La truffa del fumo passivo

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LEZIONE 5

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AVVERTIMENTO SANITARIO

ATTENZIONE: Questa documentazione contiene verità tossica in quantità sufficiente a recare seri danni alla salute politica dei truffatori antifumo. Provoca pensiero autonomo, perdita di fede nei camici salutisti, e risentimenti contro il regime di stato della salute pubblica.

I MEDIA SOCIALMENTE (IR)RESPONSABILI NON DEVONO DIVULGARE QUESTA INFORMAZIONE

 

PILASTRO TRUFFA NUMERO 4 - NASCONDIAMO LA CORRUZIONE ISTITUZIONALIZZATA

 
Via, voi vorreste farci credere che tutti coloro che ci dicono che il fumo fa male sono o degli incompetenti o dei veduti o dei truffatori, e voi siete gli unici onesti che dite la verità? Voi, gli unici tra milioni di persone??!!

No. Sarebbe irrazionale affermare una cosa del genere. Innanzitutto, noi affermiamo che la scienza non è un atto di fede, ma un processo di ricerca razionale e non emozionale basata su fatti ed esperimenti verificabili, seriamente quantificabili, e ripetibili. Inoltre, ci teniamo a precisare che per la scienza vera non esistono ipotesi "sacre" e ipotesi "di serie B": tutte le ipotesi sono uguali e sono, appunto, ipotesi. Come tali, devono essere dimostrate e possono essere smentite. La scienza non sostanzia i pericoli del fumo passivo, né sostanzia molti di quelli del fumo attivo. L’intenzionale confusione di statistiche non accurate e non verificabili con prova e causalità scientifica è la cortina fumogena indispensabile per avanzare la truffa del secolo.

Per quanto riguarda i "milioni" di persone, è chiaro ed intuitivo che per ogni santone antifumo (spesso a libro paga di Big Farma) che bestemmia la scienza da un giornale o da uno schermo televisivo ci sono centinaia di pappagalli reporter che cercano di rendersi intelligenti e "politically correct" ripetendo e spesso infiocchettando le bestemmie del santone. Il processo di "gonfiamento" è poi completato dal popolo che, umanamente, esagera ogni cosa, e poi si aspetta di avere la conferma di tali esagerazioni dai media che, irresponsabilmente, alimentano l'intero processo e silenziano ogni opposizione ai santoni in primo luogo. Un giornale che afferma che non c'è ragione di allarme vende poco; uno che lancia l'allarme che la Luna sta cascando sulla Terra vende di più.

Inoltre:

  • L’ingerenza dei giganti farmaceutici nella pubblica sanità è una cosa già ben nota.

  • Il finanziamento farmaceutico al movimento antifumo è ben documentato (http://www.forcesitaly.org/italy/files/rwjfint.htm).

  • Gli interessi commerciali dei farmaceutici nell’antifumo sono ben ovvi. Solo negli USA i giganti farmaceutici hanno investito oltre un miliardo di dollari in dieci anni per avanzare la truffa del fumo passivo -- e gli investimenti continuano.

  • Buonsenso e le più elementari leggi economiche indicano che tali investimenti non si fanno per beneficenza, ma per un ritorno economico ben definito, rappresentato dalla vendita dei prodotti di cessazione e degli antidepressivi sintetici visto che, tra i vari benefici, il fumo di tabacco ha un effetto fortemente antidepressivo. Il fumatore umiliato e socialmente emarginato, nonché già spaventato dalla disinformazione sul fumo attivo, cerca di smettere di fumare, ma gli si dice anche che è un drogato, quindi ministeri della sanità, centri antifumo e medici "aiutano" il "tossicomane" con i prodotti farmaceutici di cessazione che, quando non uccidono il "paziente", sono inefficaci in media all’85%. Gli effetti depressivi che spesso si sviluppano dopo aver smesso di fumare sono poi "curati" con ulteriori prescrizioni di antidepressivi farmaceutici, mentre si dice alla vittima ex-fumatrice che la si vuole "salvare" da assassini come la Philip Morris. Con oltre 1,3 miliardi di potenziali clienti nel mondo (la popolazione fumatrice) si può facilmente capire che l’investimento di qualche miliardo di dollari da parte di un’industria talmente colossale è veramente una bazzecola.

