Australia,
27 Febbraio 2001 - Le multinazionali del tabacco americane hanno conseguito
un'importante vittoria in Australia il 27 Febbraio scorso. La Corte Superiore Australiana
locata nelle isole Marshall ha bocciato la causa legale per svariati miliardi di dollari
presentata dal governo, riporta Radio Australia.
Il giudice H-Dee Johnson ha dimesso il caso per mancanza d'evidenza di dieci su undici
punti su cui il governo delle isole Marshall basava la sua causa contro le multinazionali
americane
La ragione principale della bocciatura del caso è che il governo non è stato in grado di
produrre evidenza convincente che dimostrasse spese mediche straordinarie, o altri tipi di
costi, che potessero essere attribuibili all'uso del tabacco.
Il comunicato di Radio Australia conclude che, nella sua sentenza di venti pagine, il
giudice Johnson ha criticato fortemente il gruppo di avvocati governativi, basato negli
Stati Uniti, che egli ha descritto come "mercanti che cercavano di vendere una
causa", ma che non hanno nemmeno fatto un buon lavoro per i loro clienti.
Ancora una volta, quando si arriva alla prova dei fatti nelle corti superiori, la verità
sempre e inevitabilmente emerge: non è possibile provare che neanche una
delle malattie "attribuite" all'uso del tabacco sia stata causata da esso.
Conseguentemente, le tanto decantate spese sanitarie per curare le "malattie da
tabagismo" non sono altro che una frode statistica di stato per giustificare
proibizione, propaganda antifumo ed atti di pirateria legale contro un'industria
bersaglio. Ciò è evidente nelle decisioni finali delle corti d'appello di tutto il mondo
- anche se ciò non è di solito riportato dai mass media, per convincere la popolazione
che quanto di negativo si dice sul tabacco corrisponde a verità.
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