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(ANSA) - ERICE (TRAPANI), 9
NOV - "Il gene 'regista' è stato scoperto nel 1988, durante il mio dottorato
nei laboratori prestigiosi di Cold Spring Harbor di New York, diretti dal
premio Nobel James Watson, che cinquant' anni fa insieme a Crick e Wilkins
ha scoperto la doppia elica del DNA. Ma solo nelle scorse settimane si è
potuto constatare che il gene controlla altri 70 geni implicati nella
crescita tumorale. Inserendo nel tumore polmonare di animali ammalati
abbiamo notato la regressione del male". Lo dice il prof. Antonio Giordano
che ad Erice ha annunciato gli studi sull'applicazione di un gene cosiddetto
'regista' nei tumori al polmone.
"Nel 1992 - spiega Giordano - ho clonato, finalmente, il gene che ho
chiamato Rb2/p130, gene 'regista'. Da quel giorno con il mio gruppo abbiamo
cercato di identificare la funzione di questo gene oncosoppressore. I
risultati ci hanno portato a capire che questo gene è danneggiato o
inattivato in molti tipi di tumori, fra i quali quelli alla mammella, alla
prostata e al polmone". "Come risultato di questi studi - prosegue Giordano,
che sull'argomento ha all'attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche e 10
brevetti internazionali - abbiamo intuito che l' introduzione nelle cellule
tumorali del gene 'regista' blocca la crescita del tumore, riportando le
cellule nello stato di riposo e, quindi, bloccandone la crescita
incontrollata. Gli studi più recenti, compiuti negli ultimi giorni,
pubblicati sulla prestigiosa rivista 'Oncogene', ci hanno permesso, usando
la nuova tecnologia del Microarry, di identificare, una volta che l'Rb2
viene inserito nella cellula tumorale, settanta geni coinvolti in differenti
processi cellulari".
Per Giordano questa scoperta è importante perché "si può studiare la
regolazione, non solo del gene di nostro interesse (Rb2/p130), ma delle
molecole regolate, e usare queste informazioni per sviluppare nuovi approcci
terapeutici molecolari per il tumore al polmone e per altri tumori". "Questa
scoperta - dice il medico - ci darà, finalmente, anche l'opportunità di
cucire terapie geniche specifiche a seconda della caratteristica genetica,
individuale, dei pazienti. Oggi manca una procedura standardizzata per
diagnosticare il tumore al polmone ed essendo estremamente difficile o
impossibile la diagnosi precoce, con il mio team ho intenzione di
perfezionare questo test attraverso uno screening di massa".
"Nel tumore al polmone - aggiunge - i trattamenti a disposizione, come
chemioterapia e radiazioni,- sono in molti casi fallimentari, quindi la
terapia genica, usando il gene 'regista', in combinazione con chemioterapia
e radiazioni, potrebbe essere più efficace. Dal laboratorio all' ammalato
abbiamo decisamente compiuto dei passi avanti anche se abbiamo bisogno di
maggior tempo per trasferire i risultati sul paziente".
Per quanto concerne la sperimentazione diretta su pazienti affetti da tumore
al polmone, il professor Giordano ritiene che possa "essere avviata a
cominciare dal 2005: vogliamo essere sicuri di avere una 'macchina' vincente
messa a punto per bene prima di portarla in pista e, quindi, provarla sull'
uomo".
Giordano conclude: "La nostra ricerca può definirsi di successo, sia dal
punto di vista tecnologico che applicativo, ma dobbiamo mantenere
l'informazione controllata e aspettare pazientemente i risultati di uno
studio di successo e promettentissimo. Spesso assistiamo, in questo settore,
ad anticipazioni che hanno successo giornalistico ma creano solo illusioni
nei pazienti. Aiutiamo la ricerca, finanziamo progetti meritevoli,
promuoviamo l' informazione, ma non creiamo pressioni inutili né sui
pazienti né sui ricercatori".(ANSA).
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