IN GUARDIA, caro collega tabaccaio, da falsi profeti sindacalisti

Ritorno al'angolo del tabacchino, a cura di Tommaso Rea
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Dobbiamo mettere in guardia la categoria dei tabaccai su di un gravissimo pericolo che la minaccia.

Viviamo, come è a tutti ovviamente noto, un periodo di trasformazione profonda nel nostro settore.
Per ora senza gravi danni per la categoria si sono verificati profondi cambiamenti. Sono stati liberalizzati la importazione ed il commercio all’ingrosso del tabacco lavorato, così come tutto quello che riguarda la coltivazione, l’esportazione e l’importazione del tabacco in foglie.

La fabbricazione delle sigarette è passata da un’Amministrazione dello Stato ad una Società per Azioni (di proprietà dello Stato) l’ETI.
Ora lo Stato sta per vendere l’ETI a privati. È questione di settimane o tutt’al più di mesi. La vendita al pubblico dei tabacchi lavorati avviene ancora attraverso il sistema esclusivo delle rivendite, per consentire un miglior controllo fiscale di un articolo ad altissima tassazione, per garantire il controllo sanitario su un prodotto ad alta pericolosità, per escludere l’accesso al rifornimento del prodotto di consumatori di troppo giovane età.

Da qualche tempo (per sensibilità sociale o per preordinata manovra) diversi quotidiani, settimanali e programmi televisivi fanno il loro bravo scoop presentando tabaccai che vendono indifferentemente ai minori.
Queste gravi denunce di fatti isolati e particolari, ma purtroppo veri, costituiscono un gravissimo danno per la categoria.
Non è escluso che qualcuno voglia, sull’onda dell’emotività di queste denunce, creare le premesse di opinione pubblica per far saltare l’esclusiva di vendita per la categoria.

Quindi un monito a tutti, molto chiaro. È vietato vendere sigarette ed altri tabacchi lavorati a minori di anni 16. Questo lo sappiamo tutti e sappiamo pure che rischiamo pesanti ammende. Non dobbiamo vendere ai minori per essere tranquilli con la nostra coscienza di non contribuire ad avviare ad una cattiva e pericolosa abitudine dei giovani ancora immaturi.

Non dobbiamo vendere ai minori per risparmiarci l’arrivo di pesanti ammende. Non dobbiamo vendere per evitare il pericolo di creare nell’opinione pubblica e nel Parlamento un clima che possa consentire un serio attacco al caposaldo della nostra esclusiva di vendita che è l’unica seria salvaguardia della sopravvivenza economica delle nostre aziende.

C’è un limite a quello che può fare per voi la FIT in quanto vostra rappresentanza sindacale. Non riuscirà certo a difendervi se con il vostro comportamento dimostrerete di non meritare di essere difesi. WWW.tabaccai.it

5 Maggio 2003 Il 28 Aprile nel navigare ho letto questo articolo stomachevole dedicato a tutti i 58.000 tabaccai ITALIANI di cui quasi la metà iscritti ad un certo sindacato, guidato da SERGIO BANANA segretario generale e coordinatore di questa HOLDING.

Innanzitutto mi scuso con il mio CLIENTE FUMATORE se ogni tanto tra i miei articoli possa entrarci un articolo per la categoria (qualcuno potrà dirmi ma a noi di questa burocrazia sindacale che ci frega) perché dovete sapere che  questi miei colleghi pagano una tassa d'iscrizione annuale di circa 150€ (vecchie trecentomila in lire) a chi usa come motto sindacale “NOI SIAMO VOI” che purtroppo lo ho cambiato in questo modo “Grazie a Voi Siamo Diventati Noi”. Ora mi chiedo ma il mio gruppo FORCES quanto dovrebbe chiedere per la sola difesa del fumatore e nello stesso tempo “IL VENDITORE TABACCAIO”?

Noi purtroppo viviamo di offerte e siamo una delle ASSOCIAZIONI ONLUS con il marchio registrato DOC. Da quando ho conosciuto questo gruppo diciamo che mi sono RISPOSATO (non mi fraintendete); volevo solo dirvi che sono persone a modo e che la questione “CAMPAGNA ANTIFUMO” l'hanno presa a cuore più di SERGIO Banana.

Ritorniamo all’articolo pubblicato sul sito di Sergio Banana. L’inizio fino alla privatizzazione ETI è vecchio.

Infatti ho pubblicato molto sulla privatizzazione, dal paragrafo - “La vendita al pubblico dei tabacchi lavorati avviene ancora attraverso il sistema esclusivo delle rivendite, per consentire un miglior controllo fiscale di un articolo ad altissima tassazione, per garantire il controllo sanitario su un prodotto ad alta pericolosità, per escludere l’accesso al rifornimento del prodotto di consumatori di troppo giovane età.
Da qualche tempo (per sensibilità sociale o per preordinata manovra) diversi quotidiani, settimanali e programmi televisivi fanno il loro bravo scoop presentando tabaccai che vendono indifferentemente ai minori.”
Mi vengono i vomiti perché come al solito solo quando la categoria sta per essere “CROCIFISSA” qualcuno si ricorda di essere stato mandato sul GOLGOTA . Il controllo fiscale caro S. BANANA non conviene solo al GOVERNO ITALIANO ma a tutti i GOVERNANTI di questo mondo.