Circa la corruzione:

  • Pesante corruzione politica ed economica esiste nelle alte sfere della pubblica sanità internazionale. Non è possibile che enti come la OMS, la IARC, la EPA, associazioni oncologiche, pneumologiche, e santoni medici di statura nazionale o internazionale non siano al corrente delle immobilizzanti limitazioni dell’epidemiologia multifattoriale sul fumo passivo che abbiamo appena descritto in questo corso. Ne segue che l’unica spiegazione razionale del proibizionismo sul fumo è che si tratti di una decisione politica -- e non scientifica -- che non ha nulla a che vedere con la salute, anche se sempre presentata come tale. Prova ne sia che, oggigiorno, i media riportano tassazioni sul tabacco e divieti di fumo nella sezione salute invece che in quella finanziaria o politica, contrabbandando così provvedimenti di repressione politica e di ingegneria sociale come provvedimenti sanitari.

  • Detto ciò, non crediamo che tutti coloro che parlano male del fumo siano corrotti. Come già spiegato, i ranghi più bassi della sanità pubblica e della medicina si limitano a ripetere e spesso ad infiocchettare la falsa informazione proveniente dai ranghi più alti, senza verificarla direttamente. I truffatori antifumo delle alte sfere CONTANO sul fatto che il normale medico non abbia il tempo fisico di andare a leggere la marea di "studi" che sono prodotti in serie, e che al massimo legga in fretta un estratto dello studio, se non addirittura un articoletto sommario riportato sulla rivista che poi mette sul tavolino della sala d’attesa dei pazienti. Inoltre, la "ramanzina" sul fumo da parte del medico è socialmente accettata tanto quanto quella del prete sul sesso, con la differenza che oggi la ramanzina medica comincia a significare la negazione delle cure, facendo pensare talvolta a omicidio da omissione in nome della salute (http://www.forcesitaly.org/italy/files/ming9.htm, http://www.data-yard.net/10/JASN -- KASISKE and KLINGER 11 (4) 753.htm). Lo stesso si applica ai media che, subissati di informazioni, hanno preso per scontato il fatto che "il fumo fa male" in tutte le sue manifestazioni, e pensano di fare un dovere civile riportando la disinformazione, perché essa può indurre il fumatore a smettere, cioè a "far del bene a se stesso". Ciò non esclude, naturalmente, che attivisti antifumo e lobbisti farmaceutici, provvisti di mezzi illimitati, non siano costantemente al lavoro per esercitare continua pressione sui media, agitando il pupazzo di Big Tabacco mentre nascondono quello di Big Farma che li paga.

  • Infine, lo stesso vale per i politici e le persone comuni. Sono cinquant’anni che ci dicono che "il fumo uccide" – fino dai primi "studi" [di scienza rottame] di Doll e Peto che "stabilirono" un "collegamento" tra fumo e cancro polmonare – anche se ci viene tenuto ben nascosto che molti di quegli studi di base degli anni Cinquanta furono invalidati in gran silenzio perché non consideravano i co-fattori, e di conseguenza non avevano alcun valore. Grazie alla propaganda, la credenza che il fumo sia sempre e solo un male assoluto è penetrata nella cultura popolare malgrado il suo scarso valore scientifico. E’ quindi solo "intuitivo" che il fumo passivo, relativamente nuova invenzione della scienza rottame, sia considerato nocivo in quanto fumo, sebbene la sua diluizione sia immensamente più alta, e molti composti chimici siano diversi da quelli del fumo attivo. Il politico "lobbizzato" dai farmaceutici e la persona comune "lobbizzata" dai media non possono far altro che credere ad una disinformazione così pressante ed altamente organizzata/finanziata. Infine, non bisogna dimenticare che coloro cui "dà fastidio" il fumo tendono ad abbracciare la disinformazione sul fumo passivo anche se non del tutto convinti che sia vera (infatti, alla maggioranza degli intolleranti non interessa che sia vera affatto), perché essa è un mezzo legittimante della loro intolleranza, e permette loro di "togliersi i fumatori d’attorno". In un processo quasi senza precedenti storici eccetto la Germania nazista, la disinformazione scientifica sistematica si è trasformata in una pseudo-ideologia con risvolti che ricordano il fanatismo religioso.

Oltre all’industria farmaceutica, chi ci guadagna in tutto questo?

L’antifumo, come del resto altre crociate salutiste, è diventato una vera e propria industria, con tanto di economia e flessioni/aumenti di mercato. Esistono letteralmente migliaia di esempi, che non possono essere coperti in questo corso. Per citarne solo alcuni, il fumo è diventato il facile capro espiatorio per diagnosi “rapide” da parte dei medici. “Lei fuma”? (o “è esposto al fumo passivo”?) è oggi la domanda “automatica” del dottore la prima volta che ci visita. Se si dice di si (è un errore, oggigiorno?), la ricerca per le vere cause del nostro acciacco si arresta. Se uno ha un cancro polmonare e fuma, per esempio, non esiste assolutamente più alcun’altra spiegazione né al paziente, né ai suoi famigliari. I pericoli di diagnosi sbagliate sono, infatti, immensamente aumentati dall’inizio della crociata antifumo.

