LA DURA VERITA’ E’ CHE COMUNQUE

ARRICCHISCE LE CASSE DELLO STATO

Ritorno al'angolo del tabacchino, a cura di Tommaso Rea
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10 Novembre 2003 - Caro Direttore leggo da anni “La Repubblica”. Anche perché oltre ad essere un TABACCAIO sono anche un EDICOLANTE.

L’edicola però con mio grande dispiacere lo ho dovuta dimezzare, e quindi per motivi di tempo TRA GIOCHI E TABACCO ho dovuto fare una cattiva scelta rimanere solo con i quotidiani. Anche perché non ero un buon venditore perché preso dalle notizie curavo molto le mie letture che quelle dei miei clienti.

Infatti tra tutte le BUFALE “ANTIFUMO” pubblicate sul suo quotidiano e quelle del “CORRIERE DELLA SERA” questa del 11 settembre 2003 (n. 373 del settimanale SALUTE) è la più grande.

Il suo bravo giornalista, diciamo che si è messo anche lui tra gli amanti del “BUSINESS ANTIFUMO”; Non è forcse per caso che oltre lo stipendio normale arrotonda la sua busta paga con qualche ente STATALE o colosso FARMACEUTICO?

Io a differenza sua, do il mio contributo giornalistico di associato scrivendo gratis anche per la rubrica assegnatami: “IL TABACCHINO DI TOMMASO REA(http://www.forcesitaly.org/italy/rubr3/rea.htm) ed è proprio questa la differenza che mi distingue dal suo giornalista.

Il nostro sito cerca di essere chiaro nei suoi articoli, e non monitorato come scrive il suo G. Pepe, magari da qualche BIG PHARMA o OMS.

Non voglio criticare il pezzo del suo giornalista, perché se lui è un associato antifumo diciamo che ha lavorato bene ma la cosa che mi ha fatto rodere i marroni è quella del prezzo sulle sigarette.

Le sottolineo il periodo (Il prezzo delle sigarette non è ciò che paga il consumatore dal tabaccaio: è quello che serve per salvare molte vite, con il ricorso a giuste diagnosi e a giuste terapie.

Forse il suo giornalista è molto superficiale, è quindi pur di far CONTENTI i suoi LETTORI SALUTISTI compreso il SANTO PROTETTORE SANITARIO S. GIROLAMO ha scritto la sua BUFALA.

Il suo giornalista per non cadere nella BUFALA doveva chiedere alla RAGIONERIA GENERALE DI STATO i proventi delle sigarette in quale conto vanno a finire la risposta era ed è:

“I PROVENTI DELLE SIGARETTE SONO NORMALMENTE
CONTABILIZZATI IN UN UNICO MASTRINO TRIBUTI”

Alla faccia del TRIBUTO qua si parla di un MILIARDO e CINQUECENTO milioni di vecchie lire a settimana solo da parte DELLA REGIONE CAMPANIA con i suoi 980 TABACCAI, figuriamoci se moltiplichiamo il totale dei TABACCAI ITALIANI che ammonta a 58.000 RIVENDITE sparse in tutta l’ITALIA.

E il suo giornalista si permette di scrivere che il prezzo pagato dal consumatore serve a salvare molte vite.

Caro  Pepe, scusami se non ho avuto tempo di risponderti subito ma se hai  la possibilità di collegarti in rete, vai sul sito www.report.rai.it  fatti una lettura della puntata sugli stipendi dei nostri GOVERNANTI a limite ti faccio la duplicazione della mia VHS in modo che capirai a cosa servono gli aumenti delle SIGARETTE.

A presto.

REA TOMMASO