Dal sito FIT 02/06/03 Non sempre, quando si trova una soluzione equilibrata per un grave problema, la validità della soluzione viene subito da tutti pienamente apprezzata. È quanto è successo per la circolare dell’AAMS in materia di distributori automatici di sigarette, recentemente firmata dal Direttore Generale dott. Giorgio Tino che noi condividiamo pienamente perché: 1) consente una graduale risoluzione del problema costituito dai potenziali acquisti di sigarette da parte dei minori di 16 anni attraverso i distributori automatici; 2) consente la prosecuzione del funzionamento dei circa 20.000 distributori automatici di sigarette, senza rendere necessaria né una loro proibizione né una loro rottamazione. Per i distributori già installati si dovrà provvedere entro il 31 dicembre 2003 all’applicazione di un dispositivo che automaticamente li disattivi dalle ore 7.00 alle ore 23.00, limitandone il funzionamento alle ore notturne. Un dispositivo che in molti distributori già esiste. Per i distributori da istallare a partire dal 1 gennaio 2004 si dovranno prevedere due dispositivi: il primo (economico ed elementare) consentirà la disattivazione ad orario dalle 7.00 alle 23.00 esattamente come per i vecchi distributori. Il secondo attraverso la lettura del chip inserito nella nuova carta d’identità elettronica, non solo italiana ma europea, consentirà la verifica dell’età dell’acquirente e limiterà la vendita solo a chi ha più di 16 anni di età. Questo secondo dispositivo tuttavia entrerà in funzione praticamente solo fra 3 o 4 anni quando le nuove carte d’identità saranno diffuse su tutto il territorio, superando la necessità del temporizzatore. Dobbiamo dare atto al Ministro della Salute prof. Girolamo Sirchia di aver accettato una soluzione del problema a medio termine, al fine di non danneggiare economicamente migliaia di piccole imprese a conduzione familiare. Fin dall’anno 1934 la legge italiana vieta la vendita di sigarette ai minori di anni 16. Se consideriamo storicamente la vicenda dei distributori automatici, dobbiamo dividere la storia in due distinte fasi. Nella prima, a partire dalla legge 22 dicembre 1957 n. 1293, il distributore automatico viene installato su conforme autorizzazione degli Ispettorati Compartimentali. Si tratta di apparecchi che accettano solo monete metalliche in lire, fino ad un massimo di 900, e sono spazzati via dal sequestro disposto in tutta Italia dal Pretore di Genova in data 8 luglio 1977. Malgrado il dissequestro ottenuto per intervento della FIT con decisione della Corte di Cassazione dell’11 gennaio 1978 questi distributori automatici spariscono dal mercato perché a cavallo di quegli anni in Italia mancano le monete metalliche (ricordate i miniassegni?), i prezzi superano le mille lire al pacchetto, le macchine rimangono prive di assistenza in quanto le ditte si ritirano tutte dal mercato. Nel frattempo poiché la FIT non è stata a dormire entra in vigore la legge 8 agosto 1977 n. 556 che consente l’installazione dei distributori automatici da parte dei tabaccai, senza autorizzazione degli Ispettorati compartimentali. In un primo tempo la legge rimane sostanzialmente priva di applicazione, poi pochi anni or sono inizia la ricomparsa prima lenta poi gradualmente più decisa dei distributori automatici, in controtendenza rispetto un quadro mondiale di iniziative in generale contro il fumo ed in particolare contro il fumo giovanile. Non condividiamo ovviamente gli estremismi di queste campagne attraverso le quali si procede in tutto il mondo a progressivi divieti, tuttavia ne dobbiamo tener conto. Di qui a qualche mese per esempio in Italia, sarà vietato di fumare in tutti i locali pubblici, salvo non si provveda con costosi sistemi di areazione a predisporre sale per fumatori che dovranno tuttavia essere minori degli spazi riservati ai non fumatori. In questo clima ritiene forse qualcuno dei nostri associati che rifiutando l’apertura del Ministro avremmo potuto continuare a sostenere (come la Cassazione aveva in altro tempo assentito) che il distributore non vende ma offre soltanto in vendita il prodotto e che è l’acquirente spingendo il bottone che effettua l’atto di acquisto? Ipotizzare oggi la conferma di questa massima, sentiti i consulenti legali della Federazione, ci è sembrato essere cosa sommamente improbabile. Da ciò l’esigenza o di rinunciare del tutto e per sempre ai distributori automatici ovvero tentare, come siamo riusciti, una difesa elastica che ne prolungasse indefinitivamente nel tempo la validità. Quindi ancora una volta un positivo risultato ottenuto dalla FIT a difesa della categoria. |