INDIA: 300 MILIONI DI POTENZIALI NUOVI CLIENTI PER BIG FARMA Ritorno alla pagina principale
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Foto di Deora Shri Murli


Foto di un fumatore


Foto di un antifumo

 


Foto di attrezzo usato dalle case farmaceutiche per mobilitare ministeri della sanità, associazioni mediche, tassazione sulle sigarette, divieti, fumatori "pentiti", e attivisti antifumo

6 Novembre 2001 - Con l'adozione della proibizione del fumo in luoghi pubblici, l'India si è unita alla famiglia di nazioni la cui pubblica sanità si è ufficialmente prostituita a Big Farma. La pubblicazione britannica Ananova riporta: "La Corte Suprema indiana ha vietato il fumo nei luoghi pubblici di tutta la nazione… l'ordine della corte è in risposta ad una petizione contro il fumo presentata da Murli Deora, un ex-legislatore". Tutto sembra abbastanza normale nella più vasta democrazia che mondo, che ha deciso di avvicinarsi ai Paesi più avanzati sulla strada della truffa scientifica e della repressione delle libertà. Ma una piccola investigazione di FORCES International su Murli Deora scopre prima il suo profilo ma, assai più importante, scopre le sue affiliazioni e, guarda un po': "I membri del comitato [farmaceutico] includono il Controllore Generale dei Farmaci in India, il sig. Murli Deora, i sigg. Kerala e Maharashtra, commissari della Food and Drug Administration indiana, il controllore farmaceutico Bihar, i rappresentanti della Glaxo India, della Novartis India, la Emcure Ltd., l'Associazione dei produttori di Farmaci indiani… ", eccetera. In altre parole, l'intera mafia farmaceutica indiana e internazionale. L'unica cosa ancora non chiara al momento è chi ha pagato per la petizione, ma non ci vuole molta fantasia per immaginarlo.

> (Continua dalla prima pagina)

Trovare le connessioni farmaceutiche con i divieti del fumo non è difficile, basta avere un po' di pazienza e sapere dove cercare. Come in tutti i Paesi malati dal cancro della corruzione antifumo, l'onnipotente Big Farma tira le fila della pubblica sanità locale come se fosse un'autentica marionetta.

Si stima che in India esistano 300 milioni di fumatori. Se solo il 2% di essi (normale cifra di ritorno per semplici promozioni postali) è indotto a cercare di smettere con i prodotti rottame di cessazione dei farmaceutici semplicemente per essere "socialmente accettabile", l'aritmetica indica che ci proveranno in sei milioni. Con un modesto profitto netto di 10.000 lire mensili per fumatore (bisogna scalare all'economia indiana - nell'Occidente è molto di più), ciò significa che Big Farma guadagna 60 miliardi di lire al mese.

Congratulazioni, Glaxo e Novartis! Questo sì che è un colpo, specialmente in considerazione che:

L'inevitabile (e previsto) fallimento delle misure antifumo farà sì che il tandem Organizzazione Mondiale della Sanità/antifumo locali (e voi controllate entrambi) esiga più fondi indiani per "educazione" antifumo, mentre i vostri amici del Fondo Monetario Internazionale, come al solito, provvederanno la necessaria coercizione economica al governo per avanzare la vostra sporca agenda di marketing tramite falsa informazione sul fumo e intimidazione sociale, mentre milioni muoiono di fame e di stenti.

E chi ha detto che la frode e l'estorsione non paga? È solo questione di scala. Svegliati, Hollywood! I cattivi vincono il più delle volte!