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FUMO E TROMBOSI |
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Se non puoi attribuire il male al fumo, non dire nulla e lascia che la gente ci creda, perché è imperativo che il mondo debba credere alla propaganda. Dapprima, la propaganda parlava di fumo come "causa" di trombosi. Ma la scienza, quella vera, ha detto di no. E il silenzio totale si è dunque calato sul triste sipario della disinformazione, ma la tenda non è stata chiusa: non un annuncio correttivo, nessuna ammissione d'errore; solamente altra propaganda. -- TENUTO NASCOSTO -- TROMBOSI: A RISCHIO I NON FUMATORI C’é stato recentemente un rinnovato interesse per le trombosi post-operatorie. Gli interventi chirurgici e l’immobilità possono portare al verificarsi di gravi trombosi ed i grumi di sangue possono andarsi a posizionare nei polmoni -- e questo grave rischio persiste per almeno un mese dopo l’intervento chirurgico. La gamba é la sorgente principale dei grumi sanguigni. Ci sono annualmente almeno 170.000 casi di trombosi dei
quali 70.000 negli Stati Uniti In Gran Bretagna il 10% dei decessi che si verificano negli ospedali sono dovuti ad embolia polmonare (Thromboembolic Risk Factor (THRIFT) Consensus Group. GMJ 1992 Sept 5;305:567-574). Gli studi più recenti non parlano affatto degli effetti del fumo. Il fumo non compare in alcuno degli elenchi dei fattori di rischio. Infatti tra il 1974 ed il 1980, fu scoperto, inaspettatamente per tutti, che i non fumatori erano a notevolmente maggiore rischio di trombosi. Ciò venne discusso sul British Medical Journal, ma non fu mai ripreso e non ebbe seguito negli Stati Uniti. E’ forse inaccettabile politicamente ed emozionalmente dai condottieri antifumo? Preferiscono non commentare piuttosto che ammettere che il fumo non é un fattore di rischio. Di seguito è un elenco delle ricerche sulle quali esiste censura:
Solo uno studio non ha confermato questi dati:
"Le degenze di pazienti sottoposti ad interventi
chirurgici, aumentano di sette giorni a causa delle trombosi venose"
aumentando così i costi di circa 200 dollari al valore del 1984. Gli antifumatori affermano che i costi ospedalieri dei fumatori sono maggiori di quelli dei non fumatori e ciò viene fatto per aumentare i ‘costi’ dovuti al fumo, ma la verità non si conosce ancora, e forse hanno scoperto che la verità non è quella che loro predicano. La ricerca Oster potrebbe essere l’ultima spiaggia delle loro idee. Per diminuire il fenomeno delle trombosi venose, é stato raccomandato di trattare i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici con anticoagulanti, ma ciò comporta notevoli rischi per quei pazienti che sono a basso rischio. Le vite dei fumatori sarebbero inutilmente messe in pericolo se fossero trattati come se fossero dei non fumatori o, ancora peggio, se venissero così trattati credendo falsamente che sono a rischio maggiore perché fumatori. D’altro canto, i non fumatori sono messi in pericolo se considerati non a rischio. Quanti sono morti a causa dell’ossessione antifumo? Francamente non é possibile saperlo. Questa cosciente irresponsabilità scientifica promulgata da questo stato mentale é potenzialmente portatrice di ripercussioni negative sul piano economico, medico e scientifico. Tradotto da Miriam e Fausto de Filippis per FORCES |
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