9 Aprile 2001
Così, adesso, abbiamo anche la sigaretta anticancro. La settimana scorsa,
molti
giornali hanno riportato la notizia. Noi abbiamo letto "Libero" (5 Aprile,
pagina 9), ma non avrebbe fatto alcuna differenza per un altro quotidiano, poiché quasi
tutti ne hanno parlato. Il prof. Spiridione Garbisa, biologo dell'università di Padova,
ha inventato la sigaretta che "non fa male".
Davvero? Vediamo un po'.
La logica dietro la sigaretta anticancro deriva dal fatto che i cinesi e i giapponesi
hanno un'incidenza di cancro polmonare molto più bassa degli occidentali, anche se sono
tra i più accaniti fumatori del mondo. Il perché ha sempre fatto grattare il capo alle
teste
d'uovo statistiche. Perbacco, se il fumo provoca il cancro, allora come mai
gli orientali, che fumano come turchi, lo hanno di meno? Ma il prof. Garbisa ha scoperto
l'arcano: è perché bevono il tè verde che, grazie alle sue
miracolose proprietà anticancro, elimina in tutto o in parte gli effetti
cancerogeni della sigaretta!
"Nel campus del dipartimento di scienze biomediche dell'università di Padova non
parlano d'altro", riporta Libero, mentre a fianco dell'articolo è rappresentata
la solita enorme sigaretta dentro la quale c'è la lista delle solite baggianate diffuse
dalla solita propaganda antifumo, con l'inevitabile dicitura "nuoce alla salute"
posta sulla cenere della sigaretta. L'articolo continua affermando che la sigaretta
anticancro non è stata ancora testata nemmeno sui topi, ma che "è pronta anche
subito" - tutto ciò che serve, sono solo alcuni miliardi per iniziarne la produzione
e continuare le ricerche. Sembra proprio che ci sia qualcosa che non quadri in tutta
questa storia: allora, se questa sigaretta non è ancora stata testata (quindi i suoi
effetti non sono provati), come facciamo a chiamarla "anticancro" e,
soprattutto, come può essere "pronta anche subito"?
Vediamo come stanno veramente le cose, ricordando che le migliori frottole sono quelle che
contengono almeno il 50% di verità. E' vero che gli orientali fumano assai più degli
occidentali. E' anche vero che l'incidenza del cancro polmonare è notevolmente inferiore.
E' infine vero che gli orientali bevono il tè verde. Ma qui è dove la verità
finisce.
Se si fa uno "zoom" al di fuori del fumo, infatti, si vede subito che la
diffusione del cancro tra gli orientali (fumatori E non
fumatori) è uguale a quella degli occidentali, e così pure l'età media statistica in
cui esso appare. E' il tipo di cancro che è differente.
Semmai, quindi, l'unico effetto che il fumo può avere è quello di sterzare
il cancro verso i polmoni in Occidente (e il tè di sterzarlo verso un altro
organo in Oriente?…). Tra gli orientali, infatti, sono assai più numerosi i
cancri dell'esofago e dello stomaco, per esempio, quando confrontati con gli
occidentali, mentre quello del polmone è assai meno comune.
Inoltre, l'assunzione del tè
verde via filtro sigaretta è totalmente diversa da quella da ingestione; non
che ciò faccia alcuna differenza, perché le proprietà anticancro del tè
verde non sono dimostrate.
In questi tempi d'untori e di fattucchiere in camice bianco, mentre tutto provoca
il cancro, i "rimedi" abbondano in proporzione. Vale la pena di
fare un po' di sarcasmo.
Oltre al tè verde, per esempio,
abbiamo molte altre sostanze le cui "proprietà anticancro" competono con quelle
del tè, e che potrebbero quindi essere usate nei filtri di sigaretta. Suggeriamo,
infatti, al prof. Garbisa di correre negli USA e brevettare anche quelle, come ha già
fatto per il tè. Vediamone solo qualcuna:
Siccome tutti decantano le proprietà (anche
se scientificamente non comprovate) di questi ritrovati, certo l'idea di confezionare dei
filtri di sigaretta col tè verde potrebbe aprire la strada ad una policromia terapeutica
da attuare con tutte le altre varie sostanze.
L'urinoterapia, in particolare, consiste nel bere le proprie urine, perché esse sono
ricche di quelle sostanze "anticancro" che il corpo ha prodotto per difendere se
stesso dal male. "Riciclando" l'urina, quindi, si ottiene un "effetto
vaccino" che rafforza la capacità anticancro del corpo. Così va la teoria. A
pensarci bene, l'urinoterapia dovrebbe essere la preferita: nulla da raccogliere o da
trattare, e nulla da comprare; il riciclaggio farebbe felici anche gli ambientalisti,
perché non si inquina l'ambiente - un accorgimento che dovrebbe essere subito adottato
dai Verdi. Con un po' d'abitudine, l'urina - calda d'inverno e fresca d'estate - potrebbe
anche costituire un ottimo ed economico dissetante.
Ma il più grosso vantaggio sarebbe proprio per i fumatori: dopo aver fatto pipì,
infatti, le ultime gocce potrebbero essere versate su un pacchetto di sigarette aperto in
modo che tutti i filtri siano esposti, dando così una nuova utilità allo
"scrollone", sebbene accuse di discriminazione potrebbero levarsi da parte delle
femministe. Fumare attraverso la propria urina non richiederebbe una sigaretta speciale,
costerebbe di meno, ed andrebbe attorno al probabile "niet" del
ministero della sanità sulla sigaretta al tè verde, che sembra essere una grossa
preoccupazione del prof. Garbisa. Una sigaretta anticancro, infatti, lederebbe gli
interessi delle case farmaceutiche, i cui prodotti di cessazione sono ben reclamizzati dal
Ministero a spese dei contribuenti.
Parlando seriamente, c'è poco da stare allegri. E' triste vedere come certa stampa sia
pronta a riportare tutte le baggianate che si dicono sul fumo, con totale deferenza ad
ogni camice bianco, e senza minimamente curarsi di verificare ciò che riporta, mentre
sceglie di NON riportare alcuna notizia che scientificamente o
politicamente esenti il fumo.
Ancora più rattristante è la nozione che i cosiddetti "luminari" della scienza
medica, mentre brancolano nel buio più pesto quando si parla di cancro, abbiano il
coraggio di prestarsi a disinformazioni, paure e rimedi che, per intelletto e scienza, non
hanno nulla da invidiare ai tempi più tenebrosi del Medio Evo.
Ma le notizie non sono tutte grame. Il lato buono è che non siamo ancora del tutto scemi,
e le fandonie sul fumo non le beviamo - siano esse infuse col tè o meno.
GT
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