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Quante volte sentiamo
che, se si potesse eliminare il cancro e le malattie cardiovascolari
(tutte causate dal fumo, s'intende!), si vivrebbe tanto più
a lungo? Ma vi siete mai chiesti quanto? Chiedetevelo ora: la
vita media si aggira sui 74 anni. Se, per incanto, il cancro sparisse
completamente domani indipendentemente dalle sue cause, di quanto
si allungherebbe la vita? Per curiosità, abbiamo posto questa domanda
a diverse persone "qualunque", e la risposta varia tra i cinque e i
venti anni. Non è così: se qualsiasi cancro sparisse domani, assieme
ad altre malattie come le cardiovascolari, la vita
media si allungherebbe di circa 15-20 mesi. Per il cancro da
solo, 15 giorni al massimo. Sorpresi? E anche
nell’ipotesi che tutto ciò che ci
dicono sulle sigarette fossero vere (esempio, che un cancro su tre è
dovuto al fumo), l’aumento della vita media dopo l'eliminazione del
fumo sarebbe piccolissimo.
Visto l'isterismo
persecutorio delle campagne di "prevenzione" e il loro enorme costo in
valuta economica e in libertà, riteniamo sia importante che il pubblico
sia messo in grado di comparare costi e guadagni reali; i propagandisti
antifumo, che sembrano tanto innamorati delle quantificazioni basate sul
nulla, non si preoccupano invece di educare il pubblico su tale realtà
perché potrebbe minacciare il loro potere: ecco la differenza tra
informazione e propaganda.
Salta
le considerazioni e vai ai dati
ALCUNE
CONSIDERAZIONI PROPEDEUTICHE
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Qualcuno
potrebbe obiettare che i guadagni per i fumatori sarebbero maggiori
che per i non-fumatori, con il solito argomento che i fumatori in
media perdono 5-6 anni di vita. Ma la perdita dei fumatori non è
dovuta solo al fumo, ma a una valanga di altri rischi più
frequenti in chi sente il bisogno di fumare, e ciò spesso
rappresenta una personalità diversa da quella del non fumatore; una
personalità incline a prendere rischi ed a pagarne i prezzi o
raccoglierne i benefici. Così, se si potesse controllare per
(tenere matematicamente conto di) tutti questi altri rischi, i PYLL
(potential
years of life lost =
anni potenziali di vita persi) dovuti specificamente al fumo per i
fumatori sarebbero di gran lunga inferiori ai 5-6 anni, anche se non
è possibile stabilirlo per ragioni di cofattorialità che non si
possono
assolutamente quantificare.
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Per il Canada,
le statistiche sono valide per il 1986: quindi sono dati annuali e
non comprensivi.
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I dati italiani
sono un po’ generosi, ma non fuori luogo. Ciò può dipendere dal
metodo usato per la computazione che non appare essere un metodo
standard. Comunque, i circa 2,5 anni di guadagno sono dovuti
principalmente alle malattie cardiovascolari e molto meno ai tumori,
come dice l' estratto stesso.
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Le apparenti
discrepanze tra gli studi sono dovute a metodi di computazione
diversi, a diversi metodi e accuratezza di raccolta delle
statistiche, a diverse composizioni delle popolazioni, e a diverse
distribuzioni dei fattori di rischio in popolazioni diverse. Quello
che si può dedurre è che i guadagni di longevità sono esigui anche
ipotizzando di eliminare del tutto il grosso delle malattie correnti
(notare, per esempio, che non si calcola di eliminare l'Alzheimer's,
assai prevalente nei non fumatori, che costa moltissimo socialmente
perché rende il paziente come un vegetale, ma non riduce
l’aspettativa di vita).
