EDITORIALE

È FACILISSIMO PREVEDERE LE PROSSIME MOSSE DEGLI ANTIFUMO. BISOGNA ESSERE NOSTRADAMUS? NO, BASTA SAPER PENSARE COME DEI DELINQUENTI

AVVERTIMENTI “SANITARI” SULLE SIGARETTE… SVEGLIA!

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NON FARTI INGANNARE DAL FASCISMO SALUTISTA! ISCRIVITI A FORCES! Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, antifumo in vendita
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Clicca qui per leggere l'articolo di spunto: "Le partecipazioni di morte" -- dal sito della FIT

La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

La guerra della nicotina - Reportage investigativo  FORCES - Scritto da Wanda Hamilton

L'angolo del tabacchino

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15 Agosto -- Questo articoletto della Federazione Italiana Tabaccai  (FIT) del 4 Agosto dal titolo “Le partecipazioni di morte“ di primo acchito apre un po’ di speranza che l’organizzazione stia prendendo consapevolezza della gravità della situazione… finché non lo si legge meglio: “Prendiamo atto e con il permesso delle autorità salutarie (sic) facciamo qualche considerazione…”  E’ vero che i fascisti bianchi vogliono controllare l’informazione, cara FIT, ma non siamo ancora arrivati (perlomeno ufficialmente) a dover chiedere il permesso di Sua Maestà La "Salute Pubblica" per esprimere un’opinione – e vale la pena di ricordare che più si “sperleccano” gli stivali, più si rende temerario e sadico l’aguzzino… andiamo avanti… ecco il piatto forte: “E poiché contro di noi hanno ormai esaurito tutte le forme di persecuzione possibili, godremo forse di un meritato periodo di riposo”.

Non possiamo fare a meno di ricordare l’aneddoto dell’ufficio brevetti americano il cui presidente – un burocrate onesto e non parassitario; animale raro, ma si parla di altri tempi – rassegnò le dimissioni nel 1953 perché “si erano esaurite tutte le possibilità di inventare qualcosa di nuovo”.

...SVEGLIA! Ecco, per punti, i prossimi passi della canaglia salutista. Inutile negarlo, e inutile sperare che non succeda. Quanto segue succederà a meno che non sia fermato con salda opposizione, perché i discorsi e i “dialoghi” e le manovre di corridoio non serviranno a nulla - come non sono serviti a nulla finora:

  • Apposizione sui pacchetti di sigarette di foto pornografiche a colori e tridimensionali di cancri ai polmoni, cervelli scoppiati, morti nella bara – e chi più ne ha più ne metta.
  • Aumento del costo delle sigarette fino a 7 euro al pacchetto per finanziare campagne di odio antifumo, anti-tabaccaio, le organizzazioni antifumo, le truffe scientifiche/statistiche create a fini di propaganda, e per neutralizzare ogni ostacolo costituzionale e no al totale controllo dell’informazione e del comportamento da parte delle autorità “sanitarie”. Continuerà la promozione sparata della nicotina farmaceutica.
    Esempi di immagini pornografiche già adottate dalla "salute pubblica" canadese, approvate dalla EU e prossimamente sugli schermi truffaldini italiani
    Immagine di cancro polmonare per far credere che il fumo causi il cancro
    Immagine di cadavere appena morto (notare che si tratta di un giovane) per suscitare terrore, e far pensare subliminalmente che se non si fuma non si muore
    Immagine di danno cardiaco per far credere che il fumo faccia scoppiare il cuore
    Immagine di cervello sezionato per far credere che il fumo provoca l'ictus

