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Nel corso degli ultimi mesi il contrabbando, specie
quello di sigarette, è ripetutamente venuto alla ribalta nei fatti di cronaca.
In particolare, ha colpito l'attenzione generale la sorte di due una coppia di sposini di
ritorno dal viaggio di nozze e rimasti uccisi in un incidente stradale causato da
venditori di sigarette "non autorizzati" (così andrebbero definiti i
contrabbandieri) in fuga dalle "forze dell'ordine" statali. L'emozione e lo
sconcerto sono stati grandi: due giovani vite stroncate per qualche chilo di tabacco.
L'episodio lascia perplessi e forse anche scossi: chi riesce ancora a provare un minimo
d'immedesimazione nelle vicende altrui può provare addirittura una rabbia profonda,
difficile da soffocare. "Erano giovani e felici e non ci sono più... ma quei
bastardi dovranno pagarla cara!".
Ma chi sono i "bastardi"?
Si tratta forse di "Mimmo" e "Nicola", i due ipotetici ragazzi
sfortunati che sono nati e cresciuti in una realtà all'interno della quale il detto più
appropriato suona più o meno "aiutati, che Dio non t'aiuta!", i quali adesso
non si danno pace per quel tragico incidente? Perché di questo s'è trattato: di un
incidente. Loro non volevano far male a nessuno quella maledetta notte; stavano solo
cercando di mettersi in salvo, scappando come un animale braccato da chi tentava di
rovinare non soltanto i loro sudati guadagni, ma anche le loro esistenze, marchiandole a
fuoco con l'indelebile segno dell'infamia. No: non sono loro i bastardi. E, tuttavia, non
sono neppure, beninteso, quegli altri ragazzi che per due lire di straordinario di un già
misero stipendio ed un frainteso senso di giustizia si erano lanciati al loro
inseguimento: ordini superiori; leggi da rispettare ed altre da far rispettare.
Ma chi è il bastardo, allora?
Il bastardo non ha un nome ed un cognome, e non rischia in prima persona come fanno
(tutti) gli altri protagonisti di tali vicende; esso non trama nell'ombra e non è un
"fuorilegge"; tutt'altro: è la legge. È quell'apparato politico-burocratico
che, in nome della "legalità", pretende di regolare la vita degli uomini, ma
che di umano non ha nulla: lo STATO. Quale logica lo sorregge? E qual è il vantaggio in
tutto ciò per l'onesto cittadino qualunque? Analizziamo il caso specifico, ma tenendo
presente che ha valenza generale. L'oligarchia di potentati che si autodefinisce
"Stato" tenta, con ciò, di ammantarsi di un alone di legittimazione etica e
raggira gli altri individui provando (spesso, ahimé, con successo) ad inculcare il
concetto che lo Stato siamo tutti noi in egual misura, anche se con competenze diverse.
Quindi, in nome di queste "diverse competenze", ti ruba 2/3 dei tuoi (legittimi)
guadagni: fino al momento in cui scopri che la vera differenza di competenze sta nel fatto
che tu hai il compito di pagare e loro quello di riscuotere (e con ciò le
"differenze" si esauriscono). Ma questa stessa oligarchia pretende anche di
rubare in maniera 'occulta', perché teme che se chiedesse tutti i quattrini di cui ha
sete in modo esplicito comincerebbe a sembrare un po' esosa a troppi, anche se agisce in
nome e per contro dello "Stato". E, così, entra nel mercato, ma non sa stare
alle regole del gioco e sfrutta la propria forza per imporne di diverse a lei più
favorevoli. Somiglia a quei ripetenti che, quando si andava a scuola, ti rubavano la
colazione minacciando di suonartele di santa ragione se provavi a rifiutarti, ma
mostravano benevolenza nei tuoi confronti e ti offrivano la loro protezione quando, capita
l'antifona, la cedevi spontaneamente. Questo ripetente, ipocrita e prepotente al tempo
stesso, che si fa chiamare "Stato", ha istituito il proprio monopolio nella
vendita del tabacco, dichiarando illegale, così, l'attività di qualunque concorrente.
Eccolo lo "Stato imprenditore", che crea ciò che il peggior capitalismo
padronale non era stato in grado neppure di abbozzare (al massimo si era visto qualche
tentativo di cartello senza troppe pretese dispotiche). In virtù di questa condizione
pretende di fornire tale mercanzia con "l'esclusiva": un privilegio che in
commercio, come mostrava una nota pubblicità, giustifica un brindisi d'eccezione.
La nascita di un monopolio può determinare due opposti sviluppi in economia:
l'imposizione di un prezzo "politico" (totalmente avulso, cioè, dalle leggi di
mercato), che può essere inferiore o superiore al reale prezzo di mercato di detta merce.
Nel caso specifico, manco a dirlo, il prezzo statale è ben al di sopra di quello di
equilibrio e ciò genera, per forza di cose e in maniera consequenziale, il fenomeno del
contrabbando (non ipotizzabile, ovviamente, nel caso opposto!).
Il contrabbandiere, in sostanza, fornisce un prodotto ad un prezzo decisamente
conveniente, per il consumatore, rispetto a quello ufficiale. E la merce non è illegale
di per sé (come si potrebbe obiettare nel caso, ad esempio, di droga), tant'è vero che
il sedicente Stato etico non solo non la vieta, ma la vende "personalmente" e
senza volere competizione al riguardo.
In definitiva, qual è l'incidenza per il comune cittadino dell'attività del
contrabbandiere? La risposta è semplice: per chi non fuma, sostanzialmente nulla, nel
senso che non offre particolari vantaggi, ma neppure alcuno svantaggio; per il fumatore,
invece, decisamente positiva, giacché gli garantisce un prodotto di cui egli fa largo
utilizzo ad un prezzo decisamente più competitivo (e non dimentichiamoci mai, comunque,
che il reale prezzo di mercato sarebbe sempre più conveniente ancora, poiché sarebbe la
risultante di una concorrenza maggiore e senza gli aggravi economici che un'attività
"illecita" comporta!).
Ecco l'assurdo delle nostre società: noi paghiamo un sacco di soldi per potenziare le
"forze dell'ordine", in particolare il "braccio armato" del Fisco (la
Guardia di Finanza) per reprimere un'attività per noi vantaggiosa e il tutto elevando,
oltre che le spese, i rischi per i contrabbandieri, per i finanzieri e per noi stessi,
tanto che di quando in quando ci scappa il morto totalmente innocente, abbassando
notevolmente, così, la qualità della vita, quando potremmo avere, invece, solo che lo
volessimo, strade sgombre da blindati, inseguimenti e sparatorie e pacchetti di sigarette
a mille lire!
Avanti così! |