In pratica è già
difficilissimo eliminare il grosso delle malattie correnti, e quindi
difficilissimo ridurre i PYLL; inoltre, i cosiddetti “guadagni”
ottenuti se non si fumasse, bevesse, mangiasse, eccetera si
tradurrebbero in altre malattie che sono inevitabili nella
vecchiaia: demenza, malattie che forzano il paziente in sedie a rotelle, Alzheimer, Parkinson e così
via. Senza contare l’aumento dell'uso delle pensioni, e delle spese
pubbliche e private per sostenere in vita chi essenzialmente è
ridotto a uno stato vegetativo – in un’epoca in cui, per i
politicamente corretti “diritti alla salute” contemplati anche da
costituzioni come quella italiana, tali schizofrenici diritti si
trasformano inevitabilmente in accessi illimitati a nuove e
costosissime tecnologie e “terapie” volte ad estendere la vita
talvolta solo per pochi giorni, talvolta per lunghi periodi ma senza
alcuna qualità, ma con spese (reali -- non statistiche
attribuite) spesso immense per la comunità che sostiene la salute
pubblica e i suoi politici. Tali politici, d’altro canto, per
nascondere l’inevitabile collasso di un sistema sanitario statalizzato
e solo apparentemente gratuito, sempre più danno la colpa agli
stili di vita per sopravvivere politicamente fino al termine del loro
mandato.
Ma il fatto
improrogabile è che l'organismo umano inevitabilmente invecchia,
deteriora, e finalmente inceppa e muore. Tanto vale, dunque,
godere la vita con i suoi piaceri senza preoccuparsi eccessivamente di
"rischi" statistici spesso non dimostrabili l'eliminazione dei quali,
alla meglio, ci da qualche mese in più in cambio di apprensioni,
repressioni e divieti, tassazioni, paure -- e talvolta, addirittura,
odio.
Bisogna anche
accettare che di qualcosa si deve inevitabilmente morire.
Superficialmente e razionalmente, tutti sono d’accordo su questa
realtà – ma non emozionalmente, grazie ampiamente alla
spinta dell’insulsa propaganda delle “autorità” sanitarie (che ti
lasciano intendere a livello subliminale che se ti comporti come
vogliono loro non devi preoccuparti della morte), morire non è mai
stato culturalmente così paventato nella storia umana.
Infine, bisogna
accettare che abbiamo probabilmente già raggiunto gli estremi della
vita media concessa all'uomo dalla natura stessa. Si potrà
guadagnare ancora qualcosa riducendo la mortalità infantile, che
incide spropositatamente sul calcolo della vita media di una
popolazione, ma questo non ha nulla a che fare con la riduzione del
cancro, malattie cardiovascolari e così via negli adulti. A meno che
non si trovi il modo di modificare geneticamente gli attributi di
longevità di un'intera popolazione (con tutte le conseguenze morali,
etiche, sociali ed economiche che ne deriverebbero), come società stiamo arrivando al
limite massimo della durata della vita umana.
A questo proposito
chi è interessato può
consultare lo studio demografico di Oshlansky “I prospetti della
longevità umana” ,
che chiarisce quanto i guadagni di longevità siano difficili e
comunque esigui, quando l'evidenza dimostra che siamo prossimi al
limite della longevità media.
Invitiamo chi volesse
approfondire questo interessante argomento a
scaricare l'articolo scientifico del 1978
"La macroeconomia della prevenzione delle malattie negli Stati
Uniti"
(PDF, 647K). Gli autori sono
Gio B. Gori (allora direttore
della Division of Cancer Cause and Prevention e direttore del
programma "Fumo e Salute" del National Cancer Institute
statunitense), e Brian J. Richter, un economista dell'Enviro
Controls, Inc. del Maryland. Questo articolo causò non poco
dissenso contro gli autori che, già 25 anni fa', avevano
affermato
il politicamente scorretto concetto che la "prevenzione" delle
malattie oggi così spesso attribuite agli stili di vita, mentre avrebbe
portato a trascurabili benefici nella durata e qualità della
stessa, avrebbe causato grandi costi sociali. Naturalmente, gli autori non solo non
furono ascoltati da chi aveva l'interesse ad illudere il popolo
con la chimera della lunga vita e della salute "eterna", ma
anche tacciati di cinismo. Dopo 25
anni, è ora possibile osservare che le loro
previsioni si stanno avverando -- nonostante che la "salute
pubblica" continui ancora a negare l'ovvio, facendo vuote
