8 Gennaio 2003 - Il nostro segretario Carlo Stagnaro si è imbattuto nel sito antifumo Tabaccologia.org, scoprendo la sezione a cui siamo collegati. In tale sezione, che si spiega da se, si dice chiaramente che la nostra organizzazione è finanziata dall’industria del tabacco -- standard cliché per far vedere che la crociata antifumo è così santa e giusta, che può essere contestata solo da chi è pagato per opporla. Questa pericolosissima mentalità è al centro delle campagne salutiste e antifumo di stato, ed è il vero nemico che deve essere sconfitto. Questo esempio di disinformazione sistematica e pianificata merita quindi un approfondimento. Esaminiamo la specifica implicita ed esplicita disinformazione -- e la pericolosa postura mentale -- di questo editoriale. Le nostre osservazioni sono marcate in blu.
EDITORIALE: Disperatamente
Angela! Non c'e' dubbio che comunicare sia l'imperativo categorico del contesto socio-culturale nel quale ci muoviamo. La scienza non vi si sottrae, specie quando parliamo di problematiche di larga prevalenza sociale. La scienza va portata alla gente, va spiegata, divulgata, e dobbiamo sicuramente molto al talento di Piero Angela, indiscusso maestro di giornalismo scientifico. Il “Maestro” di giornalismo scientifico Piero Angela non sembra essere esente dal bisogno compulsivo di disinformare il pubblico quando si tratta di fumo. Un paio di mesi dopo questo editoriale Angela, nella trasmissione Super Quark, disinformò il pubblico italiano sul fumo passivo dando risalto ad uno “studio” dell’Istituto Tumori che si rivelò uno splendido esempio di scienza rottame; lo studio era così poco professionale e scadente, che esso fu facilmente e totalmente demolito dagli scienziati del Comitato Scientifico di FORCES International. Una lettera raccomandata AR di FORCES a Super Quark, che richiedeva la ritrattazione della disinformazione e/o tempo uguale fu, naturalmente, ignorata. Non si può, infatti, far vedere la propria incompetenza, né si può andare contro alla superstizione che si sta costruendo -- tanto meno disturbare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche che finanziano l’impresa antifumo e le autorità mediche pubbliche e private che la sostengono. L'incremento di conoscenza deve pero' servire a qualcosa. Dovrebbe almeno contribuire a modificare atteggiamenti e comportamenti. L'informazione, e ancor meglio la corretta informazione, si colloca alla base di un sistema di intervento di prevenzione primaria, vale a dire di individuazione e modifica dei fattori di rischio. Ci sembra molto ironico che il Mangiaracina parli di "corretta informazione" (notare che non la si definisce né "vera", né "completa") quando si parla di pericoli dal fumo passivo, che non sono mai stati provati e che, anche dopo truffe e manipolazioni, non sono mai riusciti ad eccedere il 30% di incremento di rischio! La definizione dell’informazione come “corretta” da parte di Mangiaracina potrebbe forse riferirsi al “politically correct”, ma certamente NON alla realtà scientifica. Il dott. Mangiaracina è sempre invitato da FORCES a provare scientificamente la causalità di una morte da fumo passivo, e/o l’eziopatologia unica di UNA morte da fumo attivo. Come sempre, restiamo in attesa dell’inevitabile silenzio. Quanta informazione gravita sul tabacco? Si potrebbe rispondere in modo ambivalente: tanta, poca. Tanta ridondante e inopportuna; poca specifica, mirata, approfondita, formativa. Da tempo me ne occupo, ma continuo a collezionare conferme di quanto sia vacua l'infomazione mass-mediatica incentrata sul bisogno di catturare i grandi numeri di ascolto. Nell'ambito dei PFC (problemi fumo-correlati) funziona come sempre il consueto giornalismo della notizia, sensazionalistico, che cavalca l'ondata emotiva del momento, e quello di approfondimento, dominato da una irrefrenabile tendenza alla par condicio dell'informazione, per cui se si e' parlato male del tabacco, bisogna in una qualche maniera parlarne anche bene, sentire l'altra campana, come dice anche il Ministro Martino. Quale? L'unica possibile a quanto pare, quella dei "fumatori cortesi" che, sebbene partoriti da acute strategie di marketing dei colossi del tabacco, hanno gratis visibilita' e parola nelle maggiori testate giornalistiche e radio-televisive. Persino in quelle scientifiche. Questa è la parte più importante dell’editoriale. Secondo Mangiaracina e i suoi simili, non ci può essere dissenso sull’antifumo, né può esistere alcuna controinformazione. In breve, non può esistere un processo democratico e di dialogo per quanto concerne la salute. Bisogna, dunque, solo credere alle fandonie unilaterali che ci vengono propinate a colpi di slogan e di numeri statistici (ma MAI permettendo l’esame pubblico dell’evidenza scientifica) dalla cricca salutista. Ma c’è di più: Manciaracina ignora le acute strategie di marketing dei colossi farmaceutici che finanziano gli antifumo a colpi di miliardi di Euro o di