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CONCLUSIONI E COMMENTI FINALI L’esame della documentazione sovraesposta non deve indurre il lettore a concludere che FORCES International inferisca illegalità nelle transazioni descritte. I finanziamenti menzionati sono ovviamente tutti legali. L’uso che si sta facendo del denaro ricevuto, nonché l’intento degli elargenti, è l’oggetto di questo exposé, che intende dimostrare come le multinazionali controllino ormai i gangli vitali delle istituzioni sociali di molti Paesi, e come pilotino unilateralmente valori morali, sociali, governi e istituzioni che dovrebbero essere invece istituzioni democratiche, e obiettive. Non crediamo che molti siano in disaccordo con il fatto che più ricerca sul cancro (e altre malattie mortali) sia necessaria. Non crediamo neppure che molti obiettino al fatto che gli USA siano il “Paese leader” che l’Italia tende sempre (e troppo) ad imitare. Benché il concetto di moralità sia spiccatamente personale, crediamo che il dirottamento di migliaia di miliardi dalla ricerca scientifica ad un’industria parassita propagandistica e di “caccia al fumatore”, sia un insulto a quel minimo d’onestà scientifica e politica che è indispensabile al mantenimento di una società vivibile. Sebbene una società senza corruzione sia puramente idealistica, il livello di decadimento di valori essenziali sociali e professionali è oggi ben oltre ai limiti di sicurezza. Il fallimento di cinquant’anni di medicina sul cancro e su altre malattie mortali, per esempio, e la mancanza di perfino un’apparenza di cura si manifestano con una cortina fumogena medica che punta il dito ad ogni possibile “causa”, senza offrire prova, o alcun solido programma di risoluzione. Le alte sfere della classe medica, le cui fila sono spesso tirate da un’industria con tutto l’interesse ad ignorare e/o ostacolare ogni cura o terapia che sia al di fuori della presente ortodossia o del suo controllo, copre fallimenti e ignoranza con un’incredibile dose d’arroganza e di paternalismo, senza minimamente curarsi delle conseguenze sociali ed economiche di queste azioni. Mentre molti onesti ricercatori devono lottare per generare fondi (comunque insufficienti) per tentare di sviluppare promettenti terapie naturali contro il cancro, individui come Veronesi si apprestano a spendere centinaia di miliardi di denaro pubblico in propaganda e implementazione di proibizione contro i fumatori, una classe di cittadini che contribuisce enormi somme all’erario di stato, senza alcuna solida prova scientifica delle loro asserzioni. Questo è vergognoso, in quanto Veronesi (e ciò che egli rappresenta) è - come il resto della medicina - tanto ignorante quanto l’uomo della strada sulla genesi del cancro, quando si considerano i risultati finali: i pazienti di cancro muoiono, o restano orrendamente mutilati. La lotta per mantenere la libertà di fumare in pubblico, che in se stessa può apparire triviale o addirittura infantile, deve essere dunque vista in un’ottica d’opposizione allo sfruttamento politico di una devozione quasi tribale che troppi ancora hanno verso chi una volta era un pennuto, colorato e semideistico uomo della medicina che si credeva detenesse il potere di vita o di morte. Oggi questa figura ha perso le penne, ma non i colori della sua impotenza scientifica e della sua arroganza, ed è spalleggiata da multinazionali senza volto che hanno deciso che modi di vita multisecolari non siano più in accordo con i loro grafici computerizzati d’espansione commerciale e controllo sociale. Il modello di “progresso” socio-salutista proposto dall’America di oggi, e dalle mille marionette che essa controlla o influenza, include la deumanizzazione meccanicistica dell’importanza dell’individuo e della famiglia, del suo individualismo, e lo sradicamento di valori e di stili di vita millenari. Ma progresso non è l’eliminazione del vecchio a favore del nuovo, ma la creazione di valori e stili di vita che includano e rispettino i tesori culturali e morali, mentre espandano le potenzialità dell’individuo. Il discorso dei “costi sociali del comportamento” è tanto truffaldino quanto l’opportunistica dimenticanza del fatto che coloro il cui comportamento è bersaglio, già contribuiscono generosamente al sistema che li bersaglia, e ciò dà loro il diritto di implementare le loro scelte senza ulteriori interferenze da parte dello stato. Le legislazioni che microgestiscono il nostro comportamento, sebbene siano spacciate come leggi “per il nostro bene”, sono sempre il risultato del lobbismo da enormi interessi commerciali. Tali corporazioni usano brutale forza politica per indurre lo stato ad usare la sua autorità per rendere obbligatori certi comportamenti, e a usare pseudo-scienza e/o discutibili statistiche come giustificazione di decisioni in realtà prese nelle camere di consiglio delle corporazioni. L’attenzione pubblica è attirata sul dettaglio che è presentato come problema, spesso con l’aiuto di media irresponsabili e sensazionalisti, mentre viene prodotta una cortina fumogena informatica