L'AMIANTO AVREBBE POTUTO SALVARE VITE NELLE TORRI GEMELLE Ritorno alla pagina principale
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Le fibre di amianto nell'aria (e presenti tra le rovine del World Trade Center) aggiungono paura all'attacco terroristico di New York. Ma un'altra tragedia è che avrebbero potuto essere salvate delle vite se non fosse stato per l'isterismo contro l'amianto degli anni Settanta.

14 Settembre 2001 - Fino a trent'anni fa l'amianto era usato come additivo ai ritardanti di incendio applicati a spruzzo nei materiali usati per l'isolamento delle strutture degli edifici d'acciaio, specialmente per i pavimenti. Tale isolamento aveva lo scopo di ritardare il raggiungimento della fusione dell'acciaio in caso d'incendio, per una durata che poteva raggiungere le quattro ore.

Nel caso del World Trade Center, i piani di emergenza avrebbero potuto far buon uso di questa "finestra" di quattro ore per evacuare gli edifici, mentre gli elicotteri avrebbero potuto irrorare gli edifici per spegnere l'incendio, ed avrebbero anche evacuato la gente dai tetti. La tragedia dell"11 settembre, insomma, avrebbe potuto avere un epilogo radicalmente diverso.

L'uso dell'asbesto (amianto a serpentino) fu vietato negli anni Settanta a seguito di studi su coloro che lavoravano con quel materiale, che si sarebbero ammalati per via dell'esposizione alle fibre. Irving Selikoff del Mount Sinai School of Medicine riportò che i lavoratori che installavano asbesto dimostravano una maggiore attitudine al cancro polmonare ed altre malattie. In seguito, Selikoff risultò importante nella campagna per porre fine all'uso dell'amianto come materiale da costruzione.

Nel 1971 la città di New York vietò l'uso dell'amianto applicato a spruzzo come materiale antincendio. Fino al quel momento, il materiale isolante in asbesto era già stato applicato fino al 64mo piano delle torri del WTC. Dal 65mo piano, non ce n'è più traccia poiché il suo utilizzo fu vietato per ragioni politiche.

Altri materiali furono quindi usati in sostituzione. Sebbene tali materiali fossero approvati dalle autorità normative, non tutti erano convinti che funzionassero tanto bene quanto l'amianto.

Tra gli scettici c'era l'ora defunto Herbert Levine, che era l'inventore del sistema di isolamento con applicazione a spruzzo d'amianto nei tardi anni Quaranta. L'invenzione di Levine consisteva in una combinazione di amianto e lana minerale. Ciò rese possibile la proliferazione di grandi costruzioni con scheletro d'acciaio.

In precedenza, costruzioni come l'Empire State Building dovevano essere edificate isolando l'acciaio con cemento, che è un isolante assai più costoso, ed assai più difficile da usare. 

L'Asbestospray (la ditta di Levine) conosceva intimamente la tecnica di costruzione del WTC; ciononostante, essa non riuscì ad aggiudicarsi il contratto per l'isolamento ad asbesto dei edifici. Levine era solito dire: "Se scoppia un incendio sopra al 64mo piano, l'edificio crolla".

Secondo Richard Wilson, un professore esperto di quantificazione di rischio e di fisica dell'università di Harvard, ciò sembra essere proprio quello che è successo l'undici Settembre scorso.

I due aeri dirottati si schiantarono l'uno tra il 96mo e il 103mo piano di una delle due torri, e l'altro tra l'87mo e il 93mo piano dell'altra torre. Le travi di supporto, invece di resistere fino a quattro ore prima di fondere, causarono il collasso dello scheletro d'acciaio della prima torre dopo solo un'ora e quaranta minuti, mentre lo scheletro della seconda durò solo cinquantasei minuti prima di crollare.

Sebbene molti riuscirono a scappare durante quei minuti, migliaia d'altri non ce la fecero, incluse le centinaia di pompieri e poliziotti che erano ancora dentro agli edifici prima del loro prematuro crollo.

Selikoff aveva certamente ragione a mettere in evidenza come qualche lavoratore fortemente esposto a certi tipi di fibra d'amianto fosse stato anormalmente a rischio di malattia; ma egli sbagliò nel creare isterismo ogni qualvolta ci fosse uso o esposizione all'amianto. Secondo Richard Wilson, per esempio, nessun effetto negativo è stato mai attribuito alla tecnica di Levine, che impiegava lo spruzzo di amianto bagnato con acqua.

Oggi abbiamo cominciato a pagare l'orribile prezzo dell'isterismo contro l'amianto; un isterismo che germoglia sulla "scienza rottame".

Steven Milloy
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Steven Milloy, editorialista di "FoxNews.com" e del "Wall Street Journal", è uno studioso del Cato Institute di Washington DC.