promesse e puntando l'indice contro gli stili di vita per
distrarci dai risultati fallimentari della politica di
"prevenzione". |
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STATI UNITI |
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QUANDO APPLICATO ALL'INTERA POPOLAZIONE |
| Riduzione del 30% delle
malattie cardiovascolari: 24 mesi |
| Riduzione del 30% dei
melanomi: 8 mesi e 15 gg. |
| Riduzione del 30% degli
incidenti stradali: 2 mesi e 15 gg. |
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QUANDO QUANTO SOPRA E' APPLICATO NELLA FASCIA TRA I 15 E I 70 ANNI |
| Riduz. del 30% delle
malattie cardiovasc.: 5 mesi e 7 gg. |
| Riduzione del 30% dei
melanomi: 3 mesi e 6 gg. |
| Riduz. del 30% degli
incidenti stradali: 1 mese e 16 gg. |
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Piccoli guadagni a livello
nazionale -
L'EFFETTO DI UNA RIDUZIONE DELLE CAUSE PRINCIPALI DI MORTE, E I POTENZIALI
GUADAGNI DELL'ASPETTATIVA DI VITA
(se il collegamento all'estratto originale inglese dello studio non
funziona, clicca qui)
-
"Viene
esaminato l’aumento potenziale della durata della vita della popolazione
nel suo insieme e della popolazione in età lavorativa (15-70 anni) degli
Stati Uniti d’America allorquando le principali cause dei decessi vengono
parzialmente o totalmente eliminate. I teorici impressionanti aumenti
della durata della vita derivati dalla totale eliminazione delle 3 cause
principali dei decessi non reggono rispetto alle più realistiche ipotesi
di riduzione o parziale eliminazione di dette cause. Il periodo di
vita che guadagna un bambino appena nato, con la riduzione del 30% delle
malattie cardiovascolari, é di 1.98 anni; 0,71 anni se si ha
una riduzione del 30% dei melanomi; e 0,21 anni per una riduzione del 30%
degli incidenti. Se si applicano le stesse riduzioni alla categoria di
persone da 15 a 70 anni si hanno aumenti rispettivamente di 0,43, 0,26
e 0,14 anni. Anche con l’apporto di scoperte scientifiche eccezionali,
che consentissero di debellare dette cause di decesso, appare evidente che
gli aumenti potenziali della durata della vita per le persone di età
compresa tra i 15 ed i 70 anni, non appaiono spettacolari. Vengono inoltre
discusse le implicazioni di detti risultati in relazione al dibattito in
corso sulla politica sanitaria nazionale." |
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QUANDO
APPLICATO ALL'INTERA POPOLAZIONE |
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8,4 GIORNI |
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Pochissimo il guadagno se si elimina il cancro negli Stati Uniti
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ANNI PERSI PER PERSONA A CAUSA DEL CANCRO NEGLI STATI UNITI, 1970 E 1984
(se il
collegamento all'estratto originale inglese dello studio non funziona,
clicca qui)
-
"Negli Stati Uniti il
numero dei decessi imputabili ai tumori, ha raggiunto il suo picco nel
1984 con 453.450 morti ed a causa delle dinamiche di crescita della
popolazione detto dato continuerà a crescere se non cambia il fattore di
rischio dovuto ai tumori. Tra il 1970 ed il 1984 il totale di PYLL
(anni potenziali di vita persi), la
somma delle differenze tra l’età effettiva del decesso e quella
ipotizzata della durata della vita di ogni persona deceduta a causa di
un tumore, é aumentata per ciascun tipo di cancro così come é aumentata la
combinazione di diversi fattori. Nel 1984 sono stati persi 6.881.281 PYLL
a causa di decessi attribuibili a tumore (nel 1970 erano stati 5.303.668).
Le eccezioni si riscontrano per quei tumori per i quali si sono avuti
notevoli progressi della medicina o nella prevenzione, per esempio tumori
allo stomaco ed alla cervice uterina (prevenzione), quelli testicolari, la
malattia di Hadgkin’s, tumori infantili (cura). La media di dei PYLL persi
nel 1984, é stata generalmente inferiore che nel 1970. Complessivamente
ogni persona deceduta per tumore nel 1984 é morta 15.2 anni prima
dell’ipotizzata durata della vita. Quelli deceduti per tumori infantili,
sono morti 66,9 anni prima, seguiti da quelli deceduti per tumore ai
testicoli (35,8 anni prima). La minore incidenza rispetto all’ipotizzata
durata della vita, é stata per quelli deceduti per cancro alla prostata.
