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Los Angeles, 2 Ottobre 1992. Ad una conferenza antifumo, Glantz risponde alla domanda: "Quali sono i criteri da usare quando si fa ricerca sul tabacco"?

"Sapete, [la risposta a questa domanda] è proprio ciò che ho applicato alla mia ricerca sul tabacco. Se viene fuori nel modo che penso, sarà essa efficace al punto da fare una [significativa] differenza? E se la risposta è 'si', allora si va avanti, e se la risposta è 'non lo so' allora non la usiamo. Okay? E questo è il criterio." 

(You know, and that's the question that I have applied to my research related to tobacco. If this comes out the way I think, will it make a difference? And if the answer is yes, then we do it, and if the answer is I don't know then we don't bother. Okay? And that's the criteria.")

L'affermazione sopra riportata rappresenta, meglio di qualsiasi altra, lo spirito e la filosofia dietro la crociata antifumo. Ad essere bandita non è solo la tradizione culturale del fumo, ma qualsiasi valore che possa ostacolare l'ottenimento dello scopo della crociata: integrità scientifica, medica ed istituzionale, libertà costituzionali, personali, e di scelta; libertà d'impresa, d'informazione, d'espressione; economia, tradizioni, famiglia, rapporti interpersonali, sociali, politici; manifestazioni intellettuali, culturali, sociali, ed anche emozionali -- tutto deve piegarsi, adattarsi e diventare un accessorio a qualunque costo di una crociata il cui fanatismo e intransigenza sono necessariamente proporzionali alla sua infondatezza nella scienza e nella vita pratica. Del resto, Glantz non è il solo a fare affermazioni simili: molti altri salutisti hanno ammesso candidamente che, se la menzogna è utile a perseguire il “nobile scopo” dell’eliminazione del fumo, allora essa diventa un mezzo raffinato per “fare il bene”; uno dei molti esempi lampanti è quello di David Siegel, un attivista americano ampiamente finanziato dalla Jhonson & Johnson, che ha sostenuto apertamente in un articolo che non ci deve essere problema a servirsi della corruzione per porre fine alle obiezioni scientifiche che tendono a fare a pezzi le tesi anti-tabacco, piuttosto che usare il dibattito scientifico -- una teoria che ha fatto strada in tutti i Paesi che hanno abbracciato la "sacorsanta" crociata contro il fumo. E pensare che il buon Dio si era premurato di avvertirci: “non pronunciare falsa testimonianza”. Evidentemente, gli antifumo si considerano al di sopra di Lui.

I problemi che si pongono a questo punto sono molteplici e gravi. Studi viziati sono usati per decidere il futuro di centinaia di migliaia di famiglie e di impiegati. Quanto seriamente dovrebbero essere presi questi studi che spesso, come nel caso di Glantz, sono condotti da individui con una chiara carriera antifumo? Nel caso del “Prof.” Glantz si parla anche di falsificazione di credenziali e qualifiche. Gli antifumo sono i primi a screditare qualsiasi critica contraria alla loro agenda che non venga da persone altamente qualificate – anche se, in verità, quando tali critiche provengono da individui qualificati, essi sono subito accusati di essere venduti a Big Tabacco. D’altro canto le istituzioni, ormai controllate dagli antifumo e dell’industria farmaceutica che li finanzia (nonché le autorità sanitarie ed amministrative già vendute all’agenda antifumo) fanno finta di niente quando gli “attivisti” non hanno le necessarie qualifiche.

La politica antifumo ha fatto una farsa della scienza, della medicina, della statistica e della democrazia, e continua a sovvertire logica e procedure per proteggere i quadri della crociata salutista, in un'abbagliante dimostrazione di fanatico abuso di potere cui nessuno si preoccupa di porre limiti se perpetrato in nome della salute.

