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The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

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Fumo passivo: ecco la lista aggiornata al 2005 di tutti gli studi. Risultato: nessun pericolo

Analisi scientifiche
Ecco come si è gabbati con gli studi strumentali

La lunga lista degli errori metodologici della scienza rottame sul fumo passivo

Lo studio rottame dell'Istituto Tumori di Milano sul fumo passivo smascherato

L'Istituto Tumori afferma che il fumo passivo inquina più del diesel? Ecco la magia

La sentenza della Corte Federale americana sulla truffa EPA sul fumo passivo

… E QUESTA LA CHIAMANO “SCIENZA”
Il questionario della truffa epidemiologica

La frode del fumo passivo - Bibliografia scientifica generale di studi e articoli
SIRCHIA HA DETTO IL FALSO QUANDO HA AFFERMATO CHE GLI STUDI SUL FUMO PASSIVO SONO MANIPOLATI DALLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO: ECCO LE PROVE
Educa chi conosci! Scarica questi documenti in formato PDF e regalali a famigliari, parenti, amici, conoscenti... a tutte quelle persone, insomma, che sono convinte che il fumatore fa del male al non fumatore col suo fumo passivo perché le "autorità sanitarie" dicono che la scienza lo ha dimostrato. Fai vedere loro su che razza di "scienza" si basano le leggi che vietano di fumare nei luoghi pubblici - e che razza di credibilità ha oggi il tuo ministero della "salute"! Non farti truffare!

Salta all'Antefatto || Salta a Osservazioni Contestuali || Salta tutto e vai direttamente al questionario

Bisogna credere che il fumo uccide. Bisogna credere che anche il fumo passivo uccide. QUESTO è l’imperativo assoluto, indiscutibile, totale. Costi quel che costi, e qualsiasi mezzo va bene: truffa e raggiro, intimidazione e paura – persino silenziare la scienza e i giornali scientifici. Persino ammonire, intimidire o silenziare giornalisti e direttori di giornali che danno voce a coloro che denunciano la Grande Truffa portata avanti dai vertici della “salute pubblica” mondiale e dai ministeri della sanità, diventati arene di interessi particolari.

Bisogna dire che la “scienza” dice che il fumo uccide – che il fumo passivo anche uccide. E non bisogna MAI accettare dibattiti con chi può dimostrare che non è vero. In anteprima assoluta, FORCES Italiana pubblica un documento importante. Questo è un documento che, più di qualunque altro, dimostra l’incredibile presa in giro dell’intero mondo praticata dall’establishment farmaceutico-antifumo. Si tratta del questionario usato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro/Organizzazione Mondiale della Sanità per fabbricare “studi” sul fumo passivo. Esso è alla base del famoso Multicenter Case–Control Study of Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe del 1998 che, peraltro, diede esito negativo sulla pericolosità del fumo passivo. Tale documento rappresenta il modello (forse anche il migliore) sul quale TUTTI gli studi che fabbricano rischio e morti statistiche sono basati.

Questo documento è comprensibile a chiunque perché NON È SCIENZA, ma solo domande su vaghi ricordi, poi convertiti in numeri con intimidatorie formule matematiche che non è necessario comprendere, perché i dati immessi in esse sono, come vedrete, non-quantificabile spazzatura statistica. Leggetelo voi stessi – ma prima leggete l’antefatto e le osservazioni contestuali per meglio capire l'incompetenza e la mancanza di etica professionale delle “autorità sanitarie” al vertice mondiale quando ci dicono che i fumatori "avvelenano" gli altri. Più di ogni altra discussione su scienza, libertà o economia questo documento dovrebbe aprirci gli occhi, perché si spiega da se – e ci dice tutto su quello che Sirchia e i suoi colleghi definiscono “scienza” o "luminari" - e sull’irresponsabilità di quei media che sostengono il divieto “a tutela della salute dei non fumatori”. Poi pensate che la stessa, identica metodologia è usata per la produzione di un grande numero di altre “paure” sanitarie che sottraggono MILIARDI al pubblico con obblighi, divieti, inutili leggi e regolamenti.

