USA: SCATTA LA CAMPAGNA DI "SENSIBILIZZAZIONE" ANTIALCOL -- CENTINAIA DI MILIONI DI DOLLARI MESSI A DISPOSIZIONE DALLE MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE PER OTTENERE IL NUOVO PROIBIZIONISMO SUGLI ALCOLICI

Clicca qui per leggere l'articolo di spunto
Collegamento originale: http://www.health.org/seasonal/aprilalcohol/

Clicca qui per collegarti a:
PORCI BEVITORI SIETE I PROSSIMI
Clicca qui per collegarti a:
MALEDETTI CICCIONI PARASSITI SOCIALI
FORCES Italiana - ritorno alla pagina principale
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia
>>>>  Invia questa pagina a un amico Se questa pagina appare in un frame e vuoi collegarti, clicca qui per liberarla Clicca qui per: POVERI CAFFEINOMANI, ORA VI CURIAMO

COMINCIANO LE CAMPAGNE SU VASTA SCALA - Armati della stessa retorica, scienza rottame e fanatismo degli antifumo e degli antigrasso, e finanziati dalle stesse multinazionali, i neo-proibizionisti hanno iniziato le campagne per la tolleranza zero dell'alcol -- esattamente come previsto da FORCES negli ultimi cinque anni. E' ormai solo questione di poco tempo prima che le marionette farmaceutiche italiane della "salute pubblica" siano attivate in scala maggiore e all'improvviso anche in Italia; a quando l'alcol passivo?

SCARICA QUI LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO PDF SUI FINANZIAMENTI FARMACEUTICI AD ATTIVISTI E UNIVERSITA' PER TORNARE ALLA TOLLERANZA SOCIALE ZERO SU TUTTI GLI ALCOLICI

Documentati sulle cifre, i nomi, le statistiche fasulle o truccate con la scienza rottame e le "attribuzioni", ottenute con le stesse metodologie delle truffe sul fumo e sul grasso, finanziate dalle stesse entità con gli stessi interessi, e persino con alcuni degli stessi attivisti!
Compara con Multinazionali farmaceutiche: governi in tasca, antifumo in vendita; se il cancro salutista non è distrutto alla base con una riforma radicale della funzione della salute pubblica, le metastasi si moltiplicheranno geometricamente. Ma la prima cosa da fare è educare il pubblico su CHI è veramente dietro alle campagna contro lo stile di vita.

AVVERTIMENTI SANITARI - I produttori vinicoli nostrani faranno bene a guardarsi le spalle, perché, a loro insaputa, hanno già dietro la "salute pubblica" e le multinazionali farmaceutiche che direttamente e indirettamente la pilotano. In diversi stati USA etichette come quella sopra sono obbligatorie su qualunque bevanda che contenga alcol e, come per le sigarette, sono l'anticamera dell'aggressione totale all'industria e ai suoi consumatori.

18 Aprile - Così voi pensavate di potervi godere quella bottiglia di Chardonnay in pace, e magari in un ambiente finalmente "liberato" dal fumo (che fa così schifo e "rovina" il sapore del vino)? Grazie, nazi-salutisti, per un ambiente senza fumo? Certo, ma anche sbagliato. Come continuiamo a ripetere, se invitate il fascismo a casa per un caffè, prima vi farà la morale, poi vi svuoterà il portafoglio, quindi vi vieterà il caffè, e infine vi caccerà fuori di casa. 

Il dipartimento della "salute" americano ha varato la nuova campagna "educativa" anti-alcol e, tanto per cominciare, ha dichiarato il week-end del 4-6 Aprile scorso "Alcohol-Free Weekend" mentre, naturalmente, cifre statistiche su morte e distruzione sono sputate fuori dai computer. Con i nuovi "standard" della scienza rottame, una bottiglia di vino consumata in due al ristorante vi mette nella categoria dei "bevitori eccessivi", secondo il National Center on Addiction and Substance Abuse (CASA) della Columbia University, le cui conclusioni sono appena state pubblicate dal "prestigioso" JAMA (Journal of American Medical Association - la stessa gang che afferma che c'è prova "conclusiva" che il fumo passivo uccide). Naturalmente, non può mancare un riferimento ai giovani. Il CASA ha "stabilito" che "metà dell'alcol è consumato in America da minorenni e da bevitori eccessivi". Con vari elementi confusi e fusi assieme diventa impossibile distinguere i veri alcolizzati, che convenientemente sono mescolati in un'unica cifra con i minorenni e gli "eccessivi" di cui sopra per creare i soliti, enormi ed emozionali numeri-frode che, come per il fumo, sono da tempo la bibbia dei truffatori della "salute pubblica" internazionale. Il proibizionismo di ieri usava il moralismo; quello di oggi statistiche rottame pronunciate da camici bianchi.

