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20 Febbraio
- Spettabile
Signor Sergio Baronci pur non essendo più un suo iscritto per motivi a
lei ben conosciuti, mi dedichi pochi minuti alla lettura della
presente.
A differenza dei
suoi iscritti mi reputo, se lei permette, un “uomo libero” senza
alcuna paura del poi.
Perché avendo la
consapevolezza di tutto ciò che accade intorno alla nostra categoria e
dentro alla sua organizzazione sindacale, ogni giorno mi chiedo: “a
quando la fine di questa categoria? “
Essendo Lei
l’artefice dei DISTRIBUTORI SPENTI (vedi documenti TAR del LAZIO
già pubblicati in questo sito) vorrebbe per piacere pubblicare
nel suo SETTIMANALE (La Voce del Tabaccaio) un inserto nel quale
leggere le BUONE MOTIVAZIONI allo spegnimento di esso?
Lei stesso può
constatare che è molto difficile a questo mondo crescere senza paura,
senza avere una motivazione personale che spinga all’azione. I
colleghi non hanno mai riflettuto su questo problema della paura oltre
a quello delle rapine o furti di continuo subiti. Il fatto sta che
hanno considerato solo in astratto il problema dello spegnimento dei
distributori, senza affrontarlo nel quotidiano.
Certamente lei
come PILATO con un suo editoriale se ne uscito da GRAN SIGNORE alla
problematica del distributore.
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28/07/03 | Il Piacere Del Rischio |
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La recente circolare relativa alla disattivazione dei
distributori automatici nelle ore diurne, entrerà in vigore
soltanto dal prossimo 1 gennaio.
Ovviamente, ciò malgrado, sia da parte dei tabaccai che di altre
parti interessate abbiamo già ricevuto cenni di comprensione ed
in qualche caso di disapprovazione e quello che più conta
diversi intelligenti suggerimenti (anche se alcuni già impliciti
nella logica della norma) che dobbiamo attentamente considerare
come è sempre d’obbligo di fronte a manifestazioni di
collaborazione e buona volontà.
Non è ancora iniziato il mese di agosto e parlare di gennaio è
forse prematuro sia logicamente, che climaticamente, ma alcuni
problemi meritano di essere trattati immediatamente.
Ci scrivono alcuni lettori dicendo di aver sospeso l’attuazione
di un già sottoscritto contratto per l’acquisto di un
distributore automatico di sigarette, a seguito della nuova
normativa introdotta con la circolare.
E qui francamente non riusciamo a capire bene.
Per anni abbiamo spiegato in ogni occasione che acquistare un
distributore automatico era un investimento a rischio perché in
qualsiasi momento poteva intervenire un divieto generalizzato
all’impianto di questi apparecchi.
Risultato: proteste dei nostri inserzionisti del settore, tirate
di giacca del nostro concessionario della pubblicità ed in pochi
anni almeno ventimila macchine «a rischio» installate con
investimenti di molti miliardi di lire fatti dalla nostra
categoria.
Oggi finalmente, dopo anni ed anni di incertezza, in Italia le
cose cambiano. Si raggiunge un accordo fra il Ministero della
Salute e quello dell’Economia e delle Finanze, del quale il
vostro cronista è anche colpevolmente o meritoriamente
protagonista e si stabilisce per la prima volta, tutti
d’accordo, modalità e limitazioni di funzionamento di questi
apparecchi. Si dice sostanzialmente agli adulti si può vendere
con i distributori automatici, ai ragazzi no!
Accordo bello o brutto che sia, sarà da vedere ma certo vengono
meno dei dubbi.
Chi ha fatto un investimento a rischio negli anni passati può
trarre un sospiro di sollievo: la sua incoscienza e quella di
tanti suoi colleghi in un certo senso ci ha costretto a correre
ai ripari. Oggi il suo investimento (anche se non può funzionare
al 100% ma solo in buona percentuale) è per la prima volta al
sicuro. La macchina bella o brutta che ha comprato lavorerà per
lui ancora nei prossimi anni, finché regge la sua struttura
fisica.
Considerate un momento la cosa da questo punto di vista, a noi
sembra un bel passo avanti.
