La guerra della nicotina
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Vedi anche Multinazionali farmaceutiche: governi in tasca, antifumo in vendita

IV - La demonizzazione dell'industria del tabacco
Di Wanda Hamilton
Traduzione dall'originale inglese di Lopez Emmanuella Bernadette

Data di pubblicazione italiana: 30 Luglio 2001
Data di pubblicazione dell'originale inglese: 13 Luglio 2001


"Possiamo anche affermare che c'è stata una sensibile riduzione del catrame nelle sigarette americane e noi speriamo che questa riduzione continui; che la cancerogenicità del tabacco, come risulta da studi sugli animali, è diminuita; e che di conseguenza, il rischio di cancro polmonare e di altri cancri legati al tabacco è più basso tra i fumatori di queste sigarette che lo sia stato negli anni passati. Naturalmente, non si potranno mai inalare i componenti del fumo senza pericoli, come se fosse aria non inquinata; ma finché abbiamo una società che accetta quest'abitudine e la gente trova soddisfazione nel fumare, dobbiamo lavorare affinché il cancro collegato al tabacco, e le altre malattie, siano ridotti al minimo. Con la cooperazione mondiale della comunità scientifica, del Dipartimento dell'Agricoltura e dell'industria del tabacco, noi speriamo che questa meta possa essere raggiunta."
Wynder EL, Hoffmann D, "Tabacco e fumo del tabacco", Seminario di Oncologia, Marzo 1976. Wynder e Hoffmann furono negli Stati Uniti i pionieri delle ricerche che collegano il fumo al cancro polmonare. Il loro lavoro fu al centro del Surgeon General del 1964 su fumo e cancro polmonare. 
"Sappiamo che il modo migliore per far smettere la gente di fumare è alzare i prezzi, rendere le terapie sostitutive della nicotina accessibili, controllare il contrabbando ed evitare la pubblicità del tabacco. Le compagnie del tabacco stanno elaborando delle strategie per combattere gli sforzi del Governo e dell'OMS per limitare l'uso del tabacco." 
Gro Harlem Brundtland, Relazione d'apertura, 11ma Conferenza Globale su Tabacco e Salute, 6 Agosto 2000.
"Il Consiglio è particolarmente preoccupato quando le compagnie farmaceutiche mettono nella stessa categoria i produttori di tabacco e i produttori de sostanze inquinanti…."
Comunicato stampa del Consiglio Nazionale della Salute 18/08/2000. Il NHC (National Health Council) è un'organizzazione privata non profit "tra organizzazioni nazionali sulla salute", molte delle quali sono corporazioni farmaceutiche assieme ad organizzazioni come l'American Medical Association, l'American Cancer Society, l'American Lung Association, l'Associazione Americana di Salute Pubblica e assicurazioni sanitarie private.


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In ogni circostanza, è necessario congiurare contro un "cattivo". La Guerra della Nicotina non fa eccezione, ed ai produttori di tabacco americani e britannici si è deliberatamente assegnato quel ruolo. La campagna di demonizzazione del tabacco è riuscita così bene, che qualunque individuo od organizzazione che accetti fondi dall'industria del tabacco è, a sua volta, demonizzato. Le carriere di rispettabilissimi scienziati sono state stroncate anche se solo una piccola parte delle loro ricerche, del resto indipendenti, hanno ricevuto fondi dall'industria del tabacco. Persino il Club Nazionale 4-H, un'organizzazione giovanile pulitissima, è stata verbalmente attaccata per aver accettato un finanziamento dall'industria del tabacco per una campagna contro l'uso del tabacco tra i giovanissimi!

Ma l'industria del tabacco non era considerata un "nemico" prima del 1976, quando l'eminente ricercatore sul cancro Ernst Wynder parlò di cooperazione mondiale tra le comunità scientifiche, il Dipartimento dell'Agricoltura, e l'industria del tabacco stessa. E quella volta ci fu davvero cooperazione. Dal 1968 al 1980, gli scienziati dell'Istituto Nazionale contro il Cancro, ed altri, lavorarono in collaborazione con gli scienziati dell'industria del tabacco per produrre sigarette più sicure sotto gli auspici di un programma federale, ma i federali interruppero improvvisamente il programma nel 1980.

Sebbene i rapporti del Surgeon General fino al 1989 avvertivano sui rischi del fumo per la salute, essi non avevano mai vilipeso l'industria del tabacco. L'unico riferimento ad essa (nella prefazione al rapporto del S.G. del 1989 dal titolo: "Ridurre le Conseguenze del Fumo sulla Salute: 25 Anni di Progressi") fu al suo mercato, prevalentemente costituito di "negri e ispanici". Ma, dopo il 1994, i rapporti del Surgeon General attaccarono sempre più l'industria del tabacco e le loro strategie di mercato:

"Le correnti ricerche suggeriscono che la dilagante promozione del tabacco sortisce due effetti: crea la sensazione che molte più persone di quelle reali fumino, e produce un filo conduttore tra la propria immagine vera, e quella ideale - in altre parole, il fumo deve sembrare un simbolo di distinzione. Casualmente o meno, questi effetti spingono a fumare, congiuntamente ad altre serie di eventi sinistri ed implacabili" (M. Joycelyn Elders, Prefazione del Surgeon General, "Prevenzione dell'uso del tabacco fra i giovani: Rapporto del Surgeon General, 1994). 

