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INTERVISTA CON IL DR. KABAT

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PREFAZIONE

6 Ottobre 2003 - Abbiamo trascritto e tradotto per i nostri lettori italiani l’intervista al Dr. Kabat, epidemiologo di grande statura internazionale e co-autore del più grande e protratto studio della storia sul fumo passivo. Tale enorme studio (come chi ci legge regolarmente ricorderà) non dimostrò alcuna connessione tra fumo passivo e malattie cardiache o cancro polmonare, ma solo una trascurabile elevazione di rischio per ostruzione polmonare cronica. Quasi completamente ignorato (o comunque riportato con tendenziosità) dai media italiani o per ignoranza o, più spesso, da collusione con la propaganda disinformatice sul fumo delle “autorità” sanitarie, questo studio fece un enorme scalpore nel mondo anglosassone, perché dimostra in modo insindacabile che i “pericoli” del fumo passivo non possono essere dimostrati e/o sono inesistenti, quindi le leggi che proibiscono il fumo in pubblico perché “avvelena” gli altri sono basate su una frode scientifica ben cogitata per controllare il comportamento dei fumatori ed indurli a smettere con le “terapie” rottame dei farmaceutici, che hanno finanziato a colpi di miliardi truffe e politiche antifumo da quando hanno messo sul mercato i prodotti di cessazione verso la metà degli anni Ottanta.

Durante il colloquio, l’intervistatrice canadese ha messo in risalto la vera ragione per cui, di fronte ad una più che schiacciante evidenza statistica che il fumo passivo non è nocivo (che invece viene presentata da truffatori istituzionalizzati come l’esatto opposto) si continua a proibire il fumo in pubblico sulla base della sua “nocività”. Intervistatrice:Giusto… se lei ha ragione, sembra che al momento, perlomeno, la gente non voglia ascoltare ciò che lei le sta dicendo”. Kabat: “Senta, penso ci lei ci abbia centrato in pieno”. Assistiamo ai risultati di una campagna di disinformazione costata miliardi di dollari ai farmaceutici ed ai suoi burattini attivisti e ministeriali, volta esclusivamente all’odio e all’intolleranza. E tutto per vendere prodotti, e per dare a una società con sempre meno valori un’altra vuota crociata. Ed anche perché l’odio e la corruzione hanno sempre bisogno di un bersaglio e di un manto razionale e scientifico;  ma è l’ora che le vittime di questo odio si sveglino, e usino la necessaria forza per mettere fine a questa truffa e per farsi rispettare.

Ringraziamo il nostro presidente Gian Turci per la trascrizione-traduzione di questa intervista.


CBC (Canadian Broadcasting Company) Radio, programma “As it Happens”, 15 Maggio 2003. Intervistatrice: Mary Lou.

Mary Lou: Dr. Kabat, come ha condotto il suo studio?

Kabat: Okay. Prima dovrei cominciare dicendo che il dott. Enstrom è il principale ricercatore in questo studio; ci ha lavorato su a partire dai tardi anni Ottanta. Io ho collaborato con lui principalmente sull’analisi.

Mary Lou: Cosa ha trovato allora? Dopo lo studio.

Kabat: Okay. Non abbiamo trovato l’associazione che ci si aspettava, [cioè che] che tra i mai fumatori con coniugi fumatori, esistessero più alti tassi di malattie cardiache e/o cancro polmonare quando comparati con coloro che non avevano mai fumato ed erano sposati con non fumatori. Abbiamo trovato, però, che per una terza malattia, che è chiamata ostruzione polmonare cronica, che è principalmente una combinazione di enfisema e bronchite cronica, lì abbiamo trovato un suggerimento di circa il 60% di incremento di rischio sia in uomini sia in donne, se il coniuge era un attivo fumatore, okay? Quindi ciò … mmmh...  è spesso trascurato perché la gente è comprensibilmente irritata -- e capisco il perché -- che questo particolare studio non abbia dimostrato alcun suggerimento di incremento di malattie cardiache o cancro polmonare anche se il coniuge fumava anche, diciamo, due pacchetti al giorno o giù di lì.

