FUMO: COME TI CONDISCO I FATTI

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24 Aprile 2001 - Il 2 Ottobre 2000 la Corte d'Appello ha sospeso una sentenza concernente una causa civile su fumo e cancro polmonare. Quanto sotto è stato riportato da un media (nome trattenuto) la cui presentazione già denota la tipica tendenza antifumo, completa di principio di base: se non si può parlar male del fumo, non se ne parli affatto, permettendo così alla più colossale frode del XX secolo di avere successo a spese di libertà, scelta personale,  e giurisprudenza.

Pubblichiamo sulla sinistra la presentazione (e l'ordinanza della Corte), e sulla destra i nostri commenti (sulle aree d'interesse, marcate in rosso) allo dimostrare la sistematica distorsione della realtà e della percezione dei fatti quando si parla di fumo (e, in generale, di salute).

Buona lettura.

La presentazione, e l'ordinanza della Corte

I commenti di FORCES

Disposta una consulenza tecnica d'ufficio per accertare le responsabilità
Morte per fumo, si indaga sui tabacchi di Stato
(Ord. Corte d Appello di Roma, causa 2013 /98)

Il raggiro informatico si vede subito dal titolo: "Morte per fumo", che già da per scontato al lettore che il fumo sia stato la causa della morte - che invece è ciò che il resto del documento si prefigge di stabilire.

La Corte d'Appello di Roma ha disposto una consulenza tecnica d'ufficio per accertare se la morte di un insegnante di 64 anni , deceduto nel 1991 per adenocarcinoma polmonare, sia stata causata dalle sigarette che fumava. La vedova e il figlio di quest'ultimo, nella causa promossa contro i Monopoli di Stato, accusano l azienda di Stato di avere provocato la morte del loro congiunto omettendo di dare informazioni sulla pericolosità del fumo di sigarette. In particolare, contestano ai Monopoli di avere avvertito i consumatori dei rischi solo dal 1990, quando ciò fu imposto dalla legge. Di qui la sospensione del giudizio e la nomina di 3 esperti: un professore di medicina legale, uno di oncologia e uno di pneumologia. Ai sanitari è stato affidato il compito di elaborare una perizia, dalla quale si possa ricavare se la responsabilità della morte dell insegnante sia imputabile o meno al fumo, al fine di valutare la sussistenza della responsabilità da parte dei Monopoli di Stato. La causa in corso è la prima del genere in Italia, mentre negli Stati Uniti sono ormai numerosissime le condanne nei confronti dei produttori di sigarette, per importi che raggiungono milioni di dollari. (4 ottobre 2000)

Informazione blatantemente falsa, e radicalmente incompleta. "Numerosissime", negli Stati Uniti, sono le cause legali, ma non le condanne. Infatti, praticamente tutte le cosiddette "condanne" sono poi respinte dalle corti appello, che decidono in favore dei dai produttori di sigarette, in quanto non è possibile stabilire una causa-effetto tra fumo e cancro. Ma i media hanno sempre omesso di riportare le vittorie dei "cattivi", perchè ciò metterebbe in dubbio la campagna di disinformazione dei salutisti e dello Stato. Cliccare qui per ulteriori dettagli. Il tono della prefazione all'ordinanza della Corte d'Appello di Roma suggerisce che, sebbene forse necessario, l'esercizio della Corte è "inutile" o "arretrato", perché è già stato "stabilito" che il cancro polmonare sia legato al fumo. Siccome l'intenzione è quella di convincere tutti a non fumare, non si esita a disinformare deliberatamente il pubblico a tal fine - anzi, tale disinformazione è considerata doverosa da coloro che, per disonestà o paternalismo, hanno scelto la truffa informatica a sostegno di un punto morale e non scientifico.

