono per avanzare l'agenda farmaceutica antifumo ed è, infine,
una lampante dimostrazione del nuovo concetto della pubblica
"sanità", secondo il quale è OK dare ai cittadini
informazione falsa o distorta per ottenere il desiderato comportamento.
Ma i cittadini non
pagano le tasse (e i canoni televisivi) per farsi truffare in questo
modo.
| Ve bene. Anche concedendo che il fumo passivo non causi il cancro
polmonare, eminenti cardiologi ci assicurano che esso causa malattie
cardiovascolari. Certamente, queste persone sanno il fatto loro, e si
basano su solide prove, che certamente sono inoppugnabili. |
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Davvero? Vediamo gli studi a proposito:
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
| Tavola
5 - MALATTIE CARDIACHE IN NON FUMATORI ESPOSTI AL FUMO PASSIVO |
 |
- M, F = maschi, femmine.
- Tutti gli studi con un notevole numero di soggetti esaminati
(cioè intervistati) hanno fallito di
dimostrare un aumento di rischio delle malattie cardiache
di non fumatori esposti al fumo passivo.
Solo tre studi minori, due dei quali hanno esaminato
solo 23 e 20 persone rispettivamente, fanno vedere un incremento
di rischio che ecceda la tacca 3. Viste però le ridotte
dimensioni di questi tre studi, il loro margine di possibile
errore è enorme, e sarebbero stati giudicati (giustamente)
inattendibili anche se avessero fatto vedere una diminuzione di
rischio.
Studi a cavallo dell'asse verticale = studi che non hanno
dimostrato nulla perché indicano simultaneamente diminuzione ed
aumento di rischio, quindi non validi.
|
Anche se si diventa molto
"creativi" e si combinano tutti gli studi (si pratica, cioè,
meta-analisi come ha fatto la EPA e recentemente la IARC), non si riesce
comunque ad arrivare ad un incremento significativo di rischio. Si noti
che questo tipo di "creatività" è eticamente scorretta (ed
ancora oggetto di animati dibattiti), ma
è usata normalmente dalla "scienza" (rottame) per
dare più risalto a rischi teorici che sono comunque tanto piccoli da
non essere praticamente esistenti. Vale la pena di soffermarsi ancora un
attimo su questo punto, perché bisogna veramente capire questo elemento
fondamentale della scienza rottame in generale, ed antifumo in
particolare.
Quando
si parla di studi e di ricerca su un particolare rischio
(in questo caso quello del fumo passivo), la persona comune interpreta
che lo studio e la ricerca siano volti a stabilire SE
tale rischio esiste -- e ciò dovrebbe essere il legittimo, etico scopo
della ricerca che, naturalmente, dovrebbe essere condotta in modo
neutrale e rigidamente obiettivo, in quanto questo è lo spirito della
scienza vera. Ma quando si parla di fumo passivo, o di altri
"pericoli" che hanno dietro di essi forti agende politiche, di
ingegneria sociale ed economiche, questo non è mai
il caso. Si parte sempre e solo dal presupposto indiscutibile e perentorio
che il fumo passivo SIA un
pericolo, quasi sempre considerando valida la scienza rottame generata
in precedenza; lo scopo dello studio, ed il suo spirito, è dunque quello di dimostrare
nel modo più spettacolare, e più drasticamente radicale possibile la
pericolosità del fumo passivo, ignorando il fatto che i
presupposti scientifici per tale pericolosità non sono mai stati
neanche lontanamente provati, ma solo supposti.