    PER NESSUNO DI QUESTI CASI SI PUO' PROVARE SCIENTIFICAMENTE CHE SIA STATO IL FUMO

    VI AVEVAMO AVVERTITI QUASI TRE ANNI FA'.
    SI E' SCELTO DI NON SENTIRE.
    SIETE STANCHI DI FARVI OFFENDERE? COSA SIETE DISPOSTI A FARE?
    (Suggerimento: lamentarsi non serve a niente)
  • “Tentativo” (ben calcolato) di controllo dell’inevitabile, enorme aumento del contrabbando e specialmente delle sigarette false (fatte cioè non dai produttori ma dalla malavita) ampliando i poteri di repressione alle autorità competenti, e trasformando i Paesi in veri stati di polizia in nome delle SS (salute & sicurezza). Lo stesso aumento della criminalità causato dal costo delle sigarette sarà usato come giustificazione per acquisizione di ulteriori poteri, azioni repressive, e sorveglianza dei cittadini da parte delle autorità. Si userà il vecchio trucco – che però funziona sempre – della minaccia sociale per creare consenso all’esplosione dei poteri dello stato (e specialmente della “salute pubblica”) come fossero una supernova. I mass-media continueranno ad essere complici appieno di questa manovra.
  • Liberalizzazione della vendita delle sigarette, che saranno disponibili dappertutto, persino nei supermercati. Questa non è una contraddizione con la politica “sanitaria”, ma ne è un elemento essenziale. Uno degli scopi non dichiarati dei mascalzoni “sanitari” è l’eliminazione della categoria dei tabaccai. Trasferendo la vendita delle sigarette a categorie per le quali tale vendita non è essenziale, la categoria dei tabaccai potrà essere estinta gradualmente e in pochi anni tramite il “libero mercato”, cosicché non si potrà biasimare nessuno. Non è affascinante come si arrivi ad usare metodi libertari a scopi totalitari?
  • Dopo l’indebolimento della potenziale forza politica rappresentata dai tabaccai, sarà più facile togliere le sigarette dalla circolazione perché l’opposizione politica dei nuovi rivenditori sarà minima se non zero in quanto le sigarette non costituiranno un bene essenziale alla loro sopravvivenza. Ciò sarà anche moralmente accettabile perché si continuerà a truffare il popolo con statistiche fasulle sulla “mortalità” del fumo, sputate dei più famosi camici bianchi (che piaccia loro o no) a scopo di credibilità, e ripetendo all’infinito che “il fumo uccide” – anche se non si può provare scientificamente nemmeno una morte.
  • Con costante disinformazione, tassazione, persecuzione e con i divieti di fumo dappertutto (e la categoria dei tabaccai ridotta a un nulla virtuale), si gireranno sempre più fumatori dalla tabaccheria alla farmacia, dove potranno essere “agganciati” alla nicotina farmaceutica, che sempre più sarà oggetto di facilitazioni fiscali a scopo “terapeutico”. Esistono già molte spinte per fare in modo che la nicotina farmaceutica sia passata dalla mutua, creando un apparente costo zero alla vittima acquirente (ma in realtà costando a tutta la comunità, inclusi i non fumatori), e garantendo un’enorme clientela a Big Pharma, che manovra i mascalzoni della “salute pubblica” internazionale direttamente dalla OMS, finanziandone quasi il 75% dei programmi antifumo. Clicca qui per ottenere il CD con il database documentario.
  • Quando (e se mai) la massa dei fumatori arriverà al 10% della popolazione, il tabacco sarà reso illegale, incorporato nella guerra alle droghe e totalmente rimpiazzato con la nicotina farmaceutica. Nel frattempo, le multinazionali del tabacco avranno il tempo di diversificare. Le divisioni reduci di tali multinazionali diventeranno fornitori di Big Pharma per la produzione di nicotina farmaceutica, mentre la produzione del tabacco sarà sotto il totale controllo della mafia internazionale della “salute pubblica”. Questo sta già succedendo negli Stati Uniti.
  • Riavvolgere e fare il playback per alcol ed ogni forma di cibo/comportamento non gradito alla “salute pubblica” (leggi: dove le multinazionali farmaceutiche hanno forti interessi economici e i produttori di scienza rottame prendono finanziamenti provenienti dalla tassazione del gruppo bersaglio).

E’ chiaro adesso, care associazioni di categoria? Il “pensierino finale” dell’articoletto FIT potrebbe anche far sorridere l’ingenuo; ma lo spirito dell’intero articolo è molto insidioso: “È stupido, ma bisogna farlo”. NO, NON BISOGNA FARLO. Si scende in piazza per l’articolo 18, per la difesa delle balene, per la libertà di popoli in terre lontanissime. In Italia in particolare, si sciopera continuamente: chiedetelo a chi prende l’autobus o a chi ha bisogno di un documento. Perché non si sciopera contro i fascisti bianchi?

