|
MILANO - Oltre tre milioni di famiglie, secondo una ricerca della società ACNielsen-Ismea
su un campione di 6mila nuclei, hanno abbandonato la carne bovina e i consumi sono
crollati del 30 per cento (- 40 per cento per quanto riguarda la carne in scatola). Ma
certo non ne fanno parte i circa 4mila fiorentini che ieri mattina hanno preso d'assalto
in piazza della Repubblica gli stand dei macellai che offrivano gratis 3 quintali e mezzo
di bistecche con l'osso e persino la "micidiale" trippa. E nemmeno i cosiddetti
"Fiorentina Boys" o i liberali irriducibili, talvolta vegetariani convinti che -
una volta nella vita - banchetteranno con l'odiata carne, pur di fare dispetto a
Bruxelles.
E' questa infatti l'ultima provocazione dell'associazione FORCES che sul suo sito internet
(www.forcesitaly.org) ha dato il via alla campagna delle "cene clandestine per la
libertà", togliendosi lo sfizio di scimmiottare Berlusconi: "Un presidente
macellaio per il benessere di tutti", recita lo slogan con tanto di vignetta di
Vauro.
Le cene carbonare cominceranno tra una settimana al "Clubino" di Cremeno
(Lecco). Il 24 Febbraio seconda tappa all'Osteria "Albatros" di Cavriago, poi
sarà la volta di Roma e Milano. E intanto fioccano le adesioni. C'è tutto il mondo
liberale-liberista-libertario, dalla rivista Enclave (Leonardo Facco Editore)
all'associazione per i diritti dei consumatori Aduc, da Virus-il giornale on line a
Cronache.it. Ma soprattutto ci sono alcuni partecipanti illustri, che vogliono
"mangiare ciò che ci pare".
Parla per tutti Claudio Risè, psicologo e psicanalista, che detta le coordinate della
battaglia: "Contro lo Stato malato e patogeno, che si finge terapeutico per
cancellare le libertà, e promuovere gli interessi malsani che lo tengono in vita".
Gli fa eco Sergio Ricossa, docente di economia politica a Torino: "Ai tempi
dell'Europa unita, mangiare una fiorentina può diventare un atto di disobbedienza
civile". Il modello cui ispirarsi è insomma H. D. Thoreau.
Condivide Antonio Socci, nome celebre del giornalismo cattolico, come anche Valter Vecelio
del Tg2, che comunque preferirebbe dei "pranzi pubblici" alle cene clandestine.
E sempre giornalista (una categoria di carnivori?) è Dario Fertilio, del Corriere della Sera,
che se la prende con i "nuovi leviatani, che ci vogliono imporre persino cosa
mangiare e cosa no".
"D'accordo al 100 per cento sull'appello anti-isteria" è invece
l'euro-onorevole valtellinese Benedetto della Vedova. Ma si asterrà dalle cene: "Non
mangio carne da circa 20 anni". Assente giustificato. Se il giornalista Diego Gabutti
ricorda che "era così anche sotto Hitler", un'altra adesione vegetariana arriva
da Fabrizio Rondolino, ex-portavoce di Massimo D'Alema e, soprattutto, deus ex-machina
del Grande Fratello. "Aderisco molto volentieri all'appello libertario", dice Rondolino,
"sebbene la carne proprio non mi piaccia. Ma sui principi non si transige,
giusto?".
|