LA SOSTANZA IN POCHE PAROLE: CHI PAGA PER LE LEGGI CHE VIETANO IL FUMO?

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18 Dicembre 2002 - Background: Mr. Kjono è un portavoce del gruppo FORCES; questo gruppo internazionale oppone l’interferenza dello stato nelle scelte personali. Al momento, il gruppo è concentrato sulle campagna anti-grasso e antitabacco, che hanno l’intento di imporre scelte su cibi ed altri prodotti mentre cercano di imporre tasse sui gruppi bersaglio di consumo. Mr. Kjono ha testimoniato per organi legislativi ed agenzie regolatorie su argomenti concernenti il tabacco. Mr. Kjono è anche un giornalista indipendente, ed ha pubblicato una novella e numerosi articoli concernenti il tabacco in riviste e quotidiani.

Domanda: Il consiglio comunale della città di New York ha indicato che passerà un divieto di fumo che sarà il più duro nella nazione. Tale divieto proibirà il fumo in ristoranti, bar e taverne. La scelta di vietare il fumo in attività private dovrebbe essere fatto dallo stato o dal proprietario del locale?

Risposta: Dal proprietario del locale.

Domanda: Perché, Mr. Kjono?

Risposta: Perché i divieti di fumo concernono il marketing di prodotti farmaceutici sostenuto dai denari dei contribuenti. Più il fumo è vietato, più è probabile che chi fuma usi prodotti a base di nicotina “tobacco-free” come Nicotrol o Nicorette al posto del fumo. Perché i proprietari di taverne e ristoranti dovrebbero soffrire di ridotta affluenza e vendite per dare sussidio agli interessi particolari di marketing dei farmaceutici?

Domanda: Quale è la connessione tra i divieti di fumo e gli interessi particolari dei farmaceutici?

Risposta: Al momento, ci sono circa $32.900.000 in concessioni ad individui ed entità di New York della Robert Wood Johnson Foundation, inclusi due “grants” alla città stessa di New York City per la soma di 700.000 dollari per ridurre l’uso del tabacco.

Domanda: In che modo la RWJF entra nel quadro del divieto?

Risposta: La Robert Wood Johnson Foundation è la più grande azionista della Johnson & Johnson, che distribuisce i cerotti transdermici Nicotrol e gli inalatori alla nicotina. Più vieti il fumo, più aumentano le vendite di prodotti alla nicotina “Smoke Free” come il Nicotrol. I dipartimenti di salute pubblica sono diventati agenzie di marketing per interessi farmaceutici. La Johnson & Johnson usa i suoi sette miliardi di dollari in fondi privati per acquistare (letteralmente) una politica che di fatto sostituisca ai prodotti di tabacco quelli della nicotina farmaceutica. 700.000 dollari in “grants” donate alla città di New York comprano tale politica.

Domanda: Ma indurre la gente a smettere di fumare ed eliminare il fumo passivo non è una cosa buona per la salute pubblica?

Risposta: In superficie sembra di si. Ma si considerino tre importanti fattori:

Primo: L’anno scorso [il quotidiano] USA Today pubblicò un articolo che descriveva 52 studi sull’efficacia dei prodotti di cessazione da fumo. In media tali studi hanno dimostrato che i prodotti sono efficaci solo al 25% per far smettere di fumare fino a sei mesi. Quando si arriva a un anno, l’efficacia scende al 15%, vale a dire che sono inefficaci all’85%. Quindi, si finisce per avere gente che non smette di fumare, ma diventa dipendente da gomme da masticare alla nicotina, cerotti transdermici e inalatori. La maggioranza di questa gente continuerà a fumare o riprenderà a fumare – mentre quelli che smettono senza alcun aiuto di solito smettono per sempre. Perché i contribuenti dovrebbero [essere forzati a] sostenere la promozione da parte dei ministeri della salute di prodotti che sono inefficaci all’85%, e che anche tendono a far continuare la gente a fumare? I prodotti di cessazione alla nicotina sostengono le multinazionali del tabacco perché coloro che diventano dipendenti dalle gomme da masticare e dai cerotti alla nicotina alla fine torneranno a fumare, mentre quelli che smettono da soli sono staccati per sempre dal mercato della nicotina!

Secondo: Il divieto di fumo a New York ridurrà l’afflusso del pubblico e quindi le vendite nei ristoranti e nelle taverne. L’incremento delle vendite di tali attività in California è incrementato solo della metà rispetto alla media nazionale su base annuale da quando si è vietato il fumo. Ogni anno i ristoranti e i bar della California restano sempre più indietro nelle vendite rispetto ad altri stati. Perché i gestori di tali attività dovrebbero perdere soldi mentre sono forzati dal sindaco Bloomberg a sostenere una politica pubblica che incrementa le vendite e gli interessi particolari dei produttori di nicotina farmaceutica?

Terzo: Nel Luglio del 1998 una corte federale ordinò che il rapporto dell’Environmental Protection Agency che affermava che il fumo passivo era un noto cancerogeno fosse annullato. Per quattro anni gli antifumo hanno ignorato quella sentenza, e continuato ad esagerare enormemente i pericoli del fumo passivo. La settimana scorsa la Quarta Corte d’Appello ha deciso che la corte federale non aveva la giurisdizione per esaminare il rapporto EPA, ed ha chiaramente affermato che non ha giudicato i meriti del caso contro la EPA. Il caso è ora pronto per l’appello alla Corte Suprema, e potrebbe finalmente condurre a un processo sui meriti delle esagerazioni EPA sul fumo passivo. Perché la politica pubblica dovrebbe essere basata su affermazioni esagerate circa i pericoli sul lavoro che non sono ancora pienamente sanciti dal processo giudiziario?

Ha senso una politica che usa il denaro dei contribuenti e le unità sanitarie locali per promuovere prodotti farmaceutici inefficaci? E’ lecita o di buon senso l’imposizione ai consumatori e aziende di evitare un rischio per la salute che è esagerato in primo luogo?

Dopo tutto, non dovrebbero i proprietari dei locali ed i consumatori avere diritto a dire la loro in politiche al servizio di interessi particolari -- che però hanno un effetto sul loro benessere economico e sulle loro finanze?