SINCERI CONSIGLI, PESANTI PARCELLE
Di Melody Petersen, New York Times

Traduzione dall’originale inglese di Fausto e Miriam De Filippis

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11 Agosto 2002 - In una rara intervista, andata in onda nel mese di Marzo su “Today”, un “talk show” della NBC, Laureen Bacall parlò a Matt Lauer di un suo buon amico che era diventato cieco a causa di una malattia oculare, e sollecitò i telespettatori a sottoporsi ad una visita oculistica.

“E’ così... così raccapricciante perché può... può colpire... improvvisamente” spiegò la Bacall, che quindi parlò di un medicinale chiamato Visadyne, un nuovo preparato usato per la cura della “degenerazione maculare”.

Né la signora Bacall, né la rete NBC rivelarono che la Bacall era stata pagata per raccontare la storia.

“L’abbiamo compensata per il tempo che ci ha dedicato” affermò la dottoressa Yvonne Johnson, direttore medico della divisione oftalmica della Novartis, la ditta farmaceutica svizzera che produce il Visadyne. La Novartis aveva scelto, per il “marketing” di detto prodotto, la signora Bacall perché ella attrae molte persone oltre i 50 anni, che rappresentano anche il principale mercato per il Visadyne.

“Ci siamo accorti che le persone avrebbero accettato ciò che lei diceva” continuò la dottoressa Johnson, che comunque rifiutò di far conoscere il compenso elargito alla Bacall.   “Il nostro unico scopo é quello di far sapere alle persone che si può non diventare ciechi”.

L’industria farmaceutica sta sbarcando ad Hollywood e sta ricevendo un caldo benvenuto.

Nell’ultimo anno dozzine di attori, dalla Bacall a Kathleen Turner a Robert Lowe, sono stati pagati profumatamente per partecipare ai “talk show” o a programmi di notizie mattutine, e far conoscere al pubblico dettagli di malattie che li affliggono personalmente, o che hanno colpito i loro conoscenti. Spesso menzionano medicinali per nome senza far conoscere le loro connessioni finanziarie con l’industria che li produce.

Ed anche se le compagnie farmaceutiche negano alcun tipo di pagamento, i produttori di Hollywood hanno dato ai prodotti farmaceutici di grido un ruolo rilevante nei programmi di alta audizione.

Ad esempio, lo scorso inverno, un episodio di “Law and Order” della NBC si dipanava tutto intorno al Gleevec, un medicina per il cancro venduta dalla Novartis. Nella serie “West Wing” (sempre NBC) il Presidente Barlet, interpretato da Martin Sheen, soffre di sclerosi multipla, ed usa Bateseron, un medicinale prodotto da Belrex Laboratories. Entrambe le industrie farmaceutiche hanno negato di aver pagato per fare dette promozioni.

Negli ultimi anni, nella spasmodica ricerca di sempre maggiori profitti provenienti dalla vendita delle loro medicine prima che i brevetti perdano validità, le industrie farmaceutiche hanno speso miliardi di dollari per promuovere i loro prodotti, sia mettendo in campo eserciti di rappresentanti, dottori, infermieri e farmacisti, sia rivolgendosi direttamente ai consumatori attraverso mirabolanti pubblicità televisive o su carta stampata. Ora, nonostante le critiche che dette azioni aumentano i costi dei preparati, alcune ditte stanno cercando di pubblicizzarsi in un modo ancora più subdolo.

Le industrie di prodotti di consumo come la Coca-Cola e la BMW usano come “testimonial” dei loro prodotti grandi celebrità e, da decenni, detti prodotti vengono inseriti nei manoscritti e sceneggiature di film e spettacoli televisivi. Ma, a detta degli esperti, fare lo stesso con prodotti farmaceutici solleva molti interrogativi, specialmente se non vengono resi pubblici i vincoli finanziari che le celebrità hanno con l’industria.

“E’ un grosso problema e potrebbe essere anche non etico” asserisce il Dr. Joseph Turow, insegnante presso l’Annemberg School for Communication presso l’Università della Pennsylvania.

“Noi ammiriamo quelle celebrità, e questo é il motivo per cui le ditte farmaceutiche pagano per i loro servizi”, commenta il Dr. Turow “ma quando l’argomento é la salute, in particolare i medicinali, la trasparenza diventa un problema etico.  Le persone dovrebbero rendere note le ragioni per le quali fanno le raccomandazioni”.

