La truffa del fumo passivo

Ritorno alla pagina principale
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia

>>>> Corso rapido per principianti

LEZIONE 4

>>>>  Invia questa pagina a un amico Per contattare FORCES Italiana, clicca qui
Introduzione | Lezione 1 | Lezione 2 | Lezione 3 | Lezione 4 | Lezione 5 | Appendice1 | Appendice 2 (solo PDF)
Scarica questa lezione in formato PDF (160Kb) | Scarica tutto il corso (1,24Mb) | Clicca qui per Acrobat Reader

AVVERTIMENTO SANITARIO

ATTENZIONE: Questa documentazione contiene verità tossica in quantità sufficiente a recare seri danni alla salute politica dei truffatori antifumo. Provoca pensiero autonomo, perdita di fede nei camici salutisti, e risentimenti contro il regime di stato della salute pubblica.

I MEDIA SOCIALMENTE (IR)RESPONSABILI NON DEVONO DIVULGARE QUESTA INFORMAZIONE

PILASTRO TRUFFA NUMERO 3 - IL FASTIDIO, I "VELENI" E LE "ESTERNALITA' "

Però il fumo passivo da fastidio alla gente, nel senso che fa odore e fa lacrimare gli occhi in ambienti molto chiusi. Non è ciò un'indicazione di un qualche cosa che "fa male"?

Il disturbo che il fumo passivo può arrecare al prossimo non è l'oggetto di questa esposizione, che intende dimostrare al pubblico come i tanto decantati "pericoli del fumo passivo" non abbiano sostanza. Per quanto riguarda gli occhi che lacrimano in ambienti molto chiusi ciò è indicazione di cattiva circolazione d'aria, il che è indipendente dalla presenza del fumo. In tale cattiva circolazione (che in assenza del fumo non viene facilmente rivelata) pericoli ben più gravi del fumo passivo si possono annidare, come contaminazione chimica, pollini, se non addirittura virus e batteri, che raramente sono traditi da odori, e che probabilmente sono i veri responsabili degli attacchi d'asma e di otiti in adulti e bambini, che sono, invece e guarda caso, attribuite al fumo passivo. Ma siccome, una volta rimosso il fumo, l'aria non "puzza", tutti s'illudono che essa sia "pulita". Il divieto di fumo può costituire quindi un serio e vero pericolo per la salute, perché spesso rimuove l'unico indicatore disponibile di aria malsana

Forse non è una coincidenza che il grande incremento dei casi di asma (specialmente nel mondo anglosassone, che fa più uso di aria condizionata, moquettes e soffitti bassi) coincida con il divieto assoluto di fumo degli ultimi anni. Una volta che non c'è più "puzza", infatti, si tende ad abbassare la circolazione forzata di aria per risparmiare energia, e a ridurre la manutenzione dei condotti per risparmiare denaro. Forse non è neanche una coincidenza il fatto che vi sia stata un'esplosione di tubercolosi contratta sugli aerei di linea (specialmente sulle rotte del Terzo Mondo) da quando si è vietato il fumo, perché la circolazione dell'aria fresca dall'esterno è spesso ridotta fino al 90%, (si usa invece il riciclo di quella interna), principalmente perché ciò permette di risparmiare carburante.

Ma l'esplorazione scientifica di queste correlazioni è ignorata. Una seria ragione per tale negligenza è che, in caso esse si rivelassero vere, ciò potrebbe indebolire seriamente la proibizione del fumo, nonché le vendite dei medicinali per curare tali malattie. Infatti, se si fosse obbligati a riportare la ventilazione e la manutenzione ai livelli di quando si riconosceva il diritto di fumare per proteggere la vera salute pubblica, l'incentivo economico per mantenere il divieto verrebbe meno, e ci potrebbe quindi essere la "tentazione" di ritornare a voli "smoking", per esempio. I milioni di fumatori che oggi, quando volano, ricorrono a "cerottoni", gomme da masticare, e inalatori farmaceutici alla nicotina (nel falso credo di averne bisogno perché "tossico-dipendenti") non avrebbero più ragione di acquistare tali costosi placebo perché potrebbero fumare.

