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ltre a quello di informare, la Stampa ha un altro importantissimo compito
all'interno di una società civile e democratica: quello di fare da garante dei diritti
dei cittadini e delle minoranze segnalando all'opinione pubblica tutti quei casi di
ingiustizia e di violazione dei diritti umani che nascono da pregiudizi, superficialità,
incompetenza, o peggio ancora interessi corporativi e di parte.
Purtroppo, se questo è vero in certi casi, non lo è in un settore molto delicato come
quello delle pari opportunità fra genitori nelle cause di affidamento dei minori in caso
di separazione o divorzio. Il giro di affari di oltre 2000 miliardi di lire all'anno fatto
sulla pelle di migliaia di bambini, la ritrosia a mettersi contro corporazioni molto
potenti come quella degli avvocati e soprattutto quella dei magistrati, e in sostanza il
fatto di condividere con il resto del Paese una cultura di discriminazione sessista che
sotto una falsa vernice di pseudofemminismo è in realtà fortemente maschilista, fa si
che venga steso un velo di silenzio e omertà su una giurisprudenza vergognosa che ha reso
e continua a rendere di fatto orfani di padri ancora in vita centinaia di migliaia di
bambini.
Nel 96% dei casi i minori vengono affidati alle madri, in un modo che spesso all'atto
pratico toglie ai padri il diritto/dovere di crescere, educare e partecipare attivamente
alla vita dei propri figli, trasformandoli a tutti gli effetti in padri ad ore. Si tratta
di una situazione assolutamente insostenibile in un Paese che si dice liberale, la quale,
oltre a violare il terzo articolo della nostra Costituzione, lede pesantemente la dignità
umana di tanti papà e rappresenta una vera e propria violenza psicologica per i minori.
Di tutto ciò l'opinione pubblica non viene informata, anzi, esiste un vero e proprio
movimento di opinione nella stampa che tende a cancellare il padre come figura attiva
nell'ambito familiare. Eppure sempre più uomini, in un mondo in cui le donne hanno
giustamente rivendicato un ruolo paritario nel mondo del lavoro, pretendono che si
riconosca loro il ruolo di genitore amorevole, sensibile e soprattutto presente,
rinnegando quella logica perversa che li vuole vedere solo come una fonte di sostentamento
economico per la famiglia.
Lettore anonimo |