C'è da chiedersi con quale coscienza le forze politiche continuino a voltarsi dall'altra parte quando si smaschera questa "scienza" truffaldina e le costose politiche che essa stimola, e con quale faccia marcia tali forze chiamino il divieto di fumo "progresso". Dovrebbero tutti vergognarsi – dal Ministro della Salute, ai "luminari medici" all’ultimo scagnozzo di redazione – ma se lo facessero, beh, allora ci sarebbe un VERO senso morale, ed il salutismo non esisterebbe in primo luogo.

ANTEFATTO

La nuova intolleranza e “fastidio” dei non fumatori contro fumo e fumatori proviene principalmente dalla paura di essere danneggiati dalle “emissioni” del fumatore. La paura ha le sue basi in anni di martellanti campagne di Stato e di altre autorità che affermano che studi scientifici hanno dimostrato che il fumo passivo è nocivo alla salute. Il realtà il pubblico è stato martellato da una delle più grosse truffe statistiche mai esistite – una truffa metodologica i cui insignificanti risultati, a loro volta, sono falsamente rappresentati dalle autorità “sanitarie” come se fossero prove scientifiche. La truffa metodologica è poi estesa a mille altri “pericoli” contro i quali sono state emesse proibizioni, regolamenti, leggi e tasse intanto che certe industrie sono state messe letteralmente in ginocchio da demonizzazioni e da cause legali. Il tutto ad un enorme costo sociale facilmente quantificabile dai budget pubblici, dalle perdite di profitti di industrie ed esercenti e, quello che maggiormente conta, dai conseguenti cali di impiego e produttività.

Per sconfiggere questa truffa in una società che, purtroppo, considera la percezione di salute fisica come valore ben più grande della libertà personale, è importante quindi dimostrare in modo inoppugnabile che i pericoli di cui parla la campagna antifumatori sono una frode – ed educare il pubblico su come tale frode è avallata e perpetrata all’origine dalle più alte autorità sanitarie mondiali.

A questo scopo, pubblichiamo il questionario-modello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità/AIRC usato per sviluppare il famoso Multicenter Case–Control Study of Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe del 1998 che, peraltro, diede esito negativo sulla pericolosità del fumo passivo. Questo studio senza dubbio è stato caratterizzato dall’ OMS/IARC come uno dei migliori, e come modello per altri. Il questionario è disponibile nella sua forma originale inglese e nella traduzione italiana cliccando sotto. Nella versione che state per leggere sono inseriti i nostri commenti per aiutare il lettore ad osservare l’assoluta mancanza di serietà scientifica, e quanto meno di coerenza logica, in questo genere di studi.  Rassicuriamo subito i lettori che seguirci non richiede alcuna specializzazione o professionalità, attributi che sono assolutamente assenti da questo tipo di studi.

Da notare inoltre e con forza, che gli studi e il questionario parlano semplicemente di esposizione al fumo passivo, e non della ben più importante questione di quale fosse stata la DOSE REALE di fumo passivo che i soggetti degli studi avrebbero ricevuto. E’ chiaro che la dose è il vero fattore da doversi usare per una attendibile analisi di eventuali rischi, ma immaginiamoci quanto la dose sia impossibile a conoscere se l’esposizione stessa  rimane semplicemente una illusoria congettura.

Quando si parla di studi scientifici, la gente si immagina scienziati al lavoro – che magari manipolano cellule, alambicchi e microscopi – e che seguono la rigorosa disciplina della scienza per arrivare a risultati i più obiettivi e i più veri possibili. Nulla di più falso per il fumo passivo – e per il vasto numero di altri “pericoli” per cui si dissipa una ingiustificabile e grande quantità di miliardi pubblici. In realtà, la scienza di questi studi è una scienza di Pulcinella, e manca di alcun dispendio di intelligenza o di complessità. Buona lettura – e buone amare risate.