 

Ordinanza della Corte d'Appello di Roma nella causa civile in grado di appello iscritta al n..2013/98 del Ruolo Generale

La Corte di appello di roma Sezione prima civile

riunita in a Camera di Consiglio, ha emesso la seguente

ORDINANZA

Nella causa civile in grado di appello iscritta al n..2013/98 del Ruolo Generale contenzioso dell anno 1998, posta in decisione all udienza collegiale delle vertente

TRA

G.S.P. ENTE PUBBLICO AMM.NE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO
IN FATTO E DIRITTO

E

S.

 

I Sigg. S. hanno promosso nei confronti dell'Ente Monopoli di Stato ora Ente Tabacchi Italiani una azione di responsabilità da fatto illecito, ai sensi dell art. 2043 C.C. assumendo che l'Ente convenuto sarebbe responsabile della morte del loro congiunto, S.M., avvenuta per adenocarcinoma polmonare a causa del fumo di tabacco , per non avere adempiuto all'obbligo che gli incombeva quale produttore, di una tempestiva e corretta informazione sugli effetti nocivi del fumo sulla salute.

L'implicazione che un produttore sia responsabile anche dei pericoli che il suo prodotto possa provocare, quando a lui ignoti o non provati, dovrebbe far riflettere profondamente tutti coloro che producono beni. E' infatti sufficiente che l'establishment salutista inferisca la possibilità di un pericolo per la salute del consumatore per creare un precedente che potrebbe in seguito perseguitare o distruggere il produttore. Il Monopolio di Stato non ha stampato disinformazione sui pacchetti di sigarette fino al 1990 perché:

  • L'isterismo salutista e la propaganda pseudo-scientifica non era ancora esplosa in Italia prima del 1990.

  • Con l'eccezione degli USA, la maggioranza degli altri Paesi non stampava disinformazione sui pacchetti prima del 1990.

  • Allora come oggi, i cosiddetti "danni del fumo" non sono provabili.

Da quanto sopra si può facilmente estrapolare che è sufficiente che il cartello salutista prenda di mira un'industria per iniziarne la distruzione - senza ufficiale o significativa opposizione perchè si parla di "salute" - poiché il fanatismo sulla salute stessa ha superato di gran lunga quello sulla religione. Il potere dei salutisti è dunque praticamente assoluto.

Occorre, quindi, che siano accertati tutti gli elementi che concorrono a configurare il fatto illecito dedotto, prima fra tutti, il nesso causale tra neoplasia e fumo.

Se si agisce nell'ambito dell'onestà, buona fortuna!

Dalla documentazione sanitaria prodotta si ricava con certezza che lo S. morì per "adenocarcinoma polmonare". Nulla , invece, è dato desumere da tale documentazione circa le cause del tumore.

Perciò, prima di passare all esame delle questione relative agli altri elementi del fatto illecito, e, segnatamente, alla colpa, occorre verificare se esista il dedotto nesso eziologico.

 

E' ormai fatto notorio che il fumo provoca il cancro e che statisticamente il cancro polmonare per i fumatori costituisce una delle principali cause di morte.

Quando di parla di "consenso scientifico sui pericoli del fumo" (spesso ottenuto silenziando l'opposizione - vedi oltre), ci si dimentica che la scienza non è una democrazia, né dovrebbe essere un veicolo propagandistico. Finché un fenomeno non è provato, non lo si può spendere come vero, non importa quanti "pensino" che sia probabile. E' comunque anche un fatto notorio (ma convenientemente ignorato nel caso del fumo) che il cancro sia una della principali cause di morte dei non fumatori, che sono la maggioranza e, con la stessa logica sballata, si potrebbe inferire che l'astensione dal fumo causa la maggioranza dei cancri (!), sebbene ciò non metterebbe denaro nelle tasche degli interessati. La frase "il fumo provoca il cancro" può essere naturale sulla bocca dei venduti alle case farmaceutiche, degli attivisti salutisti e dei disinformati, ma non in documentazione legale che comporta severe conseguenze per coloro cui essa riguarda.

