MA QUALE “Destra” MA QUALE “Sinistra”...

QUI BISOGNA RIFORMARE LA GIUSTIZIA ITALIANA

Ritorno al'angolo del tabacchino, a cura di Tommaso Rea
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3 Giugno Questo sito si è interessato già altre volte di furti e rapine sia di colleghi tabaccai che magazzinieri. A volte abbiamo riportato anche notizie di colleghi Americani che per questioni di campagne ANTIFUMO "made in U.S.A." non sono più considerati nostri colleghi ma rientrano già tra le categorie dei GIOELLIERI-FARMACISTI-BANCARI. Perché il prezzo delle sigarette o vari generi da fumo nello scaffale portano la media di valore da un minimo di 6 € ad un massimo di 12 €.. In poche parole siamo sempre più graditi per le categorie di rapinatori professionisti e non.

Certo che una rapina ad un collega extra-europeo non crea tanta opinione pubblica quanta ne crea ad un nostro collega italiano. Essendo che sono una amante delle pari opportunità devo per forza menzionare pure le rapine subite da un collega Americano, Francese, Tedesco o Russo; solo che a differenza della nostra nazione per loro la giustizia ha un percorso ed un iter diverso.

Spieghiamo i fatti come sono accaduti, ed esaminiamo gli eventi avvenuti in questa nazione tra NORD e SUD in due periodi e momenti diversi per capire come funziona la GIUSTIZIA ITALIANA:

Milano centro, piazzale Baracca sabato 19 maggio ore 20,00 in due entrano in tabaccheria e stanno per compiere la rapina. Per fortuna, vuoi che si sia trovato un ANGELO DIFENSORE dei colleghi tabaccai, vuoi l’istinto di protezione nei confronti dei tuoi familiari il collega GIOVANNI PETRALI tira fuori la pistola: uno dei due ladri è ferito e l’altro viene ucciso sul colpo.

Bari centro, viale Kennedy  mercoledì 19 marzo ore 11,30. Tre malviventi che fanno irruzione nella tabaccheria non riescono a prendere l’incasso (appena 200€),  ma sparano al collega NICO CHIUMARULO anni 26. Per fortuna anche qui L’ANGELO è intervenuto e Chiumarullo è rimasto solo ferito. (per i dettagli pubblichiamo su concessione della sorella FLORINDA PATRIZIA CHIUMARULO la lettera inviata a “La Repubblica” e pubblicata sulla pagina locale “Cronache di Bari” il 24 maggio a pagina VI. Si ringrazia anche la redazione del TG5 per aver messo in risalto con un servizio alle ore 13,00 e alle ore 20,00 lo stesso giorno)

Tutti parlano di giustizia sommaria. Tutti puntano il dito contro Giovanni Petrali, il tabaccaio di Milano che la scorsa settimana, ha inseguito e ucciso un rapinatore. Ma mi chiedo davvero si è voluto fare giustizia da solo o se ha sparato perché esasperato da uno Stato che non ci difende.

Mi chiamo FLORINDA PATRIZIA CHIMARULO. Ho 31 anni. E sono coordinatrice di una RICEVITORIA del LOTTO presso la TABACCHERIA dei miei genitori, in viale Kennedy. Quale, quella che lo scorso 20 MARZO è stata rapinata da tre malviventi? Quella di quel ragazzo che è stato sparato a sangue freddo solo perché stava facendo il suo lavoro? Si, proprio quella.

Sono la sorella di NICO CHIMARULO, il TABACCAIO che a 26 anni ha rischiato di morire per una rapina. Da quel giorno sono passati due mesi. Fisicamente mio fratello sta meglio. Ma non è più lo stesso per colpa di quel proiettile. Non riesce più ad entrare in TABACCHERIA. Ha paura. E anch’io ho paura. Ogni mattina apro la TABACCHERIA sperando che la giornata finisca il più presto. Non so più neanche perché lavoro. Solo per sopravvivere?

Nel 2001 in quattro mesi abbiamo subito quattro rapine. Tutte a mano armata durante le quali al più fortunato dei nostri clienti è stata puntata, senza alcun problema, una pistola alla tempia. Una volta dinanzi agli occhi atterriti della mia nipotina di quattro anni. Ma dopo tutte le rapine e le rispettive denunce non è cambiato niente.