OSSERVAZIONI CONTESTUALI

Prima di procedere con la lettura del questionario bisogna mettere brevemente in contesto il documento. L’intervista che usa il questionario viene fatta a non fumatori affetti da cancro polmonare (i casi) o ai loro eredi o parenti. Le stesse domande sono fatte anche ad un gruppo di comparazione formato da non fumatori (controlli) non affetti dal cancro al polmone.

Basta un minimo di immaginazione per capire che:

·         Chi è affetto da cancro polmonare sa che le sue possibilità di sopravvivenza sono poche, e che la vita che gli resta è solitamente breve. E’ solo umano che egli/ella cerchi di trovare una ragione per spiegare il suo male; e negli ultimi 10-15 anni, con il diluvio di disinformazione sul fumo, medici e pazienti hanno la diagnosi prefabbricata: se il paziente fumava o se era esposto al fumo, allora il fumo è la causa. Le persone col cancro al polmone hanno quindi la naturale tendenza di gonfiare le memorie della loro esposizione. Con tale postura mentale esiste un irreparabile vizio di base dal punto di vista statistico: la mancanza di obiettività.

·         Analogo ragionamento si applica quando sono intervistati eredi e parenti – spesso anni dopo che il paziente è deceduto. Se i legami emozionali col defunto erano forti, il bisogno di una spiegazione che “abbia senso” (e la ricerca di un capro espiatorio) è fortissimo, e ciò rende inaffidabili le risposte alle domande.

·         Lo stigma sociale sul cancro polmonare creato da anni di incessante propaganda – e che spesso si trasforma in disprezzo per il fumatore - induce molti degli intervistati a mentire sul fatto che abbiano fumato (anche abbondantemente) nel passato e che ora, per nascondere ciò che credono sia la “vera” causa del loro male, rappresentino se stessi come non fumatori e che spieghino il loro male con l’esposizione al fumo passivo.

·         Il binomio fumo-cancro polmonare è diventato la base ideologica/emozionale/politica inamovibile e indiscutibile (forse proprio perché indimostrabile) della “scienza” antifumo, e quindi il presupposto assoluto di studi – che, per definizione, non dovrebbero avere basi ideologiche, emozionali e politiche se fossero veramente scientifici. Lo “studio” quindi non si propone di stabilire SE il fumo passivo fa male (ciò costituisce la base scontata); lo scopo è quello di cercare di stabilire QUANTO fa male. Si può quindi facilmente immaginare la tendenziosità degli intervistatori nel sollecitare le risposte desiderate, nel ridurre in numeri le interviste dei soggetti intervistati, e poi dei ricercatori di interpretare i risultati.

·         Spesso (troppo spesso) i finanziatori degli studi sono entità che hanno un forte interesse politico ed economico che lo studio sforni i risultati “giusti” – ovvero che condanni il fumo più che può. Si è arrivati al punto che i giornali scientifici – ampiamente controllati da colossi farmaceutici con ovvio interesse antifumo – si rifiutano di pubblicare studi finanziati dall’industria del tabacco allo scopo di prevenire la diffusione di informazione che potrebbe essere contraria ai precetti dell’ingegneria sociale da implementare, e si bruciano al rogo dell’opinione pubblica quei ricercatori e riviste scientifiche che si ostinano a produrre e a pubblicare risultati “sbagliati”, come fu il caso di Enstrom and Kabat e del British Medical Journal per lo studio Environmental tobacco smoke and tobacco related mortality in a prospective study of Californians, 1960-98. L'enorme studio, che durò 40 anni ed incluse 118.000 soggetti, dimostrò conclusivamente che i "pericoli" del fumo passivo non possono essere misurati. Per ulteriori informazioni su questo studio, clicca qui.

·         TUTTI gli studi sul fumo passivo che conducono a rischi e mortalità usano invariabilmente questa metodologia per “misurare” l’ esposizione al fumo passivo. Le domandine possono variare un po’, ma non il sistema. Con questa metodologia il fumo passivo è statisticamente associato a malattie di tutti i tipi, non solo il cancro polmonare: malattie cardiovascolari, carie dei bambini, autismo; cancri di tutti i tipi, recessioni gengivali, polmoniti; bronchiti, leucemie, sbilanci estrogeni; otiti, coliti, problemi psichiatrici – e chi più ne ha più ne metta.