dollari. L’evidenza di ciò è schiacciante: miliardi investiti in attivismo antifumo, università e media; e laddove i prodotti di cessazione farmaceutici diventano disponibili, magicamente iniziano le politiche antifumo da parte dei ministeri della “salute”. Praticamente ogni arringa antifumo dei media inizia con una lista di prodotti farmaceutici; clicca qui per vedere uno tra migliaia di esempi. Ma, in nome della “corretta informazione”, Mangiaracina ed i suoi simili scelgono di ignorare questa vergognosa realtà delle lobby farmaceutiche, che mette in serio pericolo sia l’integrità scientifica delle istituzioni, sia la loro integrità morale e politica, per non parlare della loro credibilità. Quindi, le parole del ministro Martino, che difende il dialogo democratico e la necessità di informazione completa (anche quella, dunque, che esenta il tabacco dalle accuse politiche o pseudo-scientifiche, se non addirittura dimostra benefici), devono essere scartate perché lui è un “tabagista” (quindi un “malato”) e chissà forse anche un lobbista dei colossi del tabacco. D’altro canto, le parole del ministro Sirchia, che sancisce la lampante frode statistica del fumo passivo (veicolo indispensabile per favorire gli interessi dei colossi farmaceutici) devono essere prese per oro colato – con tanto di leggi che forzano gli odiati dissidenti a comportarsi secondo quanto stabilito dalla suddetta truffa. In breve, fai indossare un camice bianco alla politica, e scavalca pure la democrazia, la scelta personale e la libera informazione. Il 2002 ha esteso i confini della comunicazione nel nostro settore. Lo sanno i tedeschi di "Media Consulta" che hanno vinto l'appalto della campagna comunicativa finanziata dall'Unione Europea, indirizzata ai giovani ed improntata sullo slogan "Feel free to say NO". Di impatto esclusivamente mediatico, cinetelevisivo, sara' lanciata nei vari paesi dell'EU a fine mese, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco. Anche il nostro Ministero della Salute si orienta su questo tipo di intervento. Nello schema di Piano Sanitario Nazionale 2002-2004 redatto in forma sintetica (scarica il testo) nel marzo scorso, vengono riportati i 10 punti cruciali di intervento, fra cui la lotta agli stili di vita che predispongono a patologie. E si apprende come il ministro vuole attuare la prevenzione del tabagismo. Attraverso sistemi di pubblicita' progresso, dunque di comunicazione mediatica su vasta scala. Quanto sia vasta e incisiva questa campagna lo decidera' il budget ministeriale… E’ interessante come si parli di "settore" -- manco si trattasse di un'impresa commerciale -- che è, infatti, ciò che in realtà è l'impresa antifumo. E' anche interessante leggere, a pagina 14 di detto documento, il dichiarato piano di interferenza e condizionamento dello stile di vita del cittadino. Questo programma, che rispecchia una tendenza internazionale stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (71% del suo budget finanziato dalle multinazionali farmaceutiche), è ancora un altro indicatore del pericolosissimo processo di capovolgimento democratico: non è più, infatti, lo stato ad adeguarsi alla volontà e al modo di vita dei cittadini (nel rispetto anche delle minoranze), ma si considera compito dello stato FORMARE la volontà ed il modo di vita dei cittadini secondo pianificazioni a cui i cittadini non hanno avuto modo di partecipare, però usando a questo scopo il denaro pubblico con tanto di budget ministeriali. Altresì le minoranze, in quanto “malate”, non possono essere rispettate, ma forzate a conformarsi tramite leggi coercitive ed emarginazione sociale, e “terapizzate” per “aiutarle” a conformarsi, mentre ai media spetta il compito non di informare, ma di formare l’opinione pubblica con informazione accuratamente selezionata dagli “esperti” della pianificazione di cui sopra; come implicato anche dal Mangiaracina, ogni informazione contraria deve essere screditata. Stalin avrebbe molto da imparare – ed avrebbe certamente avuto più successo se, anziché indossare la camicia rossa, avesse indossato un camice bianco. […] 3. Il Fumo non fa male. Parola di Ministro Fra tutta la corrispondenza arrivata via web e dopo i contatti ai politici del nostro attivista Marco Badiani, la lettera che merita maggiore attenzione e' quella del Ministro della Difesa Antonio Martino. Eccola: "L'idea che il fumo passivo sia dannoso alla salute non è confermata da nessuna ricerca scientifica. La persecuzione dei fumatori ha raggiunto livelli che reputo grotteschi. Se crede, può sentire anche l'altra campana, collegandosi al sito www.forces.org. Con viva cordialità, Antonio Martino" (MARTINO_A@camera.it) Immediate le reazioni: Egregio Dott. Giacomo Mangiaracina, in relazione alle gravi affermazioni fatte dal Ministro Martino sulla mailing list "non fumatori", secondo le quali non ci sarebbero evidenze scientifiche che dimostrino la dannosità del fumo per la salute, Le chiedo se è intenzione della