E quello che da poco ha firmato il contratto perché ora si
ritira? Forse perché è deluso di non correre quei rischi che
sapeva di correre e dei quali si è assolutamente strafregato nel
momento di firmare il contratto?
Senza più brivido che senso ha, forse si domanda, ora che sa che
– sia pure con delle limitazioni – potrà certamente e
lecitamente adoperare la sua macchina nei prossimi anni.
Negli anni abbiamo imparato a rispettare le scelte inconsapevoli
della categoria, anche quando si sono rivelate diverse dai
nostri indirizzi, spesso anticipatrici istintive di nuovi
sviluppi del mercato che eravamo al momento troppo miopi per
saper cogliere.
Probabilmente questo è un momento di riflessione e di prudenza.
Qualche cambiamento certo deriverà per tutti dalle nuove norme
(come ad esempio si svaluterà il valore del lavoro diurno
domenicale di un distributore a fronte dell’apertura di migliaia
di tabaccai ricevitori totocalcio).
In definitiva tuttavia chi ha avuto il coraggio di scegliere di
acquistare un distributore, quando la sua liceità era in
discussione, ora che è sicuro della regolarità della sua scelta
può solo congratularsi con se stesso, senza cercare cavilli e
sofismi per annullare, una cosa (magari inconsapevolmente) ben
fatta.
S.B.
N.B. - Di altre tematiche (ad es. carte d’identità ecc.)
segnalateci dalla cortesia dei nostri lettori sul tema
distributori automatici, torneremo ad occuparci nel mese di
settembre. |
Mentre chi lo
aveva acquistato aveva trovato non solo la comodità per se stesso ma
anche per la collettività senza portare alcun DANNO sia ERARIALE che
IMPRENDITORIALE.
Purtroppo la
maggior parte di chi si ritiene ADULTO come lei ed il suo COLLEGA
MINISTRO autore di circolari
SALUTISTE pensa che sia necessario qualche disciplina (importata
dagli USA) per risolvere un problema assolutamente poco democratico
già noto a noi di FORCES e poco masticato dai TABACCAI.
Sa lei che cos’è
la disciplina? E’ un processo volto a far fare qualcosa che uno non
vuol fare. Dove c’è disciplina, c’è paura; dunque la disciplina non è
la via del liberismo democratico. Ecco perché la disciplina a tutti
costi andrebbe evitata – la disciplina è coercizione, resistenza,
coazione, ti costringe a fare qualcosa che non capisci veramente o ti
persuade a farlo offrendoti una ricompensa.
Se il suo amico
MINISTRO DELLA SALUTE ci ha ordinato di SPEGNERE IL DISTRIBUTORE, mi
dia anche lui delle motivazioni per cui io debba farlo. Esigo
spiegazioni; e non sono semplicemente ostinato, ma sto cercando di
scoprire il vero senso di questa faccenda, di modo che la paura non
svolga alcun ruolo nella mia mente sto divendando ogni giorno molto
flessibile, molto duttile.
Quando non
capisco a differenza dei suoi iscritti che sono stati semplicemente
costretti a fare ciò che gli è stato ordinato dall’autorità del
Ministro chiedo urgenti spiegazioni.
Il distributore
non lo spengo e non ho alcuna intenzione di spegnerlo. Lei potrebbe
pensare che questo sia un atto di sfida nei confronti del potere è
invece è solo voglia di far valere i propri diritti.
Lei signor
Sergio Baronci cellula rigeneratrice imprenditoriale sta mutando
giorno per giorno. Diciamoci la verità ormai anche lei fa parte del
CLUB DEGLI ANTIFUMO -- solo che ha paura di perdere potere sindacale.
Ma continui a
portare avanti il processo biologico-aziendale della mutazione
cellulare della sua grande Federazione Italiana. La parola “Tabaccai”
la cancelli dal suo dizionario sindacale tanto manca poco alla fine
della mutazione cellulare. Mi dica ma a Lei che cosa manca da questo
organigramma aziendale: (vedi foto MULTINAZIONALE Federazione
Italiana)
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ECCOVI LE SOCIETA’ DELLA FIT |
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PER
SAPERNE DI PIU’ CLICCA SOPRA ALLA
SOCIETA’
Ha visto Signor
Baronci, mi sono permesso di pubblicarlo è renderlo pubblico a tutti i
nostri CLIENTI FUMATORI in modo che comprendano definitivamente che
loro non sono UNTORI o ARTEFICI di cellule CANCEROGENE per la
collettività come vuol far intendere il MINISTRO GIROLAMO.
