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PILASTRO TRUFFA NUMERO 3 - IL FASTIDIO, I
"VELENI" E LE "ESTERNALITA' "
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Però il fumo passivo da fastidio alla gente, nel senso che fa
odore e fa lacrimare gli occhi in ambienti molto chiusi. Non è ciò
un'indicazione di un qualche cosa che "fa male"? |
Il disturbo che il fumo passivo può
arrecare al prossimo non è l'oggetto di questa esposizione, che intende
dimostrare al pubblico come i tanto decantati "pericoli del fumo
passivo" non abbiano sostanza. Per quanto riguarda gli occhi che
lacrimano in ambienti molto chiusi ciò è indicazione di cattiva
circolazione d'aria, il che è indipendente dalla presenza del fumo.
In tale cattiva circolazione (che in assenza del fumo non viene
facilmente rivelata) pericoli ben più gravi del fumo passivo si
possono annidare, come contaminazione chimica, pollini, se non
addirittura virus e batteri, che raramente sono traditi da odori, e che
probabilmente sono i veri responsabili degli attacchi d'asma e di
otiti in adulti e bambini, che sono, invece e guarda caso, attribuite al
fumo passivo. Ma siccome, una volta rimosso il fumo, l'aria non
"puzza", tutti s'illudono che essa sia "pulita". Il
divieto di fumo può costituire quindi un serio e vero pericolo
per la salute, perché spesso rimuove l'unico indicatore
disponibile di aria malsana.
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Forse
non è una coincidenza che il grande incremento dei casi di
asma (specialmente nel mondo anglosassone, che fa più uso
di aria condizionata, moquettes e soffitti bassi) coincida con il divieto assoluto di
fumo degli ultimi anni. Una volta che non c'è più
"puzza", infatti, si tende ad abbassare la
circolazione forzata di aria per risparmiare energia, e a ridurre
la manutenzione dei condotti per risparmiare denaro. Forse
non è neanche una coincidenza il fatto che vi sia stata
un'esplosione di tubercolosi contratta sugli aerei di linea
(specialmente sulle rotte del Terzo Mondo) da quando si è
vietato il fumo, perché la circolazione dell'aria fresca
dall'esterno è spesso ridotta fino al 90%, (si usa invece il
riciclo di quella interna), principalmente perché ciò permette
di risparmiare carburante.
Ma l'esplorazione
scientifica di queste correlazioni è ignorata. Una seria
ragione per tale negligenza è che, in caso esse si rivelassero
vere, ciò potrebbe indebolire seriamente la proibizione del
fumo, nonché le vendite dei medicinali per curare tali
malattie. Infatti, se si fosse obbligati a riportare la
ventilazione e la manutenzione ai livelli di quando si
riconosceva il diritto di fumare per proteggere la vera
salute pubblica, l'incentivo economico per mantenere il divieto
verrebbe meno, e ci potrebbe quindi essere la
"tentazione" di ritornare a voli "smoking",
per esempio. I milioni di fumatori che oggi, quando volano,
ricorrono a "cerottoni", gomme da masticare, e
inalatori farmaceutici alla nicotina (nel falso credo di averne
bisogno perché "tossico-dipendenti") non avrebbero
più ragione di acquistare tali costosi placebo perché
potrebbero fumare. |
| Ma insomma, se il fumo ha odore, se si può vedere, vuol dire che
c'è qualcosa, non sarà certo aria pura! |
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Il
fumo passivo non è aria pura. Però il contenuto delle
"terribili" sostanze tossiche tanto sbandierate dai
disinformatori professionisti antifumo è assolutamente infinitesimale e
sotto ogni soglia di pericolo per la salute, come la tabella sotto
chiaramente rappresenta. Il TLV (Threshold Limit Value = limite di
sicurezza) è quello usato negli USA, il Paese più
restrittivo del mondo, per l'esposizione industriale ai tossici sul
lavoro, sotto il quale l'esposizione è considerata sicura. Come si
vede, solo quantità assurde di sigarette fumate in una camera ermetica
da 100 metri cubi potrebbero arrivare a tale soglia di pericolo.