A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che queste “prove”, prodotte in massa grazie a fondi farmaceutici e di stato che sono praticamente illimitati, richiedono l’impiego di costosi specialisti per essere continuamente smantellate e smascherate per le truffe che sono, e tali specialisti vengono a caro prezzo; la resa incondizionata dell’industria del tabacco con il Master Settlement Agreement ha rimosso praticamente l’unica sostanziale fonte di denaro per pagare tali specialisti. Come risultato, truffare sul fumo è diventata una garanzia di successo politico e di arricchimento, con tanto di impunità totale e garantita.

Le considerazioni sulle terribili conseguenze di una corruzione così vasta, capillare e radicata delle istituzioni e del sistema della salute pubblica le lasciamo immaginare al lettore, perché non sono l’oggetto di questo exposé.

 

A tutt'oggi, l'economia turistica californiana soffre terribilmente dal programma "smoke free", ma non se ne sente parlare perché bisogna convincere il mondo che il proibizionismo funziona, sperando che i fumatori "ci facciano l'abitudine" -- ma ciò, fortunatamente, non accade.

La California aveva 50.000 ristoranti, bar e pub nel 1998. A tutt'oggi, oltre il 10 percento è fallito, con un'incalcolabile perdita di entrate per lo stato stesso, la cui economia è anche in grave difficoltà. Stime ufficiose calcolano che oltre il 20% dei ristoranti, bar e pub permettano di fumare in piena violazione della legge, e nonostante i blitz della polizia.

Per molti gestori, infatti, l'unico modo di restare "vivi" è di permettere di fumare nei loro locali; grazie all'immenso afflusso di fumatori, infatti, possono permettersi di pagare multe salate, e di cambiare continuamente l'intestazione dell'esercizio quando le licenze d'esercizio sono revocate per "recidività da fumo". L'inevitabile opzione di abolire il proibizionismo e lasciare al gestore la scelta di riconoscere il sacrosanto diritto di fumare in pubblico non è nemmeno ancora una considerazione da parte dei fanatici salutisti; ma non è una coincidenza che il numero dei locali che viola la legge riflette quasi esattamente la proporzione della popolazione fumatrice, cioè il 23%.

Questa, probabilmente, sarà l'assurda situazione che anche i gestori italiani dovranno prepararsi ad affrontare grazie alla truffa del fumo passivo, portata avanti per implementare un'agenda fascista contro il fumo, i cui pericoli sono immensamente esagerati, e comunque non provabili con i crismi della scienza vera.

Coloro che si illudono che la legge antifumo che sarà presto esaminata dal parlamento sia la conclusione della diatriba sul fumo devono seriamente ripensarci; la legge, infatti, è solo l'inizio. Gli esercenti italiani stanno per essere gabbati dai truffatori salutisti proprio come quelli della California, dove migliaia di miliardi furono spesi per l'installazione di impianti di aria condizionata per "proteggere" la salute dei lavoratori dagli inesistenti pericoli del fumo passivo. Dopo solo due anni dall'implementazione della legge, infatti, i truffatori antifumo portarono avanti la teoria che non esiste livello sicuro di esposizione al fumo passivo, ed il divieto diventò totale.

Il programma antifumo è transnazionale ed universale, e durerà fino a che si permetterà all'industria farmaceutica di controllare le istituzioni nazionali ed internazionali, e a camici bianchi senza scrupoli di continuare a mentire al popolo sul fumo, premiando con riconoscimenti coloro che dovrebbero essere in galera, come nel caso di Mr.Glantz -- e il tutto pagato anche con le tasse dei contribuenti. Non esiste alcuna ragione, quindi, di credere alle parole degli attivisti antifumo, il cui scopo ufficiale è l'eliminazione completa ed assoluta del fumo con qualsiasi mezzo e a qualunque costo anche se, in realtà, essi contano sul fatto che il fumo ed i fumatori si moltiplicheranno grazie alle campagne contro di essi, assicurando in tal modo l'esistenza parassita dei crociati antifumo. Il fatto che Sirchia abbia eletto a proprio modello di “pensiero e azione” un personaggio come Stanton Glantz dice molto sull’uomo che presiede il ministero della Salute in Italia.