Ma è altrettanto notorio che questo tipo di neoplasia trova la sua causa anche in fattori organici, genetici, ereditari e in fattori connessi all ambiente e al regime di vita, quali l'inquinamento, lo stress, ecc.

L'unica cosa notoria sul cancro è che si brancola ancora nel buio, e che la disonestà della classe medica in generale è tale da non ammetterlo, e attribuisce quindi alle più disparate e ridicole sostanze la "causa" del cancro.

Occorre, quindi, analizzando i vari possibili fattori causali, individuare in concreto quale sia stata la specifica causa della formazione tumorale nello S. e, in particolare, tenuto conto che questi era un fumatore abituale medio di vecchia data, se il cancro fosse dipeso dal fumo o da altri dei menzionati fattori patogeni, e, nella prima ipotesi, se il fumo sia stato causa esclusiva o concorrente con una delle altre.

Di nuovo, buona fortuna! Esistono almeno 40 "sospetti" fattori concomitanti solo per il cancro polmonare. La percentualità ed interattività (nonché la presenza in ogni singolo individuo) dei fattori è assolutamente impossibile da stabilire per ragioni che sono istintivamente intuibili. Questa è la ragione di base della continua vittoria dei produttori di sigarette contro gli squali salutisti e lo stato che li sostiene - a meno che non si parli di blatante corruzione e di estorsione da parte del sistema giuridico. Cliccare qui per un esempio di entrambe.

Una tale indagine, ovviamente, per l'elevata specializzazione che richiede, non potrà essere effettuata se non a mezzo di consulenza tecnica medico-legale, da affidarsi a più esperti. L'accertamento dovrà essere condotto sulla base di dati specifici e concreti da ricavare dalla cartella clinica e dall'ulteriore documentazione sanitaria prodotta, nonché da quella che fosse possibile acquisire presso le parti o presso strutture pubbliche o private alla stregua dello stato attuale della patologia medica, della medicina legale, della scienza medica in genere e delle statistiche, secondo le più aggiornate e qualificate pubblicazioni scientifiche.

Le statistiche e gli "studi" antifumo sono quasi sempre finanziati, direttamente o indirettamente, dalle case farmaceutiche, che hanno anche il quasi totale monopolio del controllo sulle pubblicazioni mediche. Inoltre, pochissimi sono al corrente che, a partire da circa il 1998, tutte le pubblicazioni mediche rifiutano di esibire ricerca e/o documentazione scientifica che scagioni il tabacco come causa di malattia. Ciò è, in se stesso, prova di pericolosa ed estrema prostituzione ad un'agenda politica e di marketing, che dovrebbe essere ragione necessaria e sufficiente per investigare civilmente e penalmente i salutisti, gli editori e le case farmaceutiche, ed invalidare ogni procedimento legale o politico finché l'informazione scientifica sul tabacco venga pubblicata nella sua totalità.

Il fumo per potersi considerare causa della neoplasia, dovrà essere causa sufficiente ed adeguata dell'evento, nel senso che questo possa inquadrarsi tra le conseguenze normali ed ordinarie del fumo e si ponga, quindi, nell ambito delle normali linee di sviluppo della serie causale, secondo un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica, pur in difetto di certezza assoluta ( cfr Cass.11 settembre 1998, n. 9037, Cass.20 febbraio 1998, n.1857, Cass. 30 agosto 1997, n. 8259 e Cass. 27 maggio 1995, n. 5924). La nomina degli esperti è fatta in ragione della specifica ed elevata competenza professionale di ciascuno nelle materie della medicina legale, della oncologia e della pneumologia
P.Q.M.

La Corte, sospesa la pronunzia di merito, dispone C.T.U. per accertare il rapporto di causalità tra neoplasia polmonare e fumo secondo i criteri sopra enunciati

Nomina C.T.U.