Mary Lou: Quando dice che la gente è irritata si riferisce alla reazione, ecco, di dottori, consulenti medici e delle lobby antifumo, Ma…

Kabat: .. C’è un grande… c’è un grande “ruggito” su questo, ma penso che produca più caldo che luce…

Mary Lou: Voglio arrivare a quel punto in un momento…

Kabat: Okay.

Mary Lou:Ma prima vorrei chiarificare una cosa sullo studio. Quante persone sono state esaminate, e in che periodo di tempo?

Kabat: E’ stata la porzione californiana di uno studio su un milione di americani reclutati dalla American Cancer Society nel 1959 e 1960, okay? Ciò che il Dr. Enstrom mise insieme fu che si focalizzò sulla porzione californiana di quella coorte -- okay? -- che includeva 118.000 persone, e tra quelle 118.000, 35.000 erano gente che non aveva mai fumato, così quello era il gruppo su cui ci si era focalizzati, e quelle persone furono seguite per quasi 40 anni.

Mary Lou: E di quelle 35.000 persone che non hanno mai fumato, quanti avevano coniugi che fumavano e quanti avevano coniugi che non fumavano?

Kabat: Riflette la demografica del fumo indietro negli anni Cinquanta, così buone proporzioni erano nella categoria di avere attivi fumatori come coniuge e di avere un coniuge che era un ex-fumatore, e c’erano numeri adeguati, particolarmente per malattie cardiovascolari, perché? Perché le malattie cardiovascolari sono le più comuni malattie, così abbiamo numeri solidi e così si fa l’analisi osservando uomini e donne separatamente e, come ho detto, [non] c’era -- anche se si guarda a persone con forte esposizione al fumo del coniuge -- non c’era un pattern [andamento] che diceva che lì c’era “qualcosa”. Una delle cose importanti che abbiamo fatto, è stato di guardare nell’ultima tavola – Tavola 10 – alla relazione tra fumo attivo--usando tutte le 118.000 persone -- …guardare alla relazione del fumo attivo con le tre condizioni di malattia, e lì si può vedere questi veramente notevoli, veramente regolari incrementi di rischio per cancro polmonare, malattie cardiovascolari e malattie polmonari croniche quando il livello del fumo del coniuge aumenta – dall’ex-fumatore con il più basso livello di esposizione relativo a chi non ha mai fumato, a chi fuma correntemente da 1 a 9 sigarette al giorno, da 10 a 19, e così via fino a 40 e più sigarette al giorno.

Mary Lou: Okay, ma ora [passiamo al] la controversia, perché voi avete causato, come lei ha detto, la rabbia di un sacco di gente. Come ha detto il Wall Street Journal, sia il New England Journal of Medicine, sia l’American Journal of Epidemiology hanno rifiutato di pubblicare lo studio, mentre altre persone dicono che tutto questo è pagato dall’industria del tabacco quindi è sospetto; altri dicono: “beh, la gente negli anni ’50 era tutta esposta al fumo passivo perché era dappertutto”… 

Kabat: Ci sono altri studi di coorte fatti negli anni Sessanta che non sono stati criticati, quindi ci sono molti punti che possono essere discussi; questo non è uno studio perfetto – nessuno degli studi è perfetto, e il nostro è uno studio fatto molto meticolosamente, e per correggere e per cercare quasi di interrogare i dati per arrivare a questi punti [concernenti] il cambio attraverso il tempo noi  abbiamo fatto molte, moltissime analisi al seguito, su cui nessuno ha avuto nulla da ridire. Sono tutte su carta in versione estesa, e sono sul sito web, quindi questo studio ha una estremamente [ripeto] estremamente rigorosa peer review, che ha coinvolto tre epidemiologi esterni [allo studio] e statistici che l’hanno scrutinato, e che tornarono indietro con pagine e pagine di commenti, e noi abbiamo risposto ad ognuno dei loro commenti, e tutti e tre questi eminenti epidemiologi pensarono che questo studio avrebbe dovuto essere pubblicato.

Mary Lou: Ha guardato gli studi che riportano che [invece] c’è una relazione causale tra fumo passivo e cancro polmonare?

