Ritorno all'indice
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia
Ritorno alla pagina di copertina
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia
>>>>  Invia questa pagina a un amico
   
 

FUMO E TROMBOSI

Lo sapevate che...?Scoprite ciò che non sapevate sul fumo e salute!

 

= documentazione in inglese

Se non puoi attribuire il male al fumo, non dire nulla e lascia che la gente ci creda, perché è imperativo che il mondo debba credere alla propaganda. Dapprima, la propaganda parlava di fumo come "causa" di trombosi. Ma la scienza, quella vera, ha detto di no. E il silenzio totale si è dunque calato sul triste sipario della disinformazione, ma la tenda non è stata chiusa: non un annuncio correttivo, nessuna ammissione d'errore; solamente altra propaganda.


-- TENUTO NASCOSTO --

TROMBOSI: A RISCHIO I NON FUMATORI

C’é stato recentemente un rinnovato interesse per le trombosi post-operatorie. Gli interventi chirurgici e l’immobilità possono portare al verificarsi di gravi trombosi ed i grumi di sangue possono andarsi a posizionare nei polmoni -- e questo grave rischio persiste per almeno un mese dopo l’intervento chirurgico. La gamba é la sorgente principale dei grumi sanguigni.

Ci sono annualmente almeno 170.000 casi di trombosi dei quali 70.000 negli Stati Uniti (FA Anderson Jr, HB Wheeler, RJ Goldberg, DW Hosmer, A Forcier, NA Patwardhan. Ann Intern Med 1991;115;591-595)

In Gran Bretagna il 10% dei decessi che si verificano negli ospedali sono dovuti ad embolia polmonare (Thromboembolic Risk Factor (THRIFT) Consensus Group. GMJ 1992 Sept 5;305:567-574).

Gli studi più recenti non parlano affatto degli effetti del fumo. Il fumo non compare in alcuno degli elenchi dei fattori di rischio. Infatti tra il 1974 ed il 1980, fu scoperto, inaspettatamente per tutti, che i non fumatori erano a notevolmente maggiore rischio di trombosi. Ciò venne discusso sul British Medical Journal, ma non fu mai ripreso e non ebbe seguito negli Stati Uniti.

E’ forse inaccettabile politicamente ed emozionalmente dai condottieri antifumo? Preferiscono non commentare piuttosto che ammettere che il fumo non é un fattore di rischio. Di seguito è un elenco delle ricerche sulle quali esiste censura:

Handley AJ, Teather D. Increased incidence of Deep Vein Thrombodis (DVT) after myocardial infarction. BMJ 1974 Jul. 27;3:230-231. 17 su 61 (28%) fumatori, 19 su 37 (51%) non fumatori hanno sviluppato DVT. Escludendo quelli ad alto rischio, 7 su 38 (18%) fumatori ed 9 su 24 (41%) non fumatori hanno contratto il DVT.

Marks P, Emerson PA. Increased incidence of Deep Vein Thrombodis (DVT) after myocardial infarction in non smokers. BMJ 1974 Jul. 27;2:232-234. Tra i pazienti trattati con anticoagulanti, 7 su 65 (11%) fumatori rispetto ai 23 su 37 (67%) non fumatori hanno sviluppato DVT. Escludendo quelli ad alto rischio, 13 su 25 (52%) non fumatori ed 3 su 56 (5.4%) fumatori hanno contratto il DVT (i non fumatori pesavano meno dei fumatori)

Clayton, JK, Anderson JA, McNicol GP. Preoperative prediction of postoperative deep thrombosis vein. BMJ 1976 Oct. 16;2:910-912. 5 su 55 (9.1%) fumatori rispetto ai 15 su 69 (22%) non fumatori sono stati positivi (chirurgia ginecologica)

Pollok AV, Evans M. Cigarette smoking and postoperative deep-vein thrombosis. BMJ 1978 Aug. 26;2:637. 10 su 52 (19.2%) fumatori di sigarette, 7 su 17 (41.2%) fumatori di pipa, 35 su 97 (36.1%) non fumatori, di pazienti sottoposti ad operazioni alla prostata od allo stomaco hanno sviluppato DVT. "Nonostante che possa essere vero che i fumatori di sigarette sono più giovani e meno grassi dei non fumatori, non può essere certamente questa la spigazione degli effetti protettivi di questo altrimenti indesiderabile [sic] vizio".

Bucknall TE, Bowker T, Leaper DJ. Does increased movement protect smokers from post-operative deep vein thrombosis? BMJ 1980 Feb. 16;280:447. In 40 operazioni di ernia inguinale, le differenze di movimenti non sono state significative.

Kierkegaard A, Norgren L, Olsson C-G, Castenfors J, Persson GS. Incidence of deep vein thrombosis in bedridden non-surgical patients. Acta Med Scand 1987;222:409-414. L’8% dei fumatori ed il 13% dei non fumatori riscontrati positivi al DVT. Dato non significativo.

Solo uno studio non ha confermato questi dati:

Hayes MJ, Morris GK, Hampton JR. Lack of effect of bed rest and cigarette smoking on development of deep venous thrombosis after myocardial infarction. Br Heart J 1976;38:981-983. 28/113 (25%) s, 14/69 (20%) n positive.

"Le degenze di pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, aumentano di sette giorni a causa delle trombosi venose" aumentando così i costi di circa 200 dollari al valore del 1984. (G Oster, RL Tuden, GA Colditz. Prevention of venous thromboembolism after general surgery. Cost-effectiveness analysis af alternative approaches to prophylaxis. Am J Med 1987 may;82:889-899).

Gli antifumatori affermano che i costi ospedalieri dei fumatori sono maggiori di quelli dei non fumatori e ciò viene fatto per aumentare i ‘costi’ dovuti al fumo, ma la verità non si conosce ancora, e forse hanno scoperto che la verità non è quella che loro predicano. La ricerca Oster potrebbe essere l’ultima spiaggia delle loro idee.

Per diminuire il fenomeno delle trombosi venose, é stato raccomandato di trattare i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici con anticoagulanti, ma ciò comporta notevoli rischi per quei pazienti che sono a basso rischio. Le vite dei fumatori sarebbero inutilmente messe in pericolo se fossero trattati come se fossero dei non fumatori o, ancora peggio, se venissero così trattati credendo falsamente che sono a rischio maggiore perché fumatori. D’altro canto, i non fumatori sono messi in pericolo se considerati non a rischio.

Quanti sono morti a causa dell’ossessione antifumo? Francamente non é possibile saperlo. Questa cosciente irresponsabilità scientifica promulgata da questo stato mentale é potenzialmente portatrice di ripercussioni negative sul piano economico, medico e scientifico.


Tradotto da Miriam e Fausto de Filippis per FORCES