In questo contesto sociale, mentale ed emozionale, al paziente o ai sopravvissuti sono poste le domande che seguono. Nei riquadri e in blu sono i nostri commenti.

 

Scarica la versione originale inglese in PDF su carta intestata dell'IARC/Organizzazione mondiale della Sanità Scarica la versione in PDF tradotta in italiano del questionario non commentato Scarica la versione PDF tradotta in italiano del questionario con i commenti e le osservazioni di FORCES



Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 1)

    Si... 1; No... 2

1 o più sigarette al giorno

oppure mezzo pacchetto di sigarette alla settimana
oppure 2 o più pacchetti al mese
oppure 4 o più sigarilli alla settimana
oppure 3 o più sigari alla settimana
oppure 3 o più pipe alla settimana

Se si risponde SI ad almeno una delle domande, passare alla sezione "Fumo Attivo".
Se si risponde NO, passare alla prossima domanda.

  • Ha mai provato a fumare?
SI... NO...

Cosa ha fumato?

 

Frequenza

Se si, da quale età ha lei ha fumato occasionalmente?

Sigarette   Se durante questo periodo ha fumato principalmente la stessa marca, indicare la marca (altrimenti saltare alla prossima domanda) Al giorno........... 1
Con filtro.................. 1 Alla settimana.. 2
Senza Filtro............. 2 Al mese........... 3
Sigari....................... 3 All'anno........... 4
Pipe......................... 4 Nella vita......... 5
Sigarette & pipe..... 5  
         
Da A  

Quante?

.......................................

.......................................
.......................................

 

  • Ha inalato fumo di tabacco?
 
  Niente affatto, solo in bocca.................. 1
  Solo un po' nella gola............................. 2
  Inalato profondamente dei polmoni...... 3

Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 2)

Fumo passivo durante la fanciullezza e finché non si è cominciato ad avere una residenza indipendente

Immaginiamoci di ritornare a quando eravamo bambini. Come è possibile ricordare le cose con precisione sufficiente da esprimere le memorie con numeri? Ognuno di noi può fare questa prova: cercare di ricordare, quando aveva 10 anni, quante volte alla settimana mangiava verdure (equivalente di quanto papà e mamma fumavano) ed anche quali verdure (equivalente di sigarette, sigari, pipe). Non diciamo poi di ricordare quello che avevamo mangiato una settimana fa!

Se il soggetto è a conoscenza che uno o entrambi i genitori fumavano fin dalla nascita del soggetto stesso, a partire da età = 0

  Che cosa fumavano papà e/o mamma? Fumava(no) in sua presenza?  
       
  Sigarette.................. 1 Ogni giorno.................. 1  
  Sigari...................... 2 Quasi ogni giorno (5-6 giorni alla settimana)..... 2  
  Pipa....................... 3 2-4 giorni alla settimana.. 3  
  Sigarette & pipa.... 4 Raramente....................... 4  
  Non ricordo.......... 8 Mai................................... 5  
  Non fumatore....... 9      
Tipo di relazione     Dall'età All'età
         
Madre
Padre
 

Si noti che i numeri a cui sono ridotte le risposte alle domande sopra (e tutte quelle del questionario) sono considerati ESATTE rappresentazioni della realtà senza margine di errore, quando infatti non possono essere altro che congetture illusorie.

...................................
...................................
...................................
 

Nel nostro esempio delle verdure, adesso provate a ricordare cosa si mangiava – diciamo 30 anni fa – quando arrivava a casa un amico o, di nuovo, cosa si mangiava a tavola una settimana fa.

     

Lei direbbe che la stanza era solitamente:

     

Frequenza

Molto fumosa...................................
(si potevano vedere nuvole di fumo nell'aria)
1
Dall'età All'età

Quante ore [sono state passate] in una camera con fumo di tabacco?

