SIGARETTE: CHISSA’ COSA CI METTONO DENTRO…

Ovvero… Una lezione di chimica per ufficiali sanitari ignoranti

LA RISPOSTA DEL CONSIGLIO DEI PRODUTTORI DI TABACCO CANADESI AL MINISTERO DELLA [DIS]INFORMAZIONE SANITARIA DELLA COLUMBIA BRITANNICA

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20 Luglio 2000

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Adesso che l’Italia ha ufficialmente scoperto l’isterismo antifumo, ecco che anche qui i produttori di sigarette sono diventati i "cattivi". Mentre l’Ente Tabacchi si cosparge il capo di cenere l’Italia, nel suo eterno sforzo di scimmiottare gli USA quanto più possibile, ha abbracciato per il fumo quella mentalità di cui, in tempi più maturi, si faceva celia quando si vedevano i film di Hollywood di terza categoria, quei film cioè che stavano in prima visione un giorno e in terza visione un anno, e dove il povero indiano era sempre il cattivo.

Tra le mille menzogne e leggende (tutte negative, si capisce) sulle sigarette, ce n’è una di vecchia data, riportata alla ribalta dalla balorda grancassa americana: i "cattivi" del tabacco, mentre si mettono sugli occhi le mascherine da delinquente della Banda Bassotti prima di andare al lavoro ogni dì, mettono tutti i veleni possibili nelle sigarette – pozioni maligne cogitate da sadici ghignanti che hanno come unico scopo quello di uccidere i loro clienti (musica de "Lo Squalo" in sottofondo, per favore).

Questa fanfara da mentecatti è almeno concepibile negli USA e in Canada, dove i sistemi legali di quei Paesi sono così laschi da permettere ai parassiti sociali antifumo di arricchirsi alle spalle dei fumatori con cause da migliaia di miliardi. Ma in Italia? Bah, facciamolo anche noi! Ecco quindi il prode Veronesi che coraggiosamente si incontra con i cattivi (Philip Morris), mentre giura di fare cause da 50.000 miliardi negli USA - egli e la stampa "allineata" opportunamente ignorando il fatto che svariati altri Paesi (ultimo il Canada) ci hanno già provato e sono stati puntualmente cacciati fuori dalle corti americane col classico calcio nel paniere, facendoci la figura dei coglioni internazionali dopo aver buttato miliardi dei contribuenti per preparare "il caso". E il ministro della sanità italiano non può resistere alla tentazione di annoverare l’Italia tra i proseliti di Gatto Silvestro.

Ma veniamo alla presentazione di questo documento. Febbraio, 1998. Il Ministro della Sanità della British Columbia (Canada) Penny Priddy annuncia di aver scoperto che i produttori di sigarette mettono antigelo nel tabacco. Comunicati stampa. Interruzioni di programmi televisivi. La stampa impazzisce. Accuse sono lanciate da ogni media. E poi, non è finita qui: nel tabacco c’è piombo, arsenico, butano, benzo(a)pirene – oltre QUATTROMILA componenti chimici! Subito, il fumo passivo aumenta di potenza e uccide a contatto (nessuna esagerazione). Denuncie preventive da associazioni di consumatori piovono come grandine. "Vendete veleno".

Ma essere ministro della sanità non significa né saperne di tabacco, né essere onesti, e il nostro prode Veronesi è prova lampante di queste due verità. Nel caso dell’On. Priddy si può aggiungere anche brutale ignoranza. Infatti, nella foga di dare addosso al fumo, la Priddy confonde l’etil-glicol con il propil-glicol. Il primo è antigelo, il secondo è un innocuo conservante alimentare usato dai produttori per mantenere l’umidità nel tabacco. Ma che importa? Finiscono tutt’e due con glicol, no? L’industria canadese risponde con la lettera che pubblichiamo qui sotto. Si noti che né l’immane errore del ministero della sanità, né il contenuto della lettera furono mai riportate dalla stampa che, come sta succedendo adesso da noi, continuò a diffondere disinformazione sul fumo come se nulla fosse successo. Ma è così che la "stampa responsabile" si deve comportare, giusto? "Spaventateli più che potete!" Si, papà.

