MA DIO HA SMESSO DI FUMARE? |
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di Pierre Lemieux Alla conferenza su "Tabacco e religione" svoltasi nel 1999 presso il quartier generale del WHO, gli esponenti delle religioni rappresentate hanno espresso le proprie dottrine. Tali religioni comprendevano Bahà'ì (Dio solo sa cos'è!), buddismo, induismo, islam, ebraismo, cristiani ortodossi, cattolicesimo romano e protestantesimo. Pubblicati sotto il marchio di "Tobacco Free Initiative", gli atti del convegno sono disponibili sul sito internet del WHO (http://tobacco.who.int/en/religion/index.html). Si tratta di una lettura estremamente significativa. Molti interventi manifestano una prolissità da pomposa cerimonia che neppure Dio stesso deve trovare comprensibile. Ne siano una dimostrazione le parole del rappresentante greco ortodosso, a proposito della campagna antifumo: "Una tale campagna può con qualche speranza essere efficace solo se tiene conto della diffusione e del successo del tabacco in relazione al trionfo di quella super-potente e auto-legittimante deliberazione che divide i paesi in non fumatori e fumatori a causa dei fuochi appiccati dalle bombe che implacabilmente distruggono la vita e smembrano gli esseri umani fumanti". Altri interventi sono più chiari. Per la chiesa Bahà'ì, il fumo è "sporco e nocivo alla salute". Il rappresentante indù raggiunge le vette della scienza: "poiché il fumo provoca malattie cardiache, esso andrebbe visto come un'aggressione a tale santa sede di Dio [il cuore]". Alcune religioni mettono il tabacco, l'alcol e la stessa prostituzione nella medesima categoria di peccati. E sia guerra santa! La maggior parte delle religioni, comunque, sembrano relativamente tolleranti e, in ogni caso, contrarie al proibizionismo. La peggiore accusa che il rappresentante cattolico è stato in grado di trovare è che Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II ha invitato tutti i cristiani a rinunciare al tabacco per un giorno, e a donare il denaro così risparmiato a favore della ricerca contro l'AIDS. Io non sono un sostenitore del papa e non è mia intenzione cominciare in questa sede una guerra di religione, ma, a giudicare dagli atti del convegno del WHO, non tutti i cristiani sembrano così tolleranti. Ora, aspettate un momento! Questo può avere qualcosa a che fare con la comoda omissione, nei sommari dell'incontro, di un intervento di un pastore protestante, il professor Jean-Claude Basset (che è però riprodotto alla fine degli atti). Il prof. Basset ha osservato che una "panoramica sul protestantesimo rivela un ampio spettro di prese di posizione, dalla piena tolleranza nei confronti del tabacco all'aperto sostegno del proibizionismo, passando per ammonizioni più o meno severe". Egli ha affermato che la campagna di controllo del tabacco non può ignorare del tutto il fatto che "il fumo ( ) è intrinsecamente legato alla storia religiosa del genere umano". In riferimento agli adulti che fumano, ha concluso: "è possibile proporre, ma non imporre, gli ideali della buona salute, se essi mostrano di prediligere valori come il relax e il senso di "star bene" che il tabacco determina". Il WHO sta lavorando duramente per distruggere questo senso di religiosa tolleranza, e possiamo tranquillamente scommettere che il prof. Basset non sarà più invitato a officiare le funzioni del WHO. Ma il pastore di Ginevra riderà per ultimo. Perché Dio, se esiste, non deve aver riservato alcun posto alla propria destra per i fascisti della salute. Non possono sopportare il fumo d'incenso, dopo tutto. Pierre Lemieux è professore di economia all'Università del Quebec ad Hull, Canada. |
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