|
Articolo di Sidney Houston (Hugh) High
Traduzione dallinglese di Gian Luigi Turci
Una delle
critiche più frequenti fatte ai funzionari Europei è che essi non siano ritenuti
sufficientemente responsabili delle loro azioni, e conseguentemente non siano
appropriatamente 'punibili' per i loro errori e le loro follie, come invece succede sia
nel settore privato, sia all'interno di svariati governi dell'Unione. Però, quando gli
errori sono imputabili al comportamento dei funzionari stessi, essi meritano sicuramente
ed immediatamente una punizione, cioè la degradazione o la soppressione della loro
carica. Invece, essi sono spesso applauditi per i loro errori.
L'esempio più recente è il supporto dei media alla comunicazione dell'Unione
Europea di giovedì scorso, relativa alle multinazionali del tabacco, che sono state
chiamate in giudizio per presunta complicità nelle mancate entrate fiscali derivanti dal
contrabbando di sigarette nell'Unione. Salvo che lo scopo dell'Unione sia di sovvenzionare
avvocati, forse perché ritenuti ingiustamente poveri, o forse perché particolarmente
meritevoli, sarebbe bene che ministri, commissari, burocrati e funzionari facessero,
innanzi tutto, tre cose:
Leggere l'imminente lavoro che sarà pubblicato
dal centro di ricerca "The Social Market Foundation" del Regno Unito, dal titolo
Europe's Underground Economy (L'economia nera in Europa), e in particolare il
capitolo a proposito del contrabbando;
Leggere la decisione americana sul caso presentato
dal governo canadese concernente il contrabbando del tabacco in Canada;
Infine, riflettere sui loro stessi decreti, che
hanno causato il contrabbando.
Come Europe's Underground Economy chiaramente mette in rilievo, sono due i
basilari tipi di prodotti che vengono contrabbandati in una nazione.
a) "Contrabbando" di merci la cui vendita è vietata
dai governi per motivi politici. Generalmente, rientrano sotto questa voce le
droghe pesanti, le specie animali a rischio d'estinzione, e simili categorie. A ciò
bisogna aggiungere quelle merci che le nazioni, per ragioni locali, hanno deciso che i
loro cittadini non possano acquistare. Il grande "esperimento" americano con il
whisky e il conseguente Proibizionismo è, naturalmente, uno degli esempi più vistosi di
tali prescrizioni a carattere "locale". L'importazione di tali prodotti è
dunque assolutamente proibita in una nazione-stato in ogni circostanza.
b) Le seconda categoria di merci contrabbandate è quella
concernente l'importazione di beni in conseguenza di una grande differenza di prezzo
dei beni stessi tra il Paese d'origine e quello in cui i beni vengono illegalmente
importati. Queste differenze di prezzo sono generalmente causate da protezionismo,
implementato con tariffe doganali o tramite tasse, che sono assai più elevate nel Paese
in cui i beni sono clandestinamente importati.
La maggior parte degli importatori paga le tariffe e le tasse perché la spesa
della conformità legale è inferiore al previsto costo dell'evasione. Ad esempio, i costi
dell'evasione fiscale potrebbero comportare il costo dell'occultamento delle merci in
carcasse di animali o in scatole di fazzolettini di carta e, naturalmente, il costo della
corruzione di funzionari doganali e di finanzieri nel Paese in cui i beni sono
contrabbandati.
In ogni caso, fino a che la sommatoria dei costi del contrabbando, inclusa
corruzione, elusione e così via, é inferiore ai guadagni risultanti dalla pratica del
contrabbando, esso continuerà ad esistere. Invero, il contrabbando ha una lunga e spesso
affascinante storia. Ma le ragioni del contrabbando, sia attraverso i Cinque Porti della
Bretagna nel XVII e XVIII secolo, sia nell'UE del XXI secolo sono delle costanti: la
nazione nella quale le merci vengono contrabbandate impone tasse talmente alte da rendere
il contrabbando un'attività redditizia.
Luc Venon, portavoce della Commissione Europea, fa notare che le tasse perse su
ogni autocarro carico di sigarette sono approssimativamente un milione di dollari [oltre
due miliardi di lire], e l'UE mantiene che migliaia di autocarri siano entrati nei Paesi
membri senza pagare le imposte. Per metterla dunque nei timidi ed amabili termini usati
dal sig. Venon: "Vogliamo la grana - e vogliamo miliardi di dollari."
Questa bramosia ignora la realtà. Se le tasse sul tabacco nei Paesi dell'Unione
Europea non fossero così alte in primo luogo, i contrabbandieri non troverebbero la loro
attività così redditizia.