Questa lettera non solo mette in rilievo l’errore asinino del ministro della sanità della BC, ma anche spiega cosa c’è davvero nel fumo di sigaretta, specificando le quantità infinitesimali di ogni composto fino all’ottava cifra decimale. Se fumate, accendetevi una sigaretta e leggete. Per il tempo che l’avrete finita ne saprete molto di più sul fumo - questo terribile veleno (ancora la musica de "Lo Squalo" per favore...), ed anche sull’informazione disonesta del cartello che lo oppone.

Ma forse vi farete anche un’altra fondamentale domanda: perché incompetenza, disonestà, irresponsabilità sociale e isterismo sembrano essere requisiti "sine qua non" per diventare ministri della sanità oggigiorno?

FORCES Italia

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SIGARETTE: CHISSA’ COSA CI METTONO DENTRO…

Ovvero… Una lezione di chimica per ufficiali sanitari ignoranti

LA RISPOSTA DEL CONSIGLIO DEI PRODUTTORI DI TABACCO CANADESI AL MINISTERO DELLA [DIS]INFORMAZIONE SANITARIA DELLA COLUMBIA BRITANNICA

Fai click qui per leggere la lettera originale inglese

24 Marzo 1998

Hon. Penny Priddy, M.L.A.,
Ministro della Sanità e
Ministro Responsabile per gli Anziani,
Palazzo del Parlamento,
Victoria, B.C.
V8V 1X4

Egregio Ministro,

Per conto dei tre maggiori produttori di sigarette canadesi, scrivo in risposta alle asserzioni e intenzioni del Suo Ministero a proposito delle etichettature su tabacco e fumo di tabacco sui pacchetti di sigarette e a proposito della campagna pubblicitaria in corso.

Le informazioni presentemente diffuse pubblicamente sono seriamente tendenziose per un certo numero di casi, mentre di fatto sono errate in altri; i Suoi incaricati sono stati informati male. I fatti riguardanti le sigarette e il tabacco sfuso ‘finemente sminuzzato‘, lavorati dalle compagnie membri del Canadian Tobacco Manufacturing Council sono i seguenti:

  • I produttori canadesi non usano additivi nel tabacco di sigarette non al mentolo che sono circa l’85% delle vendite totali. Solo due di essi usano piccole quantità di tabacco ricostituito - un metodo per recuperare e riutilizzare piccoli pezzi di tabacco provenienti dalle fasi iniziali di lavorazione e fabbricazione di sigarette e di tabacco sminuzzato. Questo costituisce l’8% o meno del peso totale del tabacco contenuto in una sigaretta. Naturalmente, nella produzione di tabacco ricostituito sono necessari, e vengono utilizzati, agenti aggreganti e umidificanti. Queste sostanze non sono considerate essere additivi dalla Sanità canadese.

  • Il rimanente 15% delle vendite di sigarette e di tabacco sciolto è costituito da sigarette aromatizzate al mentolo, da tabacco, e da tabacco sfuso per sigarette da fare a mano. Mentolo è aggiunto alle prime, mentre idratanti e conservanti ai secondi. Ci sono due possibili additivi al mentolo, tre possibili agenti idratanti, e due possibili conservanti.

  • La legge richiede dei rapporti regolari sui pochi additivi realmente utilizzati, marca per marca, ed essi vengono regolarmente inviati alla Sanità canadese da ogni produttore ogni tre mesi. L’elenco degli additivi usati in Canada fu messo agli atti pubblicamente dall'industria nell’aprile del 1994. In allegato prego ne trovi una copia.

E’ tutto alla luce del sole. La Sanità canadese ha sempre confermato, in qualsiasi inchiesta, che questo elenco contiene tutti gli additivi del processo manifatturiero. In base alla legge sul Tabacco, il governo federale ha l'autorità di esaminare qualsiasi o tutte le fasi del processo di produzione per assicurarsi che non venga usato alcun altro additivo oltre a quelli riportati dall’elenco.

Due delle dodici sostanze che voi affermate essere presenti nelle sigarette - metoprene e trementina - non sono né aggiunte né presenti nelle sigarette canadesi.

La trementina, una sostanza estratta dai pini, non è aggiunta al tabacco delle sigarette da nessuna delle compagnie che sono membri del Canadian Tobacco Manufacturing Council (1). Essa non è presente nel tabacco in forma naturale, né è un derivato della combustione del tabacco.

