Articolo di Sidney Houston (Hugh) High L
Fin dalla sua concezione, lUnione ebbe soltanto quei poteri che gli stati membri
delegarono alla Commissione ed al Parlamento europei. Naturalmente, e come giustamente
notato dalla Corte, lesercizio di certi poteri delegati avrà necessariamente
ripercussioni in aree ed attività che gli stati membri non hanno espressamente permesso
allUnione - ciò è inevitabile in un mondo complesso come il nostro. Invero, leggi
nazionali concernenti listruzione e letà di completamento degli studi avranno
necessariamente qualche effetto sui livelli dimpiego la causa e
leffetto non possono essere totalmente e nettamente separati. Però la Corte ha
notato che, al fine di essere costituzionali (per esempio, per rispettare i trattati che
hanno creato lUnione), le leggi e i regolamenti emessi dal potere centrale europeo
devono avere solo effetti ancillari alle leggi emesse dal centro.
Con la sentenza della settimana scorsa, la Corte ha giustamente mantenuto il concetto
secondo il quale la direttiva che bandisce la pubblicità al tabacco era un tentativo di
regolare la sanità pubblica o comunque avere un effetto su di essa e ciò, secondo i
trattati che hanno creato lUnione, è materia espressamente di competenza degli
stati membri e non del potere centrale. Non sorprendentemente, i sostenitori del divieto
hanno tentato di far passare la direttiva come promotrice di scambi e commercio entro
lUnione, ma la Corte si è accorta di queste artificiosità e cavillosità legali.
Ciò facendo, la Corte ha servito limportantissimo principio di sussidiarietà (*),
che definisce dalle fondamenta lesistenza dellUnione.
Mentre i sostenitori del divieto condanneranno certamente la decisione, le implicazioni
della stessa sono eccezionalmente importanti, e la Corte merita credito per il
riconoscimento di tali implicazioni. La decisione e laccettazione della Corte che i
poteri dellUnione siano limitati a quelli che sono stati delegati dai vari trattati,
ha prevenuto lEU dal cadere nella stessa trappola legale in cui sono caduti gli Stai
Uniti. Specificamente, ciò che la Corte ha stabilito fungerà da freno alla continua e
illimitata espansione del potere centrale sotto la guisa di promozione di scambi e
commercio. Negli Stati Uniti, per contro, certe direttive legali degli anni Trenta
concernenti il potere del governo centrale sotto la Clausola Commerciale della
Costituzione (Il Congresso avrà il potere di regolare il commercio tra gli
stati) ha permesso una cronica e presumibilmente illimitata espansione del potere
del centro politico mentre, necessariamente, veniva limitato il potere dei vari stati.
Invero, si potrebbe ragionevolmente sostenere che questa continua espansione del potere
centrale sotto la Clausola Commerciale ha trasformato gli Stati Uniti da stato federale,
dove il potere è condiviso dal centro e dagli stati, a stato unitario, dove i vari stati
sono poco più che appendici amministrative del centro. Nel sostenere il principio di
sussidiarietà (*) cioè nel riconoscere che il centro gode solo dei
poteri concessigli dai trattati la Corte ha debellato un attentato alla vita della
democrazia. Questa è una decisione cui sia gli eurofili sia gli euroscettici possono
applaudire, perché ha limitato il potere del centro rispetto agli stati membri e,
dimostrando il suo rispetto per il Rule of Law e la sua intenzione di non permettere al
parlamento europeo di andare fuori controllo, ha incrementato quindi il suo prestigio.
Questa decisione è un chiaro messaggio per coloro che arriverebbero a circonvenire la
legge per assecondare le loro percezioni di opinione popolare: la Corte di Giustizia
europea non lo permetterà.
Nonostante liniziale successo della tattica della promozione di scambi,
nel Maggio del 1998 il Comitato degli Affari Legali ammonì che la direttiva proposta
andava al di là ai poteri dellEU. Questammonimento
non fu ascoltato dal parlamento europeo, che approvò la direttiva nellestate del
1998. La direttiva fu promulgata qualche mese dopo.
Il divieto richiedeva che tutti gli stati membri proibissero la pubblicità al tabacco, la
sponsorizzazione da parte dei produttori, e così via. Non sorprendentemente, la legalità
della direttiva fu messa in discussione da una denuncia presentata dal governo tedesco e
da vari produttori di tabacco, che fecero causa anche in conseguenza di un precedente
contenzioso legale avvenuto in Inghilterra. Estendendo le sue mansioni, il Procuratore
Generale dellEU rese pubblica lopinione in cui, come nel caso del Comitato
degli Affari Legali nel 1998, si affermava che la direttiva eccedesse i poteri
dellEU, e che quindi doveva essere annullata.
La scorsa settimana, con leliminazione di questo mal concepito divieto e della sua
tortuosa storia, la Corte ha dato il chiaro messaggio che essa, nella sua funzione, non
sarà influenzata né da parole ed argomenti di bassa lega, né da decisioni e direttive
provenienti da Bruxelles, ma considererà solo la sostanza delle stesse. E la sostanza
della direttiva era di regolare la sanità pubblica una competenza riservata agli
stati membri, come i sostenitori del divieto ben sapevano, e cui era stato ripetutamente
detto. Oltre a decidere che il divieto di pubblicità al tabacco era un tentativo illegale
di regolare qualcosa che è meglio lasciare agli stati membri, la Corte notò che,
ironicamente, ciò sarebbe stato anti-competitivo.
Lidea che il divieto di pubblicità in qualche modo promuovesse - invece di
deprimere - il commercio e gli scambi tra gli stati è, infatti, insolitamente curiosa. Lo
scopo della pubblicità è di convincere la gente a comprare un prodotto. Mentre
praticamente non cè evidenza che la pubblicità al tabacco serva ad incrementare il
consumo dello stesso, esiste invece evidenza che la pubblicità induca la gente a cambiare
la marca del tabacco che fuma. Ciò rende la pubblicità un veicolo cruciale nella
concorrenza tra i produttori. Una decisione che vieti la pubblicità al tabacco
tenderebbe, come ha notato la Corte, a bloccare i prodotti e a deprimere, anziché
incrementare, la concorrenza e gli scambi tra gli stati membri. Sarebbe stato logico
pensare che ciò fosse ovvio.
La decisione di giovedì scorso, sostenendo il principio di sussidiarietà (*)
e riconoscendo che lo scopo dellUnione è la promozione del commercio e degli
scambi, serve quindi ad incrementare la prosperità dellUnione e - ancora più
importante - è una chiara indicazione che la Corte di Giustizia Europea tiene in alta
considerazione la legalità. _____________________ (*)
Principio di sussidiarietà: specializzata terminologia giuridica anglosassone,
indicante che le decisioni legislative devono partire dalla più bassa forma di governo
disponibile, e solo quando tali decisioni non possono essere prese a quel livello, un
livello di governo più alto può essere impiegato. Sidney Houston (Hugh) High è un avvocato internazionalista e un economista. Egli è docente al Dipartimento di Economia delluniversità di Città del Capo in Sud Africa. Il suo libro: La pubblicità incrementa il fumo? (Does Advertising Increase Smoking?) è pubblicato dallInstitute of Economic Affairs di Londra. Hugh High, membro contribuente di FORCES, è autore di numerose pubblicazioni di carattere legale ed economico. |