FUMO, GRAVIDANZA, E NASCITE SOTTOPESO -- OVVERO: MENZOGNE OBESE

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Quante volte sentiamo che le donne incinta non devono assolutamente fumare, e che quelle che fumano “fanno male al feto”? Tra gli “effetti” del fumo durante la gravidanza ci viene detto che i più comuni sono nascite premature e nascite sottopeso. Come si arriva a queste conclusioni? Ma con la scienza statistica rottame, naturalmente, che viene usata ad hoc per la propaganda antifumo.

La truffa funziona così: si osserva un gruppo di donne incinta che non fumano, ed un gruppo di donne che fumano durante la gravidanza. Poi si contano le nascite premature e sottopeso. Se vi sono più nascite premature o sottopeso tra le fumatrici, ciò è ATTRIBUITO al fumo con grande fanfara. Nel caso contrario (e ce ne sono tanti di studi che fanno vedere un beneficio, oppure nessuna influenza) si sta sempre zitti perché ciò non giova alla truffa sanitaria sul fumo.

Naturalmente (e a seconda dello studio – e dell’agenda dello stesso) si tengono in conto certi fattori, come età, stato socio-economico, ecc. Ma, come al solito, anche per le nascite premature e sottopeso i co-fattori che contribuiscono al fenomeno sono centinaia -- ed è quindi impossibile separare il loro effetto con alcun grado di affidabilità. Tali fattori sono tutti o in gran parte ignorati nella conta.

Poi i ciarlatani passano alla “quantificazione” del rischio, con elevazioni di 30, 50, 90%, e passano l’informazione ai media incompetenti per la propaganda. I media ignorano o comunque si guardano bene dal rendere edotto il lettore che l’epidemiologia detta che deve esserci un aumento di rischio dal 200 al 300% per dimostrare che il rischio esiste (se no come si farebbe a truffare la gente?...). Affermare quindi che “c’è il 50% in più di probabilità che succeda X” significa solo: “non siamo riusciti a provare che il rischio esiste”, ma la “salute pubblica” conta invece sulla reazione emozionale dell’ignaro: “Mamma mia! Il 50% in più di rischio!!!”

Come si fa allora a sapere la verità su fumo e nascite premature o sottopeso? Facilissimo: guardiamo i dati storici recenti e ignoriamo le truffe statistiche.

Negli Stati Uniti, tra il 1990 e il 1999, secondo i dati pubblicati dal National Center for Health Statistics, la percentuale dei bebè nati prematuramente – cioè a meno di 37 settimane di gestazione --  è cresciuto di quasi il 12 percento, passando dal 10,6 all’11,8%, e raggiungendo il livello massimo mai registrato. Sempre a livello nazionale il numero dei bebè nati sottopeso è incrementato dal 7 al 7,6 percento. Allo stesso tempo un gran numero di donne, purtroppo, si è bevuto la fandonia che il fumo in gravidanza “fa male” e, dimenticandosi che la placenta esiste per uno scopo, non hanno fumato mentre incinta. Ciò è risultato in una drastica diminuzione della percentuale di donne che fumano durante la gravidanza, passando dal 18,4 nel 1990 al 12,6% nel 1999, come riportato dalle statistiche nazionali della The Annie E. Casey Foundation.

Il tipo di statistiche appena menzionato è valido perché in questo caso non si mettono ipotesi fantascientifiche su fogli Excel dei computer, premendo il tasto “Invia” ed ottenendo cifre senza valore scientifico di morti e malattie. Qui si contano semplicemente i casi (conta del numero di settimane di gestazione, e bambino su bilancia: metodi molto affidabili... ) su un periodo di tempo X – in questo caso 10 anni.

Il grafico a fianco illustra chiaramente i due trend senza bisogno di ulteriori delucidazioni. Se noi fossimo dei truffatori come quelli che stiamo smascherando, potremmo addirittura affermare che esiste una dimostrata relazione causale diretta tra la diminuzione del fumo durante la gravidanza e l’incremento di nascite sottopeso o premature, ed affermare pure che il fumo ha un’azione protettiva – e potremmo fare ciò su basi storico-statistiche assai più solide delle associazioni di scienza rottame dei truffatori della “salute pubblica”.

Ma, per fortuna, non siamo come loro. Quindi ci limitiamo a dimostrare che, sulla base di dati storici REALI, fumare durante la gravidanza non ha nulla a che vedere con nascite premature e sottopeso.

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