Il Metoprene, non tossico per l’uomo, è un agente umidificante agricolo regolarmente approvato e non lascia residui pesticidi. Non si usa sul tabacco delle marche di sigarette canadesi.

Il Propilene glicol, un’altra delle sostanze a cui si riferisce il Ministero, è usato nel taglio del tabacco per trattenere l’umidità ed è un additivo alimentare regolarmente approvato. In se stesso il propilene glicol è innocuo. Per quanto ne sappiamo, esso non si usa nell’anti-gelo del radiatore delle automobili come dice l'annuncio del Suo Ministero.

Nessuno dei componenti elencati dal Suo Ministero è unico delle sigarette o del fumo delle sigarette. La combinazione di una dieta e di uno stile di vita normali forniscono all’individuo un quantitativo di quasi tutte queste sostanze che è ben maggiore di quanto possa fornirgli il fumo.

Dal momento che [la tecnologia del]l’analisi chimica organica è diventata molto più sofisticata, il numero teorico di componenti che può essere identificato nel fumo prodotto dal tabacco (o, meglio, nel fumo prodotto da qualsiasi combustone organica) è aumentato nella stessa misura. Dalle stime correnti questo numero supera il migliaio. Comunque, quasi tutti concordano sul fatto che ci siano almeno 4.000 componenti nel fumo della sigaretta. Nel 1989 il Rapporto di medicina generale degli USA ne identificò e qualificò soltanto 800 circa, sebbene non esistesse nessuno standard analitico internazionale comune né alcun accordo sulle metodologie per la misurazione. La maggior parte dei componenti è presente in quantità talmente minime (miliardesimi o anche bilionesimi di grammo) che la loro quantificazione è pressocché impossibile e la rilevanza per i fumatori è ignota.

I metalli, in particolare, vi si trovano in quantità talmente minute che il Rapporto del 1989 non ne elenca che: "Al massimo 30 metalli nel fumo.... perché meno dell’1% dei metalli presenti nel tabacco si trasferisce nel fumo e costituisce in totale solamente meno di 80 microgrammi per grammo." (Un microgrammo è un milionesimo di grammo).

Per riassumere, dei dodici componenti del fumo della sigaretta identificati nel comunicato stampa del Ministero, nelle "schede dei fatti sul tabacco" (*) e negli avvertimenti sanitari, due non esistono affatto, mentre il terzo, il propilene glicol, è stato confuso con l’antigelo, mentre esso è in realtà un additivo alimentare approvato e innocuo usato perdipiù solo nelle sigarette da farsi a mano. Gli altri nove, o esistono nella composizione naturale del tabacco (e sono intrinsecamente presenti in molti altri prodotti agricoli così come anche nell'acqua e nell'aria), oppure sono prodotti della combustione. Mentre ciò è sancito nella "manleva" dei [vostri] avvertimenti sanitari, non lo è nei comunicati stampa o nelle "schede dei fatti sul tabacco".

Le descrizioni di questi nove componenti del fumo menzionati nel Suo comunicato sono le seguenti:

L’acetone è prodotto dalla combustione di qualsiasi materiale organico, incluso tabacco; è presente per un milionesimo di un grammo nel fumo di una sigaretta. Questo è meno dello 0,5% del livello di tollerabilià quotidiano stabilito dalla Conferenza americana degli Igienisti Industriali Governativi per la sicurezza sul lavoro. (2). L’uso dell’acetone è approvato dalla Sanità canadese per la procedura dell'estrazione di spezie.

Benzo(a)pirene (erroneamente chiamato Benzopirene negli annunci del Ministero della Sanità della Columbia Britannica) è presente nell’aria urbana, nell’acqua potabile, nei cibi affumicati e fritti; è un prodotto della combustione. Un fumatore da 20 sigarette al giorno ne ingerirebbe, al massimo, 0,00000057 grammi, meno che un terzo del livello di tollerabilità quotidiano in base ai calcoli dei livelli stabiliti dall’Amministrazione della Salute e della Sicurezza Professionale (3). Per fare un paragone, una fetta di carne da 250 grammi cotta ai ferri ne contiene 0,000002 grammi cioè l'equivalente di tre pacchetti di sigarette medie canadesi.