Infatti i 25400 decessi del 1984 sono avvenuti ad un’età inferiore di 9
anni all’ipotetica durata della vita."
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Veramente
impressionante, specialmente dal punto di vista emozionale quando si passa
ai bambini. Si osservi però come si viene manipolati. I 6.881.281 anni di vita persi, moltiplicati per i 365
giorni dell’anno (= 2.511.667.565 – che è ancora più impressionante: oltre
2 miliardi e mezzo di giorni!) si riducono a solo 8,38 giorni a testa
(teorici) quando divisi per la grande massa di popolazione americana, qui
considerata a 300 milioni. Inoltre, non dimentichiamoci che le
summenzionate 453.450 “morti” ci sarebbero stati lo stesso
(perché la gente muore!) solo che sarebbero occorse -- sempre
teoricamente e mediamente -- 8,4 giorni dopo! |
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TRA I 15 E I 70 ANNI |
| Eliminando il 50% delle
malattie cardiovascolari: tra i 6 e i 12 mesi |
| Eliminando il 50% del cancro:
3 mesi |
| Eliminando il 50% degli incidenti
stradali: meno di 3 mesi |
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Miserabili guadagni in Texas -
GUADAGNI POTENZIALI IN ASPETTATIVA DI VITA DERIVANTI DALL'ELIMINAZIONE
PARZIALE DELLE CAUSE PRINCIPALI DI MORTE IN TEXAS
(se il collegamento
all'estratto originale inglese dello studio non funziona,
clicca qui)
-
"Sulla base dei dati statistici del censo e delle statistiche sui decessi
nello Stato del Texas per l’anno 1970, sono stati calcolati gli aumenti
potenziali della durata della vita, eliminando le 3 cause più comuni di
decesso della popolazione. Contrariamente a quanto si potrebbe
anticipare (marcato aumento della durata della vita) i risultati
non sono particolarmente incoraggianti. Il tempo di vita che si
potrebbe guadagnare durante l’età lavorativa (15-70 anni), eliminando il
50% delle malattie cardiovascolari, varia tra 6 mesi ed 1 anno, se
si elimina il 50% dei neoplasma é di circa 3 mesi e meno di
3 mesi se si eliminano il 50% degli incidenti stradali. Anche con
l’apporto di scoperte scientifiche eccezionali, che consentissero di
debellare dette cause di decesso, appare evidente che gli aumenti
potenziali della durata della vita per le persone di età compresa tra i 15
ed i 70 anni, non appaiono spettacolari. Vengono inoltre discusse le
implicazioni di detti risultati in relazione al dibattito in corso sulla
politica sanitaria nazionale." |
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FINLANDIA |
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TUTTA LA POPOLAZIONE |
| ELIMINAZIONE TOTALE DEL CANCRO
POLMONARE: |
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8,9 ORE |
| ELIMINAZIONE
TOTALE SOLO TUMORI ALLO STOMACO: |
|
6,2 ORE |
| ELIMINAZIONE
TOTALE LEUCEMIA: |
|
6,6 ORE |
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ELIMINAZIONE TOTALE TUMORE AL SENO: |
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4,6 ORE |
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ELIMINAZIONE TOTALE DI TUTTI I TUMORI E DI TUTTI I RISCHI RELATIVI
AD ESSI |
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2,38
GIORNI |
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Se
si dividono i giorni per 365, e per i pochi (5 o 6) milioni di abitanti,
miserabili i guadagni per la Finlandia -
L'INCREMENTO DEGLI ANNI LAVORATIVI PER VIA DELL'ELIMINAZIONE DEL CANCRO
COME CAUSA DI MORTE
(se il collegamento
all'estratto originale inglese dello studio non funziona,
clicca qui)
- "Viene
esaminata l’incidenza che l’eliminazione delle cause di decesso, dovute ai
tumori, ha sull’aumento degli anni lavorativi di persone di età compresa
tra 20 e 64 anni. Per questo studio sono stati usati metodi basati sulla
teoria dei rischi concomitanti applicandoli alle statistiche sulla
mortalità in Finlandia negli anni tra il 1966 e 1970. E’ stato valutato
che se non ci fosse il tumore ai polmoni (tipo di tumore statisticamente
più comune sia nei malati che come causa di decesso della popolazione
maschile della Finlandia), il totale delle vite salvate sarebbe
rappresentato da 5600 anni lavorativi (prendendo in considerazione
entrambi i sessi) [5.600 anni x 365 giorni
=2.044.000 giorni; 2.044.000 giorni : 5,5 milioni di persone = 0,371
giorni guadagnati per persona, cioè 8,9 ore!].