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
Numero di sigarette necessarie per
raggiungere livelli di emissione TLV (Threshold Limit Value - limite di sicurezza)
da fumo passivo di specifici composti chimici
in una camera di 100 m3
completamente ermetizzata e non ventilata
(Gori & Mantel,
1991 - http://www.forcesitaly.org/italy/download/gori-mantel.pdf)
e dati integrativi |
Componenti
fumo indiretto [*] |
Emissione
componenti
fumo indiretto [*]
mg/sigaretta |
Limite
di sicurezza industriale
mg/m3 [**] |
Sigarette
necessarie per raggiungere il limite di sicurezza |
| Metilcloride |
0,88 |
10,30 |
1.170 |
| Idroquinone |
0,16 |
2,00 |
1.250 |
| Cadmio |
0,0007 |
0,01 |
1.430 |
| Acido
Acetico |
1,50 |
25,00 |
1.660 |
| Ossidi
di Azoto |
2,80 |
50,00 |
1.780 |
| Acido
Formico |
0,525 |
9,40 |
1.790 |
| Piridina |
0,39 |
16,00 |
4.100 |
| Fenolo |
0,25 |
19,00 |
7.600 |
| Metilamina |
0,1 |
13,00 |
13.000 |
| Benzene |
0,24 |
32,00 |
13.300 |
| Acetaldeide |
1,26 |
180,00 |
14.300 |
| Catecolo |
0,14 |
23,00 |
16.500 |
| Nichel |
0,0025 |
1,00 |
40.000 |
| Dimetilamina |
0,036 |
18,00 |
50.000 |
| Idrazina |
0,00009 |
0,13 |
145.000 |
| Acetone |
1,00 |
1.780,00 |
178.000 |
| Benzo(a)pirene |
0,00009 |
0,20
[***] |
222.000 |
| 2-Toluidina |
0,003 |
9,00 |
300.000 |
| Polonio
210 |
0,4pCi |
3pCi/l
[****] |
750.000 |
| Toluene |
0,000035 |
375,00 |
1.000.000 |
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| [*] Per
"fumo indiretto" si intende quello che è emesso
immediatamente dopo la brace. Esso è, infatti, il "peggiore",
in quanto i processi di catalisi chimica che si verificano pochi istanti
dopo l'emissione del fumo dalla brace, cioè quando il fumo è ancora
caldo e non totalmente diluito nell'ambiente (in altre parole, prima di
diventare il
"vero" fumo passivo) rendono tale fumo indiretto più "pericoloso".
Ma quanti non fumatori restano permanentemente
immobili, e posizionati a circa 10 centimetri da -- e esattamente sopra
-- una sigaretta fumante? Siccome questo non è mai il caso, persino il
numero di sigarette riportato dalla tabella sopra per raggiungere i
limiti di sicurezza è sottostimato. |
| [**]
Dati
dalla EPA 1990a, Tavola C-2, pagine C-19, 20 |
| [***]
Basato sul limite inferiore di esposizione per sostanze volatili del
catrame |
| [****]
EPA 1990b |
| E le polveri
sottili?
Le polveri sottili sono l'ultimo "grido" della
tattica disinformativa per creare paura sul fumo passivo.
Studi rottame come quello circolato recentemente in Italia
dall'Istituto Tumori (http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/critichei/it.htm)
sono così grossolanamente distorti da cadere al disotto della
scienza rottame stessa, e meritare una categoria a se, l'accurata
definizione della quale sarebbe passibile di querela.
