Edoardo Sanguineti, l'irriducibile
MA E' UNA CROCIATA DI FANATICI

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"Io ho sempre la sigaretta tra le dita. Non ne posso fare a meno, ma... è spenta. Vede, c'è cascata anche lei! Come le hostess che, appena la rigiro, mi si gettano addosso, o le maschere nei teatri". Se la ride Edoardo Sanguineti, il poeta genovese, e confessa: "Io, di me, ho sempre detto: vivo per fumare, in quei brevi intervalli tra una sigaretta e l'altra cerco di fare qualcosa". E racconta: "L'anno scorso, la foto di un giornalista irlandese che mi ritraeva con la sigaretta, spenta, in mano, venne censurata".

Lei è rimasto fumatore "dentro". Ma come si è staccato? L'ha convinta la scienza medica?

"Macché. Presi una polmonite virale, causata dal cosiddetto virus del legionario, niente a che vedere con il fumo anche se, certo, i miei polmoni non erano candidi. Ma sulla loro "innocenza" mi confortava il mio medico, fumatore senza rimorsi. Tra ospedale e convalescenza, passò qualche mese e quando, tutto contento, mi riaccesi una sigaretta, una mattina, come tutti i veri fumatori, beh, mi dissi: posso fumarla dopo. E così, senza neppure accorgermene, venne mezzogiorno, poi la sera. E non fumai. Ma..."

Continui, non ci tenga in sospeso.

"Se, tra qualche anno, quando ormai, se mia moglie e io ci conserviamo fino a quel momento, non ci sarà più timore di morire per una sigaretta, giuro che riprenderò, con gioia, con piacere. Tranquillamente.

Che cosa pensa della imminente crociata anti-fumo?

"Che mi sembra una persecuzione, dettata da vero fanatismo. Non voglio entrare in campo medico, ma vedere lo sguardo sprezzante, addirittura minaccioso delle persone che non fumano posarsi sulla nuvoletta grigia che li sfiora come se fosse quella di una colt, come se il poveretto fosse un criminale... beh, mi sembra troppo. Con tutte le disgrazie, le violenze che ci sono".

Claudia Provvedini

Il Corriere della Sera, 26 maggio 2001, p.11