Allison Gollust, un portavoce del programma “Today”, afferma che la NBC potrebbe aver sbagliato nel gestire l’intervista, e afferma inoltre che in quel momento, i responsabili della NBC non avevano considerato come problematici i commenti della signora Bacall sul Visadyne.

“Pensandoci a mente fredda e con più informazioni sui legami tra le star e le compagnie farmaceutiche, avremmo potuto gestire la vicenda in modo diverso” dichiara la signorina Gollust.  

Terry Barnet, responsabile operativo della Novartis americana, affermò che non era sua intenzione far pubblicizzare dalla Bacall il Visadyne ma che, in futuro, se una celebrità avesse parlato di una malattia, la compagnia sarebbe stata più attenta nel far sì che il pubblico fosse a conoscenza che la star stava lavorando per loro. E concluse ribadendo che: “Credo che staremo più attenti in futuro”.

Nessuna industria farmaceutica rivelerà mai quanto ha pagato le celebrità per i loro servizi, ma il caso di Larry King ci da qualche indicazione. Dopo che il signor King parlò pubblicamente della sua malattia cardiovascolare, nel corso di una campagna di prevenzione, la compagnia che aveva prodotto l'evento convinse la Guidant Corporation, una ditta che produce apparecchiature per operazioni cardiache, a contribuire una fornitura di apparecchiature mediche del valore di un milione di dollari alla fondazione del signor King, che aiuta i poveri.

Le case farmaceutiche hanno usato la potenza [politica] acquisita con la loro pubblicità (2.7 miliardi di dollari spesi nel 2001) per bloccare l’uscita di un copione che avrebbe messo in cattiva luce una delle medicine più usate e più comuni. Nel dicembre del 2000, l’USA Network cancellò la produzione di un film per la televisione intitolato “Chi ha ucciso Sue Snow”, che parlava della morte di due residenti di Seattle che avevano ingerito degli antidolorifici che erano stati avvelenati con cianuro dopo le rimostranze della Johnson & Johnson, una delle maggiori case che produce e pubblicizza il Tylenol (Il Tylenol era, naturalmente, il responsabile di quell’incidente di vita reale nel 1982).

Jeffrey J. Leebaw, portavoce della Johnson & Johnson, affermò che la sua compagnia era venuta a conoscenza del film, ed aveva fatto sapere all’USA Network che lo sviluppo del progetto non era ben visto, sebbene “Non abbiamo minacciato di cancellare la nostra pubblicità”, afferma Leebaw.

Altre industrie nell’ambito della salute, con minor peso economico, non hanno ottenuto gli stessi risultati. Le compagnie di assicurazione, stanche di essere rappresentate da Hollywood come “i banditi” del sistema sanitario americano nel mese di Giugno hanno assunto, per migliorare la loro immagine, l’agenzia di relazioni pubbliche William Morris.

Mark Merritt, vicepresidente senior dell’American Association of Health Plans, un gruppo commerciale che rappresenta circa mille compagnie di assicurazioni, ha affermato che il film “John Q” fu la goccia che fece traboccare il vaso. Il film narra di una compagnia di assicurazioni che rifiuta di coprire il costo di un trapianto cardiaco ad un bambino in fin di vita ed il padre, interpretato da Denzel Washington, a mano a mano che le condizioni del figlio peggiorano, è sempre più disperato. Con l’aumentare della tensione, egli si arma e prende in ostaggio il personale di un pronto soccorso finché l’ospedale non accetta di inserire il ragazzino nella lista delle persone in attesa di trapianto.

In altre sceneggiature, gli assicuratori sono ritratti come avidi, attratti solo dal denaro, che rifiutano di pagare medicine che nella stragrande maggioranza dei casi sono salvavita. Nell’episodio della serie “Law and Order” che parla del Gleevec, il padre di una giovane affetta da leucemia uccide un dirigente delle assicurazioni dopo che egli rifiuta di pagare la cura che, sia nella finzione televisiva, sia nella realtà, costa 25.000 dollari l’anno. Dopo che i difensori affermano che il delitto era giustificato, la giuria non è in grado di emettere un verdetto.

Il signor Merritt dichiara che l’agenzia Morris sta aiutando le assicurazioni per portare a termine un incontro con i dirigenti di Hollywood. “Vogliamo sederci intorno ad un tavolo con i produttori e sceneggiatori dei programmi contenenti argomenti relativi alla salute e ottenere che sentano la nostra parte della storia” …  “Hollywood é troppo importante per non tenerne conto”.

Ci sono molti vantaggi ad avere Hollywood dalla propria parte.