Il nucleo motore del cancro salutista mondiale: la Robert Wood Johnson Foundation. Dagli Stati Uniti al resto del mondo

Naturalmente non possono mancare le multinazionali farmaceutiche a sostenere i fascisti bianchi in questione, che così tanto servono all'avanzamento dei loro sporchi interessi e alla soppressione delle libertà personali. La Robert Wood Johnson Foundation (casa farmaceutica Johnson & Johnson) ha pagato uno dei più abietti avversari dell'alcol, bibite e grassi (il CSPI - vedi collegamento) con circa 900.000 dollari per promuovere falsa informazione e, con essa, i suoi interessi di mercato (in questo caso, "terapie" antialcol, dimagranti e antidepressive), mentre ha pagato cinque milioni di dollari per comprarsi i servizi della prestigiosa Georgetown University (sezione "salute pubblica") e produrre "studi" su come interferire con campagne salutiste nella pubblicità agli alcolici. Ulteriori centinaia di milioni di dollari sono stati stanziati per "creare una cultura antialcol" (... ma non le abbiamo già sentite da qualcuno a casa nostra e di recente, parole simili a queste? ) tramite mezzi di comunicazione, personaggi della cultura e dello spettacolo, medici, attivisti vari, personaggi politici e così via.

Clicca qui per il documento-base di razionalizzazione per mettere in atto la propaganda e proibizione di fatto. Il documento è emerso dalla conferenza “Alcohol Policy 13 — Preventing Alcohol Problems Among Youth: Policy Approaches”, sponsorizzata dalla RWJF pochi giorni fa. Nonostante il titolo, i giovani non  sono gli unici bersagli. La formula è la stessa del tabacco; l'alcol "fa male agli altri", e quindi: tassazione, soffocamento della pubblicità, disinformazione, propaganda, totale interferenza dello stato nell'informazione e nel commercio, nazionalizzazione della distribuzione dell'alcol, aumento dell'età minima di acquisto, "prevenzione" nelle scuole, restrizioni nel libero mercato -- e l'affermazione tutta  fascista alla fine del documento, che gli interessi della "salute pubblica" (e di chi la sponsorizza, ovviamente) debbano prevalere naturalmente su quelli del libero commercio, della libertà personale e -- va da sé -- su coloro che producono gli alcolici. In breve, controllo intimo e completo della politica e del commercio da parte della "salute pubblica".

La J&J è la stessa casa che si è comprata con denaro sonante i servizi degli attivisti della "salute pubblica" americana e internazionale per promuovere falsa informazione e odio contro il fumo, investendo circa un miliardo di dollari in un decennio.

Ma c'è di più: avvertimenti sanitari sulle bottiglie di vino e di altri alcolici sono imposti sempre più frequentemente per spaventare e colpevolizzare chi si vuol godere un bicchiere di vino al ristorante o in casa propria -- preludio immancabile all'ondata di divieti, propaganda, demonizzazione e tassazione dei bevitori, con cui i nazi-salutisti hanno un conto in sospeso fin dagli anni '30, quando furono sconfitti dalla realtà economica e dalla delinquenza che avevano loro stessi creato. ... Come dite?... Un po' di vino fa bene?... Ma no, avanti, non l'avete ancora capita?!... Quella è informazione falsa messa in giro da quei porci delle aziende vinicole -- enormi, potenti industrie della morte che si arricchiscono uccidendo i loro clienti e costando milioni di miliardi alla salute pubblica. Ma questo succede in America, a noi che frega? Errore -- l'inquinamento salutista galleggia bene sull'Atlantico, ed è ormai questione di (poco) tempo prima che le correnti lo facciano approdare anche alle nostre sponde.

"Ma agli italiani piace il vino, ed è un'industria che porta ricchezza, e bere è nella nostra cultura," ci sembra di sentir dire dai soliti increduli senza vista (che ne dite, ci decidiamo a chiamarli "i soliti idioti"?). Certo, rispondiamo noi, ma le stesse cose valgono per l'industria del tabacco -- e guardate cosa sta succedendo... Abbiate fede: bisogna solo dar tempo al nostro ministro della "salute" di far posto nella sua impegnatissima agenda, pover'uomo... e poi vedrete che si prenderà cura anche di questo; l'antifumo ha già fatto scuola ed ha spianato la strada.