Lo
scopo della scienza rottame sul fumo passivo non
è
quello di provare scientificamente, ma quello di convincere
il popolo con la paura che il fumatore mette in pericolo
la salute pubblica,
mettendo così in atto divieti e discriminazioni
contro i fumatori che, per pressione sociale, cercano di
smettere di fumare -- ed è qui che entrano in gioco i
centri antifumo, che fanno pagare salati al fumatore i
"corsi" per smettere di fumare, le varie
"terapie" inefficaci, e soprattutto inducono il
fumatore ad acquistare i
prodotti farmaceutici di cessazione (http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/pharma/index.htm),
che creano enormi entrate all'industria, il più grande finanziatore privato delle
campagne e dei "professionisti" antifumo (http://www.forcesitaly.org/italy/files/rwjfint.htm). |
 Komprate
la pillolen antifumen! Depressen? Usate la pillolen
antifumen! Poi krikkaten? E’ kolpa del fumen! |
| Si
noti anche che le sigarette hanno un forte potere
antidepressivo, e che la tendenza alla depressione è
comune tra coloro che smettono di fumare, specialmente nei
primi tempi dopo aver rinunciato a tale gratificazione. Ciò significa un ulteriore, enorme mercato
di prodotti farmaceutici antidepressivi, il cui marketing
è letteralmente esploso negli ultimi tempi a livello
mondiale. Non a caso, la controversa "pillola
antifumo", così tanto raccomandata dai centri
antifumo e dal nostro stesso ministero della sanità (e
che è sotto investigazione in diversi Paesi per il
notevole numero di morti che causa in individui sani - http://www.forcesitaly.org/italy/rubr5/pill.htm)
non è altro che un antidepressivo, ritirato qualche anno
fa’ dal mercato americano perché causava morti e
convulsioni (tra mille altri effetti collaterali) e poi
ri-immesso sul mercato mondiale come prodotto di
cessazione da fumo, perché in tal modo si possono meglio
mascherare i suoi possibili effetti letali con il fatto
che i fumatori "sono già a rischio". Per ulteriori informazioni sulla pillola antifumo,
visitare http://www.forcesitaly.org/italy/rubr5/pill.htm |
|
Rivediamo
il grafico della Tavola 5, ricordandoci dello spirito con cui questi
studi sono fatti. Si ricordi che più piccoli sono gli studi, più
grande è l'errore, e più facile è la manipolazione dei dati di base. Si tenga sempre a mente - e ciò è estremamente importante - che TUTTI gli
studi epidemiologici sul fumo passivo sono basati su interviste,
spesso fatte agli eredi di una persona deceduta anni prima. E'
conoscenza comune (e intuitiva) che le risposte a questionari sono una
funzione di come sono poste le domande, e della gamma di
risposte disponibili. Coloro che raccolgono
dati devono dimostrare un punto già stabilito, ed avranno dunque una
tendenziosità nella compilazione di detti dati. L'ignoranza degli
intervistati sugli effetti del fumo passivo o attivo (un'ignoranza
indispensabile per assicurarsi della non tendenziosità delle risposte)
non è MAI
un prerequisito all'intervista - né lo potrebbe essere, grazie alle
campagne incessanti che, da anni, non fanno altro che inculcare disinformazione
sul fumo nelle culture che hanno a bersaglio. Ne segue che coloro
che sono già convinti che il proprio caro sia stato ucciso dal fumo
(attivo o passivo) avranno la tendenza ad attribuire ad esso ogni fatto
incerto (cioè quasi tutti); in pratica, saranno "felicissimi"
di ricordarsi tutto ciò che l'intervistatore vuole. Ciò nonostante,
non si riesce nemmeno a dimostrare un incremento di rischio che abbia un
significato statistico!
| Tavola
5 - MALATTIE CARDIACHE IN NON FUMATORI ESPOSTI AL FUMO PASSIVO |
 |
| I
risultati degli studi piccoli tendono alla destra del grafico,
suggerendo tendenziosità, imprecisione e manipolazione dei dati.
Ciononostante, non
si arriva ad un significato statistico
dei "pericoli" del fumo passivo. |
| E per tutte le altre malattie?... |
 |
Decine
e decine di malattie sono state "appioppate" al fumo passivo,
e potremmo andare avanti all'infinito. Ma il tipo di
"evidenza" usato è sempre lo stesso,
e della stessa qualità se non peggio, come nel caso dell'asma, che ha
migliaia di co-fattori -- per non parlare di "studi" che
"attribuiscono" omosessualità o comportamento asociale al
fumo!
|
 Per una
libreria di studi sul fumo passivo e malattie
vedere http://www.forces.org/evidence/evid/story.htm.
Marcati in giallo nelle tabelle sono i rischi relativi.
VUOI
VEDERE UNA LISTA DI STUDI ANCORA PIU' AGGIORNATA? VEDI TABELLE IN
APPENDICE
2 (PDF). Gli studi più recenti sono ancora meno significativi di
quelli suesposti!
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E'
L'ORA DI FARE UN INTERVALLO...
CI VEDIAMO ALLA
LEZIONE 4 |
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