SIGARETTE MENO PERICOLOSE - PROSPETTIVE PER UNA NUOVA POLITICA SANITARIA Ritorno alla pagina principale
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italiana

EDITORIALE - FUMA CHE TI PASSA: ECCO PERCHÉ "NESSUNO" VUOLE LA SIGARETTA MENO PERICOLOSA

Breve riassunto del simposio tenutosi all’Università di Milano, dipartimento di scienze farmacologiche, il 29 Ottobre 2002

29 Ottobre 2002 - Nel corso della presentazione, il dott. Gori ha indicato le cifre ufficiali della mortalità da tabagismo, e le proiezioni che indicano un incremento di 500 milioni di fumatori entro un decennio.

Dopo aver indicato il chiaro fallimento della politica proibizionista contro il fumo, Gori è passato a descrivere la razionale soluzione, avallata dall’Istituto di Medicina dell’Accademia Nazionale delle Scienze statunitense (IOM). “Un anno fa’ a Settembre, l’Istituto di Medicina pubblicava un rapporto dove affermava che sigarette meno pericolose  sono fattibili, e che un governo responsabile deve regolare tali sigarette per stabilire quanto meno pericolose possano essere, allo scopo di permettere una attiva pubblicità di mercato, ha affermato Gori. “L’ Istituto di Medicina addirittura considerava che il rischio del fumatore possa ridursi al livello di minori rischi comuni, come potrebbe essere un debole per il caffè o per la fiorentina al sangue.”

Secondo la semplice formula avanzata dall’IOM, una sigaretta meno pericolosa produrrebbe un fumo ad alto contenuto di nicotina, anche a livelli che garantiscano assuefazione, ma dove gli altri componenti fossero ridotti. Infatti la formula non è nuova, ed è la stessa avanzata 25 anni fa’ dal Programma Fumo e Salute dell’Istituto Nazionale del Cancro degli Stati Uniti, di cui il dott. Gori stesso fu il direttore a suo tempo.

Tragicamente i ritrovati di quel programma furono soppressi a favore di una politica proibizionista tuttora in vigore, con i risultati che sappiamo.

“Anzitutto c’è da chiedersi perché le sigarette non siano state messe al bando e dichiarate illegali, visto le spettacolari attribuzioni di rischio. Dopo tutto, governi in genere oggi non esitano a bandire sostanze ed usi sulla base delle più tenui congetture. negli Stati Uniti nel 2001 un assortimento di governi federali, statali, e locali incassava tasse sulle sigarette per circa $30 miliardi, contro un profitto dell’ industria di circa $9 miliardi. Si tratta di cifre favolose, superiori al prodotto nazionale lordo di moltissimi paesi. Si potrebbe anche farne un caso di sicurezza civica, perchè bandire le sigarette quando milioni di cittadini fumano equivarrebbe a incoraggiare un mercato nero che nessun apparato di polizia potrebbe contenere.”

Gori è poi passato a spiegare il perché, a suo avviso, la gente fuma.

“A prima vista c’ è il rituale estetico: un prodotto elegante per tradizione e destinato al sacrificio, Prometeo e il fuoco, la cremazione, il fumo etereo, gli aromi… il miglioramento del comportamento individuale e sociale, di certi aspetti di destrezza fisica, il benessere psichico, la concentrazione, la capacità allo studio e alla creatività, la gratificazione orale, e così via.”

Passando poi a spiegare il meccanismo con cui il fumatore dosa esattamente il fumo secondo il suo gradimento: “Il fumatore può fare in modo che la nicotina inalata sia immediatamente rilassante o eccitante, a piacere. … Il fumatore controlla subconsciamente la dose esatta per raggiungere l’ effetto desiderato, e non la supera. Anzi, non la può superare perché anche un minimo eccesso avrebbe un esito spiacevole e quindi avverso.  … Questa capacità di appagare il fumatore con effetti transitori, immediatamente modificabili, e anche opposti, danno alla sigaretta un valore esistenziale unicamente diverso dall’ uso di altre sostanze. “

Procedendo, il Dott. Gori ha spiegato il semplice meccanismo della sigaretta più sicura, basata sul principio del raddoppio della dose di nicotina, una sostanza benefica i cui effetti terapeutici sono ampiamente riconosciuti, e della riduzione del 50% del tabacco, che contiene sostanze potenzialmente tossiche. Facendo notare che anche l’Istituto di Medicina riconosce che tali sigarette non sarebbero accettabili se non fossero gradibili ai fumatori, Gori spiega che “…Devono produrre un fumo con livelli di nicotina sufficienti a soddisfare i fumatori. A questo riguardo, l’ IOM afferma che la nicotina non è pericolosa al livello delle dosi che i fumatori raggiungono senza poterle superare. “ Inalare il doppio di nicotina significa, quindi, fumare metà del tabacco, con una grande riduzione del rischio.

