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BRUXELLES - Addio sigarette "light",
"ultralight" e perfino "mild". Tutti termini che, secondo l'Unione
Europea, traggono in inganno i consumatori facendogli credere che il
tabacco contenuto nelle bionde accompagnate dalle speciali diciture
farebbe meno male di quello delle sigarette "normali".
Ecco
perché, fin dal 2001, Bruxelles ha varato una nuova normativa, che
impedisce l'utilizzo di questo tipo di denominazioni. La
notizia di oggi però, è che la Corte di giustizia Europea gli
ha anche dato ragione.
Sì, perché contro la direttiva varata
a Bruxelles, che doveva essere recepita dai diversi stati membri, si
erano sollevati due dei principali produttori di sigarette del Regno
Unito, la British American Tobacco, e la Imperial Tobacco, entrambi
convinti che la Corte Europea bocciasse la nuova normativa.
Niente di più sbagliato invece: i giudici del Lussemburgo,
infatti, hanno dato ragione al parlamento Ue senza mezzi termini:
"il divieto di utilizzare sulle confezioni elementi descrittivi
indicanti che un prodotto del tabacco è meno nocivo degli altri
traendo in inganno i consumatori è idoneo a conseguire un livello
elevato di tutela in materia di salute" spiegano nella motivazione
della sentenza.
Tale divieto dunque "si applica ai prodotti
commercializzati nella comunità". Per giunta, rispondendo a una
richiesta avanzata in subordine dalle aziende su un presunto
"eccessivo allarmismo" delle attuali diciture che i produttori
devono apporre sui pacchetti, la corte ha stabilito che l'avviso "il
fumo nuoce gravemente alla salute", o quelli che riguardano le donne
in gravidanza e quant'altro "non sono eccessivi" e devono coprire
almeno il "30 per cento" del lato frontale della confezione. .
Dal prossimo 20 settembre 2003 dunque, data di entrata in
vigore del decreto, spariranno, anche in Italia, le sigarette
"light" o "mild".
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