E nel 2000, il rapporto del Surgeon General colpì direttamente l'industria del tabacco. 

"La forza più importante che aiuta il fumo è la totalità dell'attività industriale, incluse la pubblicità, la promozione, l'attività organizzativa, il supporto per le problematiche secondarie, e le azioni politiche che consentono un mercato e un guadagno su questo prodotto." (Jeffrey Koplan, Direttore del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, dal: "Ridurre l'Uso del Tabacco: Rapporto del Surgeon General, 2000").

La frase "industria del tabacco" appare innumerevoli volte (e sempre negativamente) nel rapporto del 2000, associata ad altre frasi del tipo: "vendere ai bambini", "dipendenza" e, naturalmente, "curare" -- nel vero senso della parola -- la dipendenza. Il rapporto inoltre chiede l'intervento del governo per regolamentare i prodotti del tabacco, il rafforzamento degli "standard che determinano la pulizia dell'aria nei luoghi chiusi", nonché la "protezione" dei bambini dalle lusinghe dei prodotti del tabacco. Diversamente dall'esperto di cancro polmonare Ernst Wynder, il rapporto mette in guardia contro le sigarette a basso contenuto di catrame e nicotina.

"Le sigarette a basso contenuto di nicotina e di catrame non sono affatto meno pericolose delle miscele più forti. I consumatori vengono fuorviati dalla promessa di ridotta tossicità implicita nella vendita di questi prodotti" ("Scheda dei Prodotti del Tabacco", del Center for Disease Control per il rapporto del Surgeon General del 2000).

Una ricerca indicizzata sul tempo sulla pubblicazione PubMed dimostra che l'utilizzo della frase "industria del tabacco" come frase chiave, attrae un'incrementata attenzione sull'industria del tabacco stessa. Nei 16 anni che vanno dal 1965 al 1990 appaiono solo 72 citazioni di "industria del tabacco" negli articoli delle pubblicazioni; ma dal 1991 al 2000 - in soli nove anni - ce ne sono ben 888.

Queste tendenze sembrano indicare che la vera demonizzazione dell'industria del tabacco sia iniziata alla fine degli anni '80 o, al limite, agli inizi degli anni '90; guarda caso, proprio al tempo in cui la Food and Drug Administration approvava il cerotto alla nicotina, ed i fondi dei farmaceutici cominciavano a riempire le tasche dei movimenti anti-fumo. 

I farmaceutici

A spianare la strada alle multinazionali farmaceutiche per l'entrata nella guerra della nicotina, furono il rapporto del Surgeon General del 1988, che definiva la nicotina una sostanza che crea dipendenza, e il rapporto del Surgeon General del 1990, che focalizza l'attenzione sulle "terapie" per smettere di fumare e per vincere tale "dipendenza". Ma l'entrata in guerra ufficiale sembra essere avvenuta quando, nel 1991, la Food and Drug Administration approvò il cerotto alla nicotina come prodotto di cessazione. Nello stesso anno, la Robert Wood Johnson Foundation cominciò a finanziare iniziative anti-tabacco [Vedere "Multinazionali farmaceutiche: governi in tasca, antifumo in vendita" al seguente indirizzo internet: www.forcesitaly.org/files/rwjfint.htm].

Può anche essere che la contemporanea entrata in guerra dei farmaceutici con il progressivo aumento degli attacchi all'industria del tabacco sia del tutto casuale; ma la cronologia degli eventi suggerisce il contrario:

1988 - Il rapporto del Surgeon General (C. Everett Koop) si concentra esclusivamente sulla nicotina contenuta nel tabacco definendola una sostanza che crea dipendenza.

1990 - Il rapporto del Surgeon General (C. Everett Koop) si concentra esclusivamente sulla cessazione dal fumo.

1990 - David Kessler diventa capo della FDA.

1991 - La FDA approva il Nicotrol della Johnson & Johnson e il Nicoderm della SmithKline Beecham come prescrizioni coadiuvanti allo smettere di fumare. Il Nicorette della Pharmacia e della SmithKline Beecham era già stato approvato nel 1984. 

1991 - La Robert Wood Johnson Foundation (azionista della J&J) inizia a concentrarsi sul controllo del tabacco come area di priorità, e inizia un programma di finanziamenti antifumo.

1991 - Nancy Kaufman entra nella RWJF per lavorare al controllo del tabacco.

1992 - I cerotti alla nicotina (Nicotrol e Nicoderm) sono introdotti sul mercato.

1993 - La FDA vieta gli altri prodotti per smettere di fumare, precedentemente venduti senza prescrizione medica, perché la loro efficacia "non è provata in base agli standard della FDA". Il Nicorette e il Nicoderm della SmithKline Beecham, come pure il Nicotrol della J&J, non ne sono affetti, essendo questi farmaci vendibili solo dietro presentazione di ricetta medica.