Leucemia e tumori allo stomaco sono i fattori di mortalità successivi con,
rispettivamente, 4000 e 3900 anni lavorativi. Il tumore femminile più
comune (seno) porterebbe 2900 anni lavorativi. Vengono quindi presi in
considerazione i tipi di tumore che colpiscono maggiormente i giovani:
leucemia, tumori al cervello e linfomi (per entrambi i sessi) che sono
sesto, dodicesimo ed undicesimo nelle statistiche di mortalità, ma
secondo, quarto e sesto nella graduatoria degli anni guadagnati eliminando
dette malattie. D’altra parte, il tumore alla prostata, terzo come causa
di decesso degli uomini, sarebbe posizionato al quindicesimo posto nella
graduatoria degli anni guadagnati se lo si riuscisse ad eliminare. Se
non esistesse alcun rischio di tumore le vite salvate annualmente
produrrebbero 36.000 anni lavorativi [2,38 giorni
per ogni abitante della Finlandia], quantità superata solo
dall’eliminazione delle malattie cardiovascolari (55.000 anni lavorativi)
e degli incidenti (51.000 anni lavorativi). I risultati indicano che non
esiste differenza tangibile tra i risultati ricavati assumendo vari
modelli per i rischi concomitanti, ma l'escludere i rischi concomitanti
può portare notevole confusione e disinformazione delle valutazioni se la
popolazione ha di per se mortalità elevata." |
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CANADA |
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TUTTA LA POPOLAZIONE |
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ELIMINAZIONE TOTALE DI: |
| Malattie alle coronarie, incidenti stradali, violenza, malattie
cardiovascolari, tumori ai polmoni, al seno, al cervello, malattie
perinatali, malattie polmonari croniche, nonché
controllo
del fumo, ipertensione, colesterolo, diabete ed abuso di bevande
alcoliche |
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14 GIORNI E 6 ORE |
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I guadagni del
Canada? Vedi sopra! -
MORTI PREMATURE IN CANADA: IMPATTO, TENDENZE, ED OPPORTUNITA' DI
PREVENZIONE
(se il collegamento
all'estratto originale inglese dello studio non funziona,
clicca qui)
-
In questo studio vengono
valutati l’impatto, la tendenza e la possibilità della prevenzione dei
decessi prematuri. In Canada nel 1986 si sono avuti circa 100.000 decessi
di persone al disotto dei 75 anni dato corrispondente a più di
1.700.000 anni potenziali di vita persi (PYLL). Le più importanti
categorie di malattie responsabili del PYLL [Potential Years Life Lost] sono state: malattie alle coronarie, incidenti/violenze e
malattie cardiovascolari. Per entrambi i sessi le prime cinque cause di
decesso e di conseguenza PYLL, sono state: malattie alle coronarie,
incidenti d’auto, tumori ai polmoni e malattie perinatali; tumore al seno
(per le donne) e suicidi (per gli uomini) sono anch’essi nei primi cinque
posti di questa classifica. Nel lasso di tempo che si estende dal 1969 al
1986, il tasso di mortalità tra le persone sotto i 75 anni é aumentato di
3 condizioni tra gli uomini ed 11 tra le donne. La mortalità causata dal
cancro ai polmoni e cancro al cervello é aumentata per entrambi i sessi,
mentre sono aumentati, solo per le donne, i decessi causati da malattie
polmonari croniche. Sempre solo fra gli uomini é aumentata la mortalità
causata dai suicidi e da 8 diversi tipi di tumore. Nello stesso periodo,
per entrambi i sessi, si é avuta una riduzione della mortalità per 37
categorie di malattie, che includono, in particolare, significativi
miglioramenti per le malattie coronarie, ictus, incidenti d’auto e
malattie perinatali. Si stima che 50.000 decessi l’anno possano essere
evitati attraverso il controllo del fumo, ipertensione, colesterolo,
diabete ed abuso di bevande alcoliche. Circa 6.000 decessi prematuri sono
evitabili attraverso il miglioramento dell’assistenza medica.