Non c'è bisogno di essere degli esperti economisti per capire che, se un governo
crea incentivi all'evasione per via della sua politica fiscale, la gente evaderà. Questo,
dopotutto, è il motivo per il quale gli imprenditori (multinazionali del tabacco incluse)
generalmente praticano l'arbitraggismo, vale a dire che trattano in due
differenti mercati per profittare sulle differenze di prezzo, e strutturano i loro
investimenti in modo da essere soggetti a regimi di bassa tassazione. È quindi così
sbagliato, per una multinazionale del tabacco, vendere più prodotto in un Paese dove le
tasse sono basse, pur sapendo che una parte dei suoi prodotti sarà contrabbandata in un
Paese ad alto regime fiscale? Sospetto che la maggior parte dei lettori converrebbe che
ciò sarebbe sbagliato se - e solo se - le multinazionali sapessero che vendono
[direttamente] a contrabbandieri.
Il modo per frenare il contrabbando è semplice: abbattere le tasse ed
eliminare così la spinta al traffico illecito. Ma è improbabile che l'Unione
Europea lo faccia, poiché teme di perdere le decine di miliardi di dollari che riscuote
dalle tasse sul tabacco (circa il 4% del totale delle entrate). Ma questo flusso d'entrate
è comunque in pericolo perché una volta che i cerchi del contrabbando sono consolidati,
essi diventano più efficienti, e sono quindi in grado di abbassare i loro costi,
accaparrandosi dunque ulteriori fette di mercato a spese del mercato legale. Forse i
funzionari potrebbero eliminare il sussidio annuale di un miliardo di dollari ai
coltivatori di tabacco per ridurre la loro dipendenza dalle entrate delle tasse sul
tabacco!
È stato suggerito che una politica d'armonizzazione delle imposte tra i Paesi
membri dell'UE potrebbe anche eliminare il contrabbando. Però il costo di tale
armonizzazione potrebbe essere più grande del prospettato guadagno poiché ridurrebbe una
delle sole forme di concorrenza tra i governi degli stati dell'Unione e ciò,
naturalmente, produrrebbe solo un incremento del contrabbando da Paesi non membri dell'UE
negli stati membri, attraverso i suoi confini più porosi.
Questo condurrebbe ad una "Fortezza Europea" che dovrebbe continuamente
difendere i suoi confini dalle più indurite, violente, e feroci cosche contrabbandiere
internazionali. Inoltre, l'armonizzazione delle tasse porterebbe ad una contraffazione dei
prodotti, e non di rado le contraffazioni sono di qualità di gran lunga inferiore
all'originale. Nel caso delle sigarette, ciò significherebbe tassi più alti di catrame e
di surrogati di nicotina - un cosa che l'UE asserisce di non voler promuovere. Ad esempio,
secondo quanto dimostrato dallo studio Underground Economy, circa un quinto delle
sigarette trovate negli stadi calcistici inglesi sono contraffatte.
Prima di lanciarsi in cause contro le multinazionali del tabacco, sarebbe anche
opportuno che i burocrati dell'Unione, i commissari ed i ministri leggessero il testo
della sentenza sul caso delle "tasse perse" concernente la causa presentata dal
governo del Canada alla corte di un distretto federale degli Stati Uniti. La corte,
rifacendosi ad una legge secolare, decretò contro il governo canadese, asserendo che un
governo sovrano non può costringere un altro governo sovrano a riscuotere tasse per suo
conto - il che era, ovviamente, ciò che il governo canadese chiedeva di fare alla
magistratura americana. Se questa richiesta fosse stata accolta, ciò avrebbe portato ad
assurde conseguenze. Ad esempio, se una piccola entità governativa americana avesse
imposto tasse su un prodotto locale, e tale prodotto fosse stato venduto via Internet ad
un acquirente nel Belgio, il governo belga sarebbe dunque stato obbligato a riscuotere
tasse a nome del governo americano! Non c'è bisogno di una laurea in giurisprudenza per
capire che ciò è assurdo. Eppure il governo canadese ha speso più di cinque milioni di
dollari canadesi [quasi otto miliardi di lire] - che sono stati pagati, naturalmente, dai
suoi contribuenti - per scoprire l'ovvio.
Come osservato inizialmente dunque, prima di sperperare il denaro dei contribuenti
dell'Unione Europea i funzionari della Comunità dovrebbero leggere un po' di
documentazione di base e, cosa ancor più importante, dovrebbero rendersi conto che loro
stessi, e le loro politiche fiscali, sono la causa prima del contrabbando.
_____________________
Sidney Houston
(Hugh) High è un avvocato internazionalista e un economista. Egli è docente al
Dipartimento di Economia delluniversità di Città del Capo in Sud Africa. Il suo
libro: La pubblicità incrementa il fumo? (Does Advertising Increase
Smoking?) è pubblicato dallInstitute of Economic Affairs di Londra. Hugh High,
membro contribuente di FORCES, è autore di numerose pubblicazioni di carattere
legale ed economico. |