Kabat: Beh, io ero nel comitato delle EPA (Environmental Protection Agency) nei primi anni dei ‘90, e la EPA produsse un Rapporto molto influente che al tempo generò un sacco di attenzione dai media. Il fatto è che quel rapporto venne fuori con un 1,19 incremento di rischio, cioè un 19 percento… 19% incremento di rischio che si compara -- solo per darle una scala -- si compara ad un aumento di rischio di circa il  2.000% se si è correntemente fumatori invece di non fumatori  -- per il cancro polmonare. Il problema con il fumo passivo è che, come disse il Dr. David Smith in un editoriale di accompagnamento, c’è un molto debole… ehm..

Mary Lou: Legame…

Kabat: … associazione. Se essa esiste. Ed una delle cose è che il pubblico in generale è stato incoraggiato a pensare... che noi dovremmo essere in grado di avere quel tipo di certezza che abbiamo per il fumo attivo, il che è molto tendenzioso. Quindi gli epidemiologi sanno che quando hai un rischio relativo al disotto di 2,0 [100% di incremento di rischio], tu sei al limite di ciò che questo tipo di studi siano in grado di trovare.

Mary Lou: Giusto… se lei ha ragione, sembra che al momento, perlomeno, la gente non voglia ascoltare ciò che lei le sta dicendo.

Kabat: Senta, penso ci lei ci abbia centrato in pieno. Lasci che le dica che nella controversia sulla EPA nel 1992 dissi che ero preso tra due situazioni impossibili. Non avevo alcuna connessione con l’industria del tabacco, però mi resi conto che per ragioni politiche la EPA pensava di dover classificare il fumo passivo come un cancerogeno non umano di classe A. Io ho pensato che questo era uno sbaglio, perché? Perché se ingrandisci lo stato della scienza, alla fine si riduce la credibilità della… della EPA. Era chiaro a me che ciò che hanno fatto veramente era di aver deciso fin dall’inizio, negli anni Ottanta,  che avrebbero condotto un aggiornamento – come l’hanno chiamato – degli studi fatti nel 1986, ed avevano una conclusione predeterminata, specificamente che [il fumo passivo] fosse il più potente cancerogeno possibile: un cancerogeno di classe A. Io dissi: Guardate, nel modo il cui [lo studio EPA] è stato scritto, sono state selezionate certe cose, e [solo] gli studi che “piacevano” a loro!

Mary Lou: Okay, abbiamo solo pochi secondi e volevo farle un’altra domanda, allora: mi dice perché lei si è fatto finanziare lo studio dall’industria del tabacco, mentre SA che ciò permetterà ad un sacco di persone di screditarlo.

Kabat: Prima di tutto, come ho detto, è stato il Dr. Enstrom che ha ottenuto i fondi, ma lo studio è stato finanziato prima di tutto e principalmente  -- ed anche qui la gente disinforma – si ottengono fondi [da chi si può] perché è maledettamente difficile ottenere fondi, e non siamo stati gli unici a prendere soldi dall’industria del tabacco. Però la prima fase di questo studio fu finanziata dalla Proposition 99, la sovrattassa della California sulla vendita di prodotti di tabacco, okay? I soldi vennero dallo stato della California, e quando quei soldi finirono [Enstrom] ottenne fondi dal Center for Indoor Air Research, che è la fonte che diede i fondi per la ricerca, e i soldi vennero dalla Philip Morris e da altre ditte. Però [da qui] a fare il salto – che la gente non ha difficoltà a fare (questo studio è stato esaminato da scienziati) – a pensare che Enstrom ed io siamo venuti fuori con [questi] risultati perché eravamo influenzati dall’industria del tabacco non comincia nemmeno ad avere alcun senso.

Mary Lou: Bene, la ringrazio molto per aver parlato con noi oggi, e sono abbastanza sicura che questa non sarà la fine della storia.

Kabat: Devo dire che su quello siamo d’accordo.

Mary Lou: Spero che [avremo l’occasione di] parlarci ancora. Grazie.

Kabat: Bene. Grazie mille. Piacere mio. Arrivederci.