1)il Prof. R.M.C. con studio in Roma

2)il Prof. M.M.- primario reparto chirurgia Toracica- Azienda ospedaliera S. Camillo-Forlanini-Roma

3)il Prof.E.C. Roma

Rimette la causa al Consigliere istruttore, dr. Oreste Bonavitacola, innanzi al quale i C.T.U. compariranno per l assunzione dell incarico all udienza del 4 dicembre 2000, h,9,30.

Roma 18 Luglio 2000

Depositata in cancelleria il 2 ottobre 2000

IL PRESIDENTE

E' interessante notare come il documento non menzioni condizioni concernenti l'affiliazione delle persone scelte per questa importante investigazione scientifica. Per esempio, sono essi forti esponenti dell'antifumo, implicando così un'ovvia tendenza alla parzialità? Sono significativamente coinvolti con l'industria farmaceutica? Lavorano per università od ospedali che abbiano una dipendenza da contributi dei produttori farmaceutici?

E' chiaro che coloro che hanno forti legami con l'industria farmaceutica non possono permettersi di andare contro l'agenda politico-commerciale stabilita dai loro benefattori; l'interpretazione dei dati - che non possono che essere inconclusivi - sarebbe quindi in una chiave che "dimostra" la causalità del fumo nella patologia esaminata, in questo caso, il cancro polmonare. Questa basilare considerazione, sfruttata moltissimo dagli antifumo per screditare scienziati dissidenti che hanno avuto anche il minimo contatto con l'industria dei tabacchi, è assolutamente ignorata quando si la deve applicare a quegli scienziati antifumo che hanno spesso continui contatti e transazioni economiche con l'industria farmaceutica, che per ragioni più che ovvie ha un'enorme influenza sulla politica sanitaria.

Ma ciò non sembra essere una preoccupazione per la Corte d'Appello di Roma. Premettendo che non siamo a conoscenza dei nomi degli individui selezionati, c'è solo da sperare di essere fortunati abbastanza da capitare con gente che abbia una posizione neutra e realista sul fumo, e che non sia venduta o vendibile all'asta antifumo della scienza rottame.

Si noti anche l'esiguo numero di ricercatori coinvolti: tre, per stabilire ciò che migliaia di ricercatori, dopo aver speso centinaia di migliaia di miliardi in 50 anni hanno fallito di stabilire (nonostante l'ostinazione di tentativi che hanno spesso i toni della più frustrata disperazione): che il fumo provochi il cancro. Tale accanimento non si è visto neanche nelle più atroci guerre religiose; ma gli interessi economici che gravitano attorno al salutismo ed alla relazione fumo-salute eccedono ormai i budget dei più grandi conflitti armati.

Il pubblico in generale non ha vera dimensione della potenza dell'industria farmaceutica, e della sua infiltrazione nelle strutture sanitarie e dello stato. Cliccare qui per solide informazioni concernenti gli Stati Uniti. Nuove "malattie" sono scoperte ogni volta che viene prodotto un farmaco per curarle, ovvero: il farmaco viene prima, e la malattia dopo.

E' il caso dell'Attention Deficit Disorder nei bambini, per esempio, dove questa nuova malattia permette l'emissione di cinque milioni di ricette mediche per potenti dosi di metamfetamine (Ritalin) a bambini dai 4 ai 13 anni solo negli USA.

E' il caso della pillola antifumo (Zyban) per curarsi dal "tabagismo", una malattia che non esiste se non tra gli incompetenti, o tra coloro che sono venduti all'industria farmaceutica. I prodotti di cessazione da fumo rappresentano per l'industria un mercato da migliaia di miliardi di lire l'anno solo negli USA - ed un mercato che potrebbe facilmente quadruplicarsi in Europa, visto l'elevato numero di fumatori.

Il fatto che lo Zyban continui ad uccidere persone e che, in Italia, la stampa non ne parli, ed il ministero della sanità non agisca affatto, dovrebbe essere molto significativo. Bisogna far credere alla gente che il fumo (passivo o meno) uccide, cosicché gli interessi delle multinazionali farmaceutiche siano serviti, ed espansi a spese degli innocenti.