D’altro canto,  i media hanno un facile argomento con cui riempire le notizie quotidiane. I politici hanno una crociata “sicura” con la quale alzare cortine fumogene su argomenti seri. I ministeri della sanità una scusa per giustificare la disastrosa gestione della strutture sanitarie, il disgustoso clientelismo ad interessi farmaceutici, e le astronomiche parcelle pagate a medici e specialisti, che adorano i “costi sanitari” del tabacco perché ciò copre i loro vergognosi costi al sistema sanitario. Ai non fumatori intolleranti è stata offerta una vera panacea con i “pericoli” del fumo passivo, con i quali possono nascondere il loro bigottismo. Gli stessi fumatori, cui è stato instillato un profondo senso di colpa verso se stessi ed il prossimo, trovano utile usare la scusa del fumo passivo per indurre se stessi a smettere di fumare, e poi usare la superstizione che sono “tossicomani” per continuare, dandone la colpa all’industria del tabacco e sperando ingenuamente nella “comprensione” dei loro aguzzini. Inoltre, fare la parte del “malato” rappresenta una compensazione psicologica importante, perché un malato ottiene attenzione, mentre può legittimamente scaricare le proprie responsabilità su terzi. Lo stesso si applica agli ipocondriaci, che possono mascherare meglio le loro “malattie” biasimando il fumatore accanto. Infine, le paure salutiste combinate con il principio legale di precauzione, permettono a mostruose burocrazie di espandere il loro potere e controllo a dismisura e senza limiti. Che poi l’esistenza di questa economia parassita costi alla società assai più che quanto è attribuito al fumo mentre erode la libertà dell’individuo su base quotidiana, nessuno se ne preoccupa: tutto ciò che basta fare è negarlo, e dire che la salute fisica >È< libertà – anche se i risultati dei cambi sociali forzati dal salutismo saranno verificabili solo tra 20 – 30 anni, e forse nemmeno allora se i salutisti ottengono ciò che vogliono, cioè il controllo totale dell’informazione e del dialogo democratico in nome della difesa della salute.


Achtung, truppen! Strategic ritiraten!

CONCLUSIONE: IL PERICOLO DA FUMO PASSIVO NON ESISTE ED E' UNA FRODE

I pericoli del fumo passivo, sebbene teoricamente esistenti, sono così infinitesimali da diventare sostanziali solo in situazioni che non sono assolutamente realiste - per esempio, si dovrebbero fumare così tante sigarette in una stanza ermetica da restare senza ossigeno ben prima di raggiungere i livelli di pericolo! La truffa del fumo passivo è la più vasta truffa della storia umana, finanziata a colpi di miliardi dalle multinazionali farmaceutiche, messa in atto da organizzazioni sanitarie nazionali/internazionali controllate da tali industrie, e da una burocrazia di stato che cerca di distrarre l'attenzione del pubblico da reali problemi come il fallimento del sistema sanitario e della medicina, che dopo cinquant'anni di promesse ancora non ha idea da dove venga il cancro e come curarlo.

MA UN PERICOLO ESISTE DAVVERO

La truffa salutista del fumo passivo è la punta di diamante di un'endemica disonestà intellettuale, scientifica e di stato che è ormai profondamente radicata nella società. Il fatto che il fumo possa dare fastidio o meno è irrilevante rispetto alla gravità del problema della corruzione delle istituzioni, che non esitano a truffare il popolo per avanzare agende di controllo culturale e sociale, fomentando odio, ipocondria ed intolleranza tra la popolazione per ottenimento di controllo politico e burocratico. Sconfiggere tale truffa significherebbe lanciare il chiaro segnale che non siamo più disposti ad accettare ciance, neppure quando sono dissimulate da qualche famoso camice bianco.


Javol, Kommandant! Bizogna la creazionen di menzognen più intelligenten!

Farma Fuhrer molto arrabbiaten!

 

CONSIDERAZIONI FINALI

ALLORA, I FUMATORI SONO FATTI PASSARE PER ASSASSINI E NON E' VERO?!!

Esattamente. Abbiamo visto come i fumatori in particolare (ed il popolo in generale) sono le vittime della più grande truffa della storia umana. Abbiamo visto che gli interessi in gioco sono talmente vasti da eludere la persona comune, inclusi i ranghi più bassi del movimento antifumo. Ma ciò che è più preoccupante è che questa truffa ha aperto la strada ed ha creato le infrastrutture per una serie infinita di simili raggiri, che vanno dalle paure sui telefonini ai pericoli di cancro da patatine fritte; dalla "dipendenza da computer" alla nuova persecuzione dei ciccioni.