Ma insomma, se il fumo ha odore, se si può vedere, vuol dire che c'è qualcosa, non sarà certo aria pura!

Il fumo passivo non è aria pura. Però il contenuto delle "terribili" sostanze tossiche tanto sbandierate dai disinformatori professionisti antifumo è assolutamente infinitesimale e sotto ogni soglia di pericolo per la salute, come la tabella sotto chiaramente rappresenta. Il TLV (Threshold Limit Value = limite di sicurezza) è quello usato negli USA, il Paese più restrittivo del mondo, per l'esposizione industriale ai tossici sul lavoro, sotto il quale l'esposizione è considerata sicura. Come si vede, solo quantità assurde di sigarette fumate in una camera ermetica da 100 metri cubi potrebbero arrivare a tale soglia di pericolo.

DOV'E' IL PERICOLO?
Numero di sigarette necessarie per
raggiungere livelli di emissione TLV (Threshold Limit Value - limite di sicurezza)
da fumo passivo di specifici composti chimici
in una camera di 100 m3
completamente ermetizzata e non ventilata
(Gori & Mantel, 1991 - http://www.forcesitaly.org/italy/download/gori-mantel.pdf) e dati integrativi
Componenti
fumo indiretto [*]
Emissione
componenti
fumo indiretto [*]
mg/sigaretta
Limite di sicurezza industriale
mg/m3 [**]
Sigarette
necessarie per raggiungere il limite di sicurezza
Metilcloride 0,88 10,30 1.170
Idroquinone 0,16 2,00 1.250
Cadmio 0,0007 0,01 1.430
Acido Acetico 1,50 25,00 1.660
Ossidi di Azoto 2,80 50,00 1.780
Acido Formico 0,525 9,40 1.790
Piridina 0,39 16,00 4.100
Fenolo 0,25 19,00 7.600
Metilamina 0,1 13,00 13.000
Benzene 0,24 32,00 13.300
Acetaldeide 1,26 180,00 14.300
Catecolo 0,14 23,00 16.500
Nichel 0,0025 1,00 40.000
Dimetilamina 0,036 18,00 50.000
Idrazina 0,00009 0,13 145.000
Acetone 1,00 1.780,00 178.000
Benzo(a)pirene 0,00009 0,20 [***] 222.000
2-Toluidina 0,003 9,00 300.000
Polonio 210 0,4pCi 3pCi/l [****] 750.000
Toluene 0,000035 375,00 1.000.000
[*] Per "fumo indiretto" si intende quello che è emesso immediatamente dopo la brace. Esso è, infatti, il "peggiore", in quanto i processi di catalisi chimica che si verificano pochi istanti dopo l'emissione del fumo dalla brace, cioè quando il fumo è ancora caldo e non totalmente diluito nell'ambiente (in altre parole, prima di diventare il "vero" fumo passivo) rendono tale fumo indiretto più "pericoloso". Ma quanti non fumatori restano permanentemente immobili, e posizionati a circa 10 centimetri da -- e esattamente sopra -- una sigaretta fumante? Siccome questo non è mai il caso, persino il numero di sigarette riportato dalla tabella sopra per raggiungere i limiti di sicurezza è sottostimato.
[**] Dati dalla EPA 1990a, Tavola C-2, pagine C-19, 20
[***] Basato sul limite inferiore di esposizione per sostanze volatili del catrame
[****] EPA 1990b
E le polveri sottili?

Le polveri sottili sono l'ultimo "grido" della tattica disinformativa per creare paura sul fumo passivo.

Studi rottame come quello circolato recentemente in Italia dall'Istituto Tumori (http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/critichei/it.htm) sono così grossolanamente distorti da cadere al disotto della scienza rottame stessa, e meritare una categoria a se, l'accurata definizione della quale sarebbe passibile di querela.

Qui ci limiteremo ad alcune considerazioni fondamentali che dovrebbero, anche a livello intuitivo, chiarire gli inghippi.

