Commento all’articolo: “Attack On Pharmaceutical Nicotine” da Yahoo News. 17 Gennaio 2003 - La guerra al fumo significa una montagna di profitti per le multinazionali farmaceutiche, con la vendita di prodotti di cessazione e antidepressivi ai fumatori che sono costretti a smettere tramite le minacce o addirittura l’uso della forza. I divieti di fumo in pubblico sono promossi da gruppi che ottengono cospicui finanziamenti da Big Farma, e riconoscimento ufficiale dai ministeri della salute; ogni divieto espande la base commerciale per i prodotti di cessazione, tra i quali cerotti e gomme da masticare alla nicotina. Negli ultimi anni, tale sostanza si è trasformata in un medicina miracolosa. La nicotina dispensata dai farmaceutici è “bene”, e ci libera dall’assuefazione. Quella dispensata dai tabacchini è “male”, e ce la fa venire, dicono gli antifumo (che non sono mai anti-nicotina). Tutto ciò ha senso commerciale – e finora nulla di nuovo. Un raro punto su cui antifumo e pro-fumo sono d’accordo è che la nicotina non è il componente che causerebbe il cancro. Ma ora che il mercato è stato consolidato dai divieti e dalla disinformazione, le cose stanno cambiando. Nuove scoperte scientifiche serie? L’eziopatologia del cancro è forse diventata nota? No-no, nulla di tutto ciò. Si tratta, invece, di una guerra a colpi di scienza rottame e comunicati stampa tra i colossi farmaceutici. Esistono case che stanno sviluppando “vaccini” (come se si trattasse di una malattia!) antinicotina; altre producono “terapie” sostitutive; altre ancora vendono antidepressivi come prodotti di cessazione (esempio: la pillola antifumo). Come si è ampiamente dimostrato, i guadagni da fare con i “pericoli” del fumo sono da capogiro, e i colossi si preparano per il dominio del mercato con una lotta senza esclusione di colpi. Ecco dunque la comparsa di un nuovo “studio” che collega la nicotina al cancro. Presto i molteplici “forse”, “potrebbe” e “suggerisce” dello studio potrebbero diventare realtà scientifiche “inconfutabili” (proprio come quella del fumo passivo) grazie alla magia della propaganda e del marketing. Questo “studio” intende, chiaramente, preparare la scena per l’arrivo dei “vaccini” antinicotina, ultima variazione sul tema delle cure per le malattie inventate. Ma che dire delle case che vendono nicotina? Piano ragazzi, prima la dichiarazione di rito da parte di Phillip Dennis del National Cancer Institute: “Se potessi scegliere tra che tutti smettano di fumare e che usino i cerotti transdermici, preferirei chiaramente che tutti smettessero ed usassero tali cerotti”. Amen. Ma, dopo aver baciato la bibbia del dio antifumo, ecco che arriva il colpo: ''Ma la sicurezza dell’uso prolungato delle [terapie] sostitutive a base di nicotina è sconosciuto”. Oops! Phillip ci ha detto una cosa importantissima senza volerlo: che chi usa “terapie” alla nicotina continua ad usarle, e non è solo un uso transitorio per smettere, come invece vogliono farci credere. Big Farma conta proprio su questo quando attiva media e burattini medici per convincere i fumatori che sono drogati. Ma il termine “sconosciuto”, accoppiato alla parola “cancro” apre senz’altro la porta emozionale a nuovi prodotti -- certo non benvenuti dai colossi concorrenti. Entro 48 ore, infatti, ecco che la GlaxoSmithKline, produttrice di “terapie” sostitutive a base di nicotina, reagisce violentemente e denuncia lo studio. “Nonostante lo studio pubblicato dal Journal of Clinical Investigation, non c’è evidenza clinica che dimostri che la nicotina dei cerotti transdermici causi il cancro. Infatti, esiste enorme evidenza che prodotti di cessazione come i cerotti alla nicotina NicoDerm® CQ®, la gomma Nicorette® , e le caramelle Commit(TM) sono sicure ed efficaci per aiutare i fumatori a smettere quando usate come prescritto. Inoltre, i rischi associati con le terapie sostitutive sono minimi se confrontati con i rischi mortali del fumo. Infatti, anche l’investigatore capo ha messo in evidenza che le terapie di cessazione sono preferibili a continuare a fumare.” Ci si potrebbe aspettare che Phillip, l’investigatore capo, possa permettersi di non essere d’accordo? Potrebbe forse Phillip dirci che la nicotina dei cerotti è identica a quella delle sigarette? Ma gli insulti all’intelligenza continuano con appropriate demonizzazioni del tabacco e riferimenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità (finanziata per oltre il 70% da Big Farma), al dott. Michael Fiore, che riceve Big Millions da Big Farma, ed altri ricercatori e ricerche – nessuna delle quali è esente dallo “zampino” dei nostri amici farmaceutici. Nella casa di Big Farma si fa tutto in famiglia. Quello che conta, però, è quanto non viene esplicitamente detto: si parla di 12 settimane per smettere di fumare (e del raddoppio delle possibilità di raggiungere tale radioso traguardo), ma non si dice che la “terapia” fallisce all’85% dei casi; che, dove non fallisce, il fumatore resta agganciato alla nicotina transdermica, pompata a tasso costante nel suo corpo, invece che secondo la sua scelta come quando fuma; naturalmente, non si menziona il costo di tali “terapie” inefficaci. Né, peraltro, si menziona la fandonia dell’assuefazione: se la nicotina è così pericolosa, infatti, non si può spiegare l’affermazione di Big Farma che in 12 settimane si smette di assumere nicotina “terapeutica”; d’altro canto, se essa non dà assuefazione (ma solo una scelta perché piace alla gente), si smentirebbe la propaganda degli attivisti e dei cialtroni medici che Big Farma paga così tanto per convincere i fumatori che sono tutti dei drogati. Bel casino. Naturalmente, che Dio vieti che di ricordare che la pillola antifumo causa morti e malattie (documentati, pubblici, il cui rapporto di causa-effetto è al di là di ogni ragionevole dubbio). Cosa resta? Ah, ma ecco che casca l’asino… forse… chissà che il VACCINO antinicotina (che dovrebbe funzionare inibendo i ricettori cerebrali dal ricevere il “piacere” della nicotina) non sia il prossimo truffone del futuro? Ma accidenti, bisogna stare attenti a nascondere bene che i numerosissimi fumatori cui si somministrarono per anni sigarette SENZA alcuna nicotina fumavano lo stesso, e talvolta ancora di più… A quanto pare, quel che manca è proprio un vaccino contro la scelta personale, l’intelligenza, e i gusti individuali… anche se il migliore in assoluto sarebbe uno contro la corruzione. FORCES Italiana |