Lo STATO non ci ha certo DIFESO o AIUTATO. E parlo di STATO per non dire SINDACO o PREFETTO. L’unica risposta è stata UNA TRAGEDIA SOLO SFIORATA GRAZIE ALLA VOLONTA’ DIVINA.

Il 20 marzo, alle 11,30 tre malviventi hanno fatto irruzione nella nostra TABACCHERIA. Non sono riusciti a prendere l’incasso, appena 200€, ma hanno sparato a mio fratello, che, insieme con il cane, istintivamente ha reagito per difendere mia madre.

Nico non era ARMATO, perché non è capace di tenere una pistola in negozio. Ma non condanno chi lo fa siamo esasperati. Ci sentiamo ABBANDONATI. E alla fine prevale l’istinto di conservazione.

Perché ti sei mosso. Perché hai reagito proprio questa volta che fuori della TABACCHERIA, per tua fortuna, c’erano quattro POLIZIOTTI che hanno arrestato i rapinatori? Ce lo siamo chiesti tutti. Anche NICO. Ora io rispondo che dopo quattro rapine davvero non sai più a chi chiedere aiuto e allora decidi di AGIRE d’ISTINTO per difendere la tua vita e quelle delle persone che ami.

Dopo quella rapina il PREFETTO DI BARI, TOMMASO BLONDA, ha ricevuto una delegazione di TABACCAI che chiedeva più sicurezza. LA RISPOSTA è STATA: “LA SITUAZIONE E’ SOTTO CONTROLLO, LE STATISTICHE DICONO CHE A BARI il TREND DELLA MICROCRIMINALITA’ E’ IN DISCESA”.

E così, se a MILANO il SINDACO ALBERTINI ha espresso SOLIDARIETA’ nei confronti del mio collega, nella mia città il SINDACO non ESISTE. Non ha mai dimostrato d’interessarsi alla nostra vicenda nonostante abbia avuto lo stesso clamore di quella di MILANO.

E proprio a lui chiedo: chi ci risarcirà dei danni e della paura? Perché ogni giorno devo prendere delle medicine per fermare il battito del mio cuore appena entro in tabaccheria? Perché ho dovuto festeggiare l’onomastico di mia figlia di due anni pregando dietro alla porta di una sala operatoria per la vita di mio fratello?

Se ci sarà un processo contro i rapinatori che hanno sparato a NICO le spese LEGALI chi le PAGHERA’? Lo STATO ci può restituire la serenità visto che noi TABACCAI versiamo nelle sue casse il 90 per cento dei nostri guadagni?

Sono tante le mie domande.

Ma a chi posso affidarle? Davvero al nostro SINDACO o allo STATO che ci fanno assistere a continui processi per corruzione, tangenti o a cambiamenti di leggi fatte apposta per le logiche della politica o per interessi personali?

Mi piacerebbe. Come mi piacerebbe dire: sono una cittadina onesta che lavora e se entrano nel mio negozio e mi sparano devo stare tranquilla perché c’è lo STATO che mi difende.

Devo stare tranquilla perché una GIUSTIZIA esiste. (FLORINDA PATRIZIA CHIMARULO)

Sin dai tempi di KAFKA (pensiero sintetizzato nel libro IL PROCESSO), l’ago della BILANCIA di qualsiasi tipo di GIUSTIZIA non ha mai avuto peso; è la giusta misura sia per l’ACCUSA che per la DIFESA.

In ITALIA  poi basta che “LA CONDIZIONE” si verifichi per scoprire che tutta la giustizia funziona secondo un LUNGO PROCESSO senza avere la giusta ricompensa che l’individuo si aspetta dalla GIUSTIZIA. Non voglio ora in queste poche righe BIASIMARE LA GIUSTIZIA ITALIANA. Anche perché non sono un professionista esperto DIRITTO CIVILE o PENALE. Ma la sola  “CONDIZIONE” verificatasi qui è come queste due rapine hanno stimolati in tutti la voglia di tramutarsi in GIUDICI dell’accaduto.

