Quei silenziosi non fumatori, cultori del fumo degli altri, che dichiarano guerra al no smoking |
Articolo de "Il Foglio", pubblicato il 31 Ottobre 2000 | |
Murder a cigarette: è
un libretto smilzo, un centinaio di pagine appena, scritto da Judith Hatton e Lord Harris
of High Cross. Harris è il sigaromane più accanito della Camera dei Pari. Giornalista,
di professione ha fatto il liberista per una vita, da pensionato è diventato la Madonna
pellegrina degli anti-antifumatori. Non si contano gli economisti, gli intellettuali e,
sì, anche gli scienziati che dai quattro angoli del mondo protestano contro
"l'industria dell'isteria". Così recita il logo di Forces, la grande suocera
del fumatore professionista. Che da poco ha aperto una succursale italiana, il debutto è
stato un mini convegno, quasi una spaghettata a Roma, la lavagna dei pensieri è un
neonato sito web (http://www.forcesitaly.org). Dove si susseguono la libertà
dell'individuo, il diritto di farsi male, certo. Ma anche qualche dato. "Il diritto
di fumare in pubblico noi ce lo compriamo", eccome se ce lo compriamo con dodicimila
miliardi che finiscono nelle tasche dello Stato. E diecimila miliardi di tasse dirette
pagate dagli spipazzatori. E gran parte di questi pasdaran della nicotina libera, non ha
mai sfiorato una sigaretta in vita sua.
Gratta gratta, la colpa è della junk science,
meglio detta la scienza-rottame. Tutte le teorie sul fumo sono false, be' forse non tutte,
ma un po'. Non è vero che ne ha fatti fuori di più una sigaretta senza filtro che la
guerra del Vietnam. E' solo propaganda. Propaganda nazista, per la precisione, come
dimostra Robert Proctor ne "La guerra di Hitler al cancro", appena uscito nelle
librerie italiane. Il salutismo al potere aveva il volto truce del Furher, sempre accorto
e vigile sulla salute della razza ariana. Altro che Veronesi, sono stati i nazisti a
cogliere per primi la strana relazione fra fumo e cancro polmonare. Ma è giusto una mezza
verità, manda a dire "Forces".
Alberto Mingardi |
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