La ormai comune disponibilità di software statistico permette a chiunque abbia un camice bianco e qualche credenziale di creare la propria epidemia prendendo a bersaglio le cose più disparate e dando poi la notizia in pasto ai media. Con la scienza rottame, ogni "associazione" tra "causa" e "effetto" è possibile; con l'aiuto dei media, le cose più assurde sono presentate come cause di malattia, permettendo alla macchina burocratica di moltiplicare regolamenti, tassazioni e privazioni delle libertà personali all'infinito. Il sistema di controllo di questi "studi" (peer review) si è trasformato in un meccanismo compiacente dove "scienziati" con interessi simili o comuni verificano gli "studi" gli uni degli altri. In tale farsa, coloro che dissentono sono evitati, ignorati, e spesso ridotti al silenzio tramite diffamazione, linciaggio da parte dei media, ed intimidazione con danni alle loro carriere. 

Circa il tabacco, l'annichilimento dell’industria delle sigarette tramite lo storico Master Settlement Agreement statunitense del 1998 (http://www.data-yard.net/historic/files/agreem.htm) ha rimosso da quell’industria ogni incentivo per contrastare la disinformazione antifumo, perché all’industria è stata data in cambio relativa immunità da cause legali e, come effetto collaterale, l’incremento del numero dei giovani fumatori grazie alla propaganda proibizionista, assicurando così clientela futura e trasformando l’industria delle sigarette in un gigantesco "tax collector" per lo stato, e permettendo ad essa di battere ogni record d’incasso. Con tali "incentivi", i finanziamenti di studi scientifici e di gruppi antidisinformativi a sostegno delle libertà personali da parte dell’industria del tabacco sono svaniti, lasciando a gruppi come FORCES l’arduo compito di sostenere la fiaccola della verità e dell'integrità etica e scientifica con pochi mezzi, e senza una forte esposizione alle masse. Ciò spiega l’avanzata del proibizionismo a livello mondiale -- proibizionismo che si basa principalmente su assoluta mancanza di informazioni attendibili.

Ciò nonostante, la verità sulla truffa antifumo continua ad emergere, malgrado l’immane quantità di denaro pubblico e privato costantemente pompato nella macchina della propaganda e nelle tasche degli antifumo. Possiamo solo sperare che le contingenze politiche o economiche cambino il più presto possibile. A dire il vero, i segnali incoraggianti non mancano. Come diceva Thomas Jefferson, "il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza": e proprio per questo esistono organizzazioni come FORCES. E’ pertanto di fondamentale importanza che chiunque abbia a cuore la libertà individuale e l’etica della scienza dia il proprio contributo, che può essere detratto dalle tasse.

Grazie per la vostra attenzione. 

FORCES Italiana

Si ringraziano i membri del Comitato Scientifico di FORCES International per l’essenziale contributo dato allo sviluppo di questo corso.


Informazione copyright - FORCES Italiana e FORCES International rinunciano ad ogni diritto di compenso per la pubblicazione di questo materiale. Invitiamo i lettori a riprodurre e distribuire questo materiale in tutto o in parte a condizione che esso sia inalterato, e che credito sia riconosciuto alla nostra organizzazione.

 

"Le osservazioni epidemiologiche hanno seri svantaggi. Raramente esse possono essere fatte secondo le strette esigenza della scienza sperimentale, e quindi possono essere aperte ad una varietà di interpretazioni. Un particolare fattore può essere associato con qualche malattia semplicemente per via della sua associazione con un altro fattore che a sua volta causa la malattia, o l’associazione può essere un artefatto dovuto a qualche sistematica tendenza nella raccolta delle informazioni…"

"Comunemente ma erroneamente si suppone che la regressione multipla, la regressione logistica, o varie forme di standardizzazione possano essere usate di routine per rispondere alla domanda: 'E’ la correlazione dell’esposizione (E) con la malattia (M) dovuta semplicemente ad una correlazione comune di entrambe con fattore o fattori confondenti (C)?' … Inoltre, è ovvio che le regressioni multiple non possono correggere le importanti variabili che non sono mai state registrate… Tali svantaggi limitano il valore dell’osservazione negli esseri umani, ma finché non sapremo esattamente cosa causa il cancro e come certi fattori sono in grado di modificare gli effetti di altri, resterà il bisogno di osservare con immaginazione ciò che succede nelle varie e diverse categorie di persone…"

(Doll R, Peto R, The causes of cancer, JNCI 66:1192-1312, 1981. p. 1281)