“Quando una celebrità parla di qualcosa, tutti l’ascoltano” dice il Dott. Jonathan Sakier, fondatore dello Spotlight Healt di Los Angeles, una società che produce campagne informative sulla salute impiegando personalità di grido. La Spotlight ha siglato l’accordo tra il signor King, la Guidant e i  concorrenti tipo Primier Entertainment Consulting of Essex Fell, N.J., così come quelli tra le star e le campagne per la commercializzazione di medicinali.

Spettacoli di alta audizione come “E.R.” contano il doppio degli ascoltatori dei telegiornali serali. Secondo la Nielsen Media Research, in media più di 22 milioni di telespettatori hanno visto lo scorso anno ogni episodio di “E.R.”, mentre solo 10.8 milioni hanno seguito Tom Brokaw su “NBC Nightly News” [telegiornale di punta della NBC].

Anche se i programmi sono finzioni, i telespettatori li considerano realtà. Secondo uno studio promosso dalla Kaiser Family Foundation, il 53% dei telespettatori che seguono “E.R.” affermano di aver preso coscienza di “importanti fatti sulla salute” guardando detto programma.

D’altro canto, le industrie farmaceutiche possono aggirare i regolamenti federali sulla pubblicità assoldando le celebrità per ampliare la conoscenza del pubblico sulle malattie. I regolamenti in vigore richiedono che tutta la pubblicità dei medicinali ottenibili con prescrizione deve evidenziare anche le controindicazioni e non sovrastimarne l’efficacia.

Fintanto che le celebrità non nominano il prodotto, la Food and Drug Administration considera l’evento educativo e non promozionale, e non necessita quindi di regolamentazione.

Ma alcune recenti apparizioni sullo schermo televisivo, compresa l’intervista alla signora Bacall a “Today”, sembrano essere al limite della regolamentazione. La Bacall ha menzionato il Visadyne senza fare alcun accenno agli effetti collaterali.

“Sappiamo che ha pronunciato la parola Sinudyne una o due volte”, afferma la dottoressa Johnson della Novartis, ed aggiunge: “Non stava esaltando il prodotto”.

Johnnie Planco, manager della Bacall, ha riferito che non le era mai stato chiesto se aveva ricevuto compensi “ma lo ha fatto credendo di poter aiutare il prossimo”.

Amgen è un’altra industria farmaceutica che ha recentemente ingaggiato delle celebrità per promuovere i sui prodotti. Amgen paga Dammy Glover per pubblicizzare Aranesp tramite campagne educative sull’anemia. L’industria che vende Enbrel, cura per l’artrite reumatoide, stipendia Kathleen Turner per parlare di come lei convive con la malattia, e Rob Lowe per attirare attenzione sulla neutropia, che é un effetto collaterale della chemioterapia, che viene curata con il Neulasta, un medicinale prodotto dalla stesa casa.

Il signor Gollust della NBC ha affermato che é stata negata un’intervista a Rob Lowe dopo che si venne a conoscenza dei legami commerciali esistenti tra lui e la Amgen.

Jeff Richardson, portavoce della Amgen, ha affermato che i dottori hanno riferito che sono felici delle campagne informative dei divi perché “i pazienti le vedono e poi vanno dai dottori”

Il Dr. Alan M Langlieb, assistente alla John Hopkins School of Medicine, dice di sapere quanta pressione viene esercitata su Hollywood dalle industrie farmaceutiche, da lui stesso sperimentata quando aiutò a creare una serie di piccoli notiziari scientifici sui contenuti della serie “E.R.”. La serie di notiziari, che iniziò nella seconda metà degli anni Novanta, e che proseguì fino allo scorso anno, era chiamata “Seguendo E.R.”, e veniva trasmessa dopo ogni puntata di “E.R.” dalle stazioni NBC locali. Il Dr. Langlieb afferma di essere stato spesso avvicinato da industrie che avrebbero voluto che il loro prodotto fosse menzionato durante il notiziario, e qualche volta gli avevano offerto anche di ricompensarlo.

“Avrebbero voluto che i nomi di Hopkins ed “E.R.” fossero collegati a tutto ciò che stavano facendo”, afferma Langlieb.

Una casa farmaceutica, American Home Products, adesso conosciuta come Wyeth, gli mandò un’intera scatola dei suoi prodotti dopo aver iniziato a pagare la NBC per sponsorizzare “Following E.R.”.