Ecco che quando il tabaccaio di Milano si TRASFORMA in ASSASSINO non per sua volontà ma per la “CONDIZIONE” verificatasi, subito i titoloni di quotidiani è riviste:

 “LO STATO NON E’ PRESENTE”
“IL TABACCAIO NON VOLEVA SPARARE”
“NON VI E’ ALCUNA PRESENZA DI FORZE DELL’ORDINE”
“IL TABACCAIO E’ UN ASSASSINO” 

...e chi più ne ha più ne metta, tanto a un uomo ONESTO LAVORATORE come il COLLEGA Giovanni Petrali si dedicano chili d’inchiostro, e le  eresie di chi dovrebbe rappresentare questo STATO, o GOVERNO che sia. Il tutto per farti capire che in ITALIA viene TUTELATO (anche con la stampa) di più il delinquente che l’onesto lavoratore.

Solo tre mesi dopo che viene ferito il collega NICO a BARI si scopre che l’ira della sorella la costringe a scrivere una lettera (leggi sopra) che mette in moto la stampa e la TV nazionale.

Così si viene a scoprire che in questa Nazione: “O governano quelli di DESTRA o quelli di SINISTRA; la storia rimane sempre la stessa”. Anzi con il cuore in mano posso dirvi che le nostre FORZE  DELL’ORDINE (ne abbiamo avute già molte di perdite per MAFIA, SACRA CORONA UNITA, N’DRANGHETA, CAMORRA) compiono ogni giorno il loro dovere, con stipendi ridicoli a differenza di quelli dei NABABBI POLITICI e VARI PENTITI ITALIANI. Anche noi portiamo al nostro GOVERNO il contributo giornaliero con versamento anticipato nelle casse STATALI. Però a differenza delle FORZE DELL’ORDINE a fine settimana il nostro lavoro ci ripaga. Loro invece, nell’attimo che compiono l’azione, rimangono soddisfatti con l’arresto poi massimo due mesi di sentenza; grazie alle leggi e ai legiferatori italiani, se li ritrovano davanti al bar o per strada con una faccia da… come dire... "SPORCO PIEDI PIATTI ti ho fregato di nuovo tu batti la SPINA ogni giorno ed io ti trovo l’articolo per avere le AGEVOLAZIONI che mi fanno uscire da galera" (paradosso all’italiana vedi BRUSCA per i CSM, che è un angelo deviato dai diavoli mafiosi quindi merita gli arresti domiciliari in VILLA con PISCINA).

Altro che POLIZIOTTI DI QUARTIERE! Qui fra non molto bisogna che si ripetano le parole dell’onorevole MARTELLI : “Cari ITALIANI armatevi che la GIUSTIZIA fa acqua da tutte le parti”; non sono per la VIOLENZA perché crea altra VIOLENZA, ma per il fatto che 'sta CARA ITALIA a LIVELLO DI GIUSTIZIA è come un FUNAMBOLO; l’equilibrio è così pericoloso che si rischia di cadere sempre più nel ridicolo.

Non sono questi eventi che mi hanno spinto a scrivere questo articolo su FORCES, ma sono i protagonisti di questo STATO che mi  hanno costretto a commentare l’avvenimento di MILANO e BARI.

Su MILANO siamo all’apice del ridicolo sindacale: il presedente della CONFESERCENTI Marco Venturi commenta così il suo intervento: "Chiede meno armi è più diffusione di telecamere collegate a Polizia e Carabinieri e, soprattutto, facilitazione maggiori per l’uso di carte di credito, in modo da limitare la circolazione di denaro contante per gli acquisti in tabaccheria e alle stazioni di rifornimento che <<incassano per la maggior parte denaro non loro ma dello Stato>>”

Caro Venturi, ma LO STATO chi è? Forse persone politicamente estranee ai SINDACATI alla POLITICA ITALIANA? Oppure sono fantasmi vaganti tra PALAZZO CHIGI o PALAZZO MADAMA? Ma quando eravate al potere, quanti tabaccai hanno perso la vita mentre VOI SINDACATI eravate a festeggiare i CINQUE ANNI DI GOVERNO di SINISTRA? Per l’uso di carte di credito bisognerebbe chiedere a FORCES un minimo di 20 Giga di spazio per spiegare quanto sia ENORME il POTERE delle BANCHE ITALIANE -- tale da poter gestire anche la stessa POLITICA. Per quanto riguarda le telecamere collegate a POLIZIA e CARABINIERI, forse anche questa è stata una buona pensata sindacale per fare BUSINESS, ma c’è il sindacato opposto (FIT) che ne ha pensata una meglio di voi.

