21 Gennaio 2003 - L’enorme spinta proibizionista antifumo negli Stati Uniti sta arrivando alle logiche conseguenze: la ripetizione della storia. Un legislatore del Nord Dakota ha presentato una legge che rende fumare o vendere tabacco un atto criminale, punibile con un anno di prigione e $2.000 di multa, mentre chi mastica tabacco paga $1.000 e va “dentro” per 30 giorni. In puro spirito proibizionista, Michael Grosz, membro del parlamento, afferma: “L’approccio educativo ovviamente non funziona in Nord Dakota; perché non proibire la vendita e l’uso di un prodotto che uccide 1.000 cittadini l’anno [nel nostro stato]?” Sincere congratulazioni a Mr. Grosz. (continua all'interno) Infatti:
Tutto questo ci viene detto ogni giorno, incessantemente. Allora ci sembra intellettualmente onesto e coerente che un prodotto così letale sia immediatamente vietato, e che lo stato non debba più trarre profitto da tale strumento di morte. D’altra parte, è chiaro che la propaganda-truffa (pardon, oggi si chiama “educazione”) sul fumo non funziona, e il numero dei fumatori in America non è diminuito, Nord Dakota incluso. Chi può mai essere in disaccordo con tale legge, che intende vietare la più grande calamità della storia umana? Ma i ciarlatani che ci dicono che il fumo uccide, e che lottano contro le sataniche multinazionali del tabacco per ottenere un mondo senza fumo! Tra lo sbigottimento dei proponenti della legge, la cui proposta è stata approvata 9 a 4 (quanto poco insegna la storia), la più accanita opposizione è venuta proprio dall’American Lung Association, l’American Heart Association, la North Dakota Medical Association e la North Dakota Public Health Association, che si sono susseguite nell’udienza parlamentare per opporre con ogni mezzo la legislazione Martedì scorso. Le scuse apportate? Contrabbando – come se la sciagurata politica di tassazione sulle sigarette non lo creasse già. L’opposizione a questa legge è prova lampante che la vera ragione dell’antifumo è l’immenso flusso di denaro pubblico e farmaceutico, che cesserebbe immediatamente se il prodotto fosse illegale, assieme all’ipocrisia di stato che, mentre ti dice che “ilfumofamale” te lo vende, te lo tassa e ci si arricchisce! Fumatori ridotti a “idioti sfruttabili”, assieme a produttori di sigarette diventati materasso sociale e retaggio di tasse sono vere miniere d’oro per salutisti senza scrupoli – e l’oro non si mette fuori legge. Quanto sopra vale anche per gli antifumo nostrani. Non siamo sorpresi che non vogliano la proibizione -- quella vera: sarebbe la fine della pacchia e del parassitismo. Meglio cacciar fuori chi fuma e rubargli il portafoglio mentre gli si fa la paternale.
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