1994 - Il commissario della FDA, Kessler, afferma che le sigarette possono essere definite come un mezzo di somministrazione di sostanza, portandole quindi sotto la giurisdizione della FDA.

1994 - La RWJF lancia il suo programma di finanziamenti per il controllo del tabacco, Stati Senza Fumo, che è amministrato dall'Associazione Medica Americana. 

1995 - Il vice presidente della RWJF, Nancy Kaufman, diventa ufficialmente membro del Comitato di "Agenzie Federali su Fumo e Salute".

1995 - Il commissario della FDA, Kessler, dichiara l'uso del tabacco una "malattia pediatrica".

1996 - La RWJF provvede al finanziamento iniziale della coalizione Tobacco-Free Kids (bambini liberi dal tabacco). La TFK è sempre stata estremamente attiva nel promuovere la demonizzazione dell'industria del tabacco. 

1996 - La FDA approva la vendita senza ricetta medica di Nicorette, Nicotrol e Nicoderm.

Nello stesso periodo, in particolare dopo la fondazione della Tobacco.Free Kids nel 1996, la demonizzazione dell'industria del tabacco diventa una campagna a tutto campo, implementata dalle comunità del controllo del tabacco; una campagna che ha portato ad innumerevoli cause contro l'industria del tabacco in tutta la nazione.

L'industria del tabacco come capro espiatorio 

Negli anni '90, l'industria farmaceutica aveva, anch'essa, problemi di relazioni pubbliche; tra l'altro, essa era sotto tiro per le sue pesanti tattiche di mercato, e per la politica di mantenere i prezzi dei prodotti artificialmente alti. L'attirare l'attenzione del pubblico (e degli avvocati) sui "peccati" dell'industria del tabacco servì come distrazione dai "peccati" delle compagnie farmaceutiche.

Non c'è da sorprendersi che Nancy Kaufman della RWJF abbia definito "investimento ad alto livello" i fondi concessi agli economisti "per sviluppare le formule di calcolo dei costi del fumo sui programmi di assistenza medica dello stato, che permisero agli avvocati di intentare cause contro l'industria del tabacco" (referenza: intervista di Phillippe Boucher, "Incontro con… Nancy J. Kaufman", 16 Febbraio 2001).

Focalizzare l'attenzione del pubblico sui "costi" delle malattie collegate al fumo era -- decisamente -- meglio che focalizzarla sugli alti "costi" delle malattie collegate alle sostanze vedute dai farmaceutici. La così tanto pubblicizzata spesa pubblica [annuale] per le malattie da fumo è stimata tra i 50 e i 73 miliardi di dollari, mentre quella da medicine è stimata tra i 30 e i 136,8 miliardi di dollari. 

"Il costo delle malattie e la mortalità da farmaci fu stimato, negli ambulatori americani, a 76,6 miliardi di dollari. Gran parte di questo costo complessivo deriva dalle ospedalizzazioni causate dai farmaci. Quando i modelli statistici cambiarono, i risultanti costi variarono tra i 30,1 e 136,8 miliardi di dollari, nel peggiore dei casi." (referenza: Johnson JA, Bootman JL, Malattie e mortalità riferite ai farmaci. Un modello di costi delle malattie" Arch Intern Med, 9 Ottobre 1995, pagine 1949-56).

E quando Gro Harlem Brundtland, direttrice dell'OMS, cominciò a rivolgersi alla Glaxo Wellcome e alle altre compagnie farmaceutiche circa gli alti costi dei loro farmaci (specialmente quelli per l'AIDS) nei Paesi in via di sviluppo, molte compagnie farmaceutiche ed associazioni commerciali internazionali di farmaceutici investirono subito fondi e cooperazione nella campagna globale anti-fumo dell'OMS:

“Nella Brundtland… le case farmaceutiche videro un probabile alleato.  Gilmartin [della Merck] se l’era coltivata per più di un anno.  Egli fece parte del Consiglio della Brundtland nelle riunioni delle élite dei governi globali degli affari commerciali a Davos, Svizzera, e la aiutò ad arrotondare ad un milione di dollari i fondi privati per la sua campagna di raccolta di firme contro i morti a causa del tabacco.” (referenza: “Una svolta che si è lasciata indietro milioni” di Barton Gellman, Washington Post, 28 Dicembre 2000, pagina A01).

Stabilire un accordo molto pubblicizzato con l'OMS per sradicare "l'epidemia" globale del tabacco fu un colpo da maestro per i farmaceutici; li assurse al ruolo d'eroi che aiutano l'umanità a salvarsi dal Demone Tabacco. Nello stesso tempo, essi distrassero l'attenzione dalla furiosa battaglia protezionista sugli altissimi prezzi dei loro farmaci brevettati nei Paesi del Terzo Mondo. Inoltre, l'accordo fece in modo che l'OMS aiutasse la promozione dei prodotti per smettere di fumare in tutto il mondo. 

Il successo della campagna per demonizzare l'industria del tabacco ha invero servito assai bene gli interessi delle multinazionali farmaceutiche su vari fronti.