EDITORIALE
I PRODUTTORI DI SIGARETTE AMERICANI PAGANO IL PIZZO
ALLA MAFIA ANTIFUMO
10 Maggio 2001 - I nostri lettori
ricorderanno sicuramente il verdetto del tribunale della Florida dell'anno scorso, che
aggiudicava 145 miliardi di dollari (300.000 miliardi di lire) all'antifumo per
"malattie da tabagismo". Il verdetto fu subito appellato, e gli esperti politici
e legali americani dichiararono che i produttori avrebbero senz'altro vinto, per due
ragioni: 1) non si può provare scientificamente che le "malattie da tabagismo"
siano causate dal fumo; 2) una cifra del genere avrebbe fatto fallire un'industria che,
sebbene sia diventata un materasso di linciaggio politico e morale, è uno dei pilastri
dell'economia americana e mondiale.
Ma ecco che due giorni fa la Philip Morris, forzando la mano delle altre multinazionali,
ha annunciato che un "accordo" è stato raggiunto, secondo il quale il racket
antifumo riceverà un pagamento di 700 milioni di dollari (oltre 1.400 miliardi) indipendentemente
dal risultato dell'appello, a patto che i suoi avvocati non richiedano che le
multinazionali versino una cauzione di "solo" 500 milioni di dollari invece
della cauzione che, secondo la legge locale, deve essere in eccesso alla cifra del
contenzioso ($145 miliardi), che è un'impossibilità in termini. Quindi, anche se (come il solito)
le multinazionali vinceranno, il pagamento del pizzo di $700.000.000 è garantito. Ancora
una volta, la Philip Morris ha dimostrato coi fatti di non avere alcun riguardo per la sua
clientela, esponendola ad una persecuzione e ad un'estorsione che non si merita (la PM
finanzia ora anche le campagne antifumo!). Ma, cosa assai più importante, la PM e le
altre multinazionali hanno dimostrato che le truffe statistiche e scientifiche possono non
solo andare impunite, ma rendere migliaia di miliardi ad estorsionisti e truffatori, a
patto che siano perpetrate in nome della salute.
Quanto succede non è differente dalla "protezione" che si pagava ai gangster
americani durante il Primo Proibizionismo. Perché le multinazionali pagano, questa volta?
Perché sanno che il sistema giuridico della Florida è il più corrotto d'America,
ed esiste un
solido precedente nel quale, durante un vittorioso processo, le leggi furono cambiate
"a mezz'aria" per far perdere le multinazionali, ed estorcere così 11 miliardi
di dollari. Si noti anche che nemmeno un centesimo del denaro estorto ritorna a
quei fumatori che sono malati da "tabagismo". Circa un terzo, infatti, finisce
nelle tasche degli avvocati, ed il resto in quelle dello stato, divorato dalla burocrazia
e da progetti come strade ed altri lavori pubblici che non hanno nulla a che vedere
con la sanità.
In verità, bisogna però dire che in America ed altrove, l'intero torbido affare
dell'antitabacco non ha nulla a che vedere con la salute. Ci aspettiamo, naturalmente, che
anche questo episodio di estorsione sarà ritratto dai media servi dell'antifumo come
ancora un'altra conferma di ammissione delle multinazionali sui "danni" del
fumo, e che lo stato della Florida sia sia dipinto coi colori dell'eroe sul bianco cavallo
il quale, ancora una volta, ha fatto giustizia contro i "venditori di morte".
E le frodi scientifiche e giuridiche?... Beh,
il fine giustifica i mezzi. Accendiamocene una e tiriamo avanti
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