Infatti in Italia siamo secondi dopo le banche per la raccolta tributi. Ma se un fumatore inoltra DOMANDA o E-MAIL al MINISTERO DELLE FINANZE, RAGIONERIA GENERALE o CORTE DEI CONTI e chiede: -“Cari signori sono un CONTRIBUENTE GIORNALIERO DELLE TASSE.  Il mio tributo comprende una parte di guadagno per i lavoratori del settore (10% lordo per i tabaccai, i 0,40€ centesimi al Kg per i MAGAZZINI LOCALI,  guadagno per l’industria madre) la rimanente parte che rimane a voi: in quale conto va a finire? “. Non ci sarà mai risposta, anzi una di quelle avute personalmente è: “che è parte integrante di tutti le altre tasse quindi viene considerato un tributo come gli altri”.

Però dovete sapere, miei cari, che io come tutti gli altri colleghi, se non versiamo prima i soldi non abbiamo la merce.

Per quanto riguarda il controllo sanitario sul prodotto di alta pericolosità questa è una delle tante BUFALE che il sito FORCES continua da anni a scongiurare.

Se Sergio Banana allude al programma televisivo “LE IENE” con tutto il rispetto per esso ed i conduttori purtroppo non essendo del mestiere o guardando all’entrata di ogni tabaccheria l’ adesivo “SE HAI MENO DI 16 ANNI TU NON DEVI COMPRARE IO SONO UN RINCOGLIONITO SE TE LI VENDO” vi hanno messo su una trasmissione che ha fatto ridere più a me tabaccaio che al “FUMATORE”. Il perché di questo adesivo: il decreto fu approvato il 24 dicembre 1984. Ora mi chiedo ma quando fu approvato Sergio Banana non era presente? Chi doveva tutelare, noi venditori o al Ministro della Sanità? Questo fu il problema della nascita di quell’adesivo.

L’appellativo RICOGLIONITO vi è stato dato cari colleghi perché anche nello scrivere quel decreto fu tutto sbagliato. Quanti FUMATORI mandano in tabaccheria i propri figli (minori) a comprare le sigarette e quanti non lasciano l’auto incustodita per ovvi motivi fuori delle TABACCHERIE e mandano i propri figli a prenderle?

Ora mi chiedo con tutto rispetto ma con quel DECRETO CREA RINCOGLIONITI per caso ci volevate cambiare il MESTIERE da TABACCAI a PUBBLICI UFFICIALI?

Perché immaginatevi per un attimo la scena come CLIENTE MINORE FUMATORE: “Mi scusi mi manda mio padre o mia madre può darmi un pacchetto di sigarette?" Voi direte FAVORISCA I DOCUMENTI PREGO! Le tabaccherie si trasformeranno i posti di BLOCCO o CENTRI di AUTORITA’ GIUDIZIARIA. Ma non è finita qui con una GENERAZIONE SUPERVITAMINIZZATA e con tanto di altezza superiore alla media giovanile come farete a RICONOSCERE il MINORE dall’ADULTO?

Per questo ci penserà GIROLAMO: doterà tutti i DISTRIBUTORI di SIGARETTE con un lettore GENETICO attraverso una telecamera posta all’altezza degli occhi del MINORE la quale rilevando l’iride deciderà se dargli o no le sigarette. Creando questo caos si arriverà a chiedere sul mercato ILLEGALE DEGLI ORGANI occhi da ADULTO (dal film MINORITY REPORT’S).

“Non è escluso che qualcuno voglia, sull’onda dell’emotività di queste denunce, creare le premesse di opinione pubblica per far saltare l’esclusiva di vendita per la categoria.
Quindi un monito a tutti, molto chiaro. È vietato vendere sigarette ed altri tabacchi lavorati a minori di anni 16. Questo lo sappiamo tutti e sappiamo pure che rischiamo pesanti ammende.
Non dobbiamo vendere ai minori per essere tranquilli con la nostra coscienza di non contribuire ad avviare ad una cattiva e pericolosa abitudine dei giovani ancora immaturi.”

Caro SERGIO BANANA mi potresti spiegare il nesso logico tra il “VIETATO FUMARE” con “L’ESCLUSIVA DI VENDITA”? Sai, per diciotto lunghi anni di servizio per LO STATO mi sono rincoglionito e non riesco a comprendere questo paragrafo.

“Non dobbiamo vendere per evitare il pericolo di creare nell’opinione pubblica e nel Parlamento un clima che possa consentire un serio attacco al caposaldo della nostra esclusiva di vendita che è l’unica seria salvaguardia della sopravvivenza economica delle nostre aziende.”  Segretario SERGIO BANANA ma in tutti questi anni quando una certa FORCES ITALIANA ha cercato di farle capire che IL VIRUS DEGLI ANTIFUMO stava per colpire la Penisola ITALIANA,  tu dov'eri?

“C’è un limite a quello che può fare per voi la FIT in quanto vostra rappresentanza sindacale. Non riuscirà certo a difendervi se con il vostro comportamento dimostrerete di non meritare di essere difesi.” BANANA questa te la potevi risparmiare, delle volte mi dai la sensazione che tu funga da MAESTRA D’ASILO e noi siamo i tuoi piccoli alunni. Ma per caso vorresti punirci perché ci siamo ribellati per anni ai tuoi insegnamenti.

FORCES è l’esempio della libertà è quindi può dartene LEZIONE DI VITA ma abbi perlomeno il coraggio di esprimere TUTTA LA VERITA’ di come andrà a finire questa STORIA DELLA PRIVATIZZAZIONE.

Cordiali Saluti

un tuo ex ASSOCIATO

Rea Tommaso