L'OPERAZIONE "MANI PULITE" SUI FARMACI E' IN CORSO IN ITALIA. PECCATO CHE SIA TABU' TOCCARE QUELLE FANGOSE

The Evidence - L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo

Ritorno a: MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE:
GOVERNI IN TASCA, ANTIFUMO IN VENDITA

Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia

Ritorno alla pagina principale
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia

20 Febbraio 2003 - È interessante notare come dalla tempesta dello scandalo sulla corruzione farmaceutica di medici e istituzioni che ha attraversato le notizie italiane degli ultimi giorni, ciò che concerne i prodotti di cessazione da fumo (ed il finanziamento internazionale delle campagne antifumo da Big Pharma) sia stato assolutamente ignorato perché contrario all'ingegneria sociale di stato, e quindi politicamente scorretto. Il popolo deve continuare a credere che la “epidemia” del fumo sia proprio come ce la pongono, che i prodotti di cessazione funzionino (anche se sono inefficaci all’85% dei casi), che la pillola antifumo della Glaxo (Zyban), tanto raccomandata anche dai ministeri della sanità, non sia un farmaco che fu vietato come antidepressivo negli USA per via dell'alta mortalità, e quindi riciclato come farmaco antifumo (così la morte di chi crepa si può attribuire ai "rischi" del fumo), e che la guerra al fumo sia assolutamente, "sempre e comunque" santa -- e non il prodotto della più grande truffa statistica della storia, stimolata dai miliardi di dollari elargiti da Big Pharma per avanzare i suoi piani di marketing mondiale e di controllo sociale planetario.

L'evidenza è schiacciante - Il finanziamento di propaganda e di organizzazioni antifumo da parte di Big Pharma è ben documentato, e così anche lo scenario sociale e di marketing in cui tali organizzazioni si muovono – Organizzazione Mondiale della Sanità inclusa, il cui programma antifumo è finanziato per oltre il 70% dalle multinazionali farmaceutiche (documentazione dettagliatissima e analisi dati disponibile su CD) , che proprio in questi giorni usano l’OMS come strumento per implementare il trattato antifumo internazionale, che uniforma e intensifica la strategia antifumo a livello mondiale a scopo di coerente persecuzione dei fumatori nel mondo, rimuovendo alternative, diritti e santuari mentre si rinforza il concetto di assuefazione da nicotina, e costringerli così a smettere con i prodotti di cessazione di Big Pharma. Non è un caso che dovunque Big Pharma abbia deciso di iniziare il marketing dei prodotti di cessazione, esattamente allo stesso tempo i ministeri della salute locali abbiano “scoperto” l’epidemia del tabacco e del “fumo passivo”, e abbiano vietato il fumo dappertutto. La documentazione cui siamo collegati, emessa dalle stesse case farmaceutiche, rende ciò lapalissiano.

Talmente grandi che il pubblico non li vede - Per rendere la scala dei finanziamenti dei gruppi antifumo dalle multinazionali farmaceutiche più intuitiva ai suoi lettori, il gruppo FORCES International (distaccamento Olanda) ha sviluppato un grafico (sotto) basato su dati rigorosi che illustra l’investimento in attività antifumo solo da parte, per il momento, della Johnson & Johnson (attraverso il braccio filantropico Robert Wood Johnson Foundation statunitense). Si noti che qui si illustra solamente l’investimento in UN Paese, e da parte di UNA multinazionale farmaceutica. Lasciamo le conclusioni ai lettori sul totale dell’interferenza dell’industria a livello internazionale.

Un vero supermercato - Mentre si punta il dito contro la scienza (che si dichiara implicitamente corrotta) finanziata dai produttori di sigarette, si distrae l’attenzione delle masse dal fatto che gran parte della “scienza antifumo” è pagata dai giganti farmaceutici, e gran parte di ciò che resta è finanziato con stanziamenti pubblici che sono stati "istigati" da attivisti antifumo comunque finanziati da Big Pharma. E non solo: sono finanziati esclusivamente a questo scopo anche enormi associazioni antifumo "non profit" (direttamente e indirettamente), stazioni televisive e radiofoniche, istituzioni sanitarie, gruppi sportivi, attivisti “indipendenti”, giornalisti e media, scuole, università (“alla grande”), ed altri “volontari” vari -- proprio per far vedere che esiste un “consenso universale” sui "terribili" pericoli del fumo. Come scala, non abbiamo dubbi che l’investimento antifumo sia il più vasto mai effettuato nella storia di questa colossale industria. Ma con un mercato di 1,3 miliardi di potenziali clienti, il gioco vale bene la candela.

Solo da una casa farmaceutica -- e solo in America!