“Alcune agenzie pubblicitarie dell’industria farmaceutica mi hanno contattato per diventare consulente per i loro prodotti”, dice il Dr. Langlieb, “ma ho sempre rifiutato, perché ciò sarebbe stato un conflitto di interesse”; ed aggiunge che lui ed altri insegnanti della Johns Hopkins, che preparavano le notizie, avevano parimenti rifiutato le offerte di [altre] compagnie farmaceutiche.

“Mi sono rapidamente reso conto che ad Hollywood o sei dentro o sei fuori; per stare dentro devi avere una forte resistenza a non essere in vendita”.

Un programma-notiziario simile, sempre con la consulenza degli esperti della John Hopkins School of Medicine, fu mandato in onda dalla CBS il “medi-dramma” “Chicago Hope” [“hope” = speranza]. Nel 1998 la Pharmaceutical Research and Manufacturers Association, che rappresenta diverse aziende farmaceutiche, sponsorizzò la CBS con un milione di dollari sia per il programma stesso, sia per il notiziario medico, dal titolo “Vivere con la speranza”.

Il Dr. Langlieb afferma che gli sponsor non gradirono il contenuto delle notizie, che suggerivano argomenti da trattare, o richiedevano di menzionare certi farmaci. Ma il contratto tra l’industria farmaceutica e la CBS accese numerose discussioni tra i sostenitori dell’allattamento naturale quando un episodio di “Chicago Hope” parlava dei rischi di cancro susseguenti tale allattamento. L’episodio narrava di un bambino che si spegneva lentamente dopo che la madre si era rifiutata di allattarlo artificialmente anche se ella non aveva latte a sufficienza. Il gruppo aveva tra i suoi iscritti le più grandi industrie farmaceutiche che producono prodotti per l’allattamento artificiale, quali la Bristol-Mayers Squibb, Abbott Laboratories e Wyeth.

“E’ tutto troppo una coincidenza”, afferma Kimberly Cavaliero, direttore per le pubbliche relazioni di La Leche League Internazional, associazione che sostiene l’allattamento naturale; “Molte persone credono a quello che vedono in televisione, anche se è finzione”.

Jeff Trewhitt, portavoce dell’associazione delle industrie farmaceutiche, dichiara che con i produttori di “Chicago Hope” non si era discusso, o tanto meno suggerito, il tema della puntata.

Una portavoce della CBS indirizzò ogni domanda a David E. Kelly, produttore di Chicago Hope che, a sua volta e tramite un’altra portavoce, fece sapere che non era disponibile per commenti.

Il Dr. Langlieb afferma che, durante il suo lavoro con gli autori e produttori di “E.R.”, gli fu detto che alcune compagnie farmaceutiche avevano negoziato con i produttori dello show per far apparire i loro prodotti durante il programma in cambio di denaro o di apparecchiature mediche da usare sul set.

Ma il Dr. Neal Baer, ex produttore esecutivo di “E.R.”, affermò di non avere mai parlato con, o incontrato, compagnie farmaceutiche che avrebbero voluto avere descrizioni favorevoli o prodotti piazzati nell’ambito del programma, oppure parlare di condizioni mediche che possono essere trattate con tali prodotti.

“Non siamo qui per pubblicizzare farmaci” afferma il Dr. Baer, ora produttore esecutivo di “Law and Order: Special Victims Unit”.

E, nonostante tutto, il Dr. Bear afferma che durante gli episodi di “E.R.” vengono frequentemente menzionati nomi di medicine -- quando il prodotto viene posto sotto una luce positiva. In un episodio, una ragazza assume una dose eccessiva di Tylenol, che le danneggia seriamente il fegato. Invece di usare il nome commerciale della Johnson & Johnson per il quale esso  é conosciuto, le regole del network imposero di usare il nome chimico: acetaminofene.   “Quell’industria spende molto in pubblicità, e ci avrebbero denunciato”.

Alcuni episodi di serie televisive sono stati in seguito usati dalle case farmaceutiche per le loro promozioni pubblicitarie. Ad esempio, dopo una puntata nella quale il Dr. John Carter aveva diagnosticato un cancro della pelle ad un paziente, l’attore Noah Wyle, che impersona Carter, é stato assunto dalla Sharing-Plough per una campagna informativa sulla malattia. La Sharing-Plough vende l’ Intron A, che é un medicinale per trattare il melanoma.