Qui ci limiteremo ad alcune considerazioni fondamentali che
dovrebbero, anche a livello intuitivo, chiarire gli inghippi. |
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Se
le polveri sottili da fumo passivo fossero così micidiali per i non
fumatori come gli antifumo ci vogliono far credere, tutti i fumatori morirebbero
dopo pochi mesi dall'inizio della loro abitudine, perché la loro
esposizione a tali polveri è enormemente superiore a quella del
"fumatore involontario", circa
75.000 volte di più! Ma la
stragrande maggioranza dei fumatori arrivano invece ad una sana ed
avanzata età. Vediamo i fatti reali, e ciò dovrebbe anche farci
riflettere su certi "allarmi ecologici" che così spesso ci
vietano l'uso dell'auto.
| DOV'E'
IL PERICOLO? |
Stima della dose relativa di polveri
sottili sospese
nei fumatori tipici e
non-fumatori esposti al fumo passivo |
| FUMATORE |
30 sigarette al giorno
15 mg polveri sottili inalate per sigaretta
efficienza di ritenzione polmonare: 90%
DOSE GIORNALIERA circa 400 mg
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NON-FUMATORI
ESPOSTI AL FUMO PASSIVO |
0.05 mg polveri fini/metro cubo d'aria
1.5 ore di esposizione al giorno (*)
0.7 metri cubi/ora inalati
efficienza di ritenzione polmonare: 10%
DOSE GIORNALIERA circa 0,00525 mg
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RAPPORTO DI DOSAGGIO 0.00525 : 400 = circa 1 :
75.000
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| (*) United States Occupational
Safety and Health Act, 1994; Emmonst et al., 1992
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Se anche si considera un'esposizione di 10
ore al giorno, invece dell'una e mezza della tavola sopra (che si
riferisce principalmente a non fumatori esposti occasionalmente, come
per esempio in ristoranti), ciò
significa che un cameriere non fumatore che lavori sodo in un ristorante
"fumoso"
per 10 ore al giorno inala 11.250 volte meno
polveri sottili di un fumatore da 30 al giorno, e 7.500
volte meno di un fumatore da un pacchetto (20) al giorno!
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Un'ultima
nota circa la tabella sopra; e visto che navighiamo nel campo
dell'assurdo, cerchiamo di portare l'assurdo ad una conclusione logica.
Abbiamo visto che l'esposizione del fumatore "passivo" alle
polveri del fumo omonimo è almeno 7.500 volte inferiore a quella di un
fumatore da venti al giorno. Analogamente per quanto concerne gli altri
"veleni" del fumo passivo. Ipotizzando (e certamente non
concedendo) che in Italia 90.000 persone all'anno muoiano davvero a
causa del fumo (attivo), se si parla di proporzionalità di morti per
esposizione, i morti a causa dell'inalazione di polveri fini dovrebbero
essere non più di 90.000 : 7.500 = 12! Come di spiega la cifra di 2.500 - 3.000 morti all'anno
recentemente circolata dall'Istituto Tumori grazie all'aiuto di Super
Quark e Piero Angela (http://www.forcesitaly.org/italy/archivio/12_luglio_2002.htm), così zelanti a
disinformare il pubblico
italiano sul fumo? Fino a che punto e dove arrivano i budget farmaceutici e la
correttezza politica? Non cercate di capirlo, perché non c'è nulla da
capire, se non ammettere che il fumo passivo è un colossale carnevale,
dove ogni truffa vale.
Altri
studi strumentali seri hanno dimostrato che i fumatori
"passivi" continuamente esposti inalano l'equivalente di
sei sigarette all'anno; altri (di nuovo strumentali e non
basati su interviste) hanno dimostrato che un non fumatore seduto
nella sezione no smoking, in prossimità del confine con quella
riservata ai fumatori in un aereo in cui si rispetta il diritto di
fumare dovrebbe viaggiare per cinque anni e mezzo senza sosta
per inalare l'equivalente di UNA
sigaretta (http://www.forcesitaly.org/italy/rubr5/dot.htm).
Di nuovo, non c'è bisogno di alcuna laurea o specializzazione per
capire quando assurdamente bassa sia la tossicità del fumo passivo. Per
vasta libreria informatica sul fumo passivo, visitare http://www.forcesitaly.org/italy/evidenza/evid/fumo_passivo.htm.
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