L’arsenico è presente naturalmente nel tabacco e in molte altre piante e deriva dal terreno nel quale esse crescono. L’arsenico è presente nell’acqua, nel pesce e in altri cibi. Un fumatore di 20 sigarette al giorno ingerirebbe circa 0,00000064 grammi di arsenico, meno di un centesimo del livello di tollerabilità quotidiano stabilito dalla Conferenza americana degli Igienisti Industriali Governativi. Una porzione di pesce di 200 grammi, ad esempio una sogliola, ne può contenere 0,0018 grammi, l’equivalente di circa 3.000 pacchetti di sigarette [al giorno].

Il butano è presente nell'atmosfera, ed è principalmente derivante dalla combustione dei prodotti del petrolio, come ad esempio dallo scappamento delle automobili ed è presente nel fumo di sigarette come un sottoprodotto della combustione. Esso è approvato dalla Sanità canadese come propellente per l’olio da spruzzare nei tegami in cui si cuoce cibo. La Food and Drugs Administration americana classifica il butano come un additivo alimentare "Generalmente Classificato Sicuro" (GRAS - Generally Regarded as Safe). Il livello di sicurezza per esposizione giornaliera al butano è l’equivalente di fumare più di 9.000 pacchetti di sigarette al giorno.

Il cadmio, come molti altri metalli, è presente nel tabacco e in altre piante in forma naturale. È presente in generi alimentari in Canada incluso pesce, grano e cereali, pasta, pomodori, e latte. Un fumatore di 20 sigarette al giorno ingerirebbe 0,0000024 grammi di cadmio, cioè meno di un ottavo del cadmio contenuto in un granchio da 225 grammi.

Il piombo, come molti altri metalli, è presente nel tabacco in forma naturale e si trova in diversi generi alimentari in Canada incluso carne, pesce, pollame, nocciole, latte, grano e patate. Un fumatore di 20 sigarette al giorno ne ingerirebbe 0,00000118 grammi. Una mezza bottiglia di vino può contenere circa 0,0000385 grammi di piombo, cioè 32 volte quello contenuto in un pacchetto di sigarette.

La formaldeide è un derivato della combustione; è prodotto anche dalla degenerazione di materiale organico. Si usa comunemente nella produzione di materiali sintetici, tappeti, e materie plastiche; si usa anche come conservante in cosmetici e medicine. Quantità residue sono presenti nell'aria di molte abitazioni. Il limite di tollerabilità quotidiano è fissato dall’Amministrazione della Salute e della Sicurezza Professionale a un livello giornaliero sei volte maggiore della quantità assunta da un fumatore di 20 sigarette al giorno.

L’ammoniaca è un derivato della combustione e della degenerazione di materiale organico. Lo stesso corpo umano produce naturalmente circa lo stesso quantitativo di ammoniaca prodotto da un pacchetto di sigarette. Un fumatore di 20 sigarette al giorno ingerirebbe circa lo 0,7% del limite quotidiano di ammoniaca fissato dall’Amministrazione della Salute e della Sicurezza Professionale.

Il benzene è un derivato della combustione, in particolare prodotto dai combustibili delle automobili ed è onnipresente nell'ambiente. È anche presente in uova, verdure e prodotti caseari. Un fumatore di 20 sigarette al giorno ne ingerirebbe, al massimo, il 30% del limite di tollerabilità quotidiano raccomandato e fissato legalmente dall’Amministrazione della Salute e della Sicurezza Professionale.

Tutte queste informazioni sono pubblicamente disponibili e si sarebbero potute ottenere da molte fonti, da questo [stesso] ufficio, o dalle stesse compagnie membri del CTMC. È deplorevole che ufficiali del Ministero non abbiano fatto tale indagine. Le asserzioni della conferenza stampa e la campagna pubblicitaria in corso implicano che molti dei suddetti elementi vengono aggiunti dai produttori.

Il che non è vero.

Un recente comunicato stampa del Ministero della Sanità della Columbia Britannica afferma: "Altri (elementi)... vengono aggiunti per migliorare l'effetto della nicotina sul cervello."

Anche quest’affermazione non è vera.