Un importante punto è stato messo in luce circa la pericolosità della nicotina, e della sfrenata campagna disinformativa contro di essa a scopi antifumo: “Non ci sono dati a indicare che a quei livelli la nicotina causi tumori nell’uomo, né che sia causa di disturbi cardiovascolari. Infatti la sicurezza della nicotina è stata avvallata per molti anni da regolatori ufficiali in varie parti del mondo, con decisioni che permettono la libera vendita e l’ uso di pasticche gommose, cerotti, e altri preparati che contengono nicotina equivalente al fumare diversi pacchetti di sigarette. Il rapporto dell’IOM implica che classificare la nicotina alla pari con la cocaina non corrisponde alla realtà e non è credibile. La nicotina e il fumo non sono psicotossici, non risultano in comportamenti squilibrati o asociali, nè in una perdita di compostezza personale.  Al contrario, l’IOM trova che il fumare migliora il comportamento individuale e sociale, certi aspetti di destrezza fisica, il benessere psichico, la concentrazione, la capacità allo studio,  e altri vantaggi che insieme spiegano perchè l’uso della sigarette continui così diffuso.”

“Su questa base, l’IOM conclude che una strategia generale per ridurre il rischio del fumo, è di mantenere la nicotina anche a livelli che producano assuefazione, e di ridurre altri componenti del fumo che si ritengano tossici.  Queste conclusioni non vengono da un’ industria del tabacco che rimane assolutamente sospetta, ma dalla maggiore autorità medico-scientifica degli Stati Uniti, e da un comitato di esperti con impeccabili credenziali antifumo. Queste raccomandazioni sono tanto più notevoli in quanto contrarie alla tradizionale politica contro le sigarette tuttora in vigore. Per questa ragione, il messaggio dell’IOM verrà accettato con difficoltà a livello ufficiale. Ma dovrà essere accettato perché corrisponde alla realtà delle cose e non a una visione illusoria. Il messaggio non potrà essere ignorato dalle autorità competenti, pena l’ assumersi gravissime responsabilità.”

E’ seguita l’esibizione di grafici ed altri dati a dimostrazione dell’enorme riduzione di rischio se queste sigarette fossero subito prodotte ed adottate – una riduzione tale da portare la curva delle proiettate morti e malattie a livelli così bassi da essere totalmente accettabili. Si è parlato poi di possibili strategie per l’introduzione di tali sigarette sul mercato e del loro marketing. “All’inizio queste sigarette dovranno competere con sigarette comuni, e per essere accettabili dovranno cominciare col deviare lentamente dalle caratteristiche tradizionali. Quanto rapidamente e maggiormente si possa deviare, dipenderà anche dalle informazioni sulla riduzione del rischio che possano venire trasmesse ai fumatori in modo attendibile. Essere autorevolmente informati che il rischio è ridotto, potrebbe indurre molti fumatori ad accettare sigarette che altrimenti rimarrebbero marginali.”

La necessità di una legge che regoli la produzione di tali sigarette, ma soprattutto che voci istituzionali autorevoli certifichino la stimata riduzione del rischio (da stampare si ogni pacchetto di sigarette) è stata messa in luce come fattore essenziale per indurre i fumatori ad adottare tali sigarette. I dott. Gori non esclude la possibilità che, un giorno, sigarette senza tabacco potrebbero essere disponibili, ed anche accettate dai consumatori. “Già la riduzione del contenuto di tabacco fino al 50% potrebbe essere fattibile entro un decennio”, afferma Gori, che però continua mettere in evidenza la necessità di un radicale cambio di approccio sul fumo da parte della pubblica sanità.

Concludendo, Gori afferma:

“Un cambiamento generale a quel livello potrebbe avverarsi tra una cinquantina d’ anni, ma per quei fumatori che accettassero SMP appena fossero disponibili questa riduzione potrebbe essere molto più rapida. … Un rifiuto a promuovere l’ uso di queste sigarette non è moralmente ammissibile e ammonterebbe a una colpevole negligenza d’ ufficio. … Le decisioni che dovranno portare a questi risultati stanno ora in mano alle autorità sanitarie in varie capitali, Roma inclusa.  Indubbiamente queste autorità avranno difficoltà nell’ ammettere la futile inefficienza di una lunga tradizione proibizionista.  C’ è da augurarsi che questa nuova politica sul fumo e le sue indiscutibili promesse di salute pubblica, possano prevalere senza indugio su ogni rivalsa personale o di parte.”