per far perdere di vista i danni creati all’insieme per soddifare l’interesse particolare. E’ tempo che il cittadino si renda conto di avere il diritto alle sue scelte, ed a una vita che non sia né microgestita né supertassata, nonché a un’informazione accurata e non tendenziosa almeno da parte dello stato. Tutti sono d’accordo che lo stato debba essere al servizio del cittadino, ma paradossalmente è il cittadino che finisce sempre per essere al servizio dello stato, mentre con il suo portafoglio finanzia chi gli impone come comportarsi, e quali scelte fare. Uno stato scevro da questo paradosso è inevitabilmente uno stato piccolo. Ma ciò non è in accordo coi programmi di super-stato globalizzato e omogeneizzato, nel quale le multinazionali e le loro marionette politiche e professionali hanno deciso che noi dobbiamo vivere - e cui si dovrebbe obbedire. La nostra organizzazione fu fondata nel tardo 1995 a San Francisco, California, USA, allo scopo di opporre il proibizionismo sul diritto di fumare. Fondata originariamente solo per difendere i diritti dei fumatori, diventò presto chiaro che l’ottica di FORCES doveva espandersi contro una nuova forma di corruzione: l’alterazione, talvolta falsificazione, e sempre “creativa” interpretazione di dati statistici e medico-statistici allo scopo di creare “epidemie” virtuali (in altre parole, generate esclusivamente da computer statistici) in modo da poter giustificare l’intervento dello stato nella vita privata e nel comportamento dei cittadini. Su questa base si scoprì che immense fortune, elargite specialmente da multinazionali farmaceutiche, erano usate per “indurre” professionisti, politici, e addirittura l’organizzazione Mondiale della Sanità, a distorcere informazioni scientifiche a scopo squisitamente economico-politico. Questi “investimenti” delle multinazionali assicurano loro forte influenza politica ed espansione di mercato in tutti i Paesi bersaglio, tra cui è l’Italia. Ecco in breve i fatti salienti di FORCES: · FORCES è un’abbreviazione dell’inglese Fight Ordinances and Restrictions to Control and Eliminate Smoking, che significa: “Lotta contro Ordinanze e Restrizioni per Controllare ed Eliminare il Fumo.” · FORCES non riceve denaro dall’’industria del tabacco. · Tutti i contribuenti di FORCES sono volontari con due principali scopi: il primo è prevenire l’istituzionalizzazione di distorsione e frode scientifica come mezzo e modo di controllo politico. Il secondo è la difesa della libertà dei cittadini di esercitare, indisturbati e senza interferenza da parte dello stato, lo stile di vita che hanno scelto, liberi da proibizioni, tassazioni punitive, ed emarginazioni sociali. · I contribuenti di FORCES sono giornalisti, medici, scrittori, attivisti, filosofi, scienziati, specialisti di statistica, ricercatori, persone comuni, analisti e avvocati. · FORCES è sostenuta economicamente da donazioni, e da sottoscrizioni annuali. · FORCES dispone del più grande e visitato sito multilinguale Internet del mondo concernente il tabacco, e le libertà civili. In quest’esteso sito si trovano letteratura, politica, attualità, statistica, humour, lavori intellettuali e attivismo. Specialmente, FORCES dispone della più grande collezione di evidenza scientifica (spesso sconosciuta o intenzionalmente ignorata dai grandi media) che dimostra in modo conclusivo le frodi e le distorsioni scientifiche di decadi d’industria anti-tabacco, e denuncia il “blue print” scientifico/economico/politico che è adesso usato anche contro l’industria alimentare, e addirittura contro chi si profuma. Il sito di FORCES è oggi letto da oltre 150.000 persone ogni mese, con un incremento di circa il 10% mensile. · FORCES ha centri in USA, Canada, Nuova Zelanda, Inghilterra, Olanda e, recentemente, anche in Italia. · FORCES non ha affiliazioni politiche. · Gli iscritti a FORCES sono oltre 50.000 nel mondo. · FORCES è appena approdata in Italia per lottare contro la corruzione e la prevaricazione antifumo in questo Paese. · Esistiamo solo per tutelare l’interesse della scienza e della medicina onesta, e per opporci al deterioramento politico-professionale causato dal salutismo. Sosteniamo la necessità di maggiori investimenti nella ricerca scientifica mirata a cure, e l'eliminazione del dirottamento dei fondi nella propaganda. · FORCES non parla la lingua stagnante e vuota della “correttezza politica”. Crediamo nella diretta, chiara e semplice comunicazione. Siamo convinti che sia tempo per un’aria “nuova”, che non è un’aria senza fumo, ma un’atmosfera d’intolleranza della corruzione e del proibizionismo, e di tolleranza e di rispetto per l’individuo. La microgestione della vita del cittadino da parte di una ristretta classe di individui e di industrie deve finire, assieme alla corruzione della scienza e della politica di interi Paesi, forzata con prevaricazione ed acquistata con denaro contante dal salutismo internazionale. Questa microgestione sta capovolgendo e distruggendo il tessuto sociale di molte nazioni, Italia compresa. E’ tempo di reagire, e soprattutto, di agire. |