LA LETTERA DI UN SENATORE

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Egregi Signori,

Antonio Pizzinato

in relazione alla Vostra del 22 ottobre Vi informo che conosco bene, per esperienza diretta e conseguenze personali, gli effetti del fumo sia attivo che passivo.

Consumai, da accanito fumatore, l'ultima sigaretta nell'atrio dell'Ospedale, ove venivo ricoverato per le conseguenze del fumo. La mia "cartella clinica" - fornitami dall'Ospedale in cui sono stato ricoverato - ritengo sia più precisa e cogente e valida delle pubblicazioni che Voi mi suggerite di leggere al fine di esprimere il mio voto con conoscenza di causa.

I contenuti dell'art. 50 (di cui allego il testo) della legge n. 1271 "Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione" - approvata dal Senato nella seduta del 17 ottobre - sono rispettosi dei diritti dei non fumatori come di quelli dei fumatori - per i quali si devono predisporre appositi locali - come risulta dal testo approvato, anche con il mio consenso.

Meno polemiche e più obiettività forse aiutano a costruire norme utili per la tutela della salute e per la salvaguardia di tutti i cittadini.  Con preghiera di trasmettere, in allegato ai Vostri comunicati, il testo integrale dell'art. 50 approvato dal Senato.

Cordiali saluti.

Sen. Antonio Pizzinato

24 Ottobre 2002

LA RISPOSTA DI FORCES

Senatore Pizzinato,

grazie della sua cortese risposta e dell’allegato che ci premureremo di pubblicare assieme alla sua lettera. Sebbene sia sfortunato il modo in cui lei abbia consumato la sua ultima sigaretta, è altrettanto sfortunato il fatto che ogni malattia sia attribuita al fumo per default se il malato è fumatore per ragioni politiche sulla guerra al fumo – e questa potrebbe essere una possibile spiegazione della sua cartella clinica ospedaliera, qualunque essa sia – e del vasto numero di diagnosi errate che si registrano in Italia e nel mondo.

Le pubblicazioni cui l’abbiamo indirizzata sono state scritte da scienziati, e non da dilettanti – scienziati che hanno avuto il coraggio di sfidare i dogmi politici e della pseudo-scienza salutista; la invitiamo di nuovo quindi a leggere la documentazione senza pregiudizio nell’esercizio delle sue pubbliche funzioni.

Se poi si definiscono “diritti dei fumatori” l’essere obbligati a fumare in cubicoli o in strada sulla base di scienza fasulla come quella sul fumo passivo, ci dispiace sentitamente di non essere assolutamente d’accordo con lei. Se si parla di veri “diritti” essi, per definizione, devono essere riconosciuti e protetti dallo stato. Siccome lei menziona anche i diritti dei fumatori, la invitiamo a citare la legislazione italiana che espressamente protegge tali diritti, al di la delle ipocrite affermazioni del ministero della salute e dei politicanti suoi simpatizzanti, mentre i diritti dei non fumatori ora sono invece assolutamente sanciti da una legge.

Infine, Senatore Pizzinato, lei ha senz’altro ragione in un punto: è inutile fare polemiche. Sul fumo passivo, infatti, non ci sono molte polemiche da fare: i “pericoli” di detto fumo, con un’insignificante elevazione di rischio del 30%, sono una truffa accreditata al ministero della salute, quindi ne segue che non si può tutelare i non fumatori da pericoli che non esistono. Circa i “diritti” dei fumatori, è ormai chiaro che la salvaguardia di quei diritti sta solo nelle mani dei cittadini che fumano, perché lo stato ha chiaramente dimostrato le sue intenzioni nei riguardi di 18 milioni di cittadini.

I fumatori italiani devono essere quindi meno apologetici e assai più attivi e aggressivi nella difesa politica e legale del loro accesso ai luoghi pubblici e nel respingimento dell’interferenza dello stato nel loro stile di vita e portafoglio. Polemizzare, portare prove scientifiche, parlare di giustizia e di eguaglianza e lamentarsi contro gli antifumo, infatti, è ben dimostrato che non serve proprio a nulla.

Cordiali saluti.

FORCES Italiana