A meno che non si accetti la sparizione (non importa quanto “graduale”) di intere categorie di attività; della libertà personale; dell’integrità e dell’onestà istituzionale “per il nostro bene”; della nostra stessa cultura e del nostro modo di vivere, allora è il caso di scioperare e di scendere in piazza, senza compromessi e senza mezze misure. Scioperi non annunciati e ripetuti da parte dei tabaccai causerebbero enormi danni per l’erario di stato, ed otterrebbero risultati rapidi e concreti – nonché costituirebbero un precedente per altre categorie a rischio, e un’ispirazione ad intere categorie di cittadini-bersaglio a ribellarsi e a dire BASTA. Ma soprattutto darebbero ai fascisti bianchi il chiaro messaggio che la linea è stata tracciata per terra, e che oltrepassarla significa costi tangibili e (differentemente dalle morti da tabagismo) esattamente calcolabili. È forse per questa ragione, dunque, che le associazioni dei categoria non si muovono? Perché “sentono nell’aria” che la gente ne ha piene le scatole, e temono che una giusta rivolta possa andare fuori controllo? [*]

Gli scioperi di categoria sono un diritto legalmente riconosciuto; e pensiamo che, almeno per il momento, la categoria dei tabaccai sia quella più a rischio nel mondo: solo in Italia si parla di oltre 60.000 nuclei famigliari, senza contare l'indotto, per un totale di ben oltre 250.000 famiglie sfamando milioni di persone. Ma ciò non conta per gli ingegneri sociali che, come generali schizofrenici, spingono soldatini di piombo sui tavoli strategici definendo le morti di interi battaglioni (nel nostro caso, categorie di cittadini e di attività) come "causalità" della grande guerra per la "salute" statistica dettata, ancora una volta, da interessi industriali e la cui contabilità è in mano a conta-fagioli statistici armati di scienza rottame e di computer.

Riteniamo che coloro che tutelano gli interessi di categoria abbiano non solo il diritto, ma anche e specialmente il dovere di proteggere l’interesse e di assicurare la continuità della categoria. E piegarsi a novanta gradi davanti a chi non ha alcuna intenzione di fermarsi può andare bene ad una multinazionale come, per esempio, la Philip Morris, che ha tutto il tempo e la potenza per diversificare mentre lecca gli stivali dei suoi aguzzini e ne conferma persino le frodi scientifiche. Ma certo non va bene per il povero tabaccaio o barista che, dalla sua attività, ci deve far uscire la pagnotta per la sua famiglia, e gliene potrebbe fregare di meno degli intrallazzi politici della “salute pubblica”, dei suoi mastri farmaceutici, dei suoi nemici-amici multinazionali del tabacco, e delle truffe scientifiche usate per giustificare l’implementazione di tali politiche derubando le tasche dei cittadini strada facendo.

E’ tempo quindi di dire BASTA – e questa voce deve venire dal basso verso l’alto, perché è chiaro che il processo inverso non sta funzionando, e che troppe associazioni di categoria sono indaffarate a convincere i loro membri che "è andata ancora bene" dopo che l'intera categoria è stata presa a bastonate. Infatti,  che ci si creda o meno, il potere è sempre nelle mani della gente – anche nel caso di dittature minoritarie che affermano di prendersi cura della nostra salute, fisica o politica che sia.

FORCES Italiana
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[*] Esiste prova storica che le cosiddette “associazioni per i diritti dei fumatori”, per esempio, spesso finanziate dalle stesse multinazionali del tabacco, non sono state altro che un mezzo per controllare l’ira e il potere dei fumatori, inducendoli a delegare il loro potere nelle mani di rappresentanti che invocavano “tolleranza e cortesia” mentre si guardavano (e si guardano) bene dall’attaccare le truffe scientifiche e dallo stimolare rivolte – gli unici mezzi che possono cambiare la situazione. Sentendosi “potentemente” rappresentati, i fumatori non si sono ribellati quando ciò poteva fare la differenza (e la può fare anche oggi). Ciò ha dato tempo alla “salute pubblica” di inculcare la superstizione popolare che il fumo (attivo e passivo) uccide, e di posizionarsi gradualmente e legalmente per una repressione volta all’eliminazione totale. Il resto della storia lo conosciamo tutti.