Al giorno.............
Alla settimana....
Al mese..............
1
2
3
Abbastanza fumosa.........................
(si poteva vedere fumo diffuso nell'aria)
2
Un po' fumosa.................................
(si poteva solo sentire odore di fumo)
3










 
 
 
 

Dalla tabella sopra si può notare la vaghezza delle stesse domande (per esempio: molto fumosa, abbastanza fumosa…) e quindi delle conseguenti risposte. Nessuno può mettere in dubbio che, quando si cerca di raccogliere memorie, la precisione è impossibile. Tuttavia,  questi studi sono chiamati SCIENTIFICI e le risposte sono poi trasformate in morti, malattie e costi sociali. Si noti anche che i dati così raccolti sono poi consolidati in un VALORE DI RISCHIO UNICO, senza nessuna menzione del vasto margine di errore che è inevitabile nelle risposte originali!!


Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 3)

 

Fumo passivo dal coniuge
La persona con cui il soggetto vive/visse in una relazione di tipo coniugale.

Se il soggetto è stato sposato più di una volta, iniziare dal primo matrimonio ed aggiungere righe addizionali per i matrimoni seguenti.

 

Se no, saltare al prossimo coniuge o alla prossima pagina.

Si richiede l'esame di due tipi di cambio:

  1. Cambi delle abitudini del coniuge: tipo di prodotto fumato, quantità fumate, cambio a filtro/non filtro.
  2. Cambio dell'esposizione del soggetto al fumo: cambiamenti di casa, o se il coniuge era [spesso] via da casa.

Usare più di una riga quando il coniuge ha fumato più di un prodotto di tabacco nello stesso periodo.
Iniziare dalla prima riga con l'età del soggetto quando egli/ella iniziò ad essere esposto/a.

 

     

Fumava in sua presenza?

   

Per quante ore/giorni in media lei era esposto al fumo passivo del suo coniuge?

     

Quante sigarette (sigari, pipe) fumava in media il suo coniuge in sua presenza?

 

Che cosa fumava?

   
   

Quante sigarette (sigari, pipe) fumava al giorno?

Ogni giorno......... 1
  Sigarette..............1 Quasi ogni g. ....
(5-6 giorni/sett.)
2
Periodo Sigari...................2 2-4 giorni/sett. ..... 3
  Pipa.....................3 Raramente........ 4        
Dall'età All'età Sigarette & pipa...4 Mai..................... 5 Feriali Festivi e weekend Feriali Festivi e weekend
                 


 

Per la tabella sopra valgono gli stessi commenti espressi prima, ma qui abbiamo l’aggiunta della differenziazione dei giorni feriali e dei fine settimana!


Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 4)

Fumo passivo da altri coabitanti
Fumatori che hanno vissuto con lei nella stessa casa o hanno visitato la sua casa regolarmente - eccetto il suo coniuge

Usare più di una riga per i soggetti che hanno fumato più di un prodotto di tabacco nello stesso periodo

 

     

Fumavano in sua presenza?

   

Per quante ore/giorni lei era esposto al fumo passivo in media?

     

Quante sigarette (sigari, pipe) fumavano in media in sua presenza?

 

Che cosa fumavano?

   
   

Quante sigarette (sigari, pipe) fumavano al giorno?

Ogni giorno......... 1
  Sigarette..... 1 Quasi ogni g. ....
(5-6 giorni/sett.)
2
Periodo Sigari.......... 2 2-4 giorni/sett. ..... 3
  Pipa............ 3 Raramente........ 4        
Dall'età All'età Sigarette & pipa 4 Mai..................... 5 Feriali Festivi e weekend Feriali Festivi e weekend
                 

 

I PIRATI DELL’EVIDENZA - La cosa più allibente della presa in giro di questi questionari è che coloro che li costruiscono e usano li definiscono “strumenti di misura”, come si trattasse di spettroscopi, cromatografi o nefelometri! Questi “strumenti” poi sputano cifre senza significato che sono fatte passare in tutto il mondo come vere e scientificamente valide da ministri della “salute”, vertici della sanità mondiale, stampa, associazioni anticancro, attivisti, medici ed altri “luminari”. E – punto forse più preoccupante – ci sono anche coloro che in buona fede credono di avere dei dati attendibili! Però rassicuriamoci: una buona parte di coloro che affermano che “il fumo passivo uccide X persone all’anno” sono solo dei semplici truffatori.


Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 5)

Fumo passivo nei veicoli

Se NO, saltare alla prossima pagina.
Se SI, si prega di dichiarare da che età a che età, in che tipo di veicolo, e per quante ore al giorno o alla settimana lei era esposto al fumo di tabacco.

 

 

Tipo di veicolo

   

Per quante ore al giorno o alla settimana lei era in questo veicolo mentre era esposto al fumo?

  Auto.............................. 1
Periodo Treno............................ 2
  Bus/Tram..................... 3  

Lei direbbe che il veicolo era di solito:

Dall'età All'età Altro (specificare)........ 4 Al giorno Alla settimana
Molto fumoso.................
Abbastanza fumoso......
Un po' fumoso................
1
2
3
             
..........................
..........................
..........................
..........................
..........................
..........................
..........................
..........................
..........................
..........................

L'esposizione già coperta - esempio, quella sul lavoro o quella del coniuge dovrebbe essere esclusa. L'esposizione durante l'andata e il ritorno dal lavoro dovrebbe essere riportata in questa sezione.

Qui lo “strumento di misura” diventa ancora più grottesco. Come si può ricordare quante ore si è stati in un veicolo nell’arco di decenni in primo luogo? E poi i treni (almeno fino a poco tempo fa quando si era ancora civili) avevano vagoni fumo e non fumo, e sul treno le persone solitamente si muovono. Automobili e autobus aprono spesso le porte o abbassano i finestrini o circolano l’aria artificialmente (condizionamento/riscaldamento); ciò facendo cambiano l’aria e/o “succhiano” dentro le emissioni dei veicoli che li circondano. Qui più che altrove l’ “abbastanza fumoso” e il “un po’ fumoso” fanno veramente ridere (o piangere?). Ma anche questo “dato” sarà trasformato in un numero PRECISO e IMMUTABILE a scopo di computazione attraverso i formuloni che vedremo presto!

 


Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 6)

Fumo passivo in ambienti chiusi
In posti eccetto la casa, il luogo di lavoro o veicoli: Esempio: ristoranti, bar,pub, cinema, teatri, a casa di amici, ecc.

  Periodo    
   

Quante ore alla settimana lei era esposto al fumo di tabacco in questo posto?

Lei direbbe che il posto era di solito:

Specificare dove c'è stata esposizione

Dall'età (anni) All'età (anni) Molto fumoso..............
Abbastanza fumoso...
Un po' fumoso.............
1
2
3
         

............................................

............................................
............................................
............................................
............................................
............................................
............................................
............................................
............................................
............................................

 

L’ “odore di fumo” può essere uno strumento utile a chi ha fatto professione di istigare isterismo e paure, ma che utilità può avere come unità di misura per calcolare mortalità e malattie? L’Enciclopedia Britannica ci dice che l’olfatto umano può essere stimolato da una densità di un 400 millionesimo di milligrammo diluito in un litro d’aria, ma che significa ciò in termini di pericolo, malattie e mortalità? Ma, in queste buffonate pseudo-scientifiche, l’odore di fumo diventa un fattore statistico che contribuisce al concetto che “il fumo uccide”. Ecco perché vediamo saltare fuori l’odore in diverse domande in questo questionario. Da questo concetto puramente paranoico emerge un “proverbio antifumo” circolato negli Stati Uniti da attivisti professionisti dell’equivoco: “Se lo puoi annusare, ti può uccidere”!


Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 7)

Fumo passivo sul lavoro

Se NO, saltare alla prossima pagina
Se SI, usare una riga per ogni posto di lavoro in cui il soggetto era esposto al fumo passivo.