Continuando sempre l’intervista a Marco Venturi, del sindacato al cui interno è presente anche l’ASSOTABACCAI con a capo Maurizio Bruni: “<<i più bravi a usare le armi sono questi ultimi>> e perciò occorre <<evitare di misurarsi pistola alla mano”.  LA STAMPA, lunedì 19 MAGGIO 2003, pag.13.

O Marco, o Marco! Fino a quando potremo essere avere la pazienza di sentire queste “BUFALE”? Io ne ho già piene le pagine, tra letture di quotidiani e scontri in PARLAMENTO trasmessi via SATELLITE... quindi queste “BUFALE” le potresti raccontare in silenzio, senza farle comparire su quotidiani NAZIONALI. Ti ringrazio anticipatamente.

Il giorno seguente, sul quotidiano  LA STAMPA, pag.11, c’è il commento  di qualcuno che già conoscete in questo sito: un certo Sergio Banana, il quale dice che si assumerà tutte le spese legali come SINDACATO (FIT) nei confronti di Giovanni Petrali -- Chiarendo però che i TABACCAI non debbono fare quello che ha fatto Petrali. Ma se fanno quello che ha fatto NICO CHIMARULO, loro sono disposti a pagare le spese FUNEBRI?!

Cari colleghi d’Italia, ma quando vi SVEGLIATE da questo lungo letargo e cominciate a capire che: LO STATO ITALIANO su di noi ogni anno fa un affare di 15 miliardi di €uro, pari a 30.000 miliardi di vecchie lire, comodamente stando SEDUTO dietro le scrivanie a raccogliere le accise che vengono loro inviate ogni settimana dai nostri C/C POSTALI.

Sapete che cosa è stato inviato ai TABACCAI il giorno 22 MAGGIO a BARI? Una lettera con protocollo n.897 che potete osservare qui, nella quale si evince come IL SINDACATO in ITALIA ama non tanto TUTELARLI i TABACCAI quanto ama FARE BUSINESS su di loro.

Lascio a voi il commento di questa lettera, se vi interessano sapere i prezzi prima del 3 GIUGNO p.v. potete contattarmi al mio indirizzo e-mail: tommasorea@forcesitaly.org Ma più che parlare di prezzi voglio dirvi che tutte le farmacie nel mio paese che hanno questo sistema comunque sono state rapinate lo stesso.

A questo punto potreste chiedermi: - “Caro REA allora dacci una soluzione a tutto questo senza polemizzare? Eccovela già pronta,  se state leggendo questa lettera su questo sito cercate di sfogliarlo con calma e capirete che la LOTTA agli UOMINI ANTIFUMO serve proprio a questo. Ma fino a che punto con una GIUSTIZIA ALL’ITALIANA a noi CONVERRA' avere ogni ANNO un aumento di prezzi del TABACCO e quindi GIUNGERE ad un PACCHETTO di SIGARETTE a 9€ pari a 18.000 lire come in U.S.A. e INGHILTERRA.”

Qualcuno mi dirà ma noi non vendiamo solo sigarette; è il contorno che ci porta ad incassare somme altissime come LOTTO, BOLLO AUTO, RICARICHE ecc. Sì, avrete anche ragione ma immaginatevi fra due o tre anni quando sarete a livello di prezzi come gli altri colleghi EUROPEI ed EXTRA cosa farete chiedete l’intervento della GUARDIA GIURATA all’entrata della vostra PORTA?

MEDITATE , MEDITATE MIEI CARI COLLEGHI ITALIANI...

 A presto.

Tommaso Rea