Pfizer ha anch’essa assunto Wyle per la campagna di sensibilizzazione sullo stress da trauma (post-traumatic stress disorder). Tale campagna iniziò nel Gennaio del 2001 proprio quando il “Dr. John Carter”, nella serie televisiva, stava combattendo contro lo stress derivante dall’essere stato accoltellato. Wyle iniziò la campagna apparendo in “Today”. Quindi apparve ancora su programmi mattinali della NBC nel mese di Novembre 2001, due mesi dopo l’attacco terroristico al World Trade Center del’11 Settembre. In entrambe le occasioni i programmi resero noto che Wyle lavorava per la Pfizer.

Pfizer produce lo Zoloft, un antidepressivo che é approvato come cura per i disordini psicologici postraumatici. Nel corso del programma di Novembre Mr. Lauer intervistò Wyle come se fosse il dottore che impersonava nella finzione.  

“Noah, i traumi sono traumi, e tutti noi reagiamo in modi diversi, e così come fai a dare un’indicazione su cosa, per esempio, é una reazione normale e cos’è invece ciò che precipita in qualcosa di serio?” chiede l’intervistatore.

Il Dr. Wyle dette un sensato suggerimento. “La prima cosa che si deve fare é esternarlo, parlarne, far conoscere le tue sensazioni e sentimenti, quello che hai visto e a cui stai reagendo”, disse Wyle, “e se il problema persiste, consulta uno psicologo”.

Eddie Michaels, manager di Wyle, afferma che l’attore aveva voluto focalizzare l’attenzione sull’argomento a seguito di un suo viaggio in Macedonia, dove aveva parlato con dei rifugiati.

“La maggior parte degli attori non sono interessati a pubblicizzare medicinali” riferisce Michaels; “Il messaggio deve essere tale da destare interesse sull’argomento, e non per vendere un prodotto”.

E aggiunge: “Sicuramente le case farmaceutiche ne traggono vantaggio, ma il messaggio é molto più educativo della pubblicità”.

Nel mese di Aprile, Montel Williams, che soffre di sclerosi multipla, dedicò un’intera trasmissione alla malattia, e citò il Copaxone, medicinale da lui stesso impiegato.

“Il Copaxone é ciò che mi permette di andare avanti” disse Williams ai telespettatori. Non ha mai parlato dei possibili effetti collaterali, o dei suoi rapporti finanziari con la Teva Pharmaceuticals, che commercializza il Copaxone.

In un accordo raggiunto con l’aiuto della Spotlight Health, Teva pagò la Spotlight Health, che a sua volta pagò la The Montel Williams MS Foundation, che era una fondazione caritatevole del Signor Williams, a quanto dice il Dr. Sackier della Spotlight Health. Il sito internet che descrive gli obiettivi di questa fondazione, afferma che tali obiettivi sono raccogliere fondi per la ricerca sulla sclerosi multipla, ed educare la popolazione. Il Dr. Sackler afferma di non poter rivelare quanto la Teva abbia pagato, o quanto la fondazione di Williams abbia ricevuto.

Greg Westbrook, portavoce della Teva, ha affermato che il “marketing” era appropriato, e che “non abbiamo suggerito al signor Williams cosa dire”.

Williams ha affermato di non aver ricevuto denaro dalla sua fondazione, e che non stava cercando di fuorviare nessuno “Ho deliberatamente e ripetutamente detto che la mia cura non é valida per tutti quelli che soffrono di sclerosi multipla”.

Anche se non sono riportati i nomi dei medicinali, il messaggio passa ugualmente. In Febbraio, Kathleen Turner apparve su ABC in “Good Morning America” per parlare dell’artrite reumatoide di cui soffre. La Signora Turner non fece menzione del fatto che era pagata dalla Wyeth e da un’altra casa che andò a far parte della Amgen, e che commercializza Embrel, un nuovo ritrovato per la cura dell’artrite reumatoide.

Ma, senza pronunciare il nome Embrel, la Turner disse a Diane Sawyer che “nuove medicine” erano “estremamente efficaci” e non avevano alcun effetto collaterale. Inoltre, per ulteriori informazioni, ella indirizzò telespettatori ad un sito internet mantenuto dalle due case farmaceutiche, anche se non ne menzionò i nomi.

Douglas Petkus, portavoce della Wyeth, affermò che ad un produttore del programma era stato dato del materiale che dimostrava chiaramente che era stato preparato dalle compagnie farmaceutiche.   “La responsabilità non era di Kathleen”.

Lisa Finkel, portavoce di “Good Morning America”, disse che il programma aveva risentito da come si era svolta l’intervista, e che quindi d’allora in avanti sarebbero stati molto più attenti. “Vogliamo sempre far conoscere le informazioni pertinenti; nessuno é più dispiaciuto di noi per questo incidente”.