LECCO, METTI IN TAVOLA "MUCCA PAZZA"

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9 Febbraio - Fiorentina con l'osso in bellavista, cervella di manzo al burro, formaggini passati fatti stagionare in una bella grotta umida e piena di muffe. Il tutto preceduto da un bel piatto di pasta all"uovo fresca, di quelle ormai messe al bando dall'Unione Europea... Insomma, un menù che potrebbe, di questi tempi, essere gradito solo nella caverna di Amelia ma che preoccuperebbe qualsiasi salutista incallito e, sicuramente, anche qualche zelante funzionario dell'Asl.

Eppure sarà questo il menù che caratterizzerà, portata più portata meno, la "cena clandestina per la libertà" promossa dall"associazione culturale Giacomo De Santis e sponsorizzata dal coordinamento provinciale di Forza Italia.

Una cena che si svolgerà venerdì prossimo al ristorante "Clubino" di Cremeno e che intende sottolineare l'assurdità di certi divieti comunitari e l'elefantiasi di un vero e proprio "monstruum" burocratico quale sta diventando la UE: almeno questo è il parere di Roberto Sanfilippo (presidente dell'associazione) e del suo consigliere Mauro Piazza: "Questa nostra cena vuol essere una cena di resistenza - spiega Sanfilippo - resistenza contro la massificazione di certi consumi voluta dalla comunità europea da una parte e dal divieto diretto verso alcuni consumi, dopo aver ignorato alcuni problemi per anni, dall'altra. Una burocratizzazione della nostra alimentazione, della nostra salute, che per i nostri principi di libertà non può esistere".

Una provocazione partita dal giornalista Alberto Mingardi, con il suo articolo di fondo di due settimane fa intitolato "Adesso mi sono stufato mangio quello che mi pare". Un j'accuse che ha avuto illustri consensi, da una parte all'altra del panorama politico italiano, ma al quale l'associazione De Santis e Forza Italia a Lecco vogliono dare un senso concreto. "Alla cena parteciperanno lo stesso Mingardi e spero molte altre personalità di livello regionale. Contestiamo tutti i provvedimenti presi dall'UE in campo alimentare. E pur essendo stati sempre favorevoli all'Unione, cominciamo ad avere dubbi su questo tipo di europeismo che costringe a mangiare alcuni alimenti ed altri no in base a prese di posizione di stampo burocratico".

Mucca pazza a parte, infatti, sono moltissimi i prodotti di qualità anche del nostro territorio penalizzati da queste norme comunitarie: pensiamo al classico formaggino "passato" che non può essere lasciato stagionare il grotta, bensì deve essere fatto invecchiare in ambienti piastrellati (per cui igienicamente irreprensibili). O basti pensare al fatto del burro di cacao nel cioccolato che costituisce un"attestazione di qualità ma non è più indispensabile inserire nella ricetta della classica tavoletta in certe quantità. Norme ideate certamente con un occhio di riguardo per la salute dei cittadini europei, ma senza badare alle peculiarità dei luoghi di produzione, ai processi di lavorazione e alle garanzie sottese a certi alimenti. "Non vogliamo far fuori nessuno con questa cena" scherza Sanfilippo "tutti i nostri cibi sono di qualità e garantiti". Insomma, gli avversari politici di Forza Italia non s"illudano: per i partecipanti, questa cena non sarà sicuramente l"ultima.

Marcello Villani
da: La Provincia, 9 Febbraio 2001, p.5