Ma sono i
maggiori AZIONISTI di TASSE ed ACCISE (www.aams.it/tabacchi/accisa.htm)
per la gioia
della Federazione Italiana è di tutta l’organizzazione cresciuta
grazie al loro contributo.
Ora mi chiedo se
tra le sue conoscenze ci sia anche un buon rapporto con il Ministro
del Lavoro Maroni. Penso che lei lo abbia già contattato. Facendo
presente che tra pochi anni in ITALIA si accoderanno altri DISOCCUPATI
reduci da un mestiere che ha GIOVATO tanto ai NOSTRI EX POLITICI,
FAUTORI di QUARANT’ANNI di DEMOCRAZIA .
Che bella
parola, LA DEMOCRAZIA… (ah, dimenticavo anche loro i DEMOCRISTIANI
come te Sergio si stanno rigenerando) purtroppo, tutta DEMO (dimostrativo
in gergo informatico) è piena di BUROCRAZIA. Fino a
quando i Monopoli erano dello Stato, tutto filava liscio anzi si
poteva FUMARE
anche negli ISPETTORATI ZONALI.
Ora che il
potere degli ANTIFUMO ha colpito anche loro ti trovi il cartello
VIETATO FUMARE
anche negli uffici degli ISPETTORATI CAMPARTIMENTALI DEI MONOPOLI
DI STATO.
Come siamo
caduti in basso, SERGIO… ed è ancora più ridicolo il sito dei MONOPOLI
DI STATO
www.aams.it/tabacchi/index.htm
nel quale si respira ancora aria di FUMO.
Ma come è
possibile un DIRETTORE dei MONOPOLI Giorgio Tino, che invia a te ed
alle altre organizzazioni sindacali una lettera del genere:
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Roma, 27 gennaio
2004
Prot. 1453.11/04 EM/ac
URGENTISSIMO
OGGETTO Distributori automatici di
sigarette
Riportiamo qui di seguito testo della
circolare, del 23 gennaio 2004 n. 3451, ricevuta
dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato in data
odierna.
Precisiamo che sulla legittimità delle
indicazioni contenute nella stessa è in corso una verifica dei
nostri legali nell’ambito della più complessa iniziativa
giudiziale in corso e a voi già nota.
Si fa riferimento alla circolare n.
2003/56933 del 24 dicembre u.s. con la quale si è disposto, tra
l’altro, che, a partire dal 1° gennaio 2004 i distributori
automatici devono essere disattivati, attraverso apposito
temporizzatore nella fascia di orario che va dalle sette alle
ventuno, compresi i giorni festivi.
La violazione della suddetta normativa
costituisce illecito amministrativo, come tale sanzionato dagli
artt. 34 e 35 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293 e successive
modificazioni ed integrazioni.
Al riguardo si prega il Comando Generale
della Guardia di Finanza ad effettuare per il tramite dei propri
Uffici Periferici, periodici controlli sulla puntuale osservanza
della suddetta disposizione, inviando, nell’ipotesi di accertata
violazione, il relativo verbale allocale Ispettorato dei Monopoli
di Stato.
Si prega, altresì, il Ministero
dell’Interno di voler interessare l’Associazione nazionale Comuni
Italiani e se ritenuto opportuno, gliUffici Territoriali di
governo affinché, localmente, i competenti Organi effettuino
opportuni controlli, inviando, in caso di accertata violazione, il
relativo verbale al locale Ispettorato dei Monopoli di Stato.
I Sigg.ri Ispettori eleveranno, in
occasione della violazione debitamente verbalizzata, formali
contestazioni d’addebito, per l’instaurazione della procedura
sanzionatoria di cui all’art. 35 della legge 1293/1957.