Anno  Importo ($ USA)
1992 $23.460.926
1993 $1.934.985
1994 $9.039.661
1995 $15.828.585
1996 $38.191.064
1997 $41.103.813
1998 $24.320.680
1999 $23.615.605
2000 $6.810.979
2001 $13.652.515
2002 $13.772.560
2003 $6.636.970
Totale $218.368.343


FINANZIAMENTI DELLA ROBERT WOOD JOHNSON FOUNDATION
(CASA FARMACEUTICA JOHNSON & JOHNSON)
PER RICERCA ED ATTIVISMO ANTIFUMO
ANNI 1992 - 2003


Clicca sull'immagine per vederla più grande - Clicca su questo collegamento diretto per verificare i nostri dati sul sito stesso della RWJF

Dopo l'investimento iniziale, il pubblico paga il marketing - Notare come gli investimenti nei gruppi antifumo siano diminuiti un anno dopo che, negli Stati Uniti, fu raggiunto l’accordo Master Settlement Agreement nel 1998 il quale, oltre ad estorcere 5 miliardi di dollari all’anno all’industria del tabacco con la pretesa dei "rimborsi di costi sanitari" (anch'essi calcolati/gonfiati con scienza rottame), silenziava completamente ogni opposizione scientifica alle truffe/disinformazione sul fumo sostenuta dai produttori di sigarette, assicurando il monopolio virtuale della “produzione scientifica” di informazione opposta, e permettendo quindi l’avanzamento senza resistenza del concetto che “esiste consenso scientifico universale sui mali del fumo” (attivo e passivo). La diminuzione degli investimenti nel 1998 è dovuta al fatto che il muro di resistenza fu sfondato, e la promozione dei prodotti di cessazione da parte di enti pubblici “carburati” col denaro dei cittadini entrò nelle marce alte, e gli stessi fumatori, tramite le tasse estorte dal MSA, iniziarono a finanziare la loro stessa persecuzione e la propaganda disinformativa dei gruppi antifumo, che si estese a livello mondiale tramite la OMS. Da quel momento in poi, solo investimenti “di manutenzione del momento dinamico” furono necessari da parte della J&J e dal resto dell'industria. I ministeri della salute di moltissime nazioni iniziarono, infatti, a finanziare – e oggi più che mai – il marketing dei farmaceutici su scala mondiale col denaro pubblico, permeando allo stesso tempo le varie culture con la credenza che il fumo (attivo e passivo) sia la peste del XX – XXI secolo, e che i fumatori siano dei drogati, quindi bisognosi di "terapie" farmaceutiche per liberare se stessi e i non fumatori da detta “peste”. Basta andare su qualsiasi sito antifumo (ed anche sui siti dell’OMS e dei ministeri) o leggere i giornali per vedere ampia evidenza della massiccia promozione di prodotti farmaceutici di cessazione.

Finanziamenti contro commercio e libero scambio - Ancora meno nota al grande pubblico è l’interferenza dei colossi del farmaco nel commercio e libero scambio di prodotti di tabacco (e non solo quelli -- ma ciò va oltre i propositi di questo breve commento). Per esempio, per via delle enormi tasse imposte sulle sigarette negli USA sotto la spinta di attivisti pagati da Big Pharma (anche a scopo di rendere la nicotina farmaceutica più competitiva di quella venduta tramite sigarette), molti fumatori si rivolgono a rivenditori on-line sull’internet, usufruendo del libero commercio per acquistare sigarette. Immediatamente, la Johnson & Johnson rilascia un finanziamento di 400.000 dollari (399.988 per l’esattezza), uno di 100.000 e uno di 50.000 ad “attivisti” antifumo perché convincano le autorità che le “sigarette Internet” sono "accessibili ai ragazzi" (come se non se le potessero procurare in altri modi, e sebbene un minorenne non possa avere una carta di credito per comprare on line) ed estinguere anche questo commercio, chiudendo così un’altra strada per acquistare nicotina sotto forma di sigarette, e costringere la gente a comprarla in farmacia mentre si proietta l'assurda impressione che la nicotina delle sigarette dia assuefazione, mentre quella identica venduta dai farmaceutici no, e addirittura "tolga il vizio"!

Finanziamenti contro la libertà di espressione e per la censura - Infine, pochi sanno che la recente spinta per vietare ai minori l’accesso ai film dove si fa mostrano fumatori (ma senza parlar male delle sigarette), inclusa l’apposizione di scritte sotto le scene televisive in cui si fuma, sostenuta anche dal ministero della “salute” italiano, è stata stimolata con un grosso finanziamento della Johnson & Johnson all’Università della California nella persona del noto attivista antifumo internazionale Stanton Glantz, un ingegnere meccanico strategicamente diventato professore di cardiologia con dubbie credenziali che ora si occupa a tempo pieno, guarda caso, di convincere tutto il mondo che il fumo va censurato nei media -- e la OMS obbedisce.

Impossibile da sradicare? - Le dimensioni di questo scandalo farmaceutico sono di statura mondiale, e coinvolgono persino la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità -- con gravi conseguenze nella trama sociale delle nazioni. Tale scandalo rende ciò che succede oggi in Italia un evento infinitesimale al confronto -- e comunque solo la punta di un colossale iceberg sommerso in un mare di scienza rottame e di corruzione scientifica, etica e politica, nonché di interferenze industriali mascherate da buone intenzioni. Investigare e smascherare tale scandalo porterebbe ad una vera e propria destabilizzazione politica ed economica internazionale, coinvolgendo un'enorme fetta della sanità mondiale, mentre ne rovinerebbe irrimediabilmente la reputazione con ulteriori gravi ripercussioni sociali. In breve, il cancro è diventato parte integrante dell'organismo. Sospettiamo che queste siano le ragioni per cui assolutamente non si parla di fumo e di prodotti di cessazione nello scandalo in corso nel nostro Paese. Troppi seri interessi sono in gioco, e quella sarebbe VERA pulizia. Perciò, molto probabilmente, nulla succederà.