PROLOGO Sfortunatamente, sembra che certe Autorita` italiane abbiano "comprato" il pacchetto di menzogne sul fumo passivo che e` stato ben confezionato dagli Stati Uniti e spinto dall?organizzazione Mondiale della Sanità. E` tempo di far fronte ai fatti e di chiamare coloro che spendono i pericoli del fumo passivo per quello che sono: bugiardi. L'affermazione che il fumo passivo sia nocivo alla salute e` semplicemente falsa e di conseguenza tutti i divieti di fumare finora emessi sono basati su menzogne. Come la EPA americana abbia manipolato i dati sul fumo passivo è stato trattato in gran dettaglio dal Prof. John Luik in una dissertazione scientifica tradotta da FORCES in italiano. Pubblichiamo un articolo di Martha Perske, stimata ricercatrice sull'argomento, la quale menziona direttamente gli astratti e le conclusioni degli studi i cui risultati sono stati distorti per dimostrare che il fumo passivo fa male alla salute, e per soddisfare cosi`l'agenda politica stabilita dalla Casa Bianca e dalle multinazionali farmaceutiche per poter giustificare sia i divieti che l'estorsione di centinaia di migliaia di miliardi ai fumatori americani. Buona lettura. LA SCIENZA SCOMODA CHE NON SI LEGGE SUI QUOTIDIANIFino a quando la Environmental Protection Agency americana non rilasciò nel 1993 il suo Rapporto Ufficiale che classificava il fumo ambientale come un "noto carcirogeno", le forze antifumo in questo Paese [Stati Uniti e Canada] stavano perdendo la guerra proibizionista. Gli Americani, sia che fumassero o meno -- e indipendentemente dalle loro preferenze personali -- erano generalmente d'accordo sul fatto che il "salvare" in fumatore da se stesso non stava a nessuno -- governo incluso. Il consenso generale era quindi che, una volta che gli individui erano a conoscenza dei possibili rischi derivanti dall'uso del tabacco, la scelta stava a loro. Ma quando lo spauracchio sui pericoli del fumo ambientale fu creato, il campo di battaglia cambio` radicalmente. Nonostante le serie obiezioni sollevate da molti onesti scienziati e ricercatori circa le conclusioni e affermazioni del Rapporto della EPA, il movimento anti-fumo ha usato con successo tale Rapporto per promuovere i suoi obiettivi proibizionistici. Da canto suo, i media hanno divulgato le affermazioni della EPA senza mettere al corrente il pubblico dell'esistenza di un forte dissenso, mentre i politici, sempre ansiosi di essere a bordo della giostra della "correttezza politica", si sono accodati a tale campagna. Oggigiorno, non passa una settimana senza che qualcuno decida di denunciare i "pericoli" del fumo ambientale. Tali "pericoli" sono alla base dei divieti di fumare in tutti i luoghi pubblici della nazione, e i casi piu` estremi li abbiamo in California, dove fumare e` proibito in tutti i bar e ristoranti di quello stato. Gli sforzi dei proprietari dei ristoranti e di altri esercizi commerciali in California e altrove, volti a convincere i politici che la determinazione dello "smoking" o "no smoking" nell'esercizio sta al proprietario, e il fatto che i clienti siano liberi di non andare in un ristorante che permetta di fumare, sono stati quasi del tutto ignorati. Neppure le sezioni fumatori/non fumatori soddisfano i proibizionisti, i quali affermano che la salute dei lavoratori nell'esercizio è a rischio per via del fumo ambientale. Le affermazioni sui pericoli del fumo ambientale, pero`, non sono basate su fatti. Dei 25 studi che trattano la relazione tra fumo ambientale e rischio di cancro o malattie cardiache sul lavoro, solo uno studio [Fontham et al. 1994, "Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Nonsmoking Women", pubblicato del Journal of the American Medical Association l'8 Giugno 1994] riporta un generico incremento del rischio statistico. Ma anche in questo caso, l'incremento del rischio statistico riportato dallo studio era cosi` piccolo che, secondo gli standard stabiliti dal National Cancer Institute, tale incremento avrebbe potuto essersi verificato semplicemente per caso, o per tendeziosita` statistica, oppure per via dell'effetto di fattori confondenti del tutto sconosciuti. Praticamente, tutti gli studi sono arrivati alla stessa conclusione: non si e` trovato alcun incremento di rischio statistico per i non fumatori che sono esposti al fumo passivo sul lavoro. Alcuni esempi, completi di citazioni dagli studi stessi sono elencati qui sotto. Quanto segue è la scienza "scomoda" che la stampa quotidiana non riporta: "In genere, non si e` riscontrata un'elevazione di rischio di cancro polmonare associato col fumo passivo sul lavoro. ..."Brownson et. al., 1992. Janerich et al., 1990 Kalandidi et al., 1990 Shimizu et al., 1988 Shimizu et al., 1988 Steenland et al., 1996 Stockwell et al., 1992 "Environmental
Tobacco Smoke and Lung Cancer Risk in Nonsmoking Women" (Fumo passivo e rischio di
cancro polmonare in donne non fumatrici) Zaridze et al., 1998 Le persone interessate, siano esse fumatrici o non fumatrici, devono rendersi conto che, se desiderano dati scientifici accurati sugli effetti del fumo passivo, non li troveranno certamente ne` nei media, ne` nei politici, e neppure presso le autorita` sanitarie. Martha Perske __________________ Martha ha speso molti degli ultimi anni a ricercare con estremo rigore scientifico fatti e dati sul fumo passivo. Martha è un membro di FORCES e dell'American Smokers Alliance. |