GEA o della SITAB prendere qualche provvedimento. L'Osservatorio sul Tabacco intende infatti rispondere a tali affermazioni con una lettera da pubblicare sul sito dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano e sul nostro bollettino. Sarebbe interessante conoscere le azioni che anche Voi avete intenzione di intraprendere. Cordiali saluti. Dott. Milena Calati - Osservatorio sul Tabacco (tabacco@istitutotumori.mi.it) ---- Al Direttivo Nazionale SITAB, al Forum Globalink Italia. Gentili Colleghi, vi prego di prendere visione di questa corrispondenza sulle stolte affermazioni del ministro Martino sul Fumo e di suggerire misure di intervento su tali affermazioni. E' probabile che anche il ministro Martino, come anche la senatrice Carla Mazzucca, autrice di una insana proposta di legge (www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/sk0500/frontesp/0320.htm), ed altri parlamentari, aderisca all'Associazione Fumatori (www.assfumatori.it/comitato.htm) visto che promuove il sito di Forces, notoriamente sostenuto dalle aziende del tabacco. Cordialissimi saluti. G.Mangiaracina E' più che ovvio che la nostra organizzazione non riceve fondi dall'industria del tabacco, e che questa è una vecchia tecnica degli antifumo per cercare di screditare chi espone le truffe statistiche e la loro vuota propaganda. Il nostro gruppo sta ora esplorando opzioni legali -- qualora non ricevessimo smentita ufficiale dal dott. Mangiaracina. ----- L'On. Martino, notoriamente tabagista, tenta di darsi un aplomb molto americano, ma in questo si dimostra molto poco anglosassone. E' vero che la lobby del tabacco è trasversale da un punto di vista politico, ma le amministrazioni di destra sono storicamente più legate al tabacco. E' cio' che accade in particolare negli USA, dove le lobby di armi, petrolio e tabacco hanno supportato il candidato George Bush. Tutto lascia in qualche modo sospettare che Martino non sia del tutto insensibile agli interessi delle case del tabacco. Si tenga presente che nella sporca storia del tabacco le case produttrici fino agli anni 70 negavano i danni alla salute; fino agli anni 90 negavano la dipendenza da nicotina (vedi film INSIDER); attualmente (ultima spiaggia) negano i danni da fumo passivo, anche perchè sotto questo aspetto non hanno possibilità di difendersi dai risarcimenti per danni alla salute dei fumatori passivi. Prof. Domenico Enea - responsabile clinico centro "Policlinico senza Fumo" e progetto "Gravidanza senza Fumo", Roma. (enea@tuttliberi.it) ------ ...E non finisce qui. Fioccano le proteste e noi siamo qui a raccoglierle e a mediare. Siamo pure in attesa di un incontro con il sottosegretario Guidi. Scriveteci.
Ecco che vi
scriviamo, cari Gea/Mangiaracina. Il ministro Martino è assolutamente
corretto quando afferma “L'idea che il fumo passivo sia dannoso alla
salute non è confermata da nessuna ricerca scientifica.” Nessuna
ricerca scientifica, infatti, ha mai confermato tale dannosità – a meno
che non si voglia credere che un ridicolo incremento di rischio statistico
del 30% costituisca un pericolo per la salute, nel qual caso praticamente
ogni azione umana deve essere regolata o proibita (e, infatti, ciò sembra
essere il fine ultimo del salutismo). Aderire alle associazioni di
fumatori non è né illegale, né immorale; ed è significativo che l’innuendo
immorale non si applichi all’adesione ed al ricevimento di fondi
dall’industria farmaceutica da parte dei racket antifumo. Interessante
anche l’esempio morale concernente l’eroe del film INSIDER. Wingand,
la persona reale di cui parla il film è, in realtà, un ricattatore
professionista ed un violento con una lunga fedina penale, licenziato da
molti posti di lavoro (che non c’entravano nulla col tabacco), nonché
ripetutamente denunciato dalla moglie e altre donne per violenze ed
assalti; (clicca
qui per leggere dettagliata documentazione sull'eroe di INSIDER
L' "insana proposta di legge" della Senatrice Mazzucca, poi (che noi crediamo, in considerazione della truffa del fumo passivo, che sia già troppo restrittiva) è chiamata tale perché rispetta veramente il diritto dei fumatori permettendo loro di avere sezioni assegnate sui mezzi e proprietà dello stato, a cui i fumatori contribuiscono assai più dei non fumatori. Se questo non è un sputo in faccia al concetto democratico, vorremmo sapere che altro si può fare per offendere democrazia e libertà. Da ultimo, il Prof. Enea scrive che “Tutto lascia in qualche modo sospettare che Martino non sia del tutto insensibile agli interessi delle case del tabacco.” A giudicare dalla nostra esperienza di anni di lotta alle truffe salutiste, a noi tutto lascia sospettare che Enea e i suoi simili non siano del tutto insensibili agli interessi delle case farmaceutiche. Per favore, professore, ci dica che non è vero – e che lei di contatti con le case farmaceutiche non ne ha mai avuti. Restiamo in ansiosa attesa…
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