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Nonostante
la tendenziosità di questo studio -- “…50.000
decessi prematuri l’anno possano essere evitati attraverso il controllo del
fumo, ecc.”; un decesso non si evita – semmai si ritarda; e
il termine "prematuro" si riferisce ad una vita statistica che non ha
nulla a che vedere con la realtà individuale, i guadagni di vita teorica
sono assolutamente penosi, specialmente in considerazione di cosa
sarebbe eliminato, ed a quale costo sociale. Ma
si noti che l’uso della la parola “evita” permette di appellarsi di più alle emozioni
con migliori risultati sui politici e burocrati che dispensano fondi,
saltando a piè pari il suddetto razionamento.
Quanto è il guadagno
di vita teorico per ogni canadese, dunque? Anche fondendo tutte le
“cause” assieme usando il gran totale: 1.170.000 anni “persi” x i 365
giorni dell’anno = 427.050.000 giorni; diviso 30 milioni di canadesi =
14,24 giorni, arrotondando per eccesso!
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ITALIA |
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TUTTA LA POPOLAZIONE |
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COMBINANDO LA RIDUZIONE DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI
E DI TUMORI MALIGNI, INCIDENTI E MORTALITA' DA AIDS |
2, 27 anni per gli uomini
2,16 anni per le donne |
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Un po' migliori
i guadagni
in Italia (poco più di due anni), ma per ottenere tale risultato è stato
necessario combinare cancro, AIDS, e malattie cardiovascolari, persino
incidenti stradali!
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L'IMPATTO DELLE PRINCIPALI CAUSE DI MORTE SULL'ASPETTATIVA DI VITA IN
ITALIA
(se il collegamento
all'estratto originale inglese dello studio non funziona,
clicca qui)
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Premessa: Questo studio ha
la finalità di valutare i benefici derivanti dalla riduzione delle più
importanti malattie cardiovascolari (CVD), neoplasma maligni (MN),
incidenti e mortalità da AIDS, rispetto al miglioramento della durata
della vita prevista, osservata durante il decennio 1985-1994, come pure
valutare e comparare i possibili guadagni causati dall’eliminazione
parziale o totale di dette cause.
Metodologia: I dati di
mortalità desunti dal “data base” della Mortalità in Italia, sono stati
esaminati con il metodo della decomposizione dei cambiamenti della durata
teorica della vita e la tecnica del decremento parziale multiplo della
vita.
Risultati: In Italia,
prendendo in considerazione il decennio 1985-1994, l’incremento di durata
della vita alla nascita é stato di 2,27 anni per gli uomini e 2,16 per le
donne. Il maggiore incremento di questo aumento é da attribuirsi alla
riduzione della mortalità da CVD, seguita da un numero inferiore di
decessi causati da incidenti e da MN. Per contro l’AIDS ha portato ad una
diminuzione della durata della vita negli adulti. I maggiori guadagni
potenziali di durata della vita potrebbero essere ottenuti con
l’eliminazione parziale o totale della mortalità riconducibile al CVD o
MN. Quando si considera la fascia di età tra i 15 e 64 anni, cambia
l’importanza relativa delle cause di decesso. L’eliminazione di incidenti
e dell’AIDS risulterebbe in un aumento della durata della vita teorica
maggiore di quella corrispondente alla riduzione del 50% del CVD.
Conclusioni: I risultati
ottenuti dallo studio danno utili informazioni che potrebbero contribuire
per una più efficace distribuzione di risorse per la ricerca e per i
programmi di salute pubblica.
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Tradotto da Miriam e Fausto de
Filippis per FORCES
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