Ai fini dell’eventuale applicazione delle
predette sanzioni i Sigg.ri Ispettori medesimi terranno conto dei
criteri previsti dall’art. 11 della legge 689 del 24 novembre
1981, nella considerazione che scopo primario della modifica in
argomento è la tutela della salute che configurandosi come
interesse prevalente rispetto ad altri interessi eventualmente
coinvolti, va preservato con l’adozione di misure sanzionatorie ed
atte ad inibire il perpetrarsi del fenomeno.
In merito si evidenzia che, dopo tre
violazioni della stessa indole commesse in un biennio, si
configura la fattispecie di cui all’art.34, comma 1, n. 9 della
surrichiamata legge che attribuisce all’Amministrazione la facoltà
di procedere alla disdetta del contrattod’appalto, ovvero alla
revoca della gestione della rivendita.
Si evidenzia, altresì, che è stato
segnalato alla scrivente che la disattivazione dei distributori
automatici nella fascia oraria sopraindicata ha favorito
l’espansione della vendita di tabacchi presso esercizi commerciali
privi della prescritta autorizzazione.
In relazione a tanto si interessano gli
Organi in indirizzo ad effettuare i dovuti accertamenti al fine di
reprimere tale fenomeno.
Il Direttore Generale
Giorgio Tino
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dimmi, Sergio, ma questa lettera merita o no
UN BEL DOPPIO TAPIRO D’ORO?.... |
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Ma come devo farlo capire ai tuoi iscritti che
non c’è più trippa per gatti, a meno che tu ci lasci come eredità una
fetta del tuo patrimonio aziendale o ci TRAMUTERAI tutti in NEGOZI
specializzati ANTIFUMO, che in concerto con i MINISTRI DELLA SALUTE
ci TRAMUTERANNO in centri TERAPEUTICI e RECUPERO FUMATORI.
Ma anche allora, caro SERGIO BARONCI, il
sottoscritto farà OPPOSIZIONE e lo sai perché?...
Perché sono letteralmente stomacato di
questa CAMPAGNA ANTIFUMO a livello MONDIALE, la quale purtroppo ha
ANESTETIZZATO molti deficienti, compresi i TABACCAI. Ma è mai
possibile che qui in Campania e precisamente a Pompei nei pressi del
Santuario ci sono tuoi iscritti che all’ interno della TABACCHERIA
hanno affisso il cartello VIETATO FUMARE con misure da 60x60??
E poi mi fai questo tuo editoriale, ancora più
ridicolo:
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4/02/04
| Fumo: Baronci a Sirchia, “vieterà il fumo anche a casa”?
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''Vorrei rivolgere una 'preghiera' al ministro della Salute, Girolamo
Sirchia: lasci ai nostri clienti almeno il diritto di fumare a
casa propria''. E' la battuta di Sergio Baronci, segretario
generale della
Federazione italiana tabaccai, a margine della presentazione
della Campagna di raccolta fondi per l'ospedale Bambino Gesù,
“Un euro per un bambino”.
Baronci commenta il divieto di fumo che scatterà dal primo marzo
su tutti i treni Eurostar e Intercity, in aggiunta al bando
delle sigarette già in vigore sui convogli regionali e locali.
''Sono d'accordo”, afferma, “che non si possa fumare in ambienti
come gli ospedali o dove non c'è un sufficiente ricambio d'aria
come in aereo. Ma mi sembra assurdo che i fumatori, in treno,
non possano più essere liberi di scegliere e “ghettizzarsi”
nelle carrozze loro riservate. Perché”, si chiede, “toglierle e
bonificarle? Perché non tutelare anche i diritti dei
fumatori?''. |
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Perché non mandi una lettera ai tuoi associati
e l’inviti a consegnare le chiavi della propria tabaccheria?!!! Non
solo faresti una figura di vero UOMO a livello mondiale, ma nello
stesso momento potresti cambiare la tua sigla aziendale da
FIT (Federazione
Italiana Tabaccai) in
FIA (Federazione Italiana Antifumo).
A
presto.
Rea
Tommaso
Somma Vesuviana,
li 20 Febbraio 2004
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