La manifattura e la vendita del tabacco in Canada sono autorizzate e regolate a tutti i livelli dagli stessi governi per mantenere il tabacco come prodotto legale. Nella Columbia Britannica, il governo provinciale incassa dalle tasse imposte ai fumatori circa otto volte di più di ciò che le compagnie del CTMC guadagnano in quella Provincia.

I governi hanno l'autorità legale e la capacità di esercitare un potere regolatore su ogni aspetto dell'industria.

Al dilà delle qualità specifiche e delle quantità dei componenti del fumo elencati dal governo della Columbia Britannica, viene generalmente accettato che ci sono rischi per la salute associati al consumo di tabacco. L'industria, per principio, non ha obiezioni ad informare i fumatori della presenza e dei quantitativi dei componenti del fumo del tabacco.

La domanda cruciale è se tali informazioni abbiano qualsiasi effetto nel persuadere fumatori a smettere o i non-fumatori a non iniziare. Non abbiamo alcuna prova inconfutabile che ciò sia vero. L'industria stessa ha voluto specificare sui pacchetti di sigarette i livelli di nicotina e di catrame fin dal 1975, cioè 14 anni prima che diventasse obbligatorio. Quest’operazione, a quei tempi, non sembrò accelerare la curva, già discendente, della percentuale dei fumatori.

Da quando è stato reso obbligatorio stampare gli avvertimenti sanitari sui pacchetti di sigarette, si sono susseguite due generazioni di messaggi sempre più estesi e sempre più forti (quelli attuali sono tra i più estesi del mondo) e non hanno avuto alcun effetto quantificabile sulla percentuale dei fumatori. Questo dato è [rimasto] essenzialmente immutato dal 1986 secondo sia la Sanità canadese, sia l’istituto di Statistica canadese.

Dato tutto quanto sopra, e al dilà della centrale questione sull’efficacia, la proposta del Suo Ministero [N.d.T.: stampare sui pacchetti l’intera lista dei componenti chimici della combustione] solleva un certo numero di questioni di carattere pratico e logistico che noi saremmo lieti di discutere con Lei. Fra questi includiamo:

  1. La preparazione di un elenco comprensivo richiederebbe un massiccio e pluriennale lavoro per identificare e quantificare i supposti 4.000 componenti del fumo di tutte le marche di sigarette canadesi. Non esiste uno studio simile, e non è mai stato commissionato da nessun governo.
  2. Non esiste nessuno standard di misurazione, né canadese né internazionale, per i componenti del fumo di sigaretta come, per esempio, quello stabilìto dall'Organizzazione Internazionale degli Standard (ISO) per la misurazione di solo catrame, nicotina ed ossido di carbonio.
  3. Esistono difficoltà pratiche a diffondere le informazioni in un modo che sia significativo. Tutti (4.000 circa) i componenti e le loro quantità dovrebbero essere elencati? Se no, quali devono essere omessi, e perché?
  4. Esistono chiari problemi sulla legalità e sull’opportunità di elencare i componenti naturali di un solo prodotto senza fare altrettanto per altri prodotti come, ad esempio, latte o cereali.
  5. Esistono implicazioni di carattere internazionale e commerciale che potrebbero sorgere con una regolamentazione diversa da provincia a provincia.
  6. Esiste un potenziale conflitto con le incombenti regolamentazioni federali sancite dalla Legge sul Tabacco per quanto riguarda le confezioni dei prodotti del tabacco.
  7. Il processo richiesto potrebbe aumentare il prezzo delle sigarette nella Columbia Britannica, il ché potrebbe avere un certo impatto sulle vendite di tabacco di contrabbando in questa provincia a causa dell’aumentata differenza di prezzo con le altre giurisdizioni.

Come indicato nella corrispondenza col Suo predecessore, noi rimaniamo a disposizione per un incontro con Lei e i Suoi ufficiali per discutere sia questi che altri problemi legati al tabacco.

Distinti saluti,

Robert Parker,

Presidente e Chief Executive Offer

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(=) Propaganda disinformativa di stato, dove fatti non provati o non provabili sono presentati come solidi e indiscutibili fatti scientifici

(1) Praticamente tutti i produttori di tabacco del Canada

(2) Tra i più restrittivi del mondo

(3) Di nuovo, tra i più restrittivi del mondo