Se le polveri sottili da fumo passivo fossero così micidiali per i non fumatori come gli antifumo ci vogliono far credere, tutti i fumatori morirebbero dopo pochi mesi dall'inizio della loro abitudine, perché la loro esposizione a tali polveri è enormemente superiore a quella del "fumatore involontario", circa 75.000 volte di più!  Ma la stragrande maggioranza dei fumatori arrivano invece ad una sana ed avanzata età.  Vediamo i fatti reali, e ciò dovrebbe anche farci riflettere su certi "allarmi ecologici" che così spesso ci vietano l'uso dell'auto.

DOV'E' IL PERICOLO?
Stima della dose relativa di polveri sottili sospese
nei fumatori tipici e
non-fumatori esposti al fumo passivo
FUMATORE 30 sigarette al giorno
15 mg polveri sottili inalate per sigaretta
efficienza di ritenzione polmonare: 90%
DOSE GIORNALIERA circa 400 mg
NON-FUMATORI
ESPOSTI AL FUMO PASSIVO
0.05 mg polveri fini/metro cubo d'aria
1.5 ore di esposizione al giorno (*)
0.7 metri cubi/ora inalati
efficienza di ritenzione polmonare: 10%
DOSE GIORNALIERA circa 0,00525 mg
RAPPORTO DI DOSAGGIO 0.00525 : 400 = circa 1 : 75.000
(*) United States Occupational Safety and Health Act, 1994; Emmonst et al., 1992
Se anche si considera un'esposizione di 10 ore al giorno, invece dell'una e mezza della tavola sopra (che si riferisce principalmente a non fumatori esposti occasionalmente, come per esempio in ristoranti), ciò significa che un cameriere non fumatore che lavori sodo in un ristorante "fumoso" per 10 ore al giorno inala 11.250 volte meno polveri sottili di un fumatore da 30 al giorno, e 7.500 volte meno di un fumatore da un pacchetto (20) al giorno!

Un'ultima nota circa la tabella sopra; e visto che navighiamo nel campo dell'assurdo, cerchiamo di portare l'assurdo ad una conclusione logica. Abbiamo visto che l'esposizione del fumatore "passivo" alle polveri del fumo omonimo è almeno 7.500 volte inferiore a quella di un fumatore da venti al giorno. Analogamente per quanto concerne gli altri "veleni" del fumo passivo. Ipotizzando (e certamente non concedendo) che in Italia 90.000 persone all'anno muoiano davvero a causa del fumo (attivo), se si parla di proporzionalità di morti per esposizione, i morti a causa dell'inalazione di polveri fini dovrebbero essere non più di 90.000 : 7.500 = 12! Come di spiega la cifra di 2.500 - 3.000 morti all'anno recentemente circolata dall'Istituto Tumori grazie all'aiuto di Super Quark e Piero Angela (http://www.forcesitaly.org/italy/archivio/12_luglio_2002.htm), così zelanti a disinformare il pubblico italiano sul fumo? Fino a che punto e dove arrivano i budget farmaceutici e la correttezza politica? Non cercate di capirlo, perché non c'è nulla da capire, se non ammettere che il fumo passivo è un colossale carnevale, dove ogni truffa vale.

Altri studi strumentali seri hanno dimostrato che i fumatori "passivi" continuamente esposti inalano l'equivalente di sei sigarette all'anno; altri (di nuovo strumentali e non basati su interviste) hanno dimostrato che un non fumatore seduto nella sezione no smoking, in prossimità del confine con quella riservata ai fumatori in un aereo in cui si rispetta il diritto di fumare dovrebbe viaggiare per cinque anni e mezzo senza sosta per inalare l'equivalente di UNA sigaretta (http://www.forcesitaly.org/italy/rubr5/dot.htm). Di nuovo, non c'è bisogno di alcuna laurea o specializzazione per capire quando assurdamente bassa sia la tossicità del fumo passivo. Per vasta libreria informatica sul fumo passivo, visitare http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/evid/fumo_passivo.htm.

 

ABBIAMO QUASI FINITO?

SI, AVVIAMOCI ALLA LEZIONE CONCLUSIVA NUMERO 5