 

           
           
  Esposizione al fumo passivo

Lei direbbe che il posto era di solito:

Quante ore alla settimana in media lei era esposto al fumo di tabacco al lavoro, incluso il tempo trascorso nel luogo di ristorazione durante gli intervalli?

Quanti giorni alla settimana lei era esposto al fumo di tabacco sul lavoro?

Approssimativamente, quanto era grande il locale?

Numero degli impieghi (Vedi storia lavorativa) Dall'età (anni) All'età (anni) Molto fumoso......
Abbastanza fumoso................
Un po' fumoso....
1

2
3
Piccolo (sotto i 40m2)..
Medio (40-80m2)..........
Grande (80-200m2)......
Molto grande (>200m2)..
1
2
3
4
             

...............

...............
...............
...............
...............
...............
...............
...............
...............
...............

 

Da notare la continua vaghezza delle domande per esposizione al fumo passivo sul lavoro (poco fumoso...abbastanza fumoso...molto fumoso). Quanti fumavano? Cosa fumavano? Che tipo di ventilazione? Quali altre sorgenti di fumi e polveri? Mah...lasciamo perdere...


Questionario su fumo occasionale e
fumo passivo (ETS)
(Pagina 8)

Storico residenziale

       

Cosa è/era il metodo principale usato per cuocere?

Cosa è/era il metodo principale di riscaldamento? (non più di due metodi per residenza)

     

Nella sua opinione, l'area era rurale o urbana?

      Gas..................
Elettrico...........
Stufa a carbone
Stufa a legna....
Altro (specific.)
1
2
3
4
5
Risc. centrale *........
Risc. a gas o simile.
Stufa a legna............
Stufa a carbone.......
Keros. o altri carbur.
Altro (specificare)....
1
2
3
4
5
6
Rurale.......1
Urbana......2
Dall'età (anni) All'età (anni) Città, villaggio Contea
(se all'estero, il Paese)
     
             
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................
......................... ...................... ........................... ......................

* Riscaldamento centrale: un sistema per cui non esiste unità di combustione nell'area della casa adibita a abitazione o a camera da letto.

 

E’ interessante che bisogna chiedere all’intervistato se l’area era rurale o urbana “nella sua opinione”. Stabilirlo da parte dei ricercatori richiede troppo tempo, denaro e soprattutto lavoro. Perché lavorare quando si possono fare centinaia di migliaia di dollari (o anche milioni) riempiendo questionari e mettendo dati fasulli nei computer? Circa le domande sul riscaldamento e sulla cottura, se una stanza era già “molto fumosa” come si fa a distinguere, nella lontana memoria, quanto contribuiva la stufa e quanto la pipa del nonno?


FATTORI DI CORREZIONE

Ed eccoci ai fattori di correzione delle memorie. La misura standard per l’emissione del fumo passivo è la sigaretta. Come si vede sotto, il sigaro e la pipa valgono tre sigarette, perché hanno valore 3 (ma perché 3?). La parte interessante viene dopo. Se si osservano [sigari & pipe], il loro valore combinato diventa quattro, chissà per quale artificio di aritmetica. La situazione si fa ancora più interessante se combiniamo [sigarette & sigari & sigarilli], rispettivamente del valore 1, 3 e 2, che magicamente diventano 1! Idem per [sigarette & sigari & pipe & sigarilli]. Visto che è impossibile sapere le proporzioni di cosa si fosse fumato, anche tentando una media  essa dovrebbe essere [sigarette & sigari & sigarilli] = 2, e [sigarette & sigari & pipe & sigarilli] = 2,25! Ma se finora abbiamo accettato la numerologia delle memorie, perché mai diventare cavillosi con l’aritmetica elementare? Facciamo un atto di fede nei misteri della “scienza” ed accettiamo l’ ovviamente arbitraria incompetenza  degli esperti!

 

Prodotti di tabacco (WT1) [Peso 1]
   
Sigarette = 1
Sigarette con filtro = 1
Sigarette senza filtro = 1
Sigari = 3
Pipe = 3
Sigarette & pipe = 1
Sigarette & sigari = 1
Sigari & pipe = 4
Sigarette & sigari & pipe = 1
Sigarilli = 2
Sigarette e sigarilli = 1
Pipe & sigarilli = 4
Sigari & sigarilli = 3
Pipe & sigari & sigarilli = 4
Sigarette & sigari & sigarilli = 1
Sigarette & pipe & sigarilli = 1
Sigarette & sigari & pipe & sigarilli = 1
 
Frequenza nel consumo di sigarette (WT2) [Peso 2]
 
Ogni giorno = 1
5-6 giorni alla settimana 0,75
2-4 giorni alla settimana 0,5
Raramente 0.1
 
Livello di fumosità (WT3) [Peso 3]
 
Molto fumoso = 1
Mediamente fumoso = 0,5
Un po' fumoso = 0,2
 
Frequenza di consumo (WT4) [Peso 4]
 
Al giorno = 365
Alla settimana = 52
Al mese = 12
All'anno = 1
 
Equivalenze di fumatore (WTSE) [Valore attribuito del "peso" del fumatore]
 
Ogni singolo parente (padre, madre, altro) = 1
 
Equivalenze genitore fumatore (WTSPE) [Valore attribuito del "peso" dei genitori fumatori]
 
Madre = 1
Padre = 0,75
Altri parenti = 0,25

 

Finalmente siamo pronti a introdurre la spazzatura numerica del questionario in un computer, che trasformerà i vaghi ricordi dell’ “abbastanza fumoso” e del “quasi ogni giorno” di nonno Beppe e di mamma Carla in un “preciso” fattore di rischio che a sua volta sarà trasformato in mortalità. La mortalità poi farà tremare i politici di mezzo mondo perché tuonata dalle più alte autorità sanitarie del pianeta e dagli appropriati burattini nei ministeri della “salute”, che hanno il compito di diffondere localmente questa truffa epidemiologica dando ad intendere ai cittadini che si tratta di “scienza”.

Va da se che gli studi riportano i formuloni sotto che sono usati (dal computer) per la computazione del rischio. Le formule, naturalmente, sono esatte (e prosaicamente semplici, anche se fanno bella figura con l’ esotica simbologia). Ma non preoccupatevi, non è certo necessario capirle - perché sono a tutti gli effetti inutili, vista la qualità dei dati che sono immessi in esse! La prima regola di una qualsiasi analisi è “se immetti spazzatura, avrai spazzatura”, che suona meglio in inglese con il famoso “garbage in, garbage out”. I cosidetti “ricercatori” hanno proprio un difficile lavoro: fanno immettere da qualche scagnozzo i “dati” sopra raccolti in un computer, premono poi il tasto “Invia” - et voilà! – ecco che dopo 500 nanosecondi saltano fuori incremento di rischio e mortalità, con tanto di significato statistico ugualmente illusorio, data l’ illusoria natura dei dati primari derivati dal questionario. Fossero almeno coerenti i risultati degli studi, ma no: la gran parte non sono statisticamente significativi e quindi non possono dire se il fumo passivo sia nocivo o benefico, una minoranza ipotizzerebbe che sia nocivo, e un’altra minoranza ipotizzerebbe che sia benefico. A chi credere? Il tutto poi diventa propaganda, disinformazione e marketing farmaceutico. Ecco perché insistiamo che chi ha finanziato gli studi, quanto grandi siano, chi li abbia condotti e che risultati diano diventa irrilevante per via del garbage in, garbage out.

Non c’è quindi da meravigliarsi che i Sirchia e le Leghe Tumori di questo mondo rifiutino fermamente di discutere la “scienza” davanti al pubblico, e parlino con grande arroganza di una loro esclusiva prerogativa a conoscere una scienza tanto difficile quanto occulta. Al loro posto - e data la “scienza” che hanno in mano - voi cosa fareste?